sabato, 24 agosto 2019

Azione diretta del lavoratore contro l'assicuratore del datore di lavoro: inammissibilità della questione di legittimità

Corte Costituzionale, sentenza 5.3.2009 n. 63

 

Nel corso di un giudizio promosso da un lavoratore vittima di infortunio contro il fallimento della società datrice di lavoro e l’assicuratore di tale società, la Corte di cassazione, con ordinanza emessa il 13 maggio 2008, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, 35 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 1917, secondo comma, del codice civile, nella parte in cui non concede al lavoratore azione diretta contro l’assicuratore del datore di lavoro per il credito risarcitorio da danno differenziale per infortunio sul lavoro. La Corte rimettente espone di essere stata investita del ricorso proposto dal lavoratore contro la sentenza del giudice di secondo grado confermativa della pronuncia del tribunale che, ammettendo al passivo fallimentare il credito del lavoratore per il danno differenziale conseguente all’infortunio sul lavoro da lui subito il 17 novembre 1995, aveva dichiarato inammissibile la domanda proposta dello stesso lavoratore contro l’assicuratore del datore di lavoro, perché, in base all’art. 1917 cod. civ., il danneggiato non ha azione diretta contro la compagnia assicuratrice. Il giudice a quo ricorda che un’analoga questione di legittimità costituzionale dell’art. 1917, commi primo e secondo, cod. civ., è stata già proposta alla Corte costituzionale, la quale, con ordinanza n. 457 del 2006, l’ha dichiarata manifestamente inammissibile sotto due profili: in primo luogo perchè sollevata nel corso di un giudizio che ha quale unico possibile oggetto l’ammissione al passivo del credito azionato ed il suo rango (giudizio nel quale, pertanto, non è rilevante una questione di azionabilità diretta, da parte del danneggiato, del suo credito risarcitorio nei confronti dell’assicuratore); in secondo luogo, perchè la questione era stata prospettata dal rimettente in termini commisti ad una modifica dell’ordine legale dei privilegi, come tale estranea all’oggetto del giudizio principale, promosso esclusivamente per la riforma del capo della sentenza che aveva rigettato la pretesa di azionare il credito direttamente nei confronti dell’assicuratore.

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LaPrevidenza.it, 19/03/2009