lunedì, 08 agosto 2022

Csm, intralcio alla carriera di Magistrato, risarcimento del danno, eccesso di potere

Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza 8.3.2012 n. 3622

 

Il Dott. S.G. impugnò dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio la delibera con la quale, in data 17 aprile 2008, il Consiglio Superiore della Magistratura (in prosieguo indicato come CSM) aveva conferito al Dott. B. A. la carica di presidente della Corte d'appello di (OMISSIS). Il Tribunale amministrativo, con sentenza del 12 maggio 2010, rigettò il ricorso e dichiarò inammissibili per difetto d'interesse i motivi aggiunti con cui il ricorrente aveva messo in discussione anche la validità del successivo trasferimento del Dott. B. alla presidenza della Corte d'appello di (OMISSIS) e della delibera consiliare con cui era stato nuovamente messo a bando il posto di presidente della Corte d'appello di (OMISSIS). L'appello proposto avverso tale decisione dal Dott. S. fu parzialmente accolto dal Consiglio di Stato, con sentenza resa pubblica il 28 marzo 2011. Il Consiglio di Stato, per un verso, ritenne che effettivamente il Dott. S., il quale non aveva proposto la propria candidatura alla carica di presidente della Corte d'appello di (OMISSIS) nè aveva partecipato al nuovo concorso indetto per la presidenza della Corte d'appello di (OMISSIS) dopo il trasferimento del Dott. B., non avesse interesse ad impugnare tale trasferimento e l'indizione del nuovo concorso per la copertura della vacanza del posto che ne era scaturita, essendo comunque questo un atto dovuto per il CSM. Ravvisò nondimeno un perdurante interesse dei ricorrente a censurare la validità della precedente nomina del medesimo Dott. B. al vertice della corte umbra - nomina alla quale il Dott. S. aveva a suo tempo anch'egli concorso - sia in funzione di un eventuale risarcimento dei danno sia per ragioni di "ricostruzione della carriera". Nel merito, il Consiglio di Stato reputò che l'impugnata nomina del Dott. B. fosse viziata da un difetto di motivazione, sintomatico di eccesso di potere, avendo il CSM privilegiato la maggiore versatilità e la maggiore esperienza ordinamentale del Dott. B., in relazione alle sue pregresse funzioni di magistrato requirente in Cassazione e di componente del medesimo CSM, a scapito delle ben più significative e specifiche esperienze maturate dal Dott. Santoro nello svolgimento di funzioni d'appello in ambito sia civile sia penale e senza tener conto della circostanza che quest'ultimo aveva già svolto di fatto funzioni direttive corrispondenti a quelle dell'incarico per cui concorreva. Avverso tale sentenza il CSM, con il patrocinio dell'Avvocatura generale dello Stato, ha proposto ricorso alle sezioni unite di questa corte per motivi di giurisdizione. Il Dott. S. ha svolto in questa sede unicamente difese orali.


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LaPrevidenza.it, 16/03/2012

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