martedì, 17 settembre 2019

Conoscenza e consapevolezza dei diritti fondamentali di ogni cittadino, loro tutela e  accesso in via incidentale al giudizio di legittimità costituzionale

Valter Marchetti

 

Nel meditare sui  possibili contenuti di questa mia breve riflessione in materia di accesso diretto alla tutela costituzionale, il pensiero - se mi è consentito un riferimento personale -corre ad un fatto occorso in occasione del termine dell’anno scolastico di mio figlio. Quanti di noi ricordano, ancor oggi e spesso  con particolare emozione,   il ritiro della prima pagella !  Orbene, mi accingo a leggere  insieme a mio figlio il voto per ciascuna materia e, ad un certo punto trovo scritto sulla scheda valutativa  “ Cittadinanza e Costituzione ”[1]. Tralascio per un attimo il voto e chiedo a mio figlio il   significato di questi due  termini  ma,  di tutta risposta, intravedo uno sguardo  perso  nel    “ vuoto “, o meglio, nello “ spessore/ valore ” di quelle due parole…! In sostanza, mio figlio aveva vissuto il suo primo anno di scuola elementare studiando una materia denominata [2]  dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca   “ Cittadinanza e Costituzione”, venendo, altresì, giudicato molto positivamente dalle sue insegnanti in entrambe i quadrimestri,  senza però – badate bene -  conoscerne assolutamente il significato. Confesso di sentirmi, se non del tutto,  abbastanza responsabile per quanto sopra narrato e non nascondo un pizzico di vergogna, come uomo, come padre, come avvocato, come studioso del diritto, ma soprattutto come cittadino “adulto” che non  ha saputo, almeno sino ad oggi, trasmettere al proprio figlio, cittadino in divenire, i valori della “Cittadinanza” e della “Costituzione”. Ed allora, meditando  anche in ragione dei fatti concreti che caratterizzano il personale vissuto quotidiano,  i contenuti di questo mio lavoro non possono che rifarsi  in primis   ad un brevissimo cenno in ordine ai sopra richiamati valori, prendendo  spunto da una polemica sorta attorno ad un  articolo di Ernesto Galli della Loggia ed  intitolato “ Scuola. Così la democrazia diventa catechismo ” [3]. In sintesi e senza addentrarmi nella già ampiamente alimentata e dibattuta polemica[4], secondo Ernesto Galli della Loggia,  attraverso la riforma dell’insegnamento, all’istruzione scolastica verrebbe a sostituirsi una sorta di educazione orientata ad una precisa “ tavola di valori assunti a priori e calati dall’alto “  - e cioè, per l’appunto, i valori della Costituzione -  diretta a  “ far introiettare  eticamente la democrazia con l’affermarne perentoriamente la prescrittività “. L’Autore sopra citato parla addirittura di  “ processo di eticizzazione” che trasformerebbe la Costituzione nel  “ vangelo di una vera e propria religione politica “ [5]. Pare, perlomeno a chi scrive,  di notevole rilievo il pensiero di Andrea Pugiotto secondo il quale  “ se la democrazia  - come ha detto una volta Noberto Bobbio – è il potere pubblico in pubblico, allora non c’è democrazia senza controllo dei governanti su chi governa, e non c’è controllo senza cultura costituzionale, senza conoscenza dei meccanismi che regolano la vita delle nostre istituzioni. Ergo: conoscere la  Costituzione è una precondizione essenziale  per la vita stessa di  un ordinamento  che voglia  essere e conservarsi  democratico “ [6]. Conoscenza e consapevolezza dei diritti e delle libertà nonché dei doveri costituzionali, sono le premesse inderogabili per concretizzare tali diritti, libertà e doveri di ogni cittadino....

Avv. Valter Marchetti

Documento integrale

Allegato: marchetti_costituzionale.pdf
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LaPrevidenza.it, 14/12/2010