domenica, 18 agosto 2019

Contributi finanziari della Comunità al Fondo internazionale per l’Irlanda

Cgce, 3.9.2009 C-166/07

 

«Ricorso di annullamento – Regolamento (CE) n. 1968/2006 – Contributi finanziari della Comunità al Fondo internazionale per l’Irlanda – Scelta della base giuridica»

I negoziati politici svoltisi nella metà degli anni ’80 tra i governi dell’Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, diretti a consolidare la pace e la riconciliazione delle due comunità dell’Irlanda del Nord, hanno condotto, il 15 novembre 1985, alla firma di un accordo tra questi due governi (Raccolta dei trattati delle Nazioni Unite, vol. 1413, n. I‑23668; in prosieguo: il «trattato anglo-irlandese»), il cui art. 2 prevede l’istituzione di una conferenza intergovernativa al fine di trattare questioni politiche, di sicurezza e giuridiche, compresa l’amministrazione della giustizia nonché la promozione della cooperazione transfrontaliera. 
In forza dell’art. 4, lett. a), sub ii), del trattato anglo-irlandese, detti governi s’impegnano a cooperare, nell’ambito di tale conferenza intergovernativa, per favorire la pace, la stabilità e la prosperità dell’isola d’Irlanda, promuovendo la riconciliazione, il rispetto dei diritti umani, la cooperazione contro il terrorismo, nonché lo sviluppo di una cooperazione economica, sociale e culturale. 
Tale trattato prevede come settore d’azione, tra l’altro, la cooperazione transfrontaliera su questioni di sicurezza, economiche, sociali e culturali, nel cui ambito i due governi collaboreranno, in base all’art. 10, lett. a), del trattato medesimo, per promuovere lo sviluppo economico e sociale delle regioni che, nelle due parti dell’Irlanda, hanno maggiormente sofferto le conseguenze dell’instabilità degli ultimi anni. A tale fine, questi governi esamineranno la possibilità di ottenere un appoggio internazionale.
 L’accordo riguardante il Fondo internazionale per l’Irlanda
I governi dell’Irlanda e del Regno Unito, in base all’art. 10, lett. a), del trattato anglo-irlandese, hanno adottato l’accordo del 18 settembre 1986 riguardante il Fondo internazionale per l’Irlanda (Raccolta dei trattati delle Nazioni Unite, vol. 1515, n. I‑26244; in prosieguo: l’«accordo FII»). Tramite questo accordo essi hanno istituito il Fondo internazionale per l’Irlanda (in prosieguo: il «Fondo») i cui obiettivi, in forza del suo art. 2, consistono nel promuovere il progresso economico e sociale e nell’incoraggiare i contatti, il dialogo e la riconciliazione tra nazionalisti e unionisti in tutta l’Irlanda. 
L’art. 4 dello stesso accordo elenca le categorie di progetti o di azioni che il Fondo considera prioritari, vale a dire l’incoraggiamento degli investimenti destinati al settore privato, segnatamente tramite accordi che comportano capitale di rischio, progetti di cooperazione transfrontaliera in materia economica, di istruzione e di ricerca, progetti di miglioramento delle infrastrutture, in particolare nel settore sociale, sanitario, educativo e ambientale, nonché azioni di formazione professionale all’estero. 
Il Fondo, ai sensi dell’art. 5 dell’accordo FII, è un’organizzazione internazionale che gode di personalità giuridica, i cui membri sono i due governi contraenti. In forza dell’art. 6 di detto accordo, tale Fondo è diretto da un consiglio di gestione, i cui membri e il cui presidente sono designati da questi due governi. Essi svolgono i loro compiti conformemente alle modalità e alle condizioni previste da tali governi. Se lo desiderano, gli Stati donatori possono avere la qualità di osservatori in seno a questo consiglio. 
I donatori sono gli Stati Uniti d’America, il Canada, la Nuova Zelanda e l’Australia nonché la Comunità europea.
 Il diritto comunitario
 Il regolamento impugnato
Il regolamento impugnato detta la disciplina generale per il versamento al Fondo dei contributi finanziari della Comunità per il periodo 2007‑2010. Esso è stato adottato sulla base dell’art. 308 CE. 
In base al secondo ‘considerando’ di questo regolamento, la Comunità riconosce che gli obiettivi del Fondo, a cui essa contribuisce economicamente dal 1989, rispecchiano quelli da essa perseguiti. In forza del terzo ‘considerando’ di detto regolamento, le valutazioni effettuate a norma dell’art. 5 del regolamento (CE) del Consiglio 24 gennaio 2005, n. 177, relativo ai contributi finanziari della Comunità al [Fondo] (2005-2006) (GU L 30, pag. 1), hanno confermato la necessità di sostenere ulteriormente le attività del Fondo, rafforzando nel contempo la sinergia degli obiettivi e il coordinamento con gli interventi dei Fondi strutturali, in particolare con il programma speciale per la pace e la riconciliazione nell’Irlanda del Nord e nelle contee di frontiera dell’Irlanda (in prosieguo: il «programma PEACE»). 
L’obiettivo principale del regolamento impugnato è, come risulta dal suo sesto ‘considerando’, il sostegno alla pace e alla riconciliazione mediante una gamma di attività più ampia di quella coperta dai fondi strutturali e che si estende al di là dell’ambito di applicazione della politica della Comunità in materia di coesione economica e sociale. Riguardo alla strategia concernente la fase finale delle attività del Fondo, per il periodo 2006‑2010, l’obiettivo ultimo del Fondo medesimo nonché del regolamento impugnato è, a mente del quindicesimo ‘considerando’ di tale regolamento, di incoraggiare la riconciliazione tra le comunità. Il sedicesimo e il diciassettesimo ‘considerando’ dello stesso regolamento enunciano inoltre che il sostegno della Comunità contribuirà a rafforzare la solidarietà tra gli Stati membri e fra i loro popoli, e che la sua adozione è considerata necessaria per raggiungere gli obiettivi della Comunità nell’ambito del funzionamento del mercato unico. 
L’art. 1 del regolamento impugnato stabilisce, per il periodo di cui trattasi, l’importo di riferimento finanziario per l’esecuzione del Fondo.
In base all’art. 2 del regolamento impugnato:
«Il Fondo si avvale di tale contributo conformemente [all’accordo FII].
Nell’assegnazione del contributo il Fondo attribuisce priorità ai progetti riguardanti ambedue le comunità o le zone da entrambe le parti della frontiera, così da integrare le attività finanziate dai Fondi strutturali, in particolare quelle del programma PEACE che opera nell’Irlanda del Nord e nelle contee di frontiera dell’Irlanda.

Documento integrale

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LaPrevidenza.it, 28/10/2009