venerdì, 03 dicembre 2021

Condono fiscale e contestazione del credito Iva

Cassazione civile  sez. trib., Sentenza 31 agosto 2010 n. 18942

 

..... omissis ..... che, nella dichiarazione iva per l’anno 2000, la società contribuente pose in compensazione con l’imposta dovuta (esponendo peraltro eccedenza a credito) il credito d’imposta maturato presso società controllata, sul presupposto della ricorrenza dei requisiti della cd. “iva di gruppo”; che l’importo compensato fu recuperato a tassazione dall’Agenzia, essendo emerso che il credito iva maturato presso la società controllata era stato istituito attraverso fatture passive relative ad operazioni inesistenti, e l’avviso di accertamento corrispondentemente emesso fu impugnato dalla società contribuente, la quale, tra l’altro, dedusse l’inammissibilità dell’azione accertatrice per effetto l’intervenuta definizione ai sensi della L. n. 89 del 2002, art. 9; che l’adita commissione tributaria respinse il ricorso, con decisione, che, in esito all’appello della società contribuente, fu, tuttavia, riformata, dalla commissione regionale;  che il nucleo essenziale della decisione impugnata recita: “Il Collegio prende atto che, per quanto risulta in atti, il credito iva esposto in dichiarazione dalla società Z Immobiliare s.r.l. Proviene dal trasferimento infra gruppo dalla controllata R. Servicos Investimentos LDA e che detto credito non è stato chiesto a rimborso bensì utilizzato in compensazione di altre imposte. Il Collegio osserva quindi che, secondo la Corte Costituzionale, il vaglio dell’Amministrazione Finanziaria sui crediti Iva in presenza di condono è limitato alle ipotesi di richiesta di rimborso e che, di conseguenza, nel caso in esame deve essere applicato il dettato letterale della L. n. 289 del 2002, art. 9, che prevede la preclusione, nei confronti del dichiarante; e dei soggetti coobbligati, di ogni accertamento tributario, senza modifica alcuna dell’importo degli eventuali rimborsi e crediti derivanti dalle dichiarazioni presentate ai fini delle diverse imposte. Perciò, in riforma dell’impugnata sentenza, l’accertamento deve essere annullato. Restano assorbite le restanti eccezioni ed istanze”....

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Allegato: 18942_2010.pdf
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LaPrevidenza.it, 23/02/2011

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