sabato, 24 ottobre 2020

Attività connesse alla professione: sono dovuti i contributi

Cassazione, sez. lavoro, sentenza 29 agosto 2012, n. 14684

 

Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte d'appello di Roma, confermando la decisione di primo grado, ha rigettato la domanda proposta da L.D., ingegnere elettronico, nei confronti della INARCASSA (Cassa Nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri e architetti liberi professionisti) (per contestare la richiesta di pagamento dei contributi sui redditi da lui dichiarati come professionisti ai fini IRPEF e derivati dall'esercizio dell'attività di consulente EDP (elaborazione dati e programmazione) svolta a favore della xx Sistemi s.a.s. (anni 1989/1991) e da quella di amministratore della F.  s.r.l. (anni 1992/1993). La Corte territoriale, premesso che, secondo la giurisprudenza costituzionale di legittimità, i redditi percepiti per lo svolgimento di attività connesse all'esercizio della libera professione sono anch'essi soggetti alla imposizione contributiva delle Casse di previdenza, ha osservato che il ricorrente aveva sostenuto l'estraneità all'attività di ingegnere libero professionista di quelle per le quali si pretendevano i contributi, senza, tuttavia, dar conto dei motivi per cui non sarebbero esistite connessioni tra la prima e le seconde, non valendo a fornire adeguato supporto probatorio alla tesi sostenuta in giudizio le fatture presenti in atti e la prova orale, così come articolata. Per la cassazione di questa sentenza L.D. ha proposto ricorso fondato su due motivi. La Inarcassa ha resistito con controricorso. le parti hanno presentato memoria ex art. 378 c.p.c.

Motivi della decisione

1. Nel primo motivo, con deduzione di violazione della L. n. 6 del 1981, artt. 9 e 10 e degli artt. 22 e 36 dello Statuto INARCASSA, oltre che di erronea valutazione delle risultanze documentali, il ricorrente, citando a confronto numerosa giurisprudenza di legittimità, sostiene che i contributi previdenziali sono dovuti solo sui redditi derivati dall'attività professionale in senso proprio - e quindi da prestazioni riservate agli ingegneri secondo la previsione della tariffa professionale - conseguendone la non soggezione all'imposizione contributiva dei redditi procurati da attività estranee a tale previsione, ancorchè sul loro espletamento possa influire, al pari di ogni altro sapere, l'utilizzo delle conoscenze tipiche dell'ingegnere.
2. Nel secondo motivo, con deduzione di vizio di motivazione, si contesta alla sentenza impugnata di aver omesso di considerare la documentazione versata in atti (in particolare le fatture rilasciate dalla Bit Sistemi s.a.s. e il verbale di nomina ad amministratore della F. s.r.l.) e di aver ritenuto ininfluente la prova testimoniale offerta, benchè i relativi capitoli fossero esaurienti e utili a chiarire ulteriormente il tipo di attività svolta dal ricorrente presso le suddette società.
3. La tesi esposta nel primo motivo di ricorso non è giuridicamente condivisibile.

4. Ritiene il Collegio che, al fine di stabilire se i redditi prodotti dall'attività di un libero professionista siano qualificabili come redditi professionali, soggetti, come tali, alla contribuzione dovuta alla Cassa previdenziale di categoria, il concetto di "esercizio della professione" debba essere interpretato non in senso statico e rigoroso, bensì tenendo conto dell'evoluzione subita nel mondo contemporaneo (rispetto agli anni cui risale la normativa di "sistema" dettata per le varie libere professioni) dalle specifiche competenze e dalle cognizioni tecniche libero professionali;
evoluzione che ha comportato (come opportunamente si è sottolineato in dottrina) la progressiva estensione dell'ambito proprio dell'attività professionale, con occupazione, da parte delle professioni, di tutta una serie di spazi inesistenti nel quadro tipico iniziale e, specificamente, per la professione di ingegnere, l'assunzione di connotazioni ben più ampie e di applicazioni diversificate rispetto a quelle originariamente previste. Ne consegue che nel concetto in questione deve ritenersi compreso, oltre all'espletamento delle prestazioni tipicamente professionali (ossia delle attività riservate agli iscritti negli appositi albi) anche l'esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia un "nesso" con l'attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell'esercizio dell'attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto (anche) la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipo logicamente propria della sua professione...

Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 30/10/2012

VERONICA ALVISI
mini sito

Piazza Gramsci N. 4, 40026, Imola (BO)

Cellulare:

3495660326

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Diritto civile e diritto del lavoro/previdenza

VALTER MARCHETTI
mini sito

Viale Matteotti 89, 18100, Imperia (IM)

Telefono:

3498844331

Cellulare:

3498844331

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Penale e Civile. Responsabilità medico-sanitaria. Infortunistica stradale, navale, ferroviaria ed aerea. Res...