mercoledž, 08 aprile 2020

Assegno sociale

Che cosa cambia nel 2019 - Brevi note

 

L'assegno sociale è una prestazione che viene concessa ai cittadini italiani e stranieri che si trovano in condizioni economiche di disagio. Viene pagato dall'Inps se il richiedente ha maturato il requisito di età anagrafica e sia titolare di redditi inferiori ai limiti indicati dalla legge (nel computo reddituale si considerano anche quelli del coniuge).

 L'assegno sociale è stato istituito dall'1.1.1996 in sostituzione della "pensione sociale" introdotta nel nostro ordinamento con la legge 30.4.1969 n. 153.

 Per avere diritto all'assegno sociale nel 2019 i requisiti da soddisfare sono i seguenti:

 a) avere compiuto l'età anagrafica di 67 anni;

b) possedere redditi, non superiori a €. 5.953,74 (in caso di richiedente singolo) oppure €. 11.907,48 (in caso di richiedente coniugato). I limiti di reddito definitivi saranno resi noti  dall'Inps entro il mese di gennaio 2019.

I requisiti necessari per accedere alla prestazione possono subire variazioni in ragione della modifica del tasso di rivalutazione delle prestazioni previdenziali (requisito reddituale e importo mensile della prestazione) o per effetto dell'adeguamento dei requisiti legati all'incremento della speranza di vita. 

Il Ministero dell'Economia e delle finanze, con la pubblicazione del decreto 5.12.2017 (G.U. n. 289 del 12.12.2017) ha stabilito un innalzamento di 5 mesi della speranza di vita a partire dal 2019 portando a 67 anni il requisito di età anagrafica in luogo dei 66 anni e 7 mesi previsto per il 2018.

I soggetti che hanno maturato l'età anagrafica di 66 anni e 7 mesi entro il 31.12.2018 potranno avanzare domanda per il riconoscimento dell'assegno sociale in presenza dei requisiti reddituali anche successivamente al 1° gennaio 2019. Soddisfatti entrambi i requisiti la prestazione avrà decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Gli importi

 L'importo dell'assegno sociale nel 2019 subirà un leggero aumento rispetto al 2018. Con la pubblicazione del decreto 16.11.2018 (G.U. 26.11.2018 n. 275) il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha individuato l'aumento di perequazione automatica delle pensioni confermando la percentuale del 2018 pari all'1,1%.

 Per effetto di tale rivalutazione l'importo mensile dell'assegno sociale passa da €. 453,00 del 2018 a €. 457,99 del 2019.

Le maggiorazioni

In presenza di particolari requisiti anagrafici e reddituali può essere concessa una "maggiorazione" dell'assegno sociale. Tali maggiorazioni sono state introdotte dall'art. 70, commi 1,2, e 3 della legge 23.12.2000 n. 388 (legge finanziaria del 2001) e dall'art. 38 della legge 28.12.2001 n. 448 (legge finanziaria del 2002).

Hanno diritto alla maggiorazione mensile di €. 12,92 (per l'anno 2018) i titolari di assegno sociale di età compresa tra 65 e 70 anni il cui reddito non sia superiore, per l'anno 2018 a €. 6.056,96 (se pensionato singolo) oppure a €. 12.653,42 (se pensionato coniugato). 

I pensionati di età pari o superiore a 70 anni potranno avere diritto all'incremento mensile della maggiorazione per €. 190,86 (per l'anno 2018) qualora il reddito personale non superi €. 8.370,18. Limite che sale a €.14.259,18 se il richiedente è coniugato.

L'incremento di €. 190,86 può essere concesso anche ai pensionati ultra sessantacinquenni che abbiano versato un certo numero di contributi previdenziali (ivi compresi quelli figurativi, volontari e da riscatto).

Per la valutazione dei requisiti necessari finalizzati al riconoscimento dell'assegno sociale, della maggiorazione e dell'incremento della maggiorazione si dovrà prestare particolare attenzione alle tipologie di reddito da computare poiché alcuni di questi sono considerati "ininfluenti" cioè non concorrono alla sua composizione.

In attesa che l'Inps indichi i dati definitivi per il 2019 si consideri che il Governo dovrebbe introdurre nuove forme assistenziali (c.d. reddito o pensione di cittadinanza, ecc..) che potrebbero modificare o integrare quelle attualmente esistenti.

(Giovanni Dami)
Invia per email

LaPrevidenza.it, 07/12/2018