martedž, 19 febbraio 2019

Tutela del diritto al lavoro e della professione docente in Europa

Convegno di Roma del 1 febbraio 2019 su "Tutela del diritto al lavoro e della professione docente in Europa"

 

Convegno di Roma del 1 febbraio 2019 su "Tutela del diritto al lavoro e della professione docente in Europa". Dal MIUR disponibilita' ad un tavolo tecnico per gli abilitati in Romania

Atteso per l'esito dei risultati del convegno organizzato da FSI/USAE Scuola ed USAE, dal titolo " La tutela del diritto al lavoro e all'insegnamento degli abilitati all'estero secondo la Direttiva europea n.36/2005 e il D.lgs. n.206/20017 attuativo, che si è tenuto venerdì 1 febbraio 2019 dalle 14.00 alle 19.00 presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, in Via di Campo Marzio . Il dibattito, a cui hanno parteciperanno numerosi docenti abilitati in Romani, si è svolto con riferimento alle criticità del sistema delle professioni regolamentate, derivanti dalla applicazione degli strumenti previsti dalla Direttiva n.36/2005 in Italia, e dai principi espressi dalla Corte di Giustizia europea in riferimento alla libertà di circolazione, in riferimento alla problematica del riconoscimento in Italia della professione docente. 

I lavori si sono aperti con l'intervento del Consigliere Giuseppe Chine', Capo di Gabinetto del Ministero dell' Istruzione e della Ricerca Scientifica che preliminarmente, ha sottolineato come il Ministero si stia impegnando sempre di più nell'avvio di procedure di reclutamento ordinario dei docenti e rammentando come la questione degli abilitati in Romania sia stata posta nell'agenda del Ministro tra le priorità del Dicastero ; è intervenuto poi l'Avv. Maurizio Danza, Prof. Diritto del Lavoro di "Universitas Mercatorum", che nella sua relazione, ha sottolineato come la direttiva europea e la giurisprudenza della Corte Europea anche recente, abbiano espresso chiaramente dei criteri che consentirebbero al MIUR di riconoscere il legittimo diritto degli abilitati, diversamente dando luogo ad un pregiudizio del diritto di libertà di circolazione garantito dall' art. 45 del TFUE e del diritto al lavoro, poiché tutti risultano in possesso dei requisiti previsti dalla legge nazionale romena e dunque della Dir.n.36/2005; ha concluso che appare urgente che la Commissione Europea prosegua nelle politiche di armonizzazione dei sistemi normativi di istruzione nazionali , prevedendo maggiori casi di automatismo in tema di riconoscimento delle professioni , alfine di superare le barriere poste dai singoli stati membri.

Il Consigliere Dott. Chinè nel riprendere la parola, ha espresso la disponibilità all' apertura di un tavolo tecnico finalizzato a trovare le soluzioni più opportune onde evitare contenziosi in materia. Sono seguiti gli interventi dei parlamentari On. le Renata Polverini, Vice Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, e l'On. le Paolo Russo componente della Commissione Bilancio Camera dei Deputati che pur prendendo atto positivamente della disponibilità espressa in merito alla apertura di un tavolo tecnico, hanno sottolineato il paradosso di una discriminazione al contrario che conduce al mancato riconoscimento a favore degli italiani abilitati in Romania, a differenza degli stessi titoli posseduti da cittadini romeni, e le criticità derivanti dalla applicazione degli strumenti invece previsti dalla Direttiva n.36/2005 in Italia e la necessità di dare risposte concrete ; anche il portavoce dell'ATAR, associazione per la tutela degli abilitati della Romania, Raffaele Nucera ha sottolineato l'anomalia di una vicenda che assurdamente non entra nel merito della questione, poiché il MIUR non ha mai espresso alcun giudizio in relazione alle istanze degli abilitati ; di particolare interesse le relazioni dei rappresentati dell'Università Dimitrie Cantemir di Tirgu Mures, tra cui quella del Presidente Prof. Ing. Alexandru Murgu, e del Prof. Mircia Simionescu Rettore della stessa, e della Prof.ssa Adriana Tumuletiu ,Capo Dipartimento Pedagogico della Università ,che si sono soffermati particolarmente sulla sostanziale corrispondenza tra il programma di formazione psico-pedagogico espletato presso loro facoltà e quello previsto dall'ordinamento italiano, e dunque sul pieno rispetto dei requisiti previsti dalla legge nazionale n.1/2011 della Romania, nonché della Direttiva europea, e sulle ragioni di un silenzio del tutto incomprensibile da parte del Ministero, attesa la sussistenza di tutti i requisiti in capo agli abilitati italiani .
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LaPrevidenza.it, 03/02/2019