domenica, 18 agosto 2019

Delitto d’onore: manifestazione di un sentimento riprovevole ed esasperato

Corte di cassazione, sezione prima penale sentenza n. 37352 - Cesira Cruciani

 


Nel dispositivo della
sentenza n. 37352 del 26/09/2007 della Corte Suprema di Cassazione,
sez. I penale, la c.d. “causa d’onore” non può
assurgere al rango di circostanza attenuante generale secondo il
dettato dell’art. 62 n. 1 c.p., in quanto espressione di una
concezione angusta e arcaica del rapporto di coniugio, apertamente
confliggente con i valori ormai acquisiti nella società civile
che ricevono un riconoscimento e una tutela anche a livello
costituzionale, quali il rispetto della vita, la dignità della
persona, l’uguaglianza di tutti i cittadini senza
discriminazione basate sul sesso, l’uguaglianza morale e
giuridica dei coniugi all’interno della famiglia quale società
naturale fondata sul matrimonio.



Lo sottolinea la
Cassazione nel negare lo sconto di pena richiesto dal ricorrente, che
nel 2004 aveva ucciso la moglie. Il movente del delitto era da
ricercare nella forte gelosia che l’uomo nutriva nei confronti
della moglie a causa delle maldicenze sul comportamento della donna
maturate in ambito familiare.



Pertanto l’omicidio
commesso dal marito per salvaguardare l’onore asseritamente
offeso da una pretesa relazione sentimentale della moglie e dettato
da un malinteso senso dell’orgoglio maschile è
l’espressione di uno stato passionale sfavorevolmente valutato
dalla comune coscienza etica, in quanto manifestazione di un
sentimento riprovevole ed esasperato di superiorità maschile.





(Dott.ssa Cesira Cruciani)


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LaPrevidenza.it, 10/11/2007