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Via libera alla mobilità anche in presenza di recesso dal rapporto din lavoro avvenuto dopo 120 giorni
Misure di contrasto al lavoro irregolare. Revoca dell'attività imprenditoriale
Versamenti volontari integrativi della contribuzione obbligatoria dovuta in corrispondenza di periodi regolati da contratto di lavoro intermittente
Invio dei bollettini Mav per il pagamento dei contributi da lavoro domestico
Benefici per il reimpiego di lavoratori licenziati. Rimborso per i datori di lavoro
Incumulabilità del riscatto del congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro con il riscatto del periodo di corso legale di laurea
Rivalutazione annuale importi economici lavoro accessorio
Condizioni di liceità del contratto di fornitura di lavoro temporaneo art.1, comma 4, lett. e), L. n. 196/1997 art. 20, comma 5, D.Lgs. n. 276/2003
Prestazione in favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l'esodo. Presentazione da parte dei datori di lavoro della domanda di accesso alla prestazione
Principali disposizioni sul sostegno all'occupazione e di contribuzione dovuta dai datori di lavoro e dalle aziende agricole per gli operai a tempo determinato e indeterminato
Utilizzo della tipologia contrattuale di lavoro intermittente in relazione "alla figura di addetto all'attività di installazione, allestimento e addobbi palchi, stand presso fiere, congressi
Codice di comportamento ad uso degli ispettori del lavoro: il decreto del Ministro Giovannini
Assegno per il Nucleo Familiare. Sussistenza dello stato di inabilità a proficuo lavoro nei confronti dei pensionati pubblici ultrasessantacinquenni.
Legge 104/92: il lavoratore che assiste con continuità un parente handicappato ha diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina anche mediante domanda di trasferimento
La registrazione furtiva di colloqui tra colleghi di lavoro fa scattare il licenziamento
Lavoro accessorio. Modifiche procedurali relative ai limiti economici. I chiarimenti dell'Inps
Lavoro: è llecito penale non presentare i documenti agli ispettori
Criteri di computo dei rapporti di lavoro a tempo determinato
Gestione separata legge 335/1995. Stabilizzazione di associati in partecipazione con apporto di lavoro
Lavoro intermittente R.D. n. 2657/1923 interprete e traduttore di scuola di lingua
Sulla sottrazione al diritto di accesso della documentazione acquisita dagli ispettori del lavoro nell'ambito della loro attività di controllo
Il datore di lavoro è legittimato a controllare le mail del dipendente
Liquidazione anticipata in un'unica soluzione degli importi non ancora percepiti delle prestazioni ASpI e mini ASpI al fine dello svolgimento di attività di lavoro autonomo
Lavoro subordinato a tempo determinato. Contributo addizionale ex art. 2, comma 28, L. n. 92/2012. Esclusioni
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Lavoro intermittente art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - R.D. n. 2657/1923 addetto agli inventari
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Lavoro

Messi comunali: il Comune non è competente a determinare i compensi
(Consiglio di stato, sez. IV, sentenza 19 febbraio 2007, n. 850 - Gesuele Bellini)

Il Comune non è competente a determinare i compensi spettanti ai messi comunali per le notifiche, in quanto tale materia è riservata al legislatore statale e, comunque, la potestà di autoregolamentazione dell’attività di messo notificatore non può estendersi fino a condizionare la stessa possibilità di utilizzo del servizio in questione da parte delle amministrazioni statali.

Questi sono i termini in cui si è pronunciato il Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 19 febbraio 2007 n. 850.

I giudici di palazzo Spada, nell’esame della fattispecie alla propria attenzione, confermando un recente loro indirizzo (Cons. St., sez.IV, 14 febbraio 2006, n.604) hanno ritenuto che “ il convincimento della spettanza al Comune della competenza a determinare i compensi dei messi comunali non può fondarsi sul rilievo dell’avvenuta delegificazione della materia, ad opera dell’art.4 della legge 12 luglio 1991, n.151 che, avendo abrogato il precedente regime delle tariffe del predetto servizio, aveva automaticamente riservato ai Comuni, secondo la ricostruzione della fattispecie operata in prima istanza, la potestà di disciplinare, in via regolamentare, tale aspetto dell’attività di notificazione”.

Per il Collegio, “l’avvenuta abrogazione dell’art.4 della legge 10 maggio 1976, n.249 (per effetto dell’art.4, comma 2, l. n.151/91) non implica l’immediata e conseguente devoluzione ai Comuni della competenza alla determinazione dei compensi dovuti ai messi comunali”

Le motivazioni della predetta conclusione sono da trarre, per il Consiglio di Stato, dal fatto che “l’abrogazione di una norma di rango primario, ancorché produttiva di una lacuna nell’ordinamento (da colmarsi con gli ordinari strumenti ermeneutici), non comporta l’automatico effetto dell’assegnazione della competenza alla regolamentazione della fattispecie originariamente disciplinata dalla disposizione abrogata, ad una fonte normativa secondaria o, addirittura, amministrativa se non in presenza di una esplicita clausola di delegificazione.

Inoltre, “la legge 24 febbraio 1971, n.114 (che contiene la determinazione originaria delle tariffe) qualifica espressamente i compensi contestualmente stabiliti come spettanti ai messi comunali, e non ai Comuni, con la conseguenza che la fonte del potere in questione non può essere in alcun modo rinvenuta nella titolarità, da parte dell’ente locale, del servizio in questione e, dunque, del diritto alla sua remunerazione, viceversa intestato direttamente e personalmente ai messi comunali" (Cons. St., sez.IV, n.604/06 cit.)”.

Gesuele Bellini

Documento integrale

LaPrevidenza.it, 07/03/2007

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