lunedì, 08 agosto 2022

Annozero definisce perdente il modello Mito di Alfa Romeo: maxi condanna per la Rai

Tribunale di Torino, Quarta Sezione civile, sentenza 20.2.2012

 

Con ricorso ex art. 702 bis cpc, depositato il 15122010 la spa Fiat Group Automobiles ha convenuto in giudizio la spa RAI, il sig. C. F. ed il sig. M. S., per sentire accertare la responsabilità solidale dei predetti convenuti nei confronti di essa società ricorrente, onde ottenere la loro condanna solidale al pagamento in proprio favore di euro 20.000.000 (venti milioni) o della maggiore o minor somma ritenuta equa ai sensi degli artt. 2056 e 1226 c.c.; la emissione dell' ordine di completa rimozione, dal sito Internet della trasmissione Annozero, del filmato della puntata del 2 dicembre 2010; la pubblicazione, della emananda sentenza di condanna, sui giornali: "La Stampa", "La Repubblica", "Il Corriere della Sera" e "Quattroruote", a spese dei convenuti; il tutto con vittoria di spese, onorari e competenze tutte, oltre IVA e CPA come per legge.

L'attrice allega che la gara di velocità, di cui alla trasmissione oggetto di causa, tra le vetture Alfa Mito (forse) QV (di essa Fiat Group), Mini Cooper e Citroen DS3 (queste due ultime di Case Automobilistiche concorrenti), svolta sul circuito - nell'occasione bagnato eo innevato - di Vairano, è stata teletrasmessa diffondendo risultati inattendibili per quelle tipologie di veicoli destinati non alle competizioni ma all'uso quotidiano su strada, e, di conseguenza, lamenta la diffusione ad opera dei convenuti, di dati tendenziosamente parziali e distorti, a sfavore di essa Fiat Group, tanto da risultare falsamente denigratori. A dire della attrice, nella predetta trasmissione di RAIDUE, seguita da più di 5 milioni di persone, i sig.ri F. e S., omettevano - infatti - di, doverosamente, riferire tutti i dati significativi dei tre veicoli in gara (quali la cilindrata, la sicurezza, il design, il confort, la meccanica) e, maliziosamente, si limitavano a "rappresentare" l'unico dato sfavorevole alla Alfa Mito, relativo alla velocità massima delle singole automobili, in una ottica di discredito della vettura Mito Alfa Romeo e della intera Fiat Group.

Allega ulteriormente la spa Fiat Group che è pur vero, secondo quanto affermato nella trasmissione predetta, che sul numero del giugno 2010 del periodico Quattroruote, era stato effettivamente pubblicato il resoconto di una sfida tra una Alfa Mito, una Mini Cooper ed una Citroen DS3, effettuata sul circuito di Vairano, ma, in tale precedente competizione, a differenza di quella di Annozero, si era trattato di una gara su terreno asciutto, tra autovetture con cilindrata e caratteristiche ben identificate. Non nega l'attrice che, anche in tale precedente occasione, i tempi di percorrenza delle tre autovetture fossero stati sfavorevoli alla Alfa Mito, nel senso che la vettura Fiat era risultata meno veloce delle altre due, con un ritardo di circa 3 secondi sull'intero percorso. L'attrice rileva che, tuttavia, la prova su strada condotta da Quattroruote non era affatto stata "incentrata" soltanto sulla velocità di percorrenza del giro, per essere invece stata volta a confrontare e a valutare una ben più vasta serie di parametri e caratteristiche delle tre automobili in gara: dalle prestazioni tecniche di ripresa e frenata, ai consumi, al prezzo, al "confort" dell' abitacolo e del posto guida, agli accessori, alle dotazioni di sicurezza. E, proprio in base alla valutazione complessiva di tutti i fattori sopra indicati, nella rivista Quattro Ruote, era stata formulata in riferimento ad ogni veicolo, una sorta di "pagella", che aveva attribuito all'Alfa Mito il punteggio complessivo più alto (e, precisamente, di 85/100, mentre la Citroen e la Mini avevano ottenuto rispettivamente 83 e 82 punti su 100). Tale valutazione complessiva favorevole ad Alfa Mito, peraltro, era stata taciuta in Annozero, dove era stato appunto prospettato, del tutto parzialmente ed inveritieramente, il solo dato negativo. Anche il commento dei giornalisti di Quattroruote, favorevole all'Alfa Mito, con il mettere in evidenza che se, in gara, l'auto più veloce era stata la Mini, peraltro, quando si passava "dalla pista alla strada" entravano "in gioco altri fattori e, allora, la situazione si ribalta"(va),.... "favorendo la Mito, meno estrema, forse, ma più vivibile", era stato taciuto.

Lamenta, in particolare, parte attrice che il sig. F., dallo studio di RAIDUE, abbia artatamente riferito: "nella nostra corsa è arrivata per prima la Mini, seconda la Citroen e terza la Mito"; che lo stesso sig. F., alle osservazioni dell'ing. on. R. C., sulla inattendibilità della competizione su strada bagnata e sulla oggettiva non comparabilità delle tre autovetture anche in funzione della omessa indicazione dei dati minimi caratterizzanti, abbia ribattuto, così diffondendo ai telespettatori l'errato messaggio, che analogo test era già stato effettuato - tra le medesime autovetture - dalla prestigiosa Rivista Quattroruote, sullo stesso circuito, con l'identico pilota, stessi cronometri e mezzi di rilevazione, e, che, in tale precedente occasione, il risultato era stato altrettanto negativo per l'Alfa Mito; che il sig. F. abbia chiosato ironicamente tale negativa qualità prestazionale dell'Alfa Mito in confronto alle altre due vetture, con le parole: " s'è beccata tre secondi".

Si duole inoltre parte attrice che il sig. S. abbia supportato il sig. F. nel riferire tendenziosamente di un analogo test della autorevole Rivista Quattroruote; lamenta infine che i parziali risultati "della sola velocità" negativi per la Alfa Mito, siano stati direttamente proiettati sugli schermi di Annozero, sfavorevolmente suggestionando i telespettatori.

Lamenta parte attrice che la emittente RAIDUE e i giornalisti convenuti abbiano così indebitamente diffuso un messaggio negativo per la Alfa Mito ed omesso, invece, di esplicitare le caratteristiche positive della medesima autovettura; asserisce che in tale modo è stato illecitamente diffuso un messaggio denigratorio per il Gruppo Fiat.

Asserisce, ulteriormente, l'attrice che i convenuti hanno altresì omesso di correttamente effettuare la doverosa precisazione che il ritardo di tre secondi "accumulato" dalla Alfa Mito derivava, comunque, anche dalla sua minore cilindrata (come suggerito dall'ing. C.), nonché dalla presenza, sulla sola vettura di essa Fiat, di un limitatore tecnico di velocità installato per motivi di sicurezza (cosiddetto ESP traction control). Per contro, anche tale ultimo elemento, correttamente evidenziato dalla Rivista Quattro Ruote accompagnandolo con il commento che "se su strada" (il dispositivo ESP) "rende (la Alfa Mito) più stabile e sicura, in pista penalizza un po' la guida e i tempi sul giro", era stato taciuto in Annozero.

La attrice sostiene che i convenuti debbano rispondere di tali fatti ai sensi degli articoli 2043, 2049, 2055 e 2059 c.c., nonché (peraltro nella sola comparsa conclusionale) ex art. 2598 c.c.; invoca, dunque, la responsabilità extracontrattuale della spa RAI (quale datrice di lavoro), nonché dei sigg.ri F. e S., per avere gli stessi, nell'ambito della trasmissione "Annozero" del 2122010, in onda su RAI DUE - il primo quale giornalista di redazione ed il secondo quale conduttore, in tema di sfide poste dalla crisi al "Sistema Italia" - e, segnatamente, di prospettive relative al futuro della Fiat, tendenziosamente trasmesso e commentato un filmato informativo incentrato su una gara di velocità, apparentemente significativo della "qualità del prodotto", ma in realtà contenente una presentazione artatamente negativa, direttamente, delle prestazioni dell'auto Mito dell'Alfa Romeo, ed, indirettamente, della capacità di ricerca tecnologico-innovativa dell'intero Gruppo Fiat; il tutto cagionando un grave pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale in funzione della avvenuta compromissione della reputazione progettuale e commerciale di essa attrice.

Parte convenuta, costituendosi, in fatto, non contesta in maniera specifica (cfr. verbali 1032011 e 143011) che la trasmissione di Annozero per cui è causa sia stata seguita da più di 5 milioni di spettatori e poi inserita nel sito Internet di Annozero; non contesta che il sig. F., personalmente, abbia contattato i sigg.ri M. e P. (rectius P., secondo quanto rettificato dai convenuti, alla pag. 11 della comparsa costitutiva, ed indi recepito dalla controparte) per organizzare una gara automobilistica apparentemente riproducente quella della Rivista 4 Ruote; non contesta che il sig. M. P., nella qualità di pilota, durante la competizione della gara in onda su Annozero, abbia espresso - sull'Alfa Mito - al trasportato sig F., commenti relativi all'auto Fiat e, che tali commenti non siano stati teletrasmessi (peraltro, negli atti difensivi finali, parte convenuta, materialmente inserendo nel fascicolo il DVD del filmato non silenziato, integrante l'allegato E alle osservazioni di uno dei consulenti di parte, afferma che tali commenti erano se mai negativi e non positivi per Fiat, e sostiene, secondo quanto infra meglio specificato al punto "condotta illecita" ex art. 2043 c.c., che se mai, tale atteggiamento del dott F., sarebbe di per sé stesso idoneo a dimostrare la mancanza, in capo allo stesso soggetto, dell'elemento psicologico dell'illecito ); ed, in diritto, non nega che alla fattispecie possano essere astrattamente applicabili gli artt. 2043, 2049, 2055 e 2059 c.c., negando unicamente l'applicabilità del disposto dell'art. 2598 c.c. per non potersi "dilatare" alla fattispecie la disciplina della concorrenza sleale; non contesta, anzi esplicitamente lo allega, che all'epoca della trasmissione 2122010 di Annozero, per Fiat Group fosse in atto un fenomeno di calo delle vendite, e, neppure sostiene che tale andamento negativo del mercato fosse venuto a cessare dopo la puntata di Annozero; prospetta peraltro (cfr. in particolare comparsa conclusionale alla pag. 4), pur senza direttamente allegarlo, che la riconducibilità eziologica di tale fenomeno sia riconducibile alle errate scelte gestionali e di innovazione tecnologica di Fiat; nega, comunque, di dovere rispondere dell'evento, sul presupposto che, a suo dire, del tutto lecitamente, la gara di Annozero aveva riguardato il solo parametro della velocità, secondo quanto segnatamente affermato dal sig. F., ed asserisce, che, comunque, 1' attribuire una minore velocità ad un modello di autovettura non significava ancora attribuirle necessariamente un minor livello "di qualità".

Parte convenuta, inoltre, osserva che, comunque, anche a volere ritenere, quello della velocità, come parametro simbolo di un veicolo, il "valutare" (in negativo) "una sola autovettura" della intera gamma produttiva di una Casa Automobilistica, non significava ancora esprimere giudizi negativi su tutte le altre, e cioè in definitiva esprimere un "indice di qualità" (negativo) della intera Casa produttrice, spa Fiat Group, della quale, pacificamente fa parte la Alfa Romeo.

Il Giudice designato, presa visione degli atti introduttivi, ritenuto che le allegazioni e le difese svolte dalle parti richiedevano una istruzione non sommaria, ha fissato udienza ex art. 183 cpc, disponendo la conversione del rito e rinviando la causa al 10032011. In tale udienza ed in quella successiva (in data 1432011) le parti hanno chiarito il "non contestato", indi rinunciando ai termini ex art. 183 cpc....

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LaPrevidenza.it, 17/03/2012

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