mercoledž, 02 dicembre 2020

Legittimo licenziare due volte lo stesso lavoratore

Cassazione civile  sez. lav., Sentenza 20.1.2011 n. 1244

 

 

Col primo motivo di ricorso l’Istituto lamenta violazione e/o falsa applicazione dell’art. 85 del CCNL di settore del 16.6.1995, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.

In particolare rileva che la Corte territoriale, dopo aver correttamente inquadrato la categoria giuridica relativa all’estinzione del rapporto di lavoro disciplinata dall’art. 85, comma 2, del contratto collettivo applicato, in quella del recesso obbligatorio e non della risoluzione automatica, aveva in maniera non consequenziale ritenuto che il rapporto di lavoro in questione dovesse ritenersi cessato alla data del dicembre 2004 (data di comunicazione del recesso datoriale) anziché a quella del 14.10.1998 (data di compimento del 65^ anno di età del dipendente). Ciò in quanto la comunicazione del recesso datoriale per superamento dei limiti di età non poteva considerarsi come una comunicazione avente effetto costitutivo, ma come atto avente un’efficacia prettamente dichiarativa.

Il suddetto motivo di ricorso è improcedibile a causa del mancato deposito del CCNL in forma integrale, avendo parte ricorrente depositato solo stralci, seppure ampi, della normativa contrattuale in materia.

Invero, dopo alcune perplessità (Cass. Sez. lav., 4.8.2008 n. 21080, per cui l’onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda va riferito sia alle norme collettive della cui violazione il ricorrente si duole attraverso le censure mosse alla sentenza impugnata, sia ad ogni altra norma collettiva utile per l’interpretazione delle prime, sempre però che essa appartenga alla causa per essere stata dedotta e prodotta nei precedenti gradi di merito), la giurisprudenza maggioritaria di questa Corte (Cass. Sez. lav., 11.2.2008 n. 6432, Cass. Sez. lav., 5.2.2009 n. 2855, Cass. Sez. lav., 2.7.2009 n. 15495) si è orientata nel senso che è necessario il deposito del testo integrale del contratto.

Ciò in primo luogo in forza del dettato letterale dell’art. 369 cod. proc. Civ., comma 2, n. 4 (come modificato dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 7), il quale prevede che gli atti processuali, i documenti e i contratti o accordi collettivi su cui il ricorso si fonda devono essere depositati insieme al ricorso a pena di improcedibilità, norma che non sembra prevedere deroghe, consentendo il deposito solo di stralci del contratto collettivo da interpretare....

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LaPrevidenza.it, 29/03/2011

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