lunedž, 26 ottobre 2020

Cultura organizzativa, contesto ambientale e cambiamento

Prof. Sergio Sabetta

 

Vari fattori determinano il formarsi di una cultura organizzativa, senz’altro il principale è il carattere nazionale risultato dall’ambiente naturale e dagli eventi storici che hanno modellato la società, a questo si affianca la cultura espressa dal settore economico-sociale in cui agisce l’organizzazione, nonché dalle persone”simbolo” che risultano diventare “eroi” di un mito interno e quindi simbolo del pensiero organizzativo “aziendale”.

D’altronde gli individui sviluppano propri valori nel processo di socializzazione e inserimento nei diversi tipi di organizzazione, questi valori sono anche il frutto di una ricerca e selezione mirata di individui con cultura già coerente con quella dell’organizzazione a cui la socializzazione provvederà ad un ulteriore adattamento e i riconoscimenti premiali organizzativi ne rinforzeranno selettivamente comportamento e atteggiamenti. (Personalità morale organizzativa).

La cultura risulta essere pertanto il contesto sociale entro cui il singolo agisce ed è plasmata in parte da soggetti dominanti nella società, essa attraverso i processi di socializzazione porta al controllo individuale della personalità nel suo agire nel contesto, che si esprime nei comportamenti conformi accettati e approvati dagli altri membri, in particolare per quei valori sociali fondamentali relativi al rapporto gerarchico, al potere e al lavoro.

Questi valori dominanti che si esprimono prima in miti, credenze, racconti e successivamente in sistemi “normativi” e pertanto comportamentali imposti, sono invisibili agli stessi individui che tendono ad accettarli inconsciamente.

Hofstede individua in cinque diverse dimensioni il profilo di una personalità modale questo in una qualsiasi cultura:


•    Avversione all’incertezza, circostanza che viene a riflettersi sulla propensione a rischio;

•    Distanza di potere tra individui di diverse classi sociali o livelli occupazionali;

•    Individualismo e collettivismo, a seconda se si tenda a enfatizzare il bisogno del singolo o del gruppo;

•    Mascolinità e femminilità, a seconda del prevalere dell’aspetto della crescita e della sfida sulla qualità dell’ambiente di lavoro;

•    Schemi mentali orientati a lungo o al breve termine, con conseguenze sull’impostazione organizzativa (crescita delle retribuzioni lente o rapide, temporaneità o stabilità nelle relazioni di lavoro con crescite della carriera rapide o più lunghe ma comunque stabilizzate).


Abbiamo più volte sottolineato la rilevanza dell’ambiente sull’organizzazione in generale e sul gruppo più in specifico, a riguardo un ulteriore aspetto è dato dal grado di dinamicità e incertezza che viene su di esso ad impattare, un ambiente stabile favorisce il mantenimento dei processi e delle relazioni sia in termini affettivi che di utilità economica, al contrario un ambiente altamente dinamico impone non solo una continua rivalutazione economica, ma anche un mutare di relazioni personali.

Prof. Sergio Sabetta

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LaPrevidenza.it, 20/11/2011

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