martedė, 27 ottobre 2020

L'infortunio viene indennizzato anche quando il tragitto percorso non si rivela il più breve ma il più comodo

Cassazione, sezione lavoro, sentenza 24.9.2010 n. 20221

 

Con ricorso depositato l’1 luglio 1999, D.M.A., nella qualità di erede di D.M.G., chiedeva al giudice del lavoro di Lecce la condanna dell’ INAIL al riconoscimento in favore del de cuius della rendita vitalizia per inabilità permanente, conseguente a infortunio mortale sul lavoro, oltre accessori. L’INAIL resisteva. L’adito Tribunale, con sentenza del 25.2.04, sulla base delle risultanze della istruttoria espletata, rigettava la domanda. Proponeva appello la parte soccombente nella qualità, con ricorso depositato il 20.4.05, e contestava le valutazioni espresse dal Giudice di primo grado; chiedeva, pertanto, l’accoglimento della domanda. L’ INAIL si costituiva, contestando il gravame. Con sentenza del 19 dicembre 2005-6 marzo 2006, la Corte di Appello di Lecce, rilevato che la ricostruzione dell’infortunio occorso a D.M.G., come ricavabile dalla svolta istruttoria, conduceva ad escludere la presenza del requisito della “occasione di lavoro”, rigettava l’impugnazione. Per la cassazione di tale pronuncia, ricorre D.M.A. Con tre motivi, ulteriormente illustrati da memoria ex art. 378 c.p.c....

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LaPrevidenza.it, 29/11/2010

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