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CORSO DI PREPARAZIONE ALL'ESAME DI AVVOCATO - SESSIONE DICEMBRE 2014
Lavoratori del tessile-abbigliamento-moda. Una Tantum. Ricalcolo delle prestazioni economiche di maternità, di malattia, di integrazione salariale e di congedo matrimoniale
Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2014
Imprenditore dribbla il dolo se paga gli stipendi ma non il fisco
Esposizione a rischio patogeno dopo il quindicennio: nuova denuncia di malattia professionale. La sentenza della Corte costituzionale 46 del 2010
Rimborso della contribuzione malattia. Gli effetti dopo la pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale 82/2013
Assicurazione per l'indennità economica di malattia per operai e impiegati di imprese a capitale misto
Estensione del diritto alle indennità giornaliera di malattia e all'indennità per congedo parentale ai lavoratori iscritti alla Gestione separata
Documentazione necessaria per l'istruttoria delle pratiche di malattia professionale. Flusso procedurale per l'istruttoria delle denunce di malattia professionale del 18 settembre 2003
Sanzione per omessa o tardiva denuncia di infortunio o malattia professionale
Legittima la restituzione della contribuzione malattia anticipata dall'azienda che si fa carico di anticiparla per obbligo contrattuale
Poste: il diritto alla conservazione del posto vale anche al raggiungimento del periodo massimo di assenza per malattia
Malattia professionale non tabellata: ctu obbligatoria con individuazione di mansioni e agente morbigeno tabellare
Malattia professionale: il termine di prescrizione inizia dalla data di effettiva percezione della tecnopatia
Imposta evasa non è provento da delitto doloso ma risparmio d'imposta confuso nel patrimonio del contribuente
Accertamento dell'infortunio e della malattia professionale
Responsabilità del datore di lavoro per malattia professionale. Colpa ex art.40 secondo comma c.p. - prova - violazione di una specifica regola cautelare
Malattia professionale: ripartizione dell'onere probatorio tra datore di lavoro e lavoratore
Malattia professionale e nesso di causalità. La personalizzazione del risarcimento
Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2011
Il terreno acquistato con agevolazioni statali non può essere rivenduto anticipatamente. Nemmeno per malattia del proprietario
Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore
Single: gioie e dolori
Mercato interno dell'elettricità. Approvazione preliminare delle metodologie utilizzate per calcolare o stabilire le condizioni di connessione e di accesso alle reti nazionali
L'indebito Inpdap originato per dolo dell'amministrazione non viene restituito: la corte accoglie il ricorso di un carabiniere padre di otto figli
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Lavoro

Messi comunali: il Comune non è competente a determinare i compensi
(Consiglio di stato, sez. IV, sentenza 19 febbraio 2007, n. 850 - Gesuele Bellini)

Il Comune non è competente a determinare i compensi spettanti ai messi comunali per le notifiche, in quanto tale materia è riservata al legislatore statale e, comunque, la potestà di autoregolamentazione dell’attività di messo notificatore non può estendersi fino a condizionare la stessa possibilità di utilizzo del servizio in questione da parte delle amministrazioni statali.

Questi sono i termini in cui si è pronunciato il Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 19 febbraio 2007 n. 850.

I giudici di palazzo Spada, nell’esame della fattispecie alla propria attenzione, confermando un recente loro indirizzo (Cons. St., sez.IV, 14 febbraio 2006, n.604) hanno ritenuto che “ il convincimento della spettanza al Comune della competenza a determinare i compensi dei messi comunali non può fondarsi sul rilievo dell’avvenuta delegificazione della materia, ad opera dell’art.4 della legge 12 luglio 1991, n.151 che, avendo abrogato il precedente regime delle tariffe del predetto servizio, aveva automaticamente riservato ai Comuni, secondo la ricostruzione della fattispecie operata in prima istanza, la potestà di disciplinare, in via regolamentare, tale aspetto dell’attività di notificazione”.

Per il Collegio, “l’avvenuta abrogazione dell’art.4 della legge 10 maggio 1976, n.249 (per effetto dell’art.4, comma 2, l. n.151/91) non implica l’immediata e conseguente devoluzione ai Comuni della competenza alla determinazione dei compensi dovuti ai messi comunali”

Le motivazioni della predetta conclusione sono da trarre, per il Consiglio di Stato, dal fatto che “l’abrogazione di una norma di rango primario, ancorché produttiva di una lacuna nell’ordinamento (da colmarsi con gli ordinari strumenti ermeneutici), non comporta l’automatico effetto dell’assegnazione della competenza alla regolamentazione della fattispecie originariamente disciplinata dalla disposizione abrogata, ad una fonte normativa secondaria o, addirittura, amministrativa se non in presenza di una esplicita clausola di delegificazione.

Inoltre, “la legge 24 febbraio 1971, n.114 (che contiene la determinazione originaria delle tariffe) qualifica espressamente i compensi contestualmente stabiliti come spettanti ai messi comunali, e non ai Comuni, con la conseguenza che la fonte del potere in questione non può essere in alcun modo rinvenuta nella titolarità, da parte dell’ente locale, del servizio in questione e, dunque, del diritto alla sua remunerazione, viceversa intestato direttamente e personalmente ai messi comunali" (Cons. St., sez.IV, n.604/06 cit.)”.

Gesuele Bellini

Documento integrale

LaPrevidenza.it, 07/03/2007

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