venerdì, 03 dicembre 2021

Falsa fatturazione: commercialista e cliente sono entrambe responsabili

Cassazione penale sez. III, sentenza 26.5.2010 n. 35453

 

Con sentenza del 28.10.2008 il Tribunale di Nicosia, in composizione monocratica, condannava C.C. E P. C., riconosciute alla C. le circostanze attenuanti generi che, alla pena, rispettivamente, di anni uno e mesi due di reclusione la prima e di anni uno e mesi otto di reclusione il secondo, per i reati di cui all’art. 110 c.p., D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2, comma 3 (per avere, in concorso tra loro, la C. quale commercialista, indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2003 del P. elementi passivi fittizi avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti), ascritti ai capi b) e c), nonché del reato di cui agli artt. 81 cpv. e 110 c.p., D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 8, comma 3 (perché, in concorso tra loro, al fine di consentire a Co.Sa. Di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto emettevano tre fatture relative ad operazioni inesistenti) ascritto al capo d); dichiarava inoltre interamente condonate le pene inflitte. La Corte di Appello di Caltanisetta, in data 7.7.2009, in parziale riforma della sentenza del Tribunale, dichiarava assorbito il fatto di cui al capo c) in quello già ascritto al capo b) e rideterminava la pena inflitta alla C. in anni uno e mesi uno di reclusione ed al P. in anni uno e mesi quattro di reclusione, confermando nel resto. Riteneva la Corte, quanto alle imputazioni di cui ai capi b) e c), che, trattandosi di elementi passivi fittizi esposti in un’unica dichiarazione e relativi allo stesso anno, il reato fosse unico. Disattendeva, invece, le altre doglianze difensive, risultando provato che tutte le fatture utilizzate o emesse erano relative ad operazioni inesistenti e che per la configurabilità del reato di cui all’art. 2 non si richiede la realizzazione del fine di evadere le imposte. 2) Ricorre per Cassazione C.C., a mezzo del difensore, denunciando con il primo motivo la violazione e falsa applicazione di legge in relazione all’art. 521 c.p.p..

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LaPrevidenza.it, 03/03/2011

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