sabato, 15 agosto 2020

Diritto degli enti di ricerca - La cessazione del rapporto di lavoro negli enti di ricerca

Avv. Maurizio Danza - Arbitro regionale pubblico impiego

 

La cessazione dei rapporti di lavoro può aver luogo per diverse cause, come il compimento dell’età, le dimissioni del dipendente o il decesso dello stesso. Per i contratti a tempo indeterminato la normativa generale prevede che ciascuno dei contraenti possa recedere dando un preavviso nei termini previsti dalle disposizioni vigenti in materia. L’inosservanza di detti termini comporta l’obbligo per la parte inadempiente di corrispondere un’indennità equivalente alla retribuzione spettante per il periodo di mancato preavviso. In riferimento al Comparto della ricerca l’istituto è stato inizialmente disciplinato dagli artt. 17,18, 19 del CCNL 1994/1997, sostituiti ora dagli art.23,24, 25 del CCNL 1998/2001 attualmente in vigore.

Quanto alle cause di cessazione del rapporto di lavoro,esse sono disciplinate dall’art.23 del CCNL 1998/2001. La cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, superato il periodo di prova, oltre che nei casi di risoluzione disciplinati dagli artt. 12, 13, 21 e 22 del presente contratto, ha luogo: a) per compimento del limite di età previsto dalle norme applicabili nell'Ente in materia di previdenza e quiescenza; b) per dimissioni volontarie del dipendente; c) per decesso del dipendente.

Il successivo art.24.sempre del CCNL 1998/2001 invece prevede gli obblighi a carico delle parti nel caso della cessazione del rapporto prevedendo espressamente che: In caso di dimissioni volontarie il dipendente deve darne comunicazione per iscritto all'Ente (co.1). Nel caso di risoluzione ad iniziativa dell'Ente, quest'ultimo è tenuto a specificarne, per iscritto contestualmente la motivazione(co.2). Nell'ipotesi in cui la risoluzione del rapporto di lavoro avviene automaticamente al verificarsi della condizione prevista, senza obbligo per l'Ente di dare il preavviso o di erogare la corrispondente indennità sostitutiva ed opera dal primo giorno del mese successivo a quello del compimento dell'età prevista. Nell'ipotesi di cui all'art.17 al comma 1, lettera c), l'Ente corrisponde agli aventi diritto l'indennità sostitutiva del preavviso secondo quanto stabilito dall'articolo 2122 c.c.(co.3).

 La disposizione rinvenibile nell’art.25 in tema di recesso con preavviso prevede poi che:” Salvo il caso di risoluzione automatica del rapporto di lavoro e quello di licenziamento senza preavviso, in tutti gli altri casi in cui il presente contratto prevede la risoluzione del rapporto con preavviso o con corresponsione dell'indennità sostitutiva dello stesso, i relativi termini sono fissati come segue: fino a 5 anni di servizio, 2 mesi di preavviso; da 5 a 10 anni 3 mesi di preavviso; oltre 10 anni 4 mesi di servizio (co.1).   In caso di dimissioni volontarie del dipendente i termini di preavviso sono ridotti della metà e I termini di preavviso....
Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 11/06/2013

ALESSANDRO BARONE
mini sito

Vill.prealpino Via Prima 24, 25136, Brescia (BS)

Telefono:

0302001574

Cellulare:

3479194117

Servizi:

consulenza del lavoro consulenza previdenziale

GIOVANNA LONGHI
mini sito

Via San Felice N. 6, 40124, Bologna (BO)

Telefono:

051220171

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Diritto del lavoro, diritto previdenziale, diritto civile