venerdž, 20 aprile 2018

La pensione ai superstiti

Monografia di approfondimento aggiornata al 31.12.2017

 

Open week LaPrevidenza.it

Oggi pubblichiamo la monografia tematica di approfondimento dedicata alla "Pensione ai superstiti" fino al 21 aprile prossimo. 

Il lavoro è stato realizzato dallo staff di redazione che ha rilasciato questa prima versione agiornata al 31.12.2017. La pubblicazione descrive in modo chiaro e con l'ausilio di tabelle sinottiche ed esempi le caratteristiche di questa prestazione previdenziale.

La monografia è già in fase di revisione pronta per essere aggiornata e pubblicata solo in area riservata di Rete Consulenti.

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Durante "Open week", fino al 21 aprile prossimo potrai consultare liberamente dalla home page del sito le monografie archiviate in ENCICLOPEDIA SOCIALE, utilizzare AREA CALCOLI E TABELLE.

Le monografie pubblicate in questa fase promozionale non rappresentano l'intero archivio documentale presente in ENCICLOPEDIA SOCIALE.

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***


INDICE

Premessa

AMBITO DI APPLICAZIONE
Distinzione tra eredi e superstiti 
I superstiti
Il coniuge
Figli ed equiparati
Il concetto di inabilità 
Presenza nel nucleo familiare di figli non generati dal defunto 
Status di studente e vivenza a carico
Genitori
Fratelli e sorelle
Nipoti
Requisiti del defunto
Decorrenza
Misura della pensione
Cumulo con altri redditi 
Quali redditi considerare

***

Premessa

Prima di entrare nel merito della descrizione della pensione ai superstiti occorre chiarire quale sia la differenza pensione ai superstiti e pensione indiretta.

La pensione indiretta è quella prestazione erogata ai superstiti nel caso in cui la persona deceduta non fosse ancora titolare della pensione diretta (cioè quella a lui spettante al raggiungimento dei requisiti contributivi e di età anagrafica). 

La pensione di reversibilità è quella pensione erogata ai superstiti di un soggetto già titolare di pensione.

AMBITO DI APPLICAZIONE

Distinzione tra eredi e superstiti

Gli eredi sono coloro i quali acquisiscono il diritto alla pensione indiretta o di reversibilità in virtù di un diritto proprio (jure proprio) mentre gli eredi lo acquisiscono in base ad un diritto di eredità (jure hereditatis).

La differenza è notevole se pensiamo che la pensione di reversibilità viene stabilita in virtù di una specifica norma di legge che ne definisce anche la misura da corrispondere ai superstiti (coniuge, figli, fratelli, nipoti..). Ciò significa che il defunto non avrebbe potuto (quando era in vita) indicare a suo piacimento i soggetti beneficiari e l'importo della pensione a loro spettante come potrebbe accadere in presenza dell'applicazione del diritto ereditario.

I superstiti

Si possono definire superstiti:

a) Il coniuge;
b) I figli;
c) I genitori (in casi particolari); 
d) Fratelli celibi
e) Sorelle nubili
f) Nipoti (in particolari casi)

Il diritto alla pensione ai superstiti viene meno per i familiari superstiti che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per omicidio del decuius. E' quanto espressamente previsto dalla legge 27.7.2011 n. 125 recepita peraltro dall'INPS con messaggio 8.8.2011 n. 16066 (confermano anche le indicaizoni fornite dall'INPS il 27.9.1980 con circolare 53576/193).

Estensione della disciplina alle gestioni amministrate dall'INPDAP

Con l'entrata in vigore della legge 8.8.1995 n. 335 l'operatività  della disciplina vigente nell'assicurazione generale obbligatoria viene estesa alle gestioni previdenziali amminstrate dal'INPDAP (cfr. con circolare INPDAP 30.11.1995 n. 62).

Il coniuge

Nel caso in cui il matrimonio sia in essere, il diritto alla pensione ai superstiti viene meno per condanna passata in giudicato per reato di omicidio del coniuge (cfr. con punto "I superstiti")

Vi sono poi ulteriori naturali casistiche come:

1) la separazione;
2) Il divorzio;
3) Il passaggio a nuove nozze

In caso di separazione il diritto alla pensione ai superstiti viene vincolato al riconoscimento dell'assegno di mantenimento che deve essere stabilito nella sentenza di separazione. Il diritto viene mantenuto in virtù del principio che la separazione non rompe il vincolo del matrimonio come il divorzio.

In caso di divorzio (istituito dalla legge 898/1970) si possono presentare situazioni diversificate in relazione alla presenza o meno di un altro coniuge superstite: 

a) in caso di morte dell'ex coniuge, qualora non vi sia un altro coniuge superstite che possa  reclamare il diritto alla pensione, il coniuge oggetto della sentenza di divorzio ha diritto alla  pensione (nella misura di legge) a condizione che non abbia contratto nuove nozze e che sia  beneficiario del c.d. assegno divorzile introdotto dall'art. 5 della legge 898/70. Se l'assegno divorzile viene liquidato in unica soluzione il coniuge divorziato rimasto superstite perde il diritto alla pensione ai superstiti in quanto viene meno il legame patrimoniale con il defunto.

b) In presenza di un coniuge superstite con diritto a pensione e un coniuge divorziato, la relativa quota spettante verrà attribuita dal tribunale in relazione alla durata del matrimonio oltre ad attribuire  una quota della pensione anche all'ex coniuge (il primo) a condizione che sia comunque  beneficiario dell'assegno divorzile.
In ogni caso, l'importo del trattamento pensionistico complessivamente concedibile e al coniuge divorziato sarà pari al 60% della pensione già liquidata o di quella che sarebbe spettata all'assicurato deceduto.

c) Nel caso in cui siano presenti più coniugi divorziati il tribunale suddividerà ulteriormente la  pensione fino all'estinzione del diritto dei singoli percettori per morte o per passaggio a nuove  nozze.

Il diritto alla pensione ai superstiti del coniuge divorziato viene altresì garantito nel caso in cui la data iniziale del rapporto assicurativo del defunto sia precedente alla data della sentenza che sancisce lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Art. 9, comma 2, legge 1.12.1970 n. 898
In caso di morte dell'ex coniuge e in assenza di un coniuge susperstite avente i requisiti di reversibilità, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civile del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che sia titolare dell'assegno ai sensi dell'art. 5, alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza


In caso di passaggio a nuove nozze il coniuge perde il diritto alla pensione (anche se alla data del decesso dell'assicurato o del pensionato il nuovo matrimonio risulti sciolto per decesso del coniuge o per divorzio) ma acquisisce il diritto alla c.d. Doppia annualità, un assegno una tantum di importo pari a due annualità della pensione spettante alla data del nuovo matrimonio (ex art. 3 decreto legislativo luogotenenziale del 18.1.1945 n. 39). Come ribadito in precedenza, la misura dell'assegno spettante al coniuge o ai coniugi superstiti viene stabilita (con sentenza) dal giudice, che adotterà il criterio della durata del matrimonio per attribuire quanto spettante.

L'INPS, in base alle disposizioni del giudice provvederà mettere in pagamento la prestazione secondo quelle precise indicazioni.


Circ. Inps 9.2.1990 n. 36;
Msg. Inps 10.7.2012 n. 11631
Per approfondimenti relativi ai casi di trattamento pensionistico ai superstiti derivante dall'annullamento del secondo matrimonio concordatario o celebrato con rito civile
Circ. Inps 14.6.2012 n. 84 In tema di riduzione dell'importo della pensione ai superstiti aventi decorrenza dall'1.1.2012 nei casi in cui: a) il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad un'età del medesimo superiore a 70 anni; b) la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni; c) il matrimonio sia stato contratto per un periodo di tempo inferiore a 10 anni.

Sul punto si richiama la sentenza della corte costituzionale 15.6.2016 n. 174 che ha dichiarato l'illegittimità della norma che prevedeva tale disparità di trattamento (cfr. con circolare Inps 21.9.2016  n. 178)


















Figli ed equiparati

Come abbiamo potuto vedere nel paragrafo precedente, talvolta l'attribuzione delle quote spettanti a titolo di pensione ai superstiti non è semplice. In ogni caso tale complessità non pregiudica il diritto dei figli a percepire quanto spettante in seguito la decesso del genitore.

La casistica "figli" è ben più articolata rispetto a quella del coniuge e comprende sia i figli "legittimi" che quelli "naturali", espressioni eliminate con l'approvazione del D.Lgs. 154/2013 - "Modifica della normativa vigente al fine di eliminare ogni residuadiscriminazione rimasta nel nostro ordinamento fra i figli nati nel e fuori dal matrimonio in modo da mantenere l'eguaglianza giuridica tra le due fattispecie".

Inoltre, sono equiparati ai figli alcune categorie di persone di seguito elencate:

a) figli adottivi ed affiliati del lavoratore deceduto;
b) figli del deceduto riconosciuti o dichiarati giudizialmente;
c) figli non riconoscibili dal deceduto per i quali egli era tenuto al mantenimento oppure agli  alimenti in virtù di una sentenza (casistica inquadrata dall'art. 279 del codice civile);
d) figli non riconoscibili dal defunto che nella successione del genitore hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all'assegno vitalizio (articoli 580 e 594 del codice civile);
e) figli nati da un precedente matrimonio del coniuge del deceduto;
f) figli riconosciuti o dichiarati giudizialmente dal coniuge deceduto;
g) minori affidati regolarmente dalle autorità competenti ai sensi di legge;
h) nipoti minori, anche se non formalmente affidati, dei quali si possa provare la vivenza a carico  degli ascendenti;
i) figli postumi, nati entro trecento giorni dalla data di vedessi del padre (nella fattispecie la  decorrenza della quota di contitolaritá è fissata al primo giorno del mese successivo alla  nascita del figlio postumo);

Il diritto a poter percepire la pensione ai superstiti, secondo le quote di legge spettanti, sia per i figli che per gli equiparati è limitato nel tempo (escluso i soggetti inabili) e subordinato ad alcune condizioni:

1) in linea generale, la pensione (per figlie ed equiparati) si può percepire fino al compimento del 18º anno di età;
2) fino alla data di compimento del 21º anno di età qualora siano iscritti e frequentino una scuola media o professionale a condizione che non svolgano attività lavorativa retribuita e che  fossero a carico del genitore al momento del decesso;
3) fino alla data di compimento del 26º anno di età se studenti universitari (limitatamente alla  durata del corso di laurea), a condizione che non svolgano attività lavorativa retribuita e che  fossero a carico del genitore al momento del decesso;
4) senza limiti di età se soggetti inabili è a carico del genitore al momento del decesso;
5) Senza limiti di età per i figli minori divenuti inabili nel periodo intercorrente tra il decesso del  genitore è il compimento della maggiore età;

Il concetto di inabilità 

Come abbiamo visto in precedenza, lo stato di inabilità può essere determinante per acquisire il diritto alla pensione ai superstiti quale figlio/figlia del genitore defunto.
La condizione di inabilità richiesta è quella riferita all'articolo 2 della legge 12.6.1984 n. 222 e si determina quando, la persona si trova nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, a causa di infermità, difetto fisico o mentale (confronta con circolare 6.2.2009 n. 15 in materia di mantenimento / riconoscimento del diritto alla pensione ai superstiti per i figli inabili che svolgono attività lavorativa)

Presenza nel nucleo familiare di figli non generati dal defunto

In questi casi, l'ente che dovrà erogare la prestazione verificherà preventivamente che il genitore naturale non sia tenuto a provvedere al loro mantenimento. 

Vivenza a carico

L'argomento è stato trattato dall'INPS nella circolare 185/2015 (linee guida in materia di pensione ai superstiti). Per vivenza a carico art. 22 legge 21.7.1965 n. 903) si intende quando il dante causa provveda abitualmente a mantenere il superstite (in questo caso si intenda figli ed equiparati di età superiore a 18 anni, studenti o inabili) che versi in condizione di non autosufficienza economica.

I figli o equiparati, minori di 18 anni di età sono considerati, in via prioritaria, a carico del dante causa e tale situazione si accerta al verificarsi delle seguenti condizioni:

a) in presenza dello stato di bisogno del superstite determinato dalla sua condizione di non autosufficienza economica (con riferimento alle esigenze medie di carattere alimentare, alle fonti di reddito, alle somme provenienti dall'eventuale concorso al mantenimento da parte di altri familiari (cfr. p. 2.2. circolare 15/2009).

La condizione di non autosufficienza si verifica quando i redditi ai fini IRPEF del superstite non supera l'importo del trattamento minimo pensionistico maggiorato del 30%.

Dal computo del reddito sono escluse le pensioni di guerra, le borse e gli assegni di studio e le pensioni erogate in favore dei ciechi civili. Si considerano i soli redditi assoggetati a IRPEF o compunque NON COMPUTABILI escludendo i redditi esenti:

1) pensioni di guerra;
2) provvidenze economiche in favore di minorati civili;
3) rendite Inail

Per trattamento minimo pensionistico deve intendersi l'importo mensile della pensione minima maggiorato di un dodicesimo di tredicesima mensilità. 

Esempio - Se il trattamento minimo è pari a 501,89 il requisito di vivenza a carico si realizzerà in presenza di un reddito inferiore a 706,82 (su base mensile).

Figli maggiorenni inabili - Requisiti dopo il 31.10.2000

Per decessi avvenuti a partire dall'1.11.2000, ai fini della concessione della pensione ai superstiti in favore di figli maggiorenni inabili il criterio al quale si dovrà fare riferimento è diverso. In questi casi, infatti, il limite di reddito è quello stabilito per il riconoscimento della pensione agli invalidi civili totali (100%) che ammonta (per l'anno 2017) a 16.532,10.

Nel caso in cui il superstite si trovi nella impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o necessiti di assistenza continua poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita il limite viene aumentato dell'importo annuo della indennità di accompagnamento portandolo così a 22.680,18 (il riferimento è all'art. 5, legge 222/1984 - Assegno mensile per l'assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità).

Figlio maggiorenne inabile coniugato

In questo caso, il diritto alla pensione ai superstiti è subordinato alla circoastanza che il coniuge del richiedente non disponendo di mezzi sufficienti al suo mentaneimento, risulti a carico del genitore alla data del decesso. In questo caso l'ente che erogherà la prestazione dovrà valutare, oltre ai redditi del richiedente anche gli eventuali redditi del coniuge.

FIGLI SUPERSTITI MAGGIORENNI INABILI
CONVIVENZA Si intende l'effettiva condivisione del tetto e della mensa. Per i figli maggiorenni conviventi si dovrà accertare lo stato di non autosufficienza economica mentre si può prescindere dal concetto di mantenimento abituale
NON CONVIVENZA in questo caso si rende necessario verificare entrambe le condizioni (non autosufficienza economica e mentenimento abituale)








Mantenimento abituale

Ai fini del requisito del mantenimento abituale si dovrà tenere in considerazione l'elemento della convivenza. Mentre per quanto riguarda i figli maggiorenni inabili si può fare riferimento alla sola condizione di non autosufficienza, per i figli non conviventi è necessario verificare che il defunto provvedesse, in maniera effettiva e continuativa (anche non esclusiva) al mantenimento del figlio non convivente. 

Status di studente

Per studente si intende colui il quale frequenta cicli scolastici obbligatori. Il riferimento alla scuola media o professionale indica il ciclo di studi dell'istruzione secondaria superiore della durata di 5 anni e dell'istruzione o formazione professionale della durata di tre o quattro anni.

STATUS DI STUDENTE
a) Età compresa tra 18 e 21 anni che frequenta la scuola media o professionale (art. 22, legge 21.7.1965 n. 903)
b) Età compresa tra 18 e 26 anni che risulta iscritto all'università o a scuole di livello universitario in un anno accademoico compreso nella durata del corso di laurea.



PERCORSI DI FORMAZIONE E ISTRUZIONE PROFESSIONALE IN ITALIA



Percorsi scolastici effettuati in Italia
Scuole ParitarieI corsi sono validi a condizione che gli Uffici Scolastici Regionali del MIUR certifichino la sussistenza del riconoscimento della parità scolastica
Scuole non ParitarieI corsi sono validi a condizione che gli Uffici Scolastici Regionali del MIUR certifichino che la scuola è presente nell'apposito elenco regionale delle scuole non paritarie (cfr. con messaggio 26666 del 2008)
Percorsi di formazione e istruzione professionale di competenza regionale (D.Lgs. 17/10/2005 n. 226 - IeFP) triennali e quadriennaliI corsi sono validi anche ai fini previdenziali poichè riconosciuti come facenti parte del secondo ciclo di formazione (cfr. circolare Inps 185/2015)
Corsi di formazione professionale diversi dagli IeFPValidi solo se trattasi di corsi equiparati  ai corsi scolastici (art. 12 della legge 21.12.1978 n. 845)


FIGLI STUDENTI AL PRIMO E SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE

La scuola media o professionale

Per scuola media o professionale (caso a) del prospetto STATUS DI STUDENTE), secondo quanto recita l'art. 22 legge 903/1965 deve intendersi:

a) scuola dell'infanzia;
b) primo ciclo di istruzione, suddiviso in scuola primaria della durata di 5 anni e scuola secondaria di primo grado, chce dura 3 anni;
c) secondo ciclo di istruzione, che si compone dell'istruzione secondaria superiore, della durata di 5 anni, e dell'istruzione e formazione professionale, con percorsi di durata triennale e quadriennale.

FANNO PARTE DEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE
A) Corsi di qualifica professionale svolti ai sensi della legge 21.12.1978 n. 845 e successive modificazioni ed integrazioni;
B) Percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) di cuia al D.Lvo 17.10.2005 n. 226


Frequenza scolastica

La durata del corso di studi delle scuole secondarie è compresa tra il primo settembre dell'anno in corso e il 31 agosto dell'anno successivo. Gli intervalli temporali previsti durante il corso di studi sono considerati come periodi di frequenza scolastica.

Se lo studente che frequenta l'ultimo anno di corso il termine dell'anno scolastico sarà:

il 30 GIUGNO per la scuola secondaria di primo grado
il 31 LUGLIO per la scuola secondaria di secondo grado

Interruzione degli studi prima del termine dell'anno scolastico - in questo caso il diritto alla pensione ai superstiti viene riconosciuto se il decesso è avvenuto nel periodo che va dall'inizio del corso alla data di interruzione. 

Vacatio studii - In questo caso il riferimento è rivolto a quei periodi durante i quali lo studente ha terminato un ciclo di studi apprestandosi ad intraprenderne un altro come potrebbe essere il periodo intercorrente tra la fine degli studi secondari superiori e l'inizio degli studi universitari oppure quello compreso tra il perfezionamento del corso di laurea triennale e l'iscrizione al corso di laurea specialistica (cfr. con Informativa Inpdap 23.4.2002 n. 42).

La vacatio studii mantiene lo status di studente
Completamento del secondo ciclo di istruzione (es. luglio 2016)
e iscrizione all'università (es. novembre 2016)


In caso di frequenza di singoli corsi, la validità dello status di studente coincide con la durata effettiva del corso.


Validità dei titoli di studio esteri

I corsi di qualifica svolti all'estero seguono le disposizioni per il riconoscimento dei titoli esteri.

I soggetti che hanno conseguito titoli di studio all'estero possono chiedere l'equivalenza con i corrispondenti titoli di studio conseguiti in Italia (articoli 170 e 332 del Regio Decreto 31.8.1933 n. 1592).

RICONOSCIMENTO DELL'EQUIVALENZA DEL TITOLO ESTERO AL TITOLO ITALIANO
(Documentazione da allegare alla domanda)
a)dichiarazione di valore in loco della rappresentanza diplomatico-consolare
b)certificato analitico degli esami sostenuti rilasciato dall'istituto ove è stato conseguito il titolo (in originale o in copia autenticata anche ai sensi dell'articolo 19 e 19 bis del D.p.r. 445/2000) con relativa traduzione giurata e asseverata
c)titolo di studio in lingua (anche in copia autenticata ai sensi dell'articolo 19 e 19 bis del D.p.r. 445/2000) corredato da traduzione giurata e asseverata e legalizzato nel caso in cui sia stato rilasciato in un paese non UE
d)recapito e-mail o postale al quale intende ricevere la comunicazione del provvedimento di riconscimento o diniego (art. 3, c. 3 D.p.r. 189 del 2009) adottato dal MIUR
e)copia del documento di riconoscimento
In luogo del titolo di studio e la certificazione degli esami il richiedente potrà presentare il "diploma supplement"


Partecipazione a corsi di studi all'estero

L'iscrizione a corsi svolti all'estero sono da ritenersi validi ai fini del riconoscimento o della proroga della pensione ai superstiti. In occasione della domanda sarà necessario allegare:

a) il certificato di iscrizione estero con l'indicazione della tipologia e della durata del corso frequentato corredato dalla traduzione in lingua italiana certificata in conformità del testo straniero. L'autentica dovrà essere effettuata dalla rappresentanza diplomatico - consolare italiana nello stato estero oppure da un traduttore ufficiale (art. 33 D.p.r. 28.12.2000 n. 445).
b) recapito e-mail o postale per ricevere le comunicazioni in merito all'esito della domanda;
c) copia del documento di riconoscimento.

In seguito a chiarimenti forniti dal MIUR, i superstiti dovranno allegare alla domanda di pensione una dichiarazione rilasciata dagli uffici scolastici regionali del Minstero nella quale sia indicato a quale percorso dell'ordinamento italiano corrisponde il percorso di studio all'estero (Inps, Messaggio 7.11.2017 n. 4413)

Decesso del genitore nel periodo compreso tra due differenti ordini di studio

In ipotesi di decesso del genitore avvenuto, ad esempio, nell'intervallo di tempo tra la scuola media superiore e l'università o nell'intervallo compreso tra la laurea triennale e la specialistica il figlio mantiene lo status di studente (e quindi il riconoscimento a pensione) a condizione che l'iscrizione successiva alla data della morte sia perfezionata entro la prima scadenza utile prevista per l'iscrizione al ciclo di studi successivo. (Prosieguo della carriera formativa)

FIGLI STUDENTI UNIVERSITARI

Dell'argomento ne ha parlato l'INPS nella circolare 185/2015 trattando alcune casistiche: a) Corsi universitari svolti all'estero; b) Tirocinio universitario per studenti laureati; c) Iscrizione a corsi di formazione artistica e musicale; d) Studente universitario a tempo parziale; e) Studente che si è iscritto a un master; f) Studente che partecipa ad un progetto di servizio civile nazionale; g) Studente che frequenta un dottorato di ricerca e altro ancora....

Studente universitario a tempo parziale

Lo studente universitario a tempo parziale giunge al conseguimento della laurea in un periodo successivo rispetto alla normale durata del corso legale. Ai fini della concessione della pensione ai superstiti, anche per lo studente a tempo parziale si dovrà sempre fare riferimento alla durata normale del corso di studi. Pertanto, in questi casi, in presenza dei requisiti previsti la pensione sarà concessa fino al compimento del 26° anno di età.

Studenti laureati e tirocinio

Lo studente laureato che accede a tirocinio formativo non mantiene lo status di studente. Ciò determina l'impossibilità del riconoscimento della proroga della pensione ai superstiti (D.m. 25.3.1998 n° 142).

Studenti iscritti a conservatori

L'iscrizione ai corsi di formazione artistica e musicale è considerata equipollente, a fare data dell'anno accademico 2005/2006 all'iscrizione ai corsi universitari ed è pertanto utile ai fini del riconoscimento o della proroga della pensione ai superstiti. In ogni caso il diritto a pensione, così come ampiamente citato in questa monografia, si perde al compimento del 26° anno di età (confronta con circolare Inps 14.5.2009 n. 76).

Studenti iscritti a Istituti Tecnici Superiori (ITS)

Lo studente iscritto a un I.T.S. (previsti dalla legge 40 del 2007), in presenza di tutti i requisiti di legge, ha diritto alla pensione o alla proroga della pensione ai superstiti in quanto tali istituti sono equiparati ai corsi di studio universitari (cfr. con Messaggio Inps del 16.3.2015 n. 1893). In ogni caso il diritto a pensione, così come ampiamente citato in questa monografia, si perde al compimento del 26° anno di età.


Studenti universitari iscritti a singoli corsi

Nel caso in cui lo studente universitario si iscriva a un corso previsto dall'ordinamento degli studi di un determinato ateneo sarà considerato mantiene lo status di studente per il tempo necessario, ovvero per la frequenza delle lezioni e l'espletamento dell'esame conclusivo del corso di studi (Ministero dell'Istruzione, nota 5.2.2010).

Master universitari

I corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente anche stranieri, se attivati ai sensi di legge ed equivalenti a quelli di pari grado conseguiti in Italia, non fanno decadere il diritto alla pensione ai superstiti (art. 3, c. 8 D.m. 3.11.1999 n. 509, modificato dall'art. 3, D.m. 22.10.2004 n. 270, attuativo dell'art. 1, c. 15 legge 14.1.1999 n. 4).

Studenti vincitori di borsa Erasmus

In questo caso lo studente vincitore di una borsa di studio Erasmus presso una facoltà straniera conserva lo status di studente universitario presso la facoltà di origine, per tutta la durata del beneficio.

Dottorato di ricerca

Il soggetto che frequenta un dottorato di ricerca (art. 4, legge 3.7.1998 n. 210 e s.m.i.) mantiene lo status di studente universitario con il conseguente diritto alla prestazione, ove ne ricorrano i requisiti.
Viene fatta salva l'autonomia delle singole università, di far coincidere l'avvio dei corsi di dottorato con l'inizio dell'anno accademico.

Poichè i beneficiari di borse di studio che frequentano dottorati di ricerca sono tenuti all'iscrizione alla gestione separata Inps (art. 2, c. 26 legge 335/1995) dal gennaio 1999, il reddito derivante da tale attività non è inquadrabile tra quelli derivanti da redditi da lavoro autonomo ma tra i redditi assimilabili a quelli di lavoro dipendente.
Il diritto alla pensione ai superstiti o alla sua proroga, in presenza di frequenza di un corso di dottorato di ricerca viene mantenuto in presenza di "piccoli redditi" così come meglio evidenziato nel paragrafo successivo "Figli studenti che percepiscono piccoli redditi".
Per quanto attiene al valore del dottorato di ricerca svolto all'estero si dovrà considerare quanto previsto dal procedimento di istruzione e di verifica di tali certificazioni.

Figli studenti che percepiscono piccoli redditi

La questione è stata affrontata dalla Corte costituzionale con la pubblicazione della sentenza 22 - 25 febbraio 1999 n. 42 decidendo in un caso dove era stato negato il diritto alla pensione ai superstiti in favore di figlio studente che svolge attività lavorativa.

La Corte ha introdotto nella fattispecie il principio del "piccolo reddito" evidenziando che, in tale fattispecie, il figlio studente, pur migliorando la propria situazione economica (è il caso della percezione di redditi che derivano da una dottorato di ricerca) non perde lo status. Ne consegue che, il venir meno del diritto a pensione o la sua parziale decurtazione si rivelerebbero una lesione del diritto agli studi con deteriore trattamento dello studente, ponendosi quindi in contrasto con gli articoli 3,4,34,35 della Costituzione.

La prestazione di un lavoro retribuito, che nella generalità dei casi potrebbe anche avere riflessi sul trattamento richiesto, non deve riguardare le attività lavorative precarie, saltuarie e con reddito minimo ma solo le prestazioni lavorative durature e con una retribuzione adeguata.

La Corte ha pertanto ritenuto che ogni situazione debba essere valutata caso per caso e che l'individuazione di un determinato limite reddituale debba essere stabilito dal Legislatore. In assenza di una specifica previsione normativa, non si considera preclusivo del diritto alla pensione ai superstiti lo svolgimento di una determinata attività lavorativa dalla quale il soggetto ricavi un reddito annuo inferiore al trattamento minimo di pensione INPS maggiorato del 30% computando i soli redditi da lavoro.

Lavori Socialmente Utili e Borsa lavoro

Lo svolgimento di Lavori Socialmente Utili (art. 22, legge 24.6.1997 n. 196), così come lo svolgimento di borsa lavoro (D.Lgs. 7.8.1997 n. 280)  non sono equiparati all'instaurazione di un rapporto di lavoro e pertanto non fanno venire meno il diritto alla pensione ai superstiti (art. 8 D.Lgs. 1.12.1997 n. 468 e s.m.i.).

Le due fattispecie non possono provocare la sospensione della pensione poichè dette attività non si riconducono a prestazioni di lavoro retribuito art. 22, legge 21.7.1965 n. 903).

Studenti universitari e durata del corso di laurea

Il diritto alla pensione ai superstiti resta valido fino al termine del corso legale di laurea svolto sia in Università statali che in Università private riconosciute fino al compimento del 26º anno di età. 

In linea generale la pensione viene corrisposta fino al 31 ottobre dell'ultimo anno del corso di studi universitario (osservando il limite del 26º anno di età). Per gli iscritti all'ultimo anno del corso di studi universitario può essere concessa (è un diritto) una proroga della concessione della pensione riferita al periodo necessario per svolgere le sessioni di esame dell'ultimo anno accademico a condizione che, entro tale periodo si perfezioni il corso di laurea.

SCUOLE - UNIVERSITA' CHE PERFEZIONANO LO STATUS DI STUDENTE
Università statali e non statali riconosciute;
Altro tipo di scuola legalmente riconosciuta a cui si accede mediante diploma rilasciato a seguito del completamento del secondo grado dell'istruzione superiore;
Corsi di livello universitario;
Scuole di specializzazione o di perfezionamento, corsi di perfezionamento, corsi di integrazione e di cultura annessi a facoltà universitarie, previsti dal T.U. sulla istruzione superiore approvato con Regio Decreto 31.8.1933 n. 1592

Decesso avvenuto in fase di iscrizione

Nel caso in cui il decesso avvenga nel periodo di iscrizione del figlio ad uno degli anni accademici che fanno parte del corso di laurea o del corso delle scuole di perfezionamento la pensione ai superstiti sarà riconosciuta a condizione che l'anno accademico di iscrizione (quello coincidente con il decesso) sia contenuto nel numero di anni previsto dal corso di studi.

Il diritto alla pensione ai superstiti non viene risonosciuto per un numero di anni superiore
alla durata complessiva del corso legale di laurea o del diploma

Studenti fuori corso

Per gli studenti iscritti con classificazione fuori corso che non superano gli esami propedeutici hanno diritto alla pensione a condizione che non siano stati superati, nel complesso i limiti di durata del corso legale. Viceversa, il diritto viene meno anche quando l'iscrizione sia classificata in corso ma siano stati superati i limiti del corso legale di laurea.

Completamento - Interruzione del corso di studi

Il diritto alla pensione ai superstiti permane anche agli studenti che ottengano l'iscrizione ad altra facoltà o corso di laurea dopo aver completato o interrotto un determinato corso di studi.

L'eventuale riconoscimento di anni utili riferiti al corso precedente riducono il numero di anni accademici riferiti al nuovo corso. Ne consegue che il termine dell'anno accademico segue il nuovo corso.

In ogni caso, al compimento del 26° anno di età o al raggiungimento della laurea non seguita dall'avvenuta iscrizione a un corso di perfezionamento (o altro corso di laurea) si perde la qualifica di studente universitario.

Durata del Corso di laurea - Anno accademico

In linea generale la pensione ai superstiti sono concesse fino al 31 ottobre dell'ultimo anno del corso di studi fermo restando il limite del compimento del 26° anno di età angrafica.

Con il decreto ministeriale 22 ottobre 2004 n. 270, che tratta il tema della riforma universitaria, le facoltà,  in piena autonomia disciplinano gli ordinamenti didattici dei corsi di studio secondo il regolamento di ateneo e hanno previsto che la durata dei corsi  è individuata dal 1° novembre al 31 ottobre dell'anno successivo (cfr. con messaggio 28.11.2008 n.26667)

Gli studenti che sono iscritti all'ultimo anno del corso legale di studi (vecchio e nuovo ordinamento) hanno diritto (previa specifica domanda supportata da documentazione amministrativa - certificazione o autocertificazione attestante l'avvenuto completamento del corso di studi) ad una proroga della concessione della pensione ai superstiti per le sessioni di esame dell'ultimo anno accademico riferito al proprio corso di studi a condizione che completino il corso di laurea entro le sessioni.

Per la concessione della proroga è necessario presentare la certificazione o autocertificazione attestante l'avvenuto completamento del corso di studi


Studenti che percepiscono redditi modesti derivanti da lavori saltuari

In questi casi, lo studente potrebbe perdere il diritto alla pensione ai superstiti, per il venir meno del requisito dell'autosufficienza. La questione è stata sottoposta alla Consulta che, con sentenza n. 42 del 1999 ha chiarito che:

a) la retribuzione derivante da un lavoro precario e saltuario, con la percezione di un minimo  reddito, non può annoverarsi tra i motivi di esclusione della pensione ai superstiti;
b) il diritto alla pensione ai superstiti resta valido anche in presenza un reddito annuo (derivante  da attività lavorativa) inferiore al trattamento minimo di pensione su base annua aumentato del  30%.

Da ciò deriva che il diritto alla pensione ai superstiti resta inalterato a condizione che l'ammontare del reddito annuo derivante da lavori saltuari sia pari o inferiore a 8.481,88.

Studenti e Servizio Civile Nazionale

La partecipazione da parte del figlio studente titolare di pensione di reversibilità a progetti inerenti al Servizio Civile Naizonale (ex art. 2, legge 6.3.2001 n. 64 abrogata da D.Lgs. 6.3.2017 n. 40 che ha istituito il Servizio Civile Universale - Consulta la scheda in Enciclopedia Sociale) non comporta la sospensione del trattamento pensionistico.

Genitori

In ipotesi che alla morte di una persona i superstiti non siano, ne il coniuge ne i figli, o pur essendo presenti non hanno titolo alla pensione, il diritto sarà riconosciuto in favore dei genitori del lavoratore (o del pensionato), a condizione che, alla data del decesso:

a) abbiamo compiuto 65 anni;
b) non risultino titolari di pensione;
c) risultino a carico del lavoratore o del pensionato deceduto.

Il diritto viene meno nella ipotesi in cui il genitore che percepisce la pensione ai superstiti (successivamente alla sua decorrenza), diventi titolare di altra pensione.

Fratelli e sorelle

Se i genitori non sono presenti oppure se presenti ma non hanno titolo alla pensione , la stessa può essere concessa ai fratelli nubili e alle sorelle celibi del lavoratore (o pensionato) a condizione che al momento del decesso risultino:

a) inabili al lavoro;
b) non siano titolari di pensione (diretta o indiretta);
c) siano a carico del lavoratore defunto.

Tale diritto viene meno se il beneficiario:

1) diventi titolare di altro trattamento pensionistico;
2) perde lo stato di inabilità;
3) contragga matrimonio perdendo lo status di celibato o nubilato

Nipoti

Se il beneficiario della pensione diviene inabile tra la data della morte del dante causa e il compimento della maggiore età la pensione verrà corrisposta senza limiti di tempo. Qui si rende neceaaria la verifica della condizione di orfano del richiedente la prestazione.

Il riconoscimento dei nipoti, tra i soggetti equiparati viene introdotto dalla Corte costituzionale con sentenza 12-20 maggio 1999 n. 180 che sancisce la illegittimità costituzionale dell'art. 38 del D.p.r. 26.4.1957 n. 818 nella parte in cui, appunto, non prevede fra i soggetti equiparati ai figli, anche i nipoti, purchè minori all'atto del decesso dell'ascendente. Ne consegue che, i nipoti minori e viventi a carico degli ascendenti assicurati, anche se non formalmente affidati sono destinatari diretti e immediati della pensione ai superstiti laddove siano soddisfatti i requisiti di non autosufficienza economica e mantenimento abituale.

Nel caso in cui il nipote minorenne non risulti orfano ma vi sia la presenza di almeno uno dei genitori, il diritto alla pensione ai superstiti non è precluso acondizione che sia accertata l'impossibilità dei genitori (o del genitore) di provvedere al mantenimento del figlio non esercitando alcuna tipologia di lavoro e non beneficiando di alcuna fonte di reddito.
Ai fini di quanto sopra il requisito dell'assenza di reddito in capo ai genitori viene soddisfatto anche nel caso in cui i genitori siano proprietari della sola casa di abitazione principale la cui rendita catastale costituisce un reddito virtuale e non effettivo.

Per contro, se il genitore svolge attività da lavoro autonomo alla data della morte dell'ascendente, il diritto alla pensione ai superstiti del nipote viene precluso in quanto la tipologia dell'attività lavorativa svolta (autonoma), seppure in perdita non ne permette il riconsocimento.

In caso di successiva variazione della condizione lavorativa dei genitori va comunicata tempestivamente all'ente che eroga la prestazione al minore.


Requisiti in carico al defunto

Il diritto alla pensione ai superstiti sorge in occasione del deceeso:

a) di un soggetto titolare di pensione diretta (pensione di reversibilità);

b) di un soggetto non titolare di pensione diretta che, al momento del decesso possa fare valere almeno 780 contributi settimanali (15 anni) o, in alternativa 260 contriuti settimanali (5 anni) di cui almeno 156 (3 anni) nel quinquenio antecedente la data di presentazione della domanda (pensione indiretta).

Titolare di Assegno Ordinario di Invalidità

Lìassegno ordinario di invalidità erogato ai sensi della legge 222/1984 non rientra tra i trattamenti pensionistici reversibili. Ne consegue che i superstiti sono considerati superstiti di assicurato (cfr. con ipotesi b del paragrafo precedente). 

Circa il perfezionamento dei requisiti necessari per maturare il diritto a pensione, si consideri che la legge 222/84 dispone che, per il periodo di fruizione dell'assegno oridnario di invalidità viene riconosciuto l'accredito della contribuzione figurativa (qualora il soggetto non svolga attività lavorativa) ai fini del conseguimento della pensione di vecchiaia. Seguendo questo principio e applicandolo alla pensione ai superstiti, tale contribuzione figurativa dovrà essere considerata ai fini del raggiungimento del requisito previsto per il conseguimento della pensione indiretta.

Se il lavoratore non perfeziona i requisiti - Sistema retributivo o misto

Può capitare che il lavoratore muoia senza avere perfezionato i requisiti contributivi minimi per il diritto alla pensione ai superstiti. In questi casi sarà necessario individuare le specifiche casistiche:

Lavoratore iscritto all'assicurazione generale obbligatoria entro il 31.12.1995 - in questo caso ai superstiti sarà erogata l'indennità per morte (rapportata ai contributi versati del decuis) a condizione che il defunto, nei cinque anni antecedenti la data del decesso abbia versato almeno un anno di contribuzione.
L'indennità per morte viene calcolata è pari a 45 volte l'ammontare della contribuzione versata in favore dell'assicurato considerando un limite minimo di euro 22,31 e un limite massimo di euro 66,93.

In presenza di superstiti di assicurato con trattamento pensionistico liquidato con il sistema contributivo è pervista l'erogazione della indennità una tantum (cfr. con circolare 16.6.2003 n. 104).

Lavoratori che hanno iniziato a versare la contribuzione a partire dall'1.1.1996 - In questo caso i superstiti avranno diritto alla indennità una tantum corrispondente all'importo dell'assegno sociale moltiplicato per il numero di anni di contributi accreditati in favore dell'assicurato.
L'indennità una tantum viene ripartita seguendo gli stessi criteri di attribuzizone della pensione ai superstiti


Decorrenza

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa.

Misura della pensione

Ai superstiti spetta un importo erogato in percentuale alla pensione del defunto già liquidata secondo una specifica ripartizione.

QUANDO IL SUPERSTITE E' IL CONIUGE
60%Coniuge senza figli
80%Coniuge con un figlio
100%Coniuge con due o ppiù figli
QUANDO I SUPERSTITI SONO FIGLI - GENITORI - FRATELLI CELIBI - SORELLE NUBILI
70%Un figlio
80%Due figli
100%Tre o più figli
15%Un genitore
30%Due genitori
15%Un fratello o sorella
30%Due fratelli o sorelle
45%Tre fratelli o sorelle
60%Quattro fratelli o sorelle
75%Cinque fratelli o sorelle
90%Sei fratelli o sorelle
100%Sette o più fratelli o sorelle

Cumulo con altri redditi

Con la pubblicazione della legge 335/1995, tra le altre novità, il Legsiatore ha inteso modificare il precedente quadro normativo riguardante il cumulo delle pensioni in presenza di altri redditi. Il riferimento specifico alle pensioni ai superstiti è contenuto nella tabella F allegata alla legge dove, in presenza di determinate fasce di reddito, la pensione ai superstiti può subire una riduzione che va da 25% al 50%

RIDUZIONE DELLA PENSIONE AI SUPERSTITI CON ALTRI REDDITI
(le riduzioni non si applicano se uno più figli superstiti beneficiano di quote di pensione)

REDDITI 2017
25%Da 19.573,71 a 26.098,28 euro
40%Da 26.098,28 a 32.622,85 euro
50%Redditi pari o superiori di 32.622,85 euro


L'importo complessivo del trattamento derivante dal cumulo dei redditi con la pensione ai superstiti ridotta non potrà essere inferiore a quello che spetterebbe allo stesso pensionato nel caso in cui il reddito risultasse pari al limite massimo delle fasce immediatamente precedenti a quella nella quale si posiziona il reddito posseduto.

QUALI REDDITI CONSIDERARE 

Ai fini della decurtazione della pensione ai superstiti si possono considerare i redditi assoggetabili all'Irpef al netto della contribuzione previdenziale e assistenziale.

Non si considerano:

a) il reddito della casa di abitazione;
b) i trattamenti di fine rapporto 
c) le anticipazioni;
d) gli emolumenti arretrati soggetti a tassazione separata
e) l'importo della pensione ai superstiti (o più pensioni intestate al superstite) su cui deve essere eventualmente operata la riduzione

La pensione ai superstiti sulla quale va eventualmente operata la riduzione non si considera ai fini del calcolo. Qualora il superstite sia titolare di più pensioni ai superstiti tali pensioni non sono comprese nel computo dei redditi ai fini dell'applicazione della riduzione (tabella F allegata alla legge 335/95).








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LaPrevidenza.it, 16/04/2018

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