giovedž, 22 aprile 2021

Geometri: ai fini del calcolo della pensione non si osserva la rivalutuzione dei redditi di cui al D.M. 18 settembre 1990

Cassazione, sezione lavoro, Sentenza 19 luglio 2012,  n. 12511

 

1. Con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione di norme di diritto, assumendo che, stante la formulazione della L. n. 773 del 1982, art. 15, non poteva ritenersi la legittimità di un'interpretazione del D.M. 18 settembre 1990, nel senso ritenuto dalla Corte territoriale. Con il secondo motivo la ricorrente denuncia violazione di legge, assumendo che, dovendo tenersi conto, giusta la previsione del ridetto L. n. 773 del 1982, art. 15, dell'andamento finanziario della Cassa, la decretazione ministeriale non avrebbe potuto che avere effetto dal 1 gennaio dell'anno successivo, come del resto specificato dall'art. 13 del predetto D.M.. Con il terzo motivo, denunciando violazione di plurime norme di diritto, la ricorrente assume che dovrebbe ritenersi compatibile con i principi di ragionevolezza ed eguaglianza una diversità di trattamento "fra pensionati antichi e nuovi" ascrivibile alla disciplina di cui alla L. n. 773 del 1982, art. 15, comma 4, e alla emanazione dei regolamenti normativi. Con il quarto motivo la ricorrente denuncia vizio di violazione di legge, assumendo che, stante l'interpretazione resa dalla Corte territoriale del D.M. 18 settembre 1990, lo stesso avrebbe dovuto essere disapplicato per contrasto con il limite imposto dalla L. n. 773 del 1982, art. 15, comma 4. Con il quinto motivo la ricorrente denuncia vizio di motivazione, deducendo che la Corte territoriale si era limitata ad operare "uno stereotipo richiamo a massime tratte da altre pronunce giurisprudenziali".

2. I primi tre motivi di ricorso, fra loro connessi, vanno esaminati congiuntamente. 2.1 Al riguardo va disattesa l'eccezione di inammissibilità per violazione dell'art. 366 bis c.p.c., - applicabile ratione temporis alla presente controversia - atteso che i quesiti formulati enunciano le regulae iuris pretesamente applicabili alla fattispecie. 2.3 Le questioni sollevate sono state peraltro già oggetto di disamina da parte della giurisprudenza di questa Corte nei termini che seguono. In un primo tempo, affrontando la tematica del presente giudizio (cfr, in particolare, Cass., n. 15231/2000), così come quella, implicante la soluzione di questioni sostanzialmente analoghe, relativa al parimenti intervenuto aumento del coefficiente di rivalutazione della media decennale del reddito professionale dall'1,75% al 2% (cfr, Cass., nn. 12675/1995; 9265/1997; 8267/2003; 15191/2003; 1228/2004), questa Corte ha affermato il principio secondo cui le disposte variazioni dovevano ritenersi applicabili anche per le pensioni già liquidate. Tale orientamento ermeneutico è stato tuttavia oggetto di successivo ripensamento (cfr, in particolare, Cass., nn. 9255/2009; 24804/2010), con enunciazione del difforme principio secondo cui, in difetto di espressa disposizione di contrario segno, i trattamenti pensionistici devono essere liquidati sulla base della disciplina normativa vigente al momento della loro liquidazione, cosicchè la variazione della percentuale di rivalutazione dei redditi, disposta, in applicazione della L. 20 ottobre 1982, n. 773, art. 15, u.c., dal D.M. 18 settembre 1990, per il calcolo delle prestazioni pensionistiche a favore degli iscritti alla Cassa italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti, non è applicabile alle pensioni liquidate anteriormente alla prevista decorrenza della variazione stessa, rappresentando il fluire del tempo idoneo elemento diversificatore della disciplina delle situazioni giuridiche e non potendo ritenersi l'illogicità di tale elemento diversificatore in considerazione del suo collegamento all'esigenza di rispetto degli equilibri della gestione finanziaria della Cassa. A sostegno di tale più recente orientamento è stato in particolare evidenziato che:

- il meccanismo rivalutativo previsto dalla normativa di riferimento deve essere applicato al momento del calcolo da effettuarsi per la liquidazione della pensione (in particolare contemplando tale meccanismo gli aumenti Istat intercorsi tra l'anno di produzione dei redditi e quelli dell'ultimo anno anteriore alla maturazione della pensione); al contempo la legge non contiene alcuna previsione in ordine alla possibile futura revisione, successivamente alla maturazione del diritto alla pensione, di tale meccanismo rivalutativo; - ciò risulta coerente con il generale principio secondo cui le prestazioni pensionistiche vengono liquidate facendo applicazione della disciplina normativa vigente al momento della liquidazione stessa, salva l'esistenza di espresse disposizioni in senso contrario...

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LaPrevidenza.it, 08/08/2012

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