martedì, 09 agosto 2022

Spending review e divieto di monetizzazione delle ferie del pubblico dipendente art. 5 c.8 legge 135/2012. Profili di compatibilità con l'articolo 36 della Costituzione

Maurizio Danza - Arbitro regionale pubblico impiego

 

Appare di tutta evidenza come la L. 7 agosto 2012, n. 135 di conversione del d.l. 6 luglio 2012, n. 95 recante: "disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” sia intervenuta con numerose disposizioni sulla pubblica amministrazione al fine di perseguire l’obiettivo preannunciato dal Governo di riduzione della spesa pubblica ( c.d spending review). Ebbene si fa rilevare come con l’art. 5 c.8 della legge- riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni-, il legislatore sia intervenuto altresì,anche su un tema delicato e cioè quello delle ferie. In particolare ha previsto che “le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ( nonche' delle autorita' ) indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le societa' e la borsa (Consob), sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilita', dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di eta'. Eventuali disposizioni normative e contrattuali piu' favorevoli cessano di avere applicazione a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, e' fonte di responsabilita’ disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile.”A ben vedere la nuova disposizione per la verità, nel prevedere molto chiaramente l’assoluta impossibilità di monetizzare le ferie non godute, adotta un principio assai rigoroso atteso che il divieto di monetarizzazione si applica a prescindere dalla motivazione che da origine alla impossibilità di fruire delle ferie da parte del lavoratore: e cioè, sia che dipendano dal datore di lavoro pubblica amministrazione  che da cause dipendenti da impossibilità oggettiva . Appare però del tutto evidente come tale principio, strida palesemente sia con un consolidato orientamento della Corte di Giustizia europea, che con una recentissima sentenza della Corte di Cassazione sez.Lavoro n. 11462 del 9 luglio 2012, intervenuta nelle more tra il d.l. 6 luglio 2012, n. 95 e la...

Maurizio Danza

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LaPrevidenza.it, 09/10/2012

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