domenica, 18 agosto 2019

Composizione e modalita' di funzionamento del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale

Ministero del Lavoro, Decreto 26.8.2009

 

Il  nucleo di valutazione della spesa previdenziale e’ composto da  dieci esperti con particolare competenza ed esperienza in materia previdenziale nei diversi profili giuridico, economico, statistico ed attuariale,   nonché   dal   Direttore  generale  per  le  politiche previdenziali   del  Ministero  del  lavoro,  della  salute  e  delle politiche  sociali,  nominati dal Ministro del lavoro, della salute e delle  politiche  sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle   finanze.   Alle  riunioni  sono  invitati  a  partecipare  un rappresentante della Banca d’Italia e un rappresentante dell’Istat.
Il  Presidente  del nucleo, che coordina l’intera struttura, e’ nominato  tra  gli  esperti  indicati  al  comma  1,  con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
I componenti del nucleo di valutazione della spesa previdenziale sono  nominati  fino  a  scadenza  dell’organo, ai sensi del comma 1, dell’art.  3,  del  decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 107, fatto salvo quanto previsto al successivo comma 5.
Tre mesi prima della scadenza del termine di durata dell’organo, ai  sensi  dell’art.  3,  comma  2,  del decreto del Presidente della Repubblica  14  maggio 2007, n. 107, il nucleo presenta una relazione sull’attività  svolta  al  Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, che la trasmette alla Presidenza del Consiglio dei ministri,  ai fini della valutazione di cui all’art. 29, comma 2-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla  legge  4  agosto  2006,  n.  248, circa la perdurante utilità dell’organismo  e  la conseguente eventuale proroga della sua durata, da  adottarsi  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su  proposta  del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. La proroga, ove concessa, non potrà in ogni caso eccedere i due   anni,   cosi’   come   disposto  dall’art.  68,  comma  2,  del decreto-legge  25  giugno  2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 5 agosto 2008, n. 133.

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LaPrevidenza.it, 28/10/2009