sabato, 21 settembre 2019

La conciliazione del lavoro pubblico e privato alla luce della legge 4.11.2010 n. 183 - Collegato al lavoro

Avvocato Maurizio Danza - Arbitro del pubblico impiego

 

Va in primo luogo rilevato come il processo di riforma del processo civile, iniziato con la introduzione dei nuovi istituti deflattivi del carico giudiziario, tra cui - quale assoluta novità – lo strumento della mediazione accanto a quello della conciliazione, già avviata in riferimento alle controversie del processo civile a seguito del D.lgs n°28 del 10 marzo 2010, abbia profondamente modificato anche il processo del lavoro dopo la recente entrata in vigore della legge n°183 del 4 novembre 2010 (su G.U. n°262 del 9/11/2010), che rivede radicalmente gli istituti deflattivi dell’arbitrato e della conciliazione sia all’ambito del lavoro pubblico che privato. A tal uopo va fatta rilevare in primo luogo la disposizione dell’art. 31 della legge n°183 del 2010 rubricata “conciliazione e arbitrato”, che equipara di fatto il pubblico impiego contrattualizzato al settore privato, trasformando la conciliazione obbligatoria in facoltativa, di fatto facendo retroagire storicamente l’istituto conciliativo a prima del noto D.lgs n°80 del 1998, che lo aveva appunto reso obbligatorio. Detta norma, nel riscrivere l’intero sistema di conciliazione ed arbitrato del codice di procedura civile contenuto nei nuovi artt. 410, 411, 412, 412 ter, 412 quater, prevede che le parti  di un rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato, scelgano, in mancanza di istituti diversi previsti ad esempio dalla contrattazione nazionale, la fattispecie tipica della conciliazione del settore privato, rappresentata come è ben noto dalla commissione di conciliazione “stabile” già prevista dal vecchio art. 410 c.p.c.; ciò per effetto della espressa abrogazione degli artt. 65 e 66 del D.lgs n°165/01 (c.d. testo unico del pubblico impiego), che aveva invece previsto il collegio di conciliazione istituto deflativo applicabile solo alle controversie di lavoro del pubblico impiego contrattualizzato. A ben vedere l’importante articolo 31 non si limita a riscrivere la conciliazione tentata dalla commissione stabile presso le Direzioni provinciali del Lavoro, ma prevede altresì il ricorso alla figura del tutto innovativa del collegio di conciliazione ed arbitrato “irrituale”, esteso ovviamente anche al pubblico impiego, che presuppone la designazione di un collegio “non stabile” ...

Avv. Maurizio Danza

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LaPrevidenza.it, 14/12/2010