sabato, 07 dicembre 2019

Attività forense e accertamento fiscale della Guardia di Finanza

Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza 16.2.2010 n. 11082

 

Con ricorso notificato alla PROCURA DELLA REPUBBLICA di Milano, al Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Milano della GUARDIA DI FINANZA, al MINISTERO dell'ECONOMIA e delle FINANZE, al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, al dr. D.M.F. (sostituto procuratore della Repubblica di Milano) nonchè al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano, lo STUDIO LEGALE e TRIBUTARIO ASSOCIATO x e gli associati dr. B.L., avv. Z.E. e avv. BR.Eu. - premesso che: (1) il 20 febbraio 2007 la Guardia di Finanza si era presentata presso la sede dello studio per eseguire una verifica fiscale ai fini delle imposte sul reddito per i periodi 2005, 2006 e 2007; (2) avendo i militari operanti iniziato ad "acquisire ed ispezionare il contenuto specifico di ogni fascicolo e di ogni file presente nei computers dei singoli professionisti, con l'intento di prendere conoscenza di tutto il loro contenuto, ivi compresa la corrispondenza con la clientela e con altri professionisti" ("in particolare" acquisendo "pareri, richieste di chiarimenti e relative risposte, notizie concernenti controversie pendenti o da instaurare, consultazioni circa la legittimità di taluni atti fiscali o societari ovvero rilievi e/o contestazioni cui comportamenti o deliberazioni pregresse avrebbero potuto dar luogo"), il legale rappresentante dello studio aveva eccepito il "segreto professionale con specifico riguardo a tutta la corrispondenza intrattenuta con la clientela custodita nei locali in uso ai singoli associati"; (3) il "sostituto Procuratore della Repubblica di turno", a fronte di una "generica istanza" dei "veri fica tori" ("al fine di acquisire ogni tipo di documento utile ai fini dell'accertamento nei confronti dello studio... e nella prospettiva di ricercare e reprimere eventuali violazioni alla normativa tributaria") emetteva un'autorizzazione, ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, comma 3, che consentiva l'esame dei documenti custoditi nei locali dello studio..., utili ai fini della ricerca e repressione di eventuali violazioni alla normativa tributaria, relativamente ai quali è stato eccepito il segreto professionale; (4) in forza di tale... autorizzazione i verificatori... acquisivano... 4 CD-R e un DVD non riscrivibili a sessione chiusa sui quali avevano scaricato tutti i messaggi di posta elettronica nonchè numerosissimi documenti informatici in formato doc, xls e pdf presenti nei PC di sette associati allo studio; (5) avendo i verificatori escluso che l'atto fosse da qualificare come pertinente ad un procedimento penale e... confermato la natura meramente amministrativa, essi avevano proposto ricorso al T.A.R. della Lombardia deducendo, in particolare, il carattere lesivo delle modalità con le quali era stato in concreto espletata la verifica, lamentando l'il legittimità del provvedimento in quanto privo di motivazione, generico e sproporzionato, nonchè fortemente lesivo dell'interesse professionale alla segretezza della corrispondenza con i propri clienti, coperta dal segreto professionale -, in forza di TRE motivi, chiedevano (con vittoria di spese ed onorari) di cassare la sentenza n. 6045/08 depositata il 5 dicembre 2008 con la quale il Consiglio di Stato aveva respinto il gravame da essi spiegato avverso la sentenza del T.A.R. la quale aveva dichiarato inammissibile il loro ricorso "per difetto di giurisdizione", "statuendo che l'autorizzazione rilasciata dal Procuratore della Repubblica sarebbe impugnabile soltanto con l'atto finale impositivo innanzi al giudice tributario"....

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LaPrevidenza.it, 29/05/2010