venerdž, 20 settembre 2019

Prepensionamento giornalisti e crisi delle imprese editrici: in gazzetta il decreto legge

Decreto Legislativo 15.5.2017 n. 69

 

DECRETO LEGISLATIVO 15 maggio 2017, n. 69

Disposizioni per l'incremento dei requisiti e la ridefinizione dei  criteri per l'accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia  anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di  crisi delle imprese editrici, in attuazione dell'articolo 2, commi 4  e 5, lettera a), della legge 26 ottobre 2016, n. 198. (17G00082)

(GU n.123 del 29-5-2017)

Vigente al: 13-6-2017

Capo I

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;  Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;  Visto l'articolo 2, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198,  recante «Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione  dell'informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della  disciplina del sostegno pubblico per il settore dell'editoria e  dell'emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di  profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle  competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.  Procedura per l'affidamento in concessione del servizio pubblico  radiofonico, televisivo e multimediale», nella parte in cui delega il  Governo ad adottare, entro sei mesi, uno o piu' decreti legislativi  aventi ad oggetto l'incremento dei requisiti e la ridefinizione dei  criteri per il ricorso ai trattamenti di pensione di vecchiaia  anticipata di cui all'articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416;  Visto, in particolare, l'articolo 2, comma 5, lettera a), della  citata legge n. 198 del 2016, recante il criterio di delega relativo  all'incremento, nella direzione di un allineamento con la disciplina  generale del sistema pensionistico, dei requisiti di anzianita'  anagrafica e contributiva per l'accesso ai trattamenti di pensione di  vecchiaia anticipata previsti dall'articolo 37, comma 1, lettera b),  della legge 5 agosto 1981, n. 416, prevedendo, in ogni caso, il  divieto di mantenere un rapporto lavorativo con il giornalista che  abbia ottenuto il trattamento pensionistico, e revisione della  procedura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese  editrici ai fini dell'accesso agli ammortizzatori sociali e ai  prepensionamenti;  Vista la legge 5 agosto 1981, n. 416, recante «Disciplina delle  imprese editrici e provvidenze per l'editoria»;  Visto il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, recante  «Disposizioni per il riordino della normativa in materia di  ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in  attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.»;  Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata nella riunione del 17 marzo 2017;  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei  deputati e del Senato della Repubblica;  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella  riunione del 12 maggio 2017;  Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di  concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il  Ministro dell'economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1 - Modificazioni al decreto legislativo n. 148 del 2015

1. Dopo l'articolo 25 e' inserito il seguente:  «25-bis (Disposizioni particolari per le imprese del settore  dell'editoria). - 1. Sono destinatari del trattamento straordinario  di integrazione salariale, a prescindere dal numero di dipendenti  occupati dal datore di lavoro, i giornalisti professionisti, i  pubblicisti, i praticanti dipendenti da imprese editrici di giornali  quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione  nazionale di cui all'articolo 27, secondo comma, della legge 5 agosto  1981, n. 416, nonche' i dipendenti delle imprese editrici o  stampatrici di giornali quotidiani, di periodici e delle agenzie di  stampa a diffusione nazionale di cui all'articolo 27, secondo comma,  della legge 5 agosto 1981, n. 416, ivi compresi i lavoratori assunti  con contratto di apprendistato professionalizzante per i quali trova  applicazione l'articolo 2, comma 3.  2. Ai lavoratori di cui al comma 1 si applica l'articolo 1, comma  2, primo periodo.  3. L'intervento straordinario di integrazione salariale puo' essere  richiesto quando la sospensione o la riduzione dell'attivita'  lavorativa sia determinata da una delle seguenti causali:  a) riorganizzazione aziendale in presenza di crisi, di durata non  superiore a 24 mesi, anche continuativi;  b) crisi aziendale, ivi compresi i casi di cessazione  dell'attivita' produttiva dell'azienda o di un ramo di essa anche in  costanza di fallimento, di durata non superiore a 24 mesi, anche  continuativi;  c) contratto di solidarieta' di cui all'articolo 21, comma 1,  lettera c).  4. In ogni caso, per ciascuna unita' produttiva il trattamento  straordinario di integrazione salariale non puo' superare la durata  massima complessiva di 24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio  mobile, fermo restando quanto disposto dall'articolo 22, comma 5.  5. La misura del trattamento straordinario di integrazione  salariale e' disciplinata dall'articolo 3.  6. Per i periodi di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro  per i quali e' ammessa l'integrazione salariale e' riconosciuta la  contribuzione figurativa di cui all'articolo 6.  7. Per i dipendenti delle imprese editrici o stampatrici di cui al  comma 1 sono dovuti il contributo ordinario di cui all'articolo 23 e  il contributo addizionale di cui all'articolo 5. Per i giornalisti  professionisti, i pubblicisti, i praticanti di cui al comma 1 e'  dovuto il contributo addizionale di cui all'articolo 5.  8. Il pagamento del trattamento straordinario di integrazione  salariale e' effettuato dall'impresa ai dipendenti aventi diritto  alla fine di ogni periodo di paga. Il Ministero del lavoro e delle  politiche sociali puo' autorizzare, contestualmente al trattamento di  integrazione salariale, il pagamento diretto da parte dell'Istituto  nazionale della previdenza sociale o, per i giornalisti,  dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani  "Giovanni Amendola", con il connesso assegno per il nucleo familiare,  ove spettante, in presenza di serie e documentate difficolta'  finanziarie dell'impresa, fatta salva la successiva revoca nel caso  in cui il servizio competente accerti l'assenza di difficolta' di  ordine finanziario della stessa. Trova applicazione l'articolo 7, commi 2 e 3.  9. La fase di consultazione sindacale e il procedimento di  concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale  sono disciplinati dagli articoli 24 e 25.  10. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali  di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da  adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della  presente disposizione, sono stabiliti i criteri per il riconoscimento  delle causali della riorganizzazione aziendale in presenza di crisi e  della crisi aziendale con particolare riferimento all'andamento  negativo o involutivo dei dati economico-finanziari di bilancio  riferiti al biennio antecedente la domanda di trattamento  straordinario di integrazione salariale, le modalita' di attuazione  del presente articolo, la durata minima del periodo di sospensione o  di riduzione dell'orario di lavoro ai fini dell'opzione per  l'anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia di cui  all'articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive  modificazioni.  11. Per tutto quanto non disposto dal presente articolo, trovano  applicazione le disposizioni di cui ai capi I e III del titolo I in  quanto compatibili.».  2. Le disposizioni di cui all'articolo 25-bis del decreto  legislativo 14 settembre 2015, n. 148, si applicano ai trattamenti di  integrazione salariale richiesti dal 1° gennaio 2018. Ai fini del  calcolo della durata massima complessiva di cui al comma 4 del  medesimo articolo 25-bis i trattamenti richiesti prima del 1° gennaio  2018 si computano per la sola parte del periodo autorizzato  successiva a tale data.

Capo II

Art. 2 - Disposizioni in materia di esodo e prepensionamento

1. All'articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416 sono apportate  le seguenti modificazioni:  a) al comma 1:  1) all'alinea, le parole: «al trattamento di cui all'articolo  35» sono sostituite dalle seguenti: «ai trattamenti di cui  all'articolo 25-bis del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.  148, comma 3, lettere a) e b), per i lavoratori poligrafici, e  lettera a), per i giornalisti,»;  2) alla lettera a), le parole: «di cui al citato articolo 35» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 25-bis del  decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148,»;  3) la lettera b) e' sostituita dalla seguente:  «b) per i giornalisti professionisti iscritti all'INPGI,  dipendenti dalle imprese editrici di giornali quotidiani, di giornali  periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale, di cui  all'articolo 27, secondo comma, con almeno venticinque anni di  anzianita' contributiva, limitatamente al numero di unita' ammesso  dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con  il Ministero dell'economia e delle finanze, a seguito di accordi  recepiti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla  base delle risorse finanziarie disponibili e per i soli casi di  riorganizzazione aziendale in presenza di crisi: anticipata  liquidazione della pensione di vecchiaia nei cinque anni che  precedono il raggiungimento dell'eta' fissata per il diritto alla  pensione di vecchiaia nel regime previdenziale dell'INPGI, con  integrazione a carico dello stesso Istituto di un numero massimo di  cinque anni di anzianita' contributiva. Il requisito di anzianita'  contributiva di cui al primo periodo e' progressivamente adeguato  agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del  decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.»;  b) al comma 2, il secondo periodo e' sostituito dal seguente:  «Per i giornalisti che abbiano raggiunto una eta' anagrafica la cui  differenza con quella richiesta per l'accesso al trattamento  pensionistico di vecchiaia sia inferiore a cinque anni, l'anzianita'  contributiva e' maggiorata di un periodo pari a tale differenza,  fermo restando il limite massimo di 360 contributi mensili.».  2. Per la fruizione del beneficio di cui all'articolo 37, comma 1,  lettera b), della legge n. 416 del 1981 e successive modificazioni  restano fermi gli obblighi, i termini e le condizioni di cui  all'articolo 1-bis, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n.  90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.  114.

Art. 3 - Disposizioni transitorie

1. Ai fini della anticipata liquidazione della pensione di  vecchiaia nei confronti dei giornalisti interessati dai piani di cui  all'articolo 1, commi da 226 a 232, della legge 11 dicembre 2016, n.  232, i cui accordi non siano stati recepiti in sede di Ministero del  lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell'articolo 37, comma 1, lettera b) della legge 5 agosto 1981, n. 416, alla data di entrata in  vigore del presente decreto, si applicano i seguenti requisiti:  a) un'anzianita' contributiva pari almeno a 25 anni interamente  accreditati presso l'INPGI;  b) un'eta' anagrafica pari, negli anni 2017 e 2018, ad almeno 58  anni, se donne, e a 60 anni, se uomini.  2. L'efficacia dell'inclusione degli accordi indicati al comma 1 e'  in ogni caso subordinata al rispetto dei limiti di spesa programmati  a legislazione vigente ai sensi dell'articolo 1, comma 226, della  legge 11 dicembre 2016, n. 232, anche mediante incremento del  contributo aggiuntivo a carico dei datori di lavoro di cui al comma  228 del citato articolo 1 della legge n. 232 del 2016 fino a totale  copertura degli oneri conseguenti dal comma 1 per l'inclusione dei  predetti accordi.

Art. 4 - Norme di coordinamento e abrogazioni

1. A decorrere dal 1° gennaio 2018, l'articolo 35 della legge 5  agosto 1981, n. 416, e' abrogato e l'articolo 20, comma 6, del  decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, e' sostituito dal  seguente: «6. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 37 della  legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni e  dall'articolo 7, comma 10-ter, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.  148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.  236.».  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito  nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica  italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo  osservare.  Dato a Roma, addi' 15 maggio 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del  Consiglio dei ministri

Poletti, Ministro del lavoro e delle  politiche sociali

Padoan, Ministro dell'economia e  delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Orlando
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LaPrevidenza.it, 31/05/2017