sabato, 15 agosto 2020

Responsabilità della P.A. per cose in custodia ex art. 2051

Dott. Marco Borrelli

 

In linea generale, l’urbanistica è la disciplina volta allo studio del territorio e di tutte quelle attività dirette alla trasformazione dello stesso nel rispetto di specifiche direttive dettate dai piani territoriali (strumenti di orientamento e coordinamento dell’attività urbanistica), ed in funzione delle migliori condizioni di vita della collettività (artt. 1 e 5, L. 1150/1942).
Più in particolare, la pianificazione urbanistica è lo strumento di programmazione e gestione del territorio. Attraverso l’urbanistica ci si propone anche di agire sul territorio per migliorarne le condizioni insediative, ad esempio riqualificando ambiti degradati (a livello spaziale e/o sociale), attraverso meccanismi perequativi, quindi migliorando le condizioni di vivibilità con una migliore localizzazione dei centri funzionali, oltre a svolgere le opere manutentive più rilevanti dei beni pubblici.
Per questo motivo l’urbanistica è in pratica sostanziata nella progettazione, che avviene con l’apporto di altre discipline (ingegneria, architettura, sociologia in primo luogo) e attraverso la produzione di ulteriori piani e progetti (edilizi, di recupero ambientale, di accompagnamento sociale, etc.), ed è volta a delineare le grandi opzioni di organizzazione dello spazio e indirizzare, localizzare, gestire le attività sul territorio, anche nell’ottica di creare degli opportuni meccanismi di relazione (sia fisici che economici) tra gli spazi pubblici e gli spazi privati.
La pianificazione del territorio è un termine piuttosto generico per definire tutti quegli strumenti di natura normativa e tecnica volti alla corretta gestione dello stesso. L’urbanistica, dunque, in quanto scienza complessa, concepita per delineare strategie di sviluppo costruttivo e (insieme) sociale, si esplica attraverso la produzione di piani.
In Italia esistono diversi tipi di piani urbanistici, che si distinguono fondamentalmente in due grosse categorie: quelli che dettano le norme generali (cd. piani normativi o programmatici), e quelli che ne costituiscono integrazione ed attuazione (cd. piani attuativi o esecutivi), anche se a vario livello.
Nella prima categoria rientra la pianificazione territoriale di coordinamento, e in tale ambito emergono lo scarsamente applicato piano territoriale di coordinamento (già previsto dall’art. 5 L. 1150/1942) (di competenza regionale ma di intesa con gli enti locali che dovranno poi uniformare la propria programmazione), il più fortunato piano territoriale di coordinamento provinciale e metropolitano (art. 20 D.Lgs. 267/2000), di vigenza indeterminata ma suscettibile di varianti, il piano territoriale paesistico, volto al proporzionale dimensionamento tra aree fabbricate e non (variamente disciplinato, oggi prevalentemente nel Codice dei beni culturali), nonché il piano regolatore generale e il programma di fabbricazione, quest’ultimo quale strumento minimo richiesto ai comuni non obbligati a dotarsi di p.r.g.  .
Ove il piano regolatore non contenga direttamente gli elementi necessari per la propria esecuzione, si ricorre alla pianificazione attuativa e complementare. Spesso, infatti, a livello comunale vengono realizzati dei piani urbanistici di attuazione di dettaglio o di settore che rispondo a specifiche esigenze, quali: il Piano particolareggiato di esecuzione (PP) e il Piano di lottizzazione  , oltre a strumenti per esigenze peculiari come quelli oggetto del Piano di Recupero (PDR), del Piano per l’Edilizia Economica Popolare (PEEP) o del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP).
I servizi locali al pubblico in materia urbanistica hanno ad oggetto documenti, notizie e servizi sul Prg, consentono di acquisire e consultare norme e tavole urbanistiche, certificazioni e visure della cartografia urbanistica, nonché la gestione del catasto  .
Inoltre, a livello comunale sono gestite le pratiche relative al condono edilizio, alle dismissioni immobiliari, ai programmi di recupero urbano (strumento per trasformare tessuti urbani consolidati e degradati per favorire una più equilibrata distribuzione dei servizi e delle infrastrutture e migliorare la qualità ambientale e architettonica dello spazio urbano, al fine di eliminare le condizioni di abbandono e di degrado edilizio, ambientale e sociale che investono le aree urbanizzate).

Documento integrale

Allegato: Responsabilità della PA per cose in custodia - Marco Borrelli.pdf
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LaPrevidenza.it, 04/06/2012

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