martedì, 24 maggio 2022

L'attività di telefonista di call center è lavoro subordinato

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 9812 del 14 aprile 2008 - Bellini Gesuele

 

L’attività di telefonista in un call center, eseguita seguendo le direttive impartite dall'azienda, con un preciso orario di lavoro e l’utilizzo di attrezzature e materiali di proprietà della società, è da considerarsi lavoro subordinato.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza 14 aprile 2008, n. 9812.
In pratica, la decisione trae origine da una procedura vertenziale avviata tra una società esercente attività di prestazione di servizi per il settore pubblicitario e l’Inps, in base alla quale la prima insisteva per sentirsi accertare la natura autonoma del rapporto di lavoro di alcuni lavoratori, maggiormente donne, che prestavano attività lavorativa presso la stessa, con mansioni di telefonisti.
La Corte di Cassazione, esaminando la vicenda, a seguito del ricorso presentato dalla società in argomento, ha affermato che “l'elemento decisivo che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato dal lavoro autonomo è l'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro ed il conseguente inserimento del lavoratore in modo stabile ed esclusivo nell'organizzazione aziendale”.
Ha precisato altresì, richiamando conforme giurisprudenza (Cass. n. 21028/2006, n. 4171/2006, n. 20669/2004), che costituiscono indici sintomatici della subordinazione, valutabili dal giudice del merito sia singolarmente che complessivamente, i seguenti elementi:
1) l'assenza del rischio di impresa;
2) la continuità della prestazione;
3) l'obbligo di osservare un orario di lavoro;
4) la cadenza e la forma della retribuzione;
5) l'utilizzazione di strumenti di lavoro;
6) lo svolgimento della prestazione in ambienti messi a disposizione dal datore di lavoro
Orbene, nel caso di che trattasi è stato accertato che le dipendenti con mansioni di telefoniste eseguivano le direttive impartite dall'azienda in relazione ad ogni telefonata da svolgere prendendo nota dell'esito e del numero di telefonate, che avevano un preciso orario di lavoro e che utilizzavano attrezzature e materiali di proprietà della società, e, pertanto, secondo il Collegio, questi elementi sono risultati sufficientemente idonei ad attestare la subordinazione del rapporto di lavoro.


(Dott. Gesuele Bellini – Responsabile della sezione
pubblico impiego dell'osservatorio) -
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LaPrevidenza.it, 21/04/2008

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