martedž, 10 dicembre 2019

Lo scambio di prestazioni domestiche configura l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato

Cassazione civile  sez. lav., Sentenza 21.12.2010 n. 25859

 

Con ricorso, ritualmente depositato, G.D. Esponeva: di a vere lavorato come domestica ammessa alla convivenza familiare e alle dipendenze dei coniugi A.M. E F.O. Dal 28.03.1993 al 29.08.1998; di avere ricevuto la retribuzione mensile di L. 400.000, aumentate a L. 700.000 dal 9.01.1997, oltre al vitto e all’alloggio; di avere atteso a tutte le faccende domestiche secondo le direttive e le disposizioni degli anzidetti coniugi; di non avere goduto per tutta la durata del rapporto di lavoro del riposo settimanale; di essere stata malmenata dalla figlia dei datori di lavoro e scacciata di casa il (OMISSIS), riportando tra l’altro varie contusioni con inabilità al lavoro per 20 giorni. Ciò premesso, conveniva in giudizio l’ A. e la F.O., per sentir accertare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, con condanna degli stessi al pagamento della complessiva somma di L. 78.967.710, oltre accessori, per varie voci retributive dettagliatamente esposte;

I convenuti costituendosi contestavano l’esistenza dell’asserito rapporto di lavoro e chiedevano quindi il rigetto del ricorso. All’esito dell’istruzione il Tribunale di Roma con sentenza del 25.01.2002 rigettava le domande della ricorrente. Tale decisione, appellata dalla G. é stata confermata dalla Corte di Appello di Roma con sentenza n. 210 del 2006, che, sulla base dei testi escussi e dalle ammissioni contenute nella domanda di concessione del permesso di soggiorno, ha ribadito l’inesistenza di un rapporto di lavoro subordinato, essendo emerso che....

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LaPrevidenza.it, 31/01/2011