giovedì, 13 agosto 2020

Infortuni sul lavoro: riparto della colpa ex 626/94 e danno differenziale

Tribunale di Vicenza, sezione lavoro, Sentenza 3 giugno 2004 n° 82

 

Commento: Su alcune questioni, particolarmente dibattute in materia di infortuni sul lavoro, è intervenuta recentemente una pronuncia del Tribunale di Vicenza (est. giudice del lavoro dott. Luigi Perina) che, per le soluzioni proposte (probabilmente non in linea con l'orientamento prevalente della giurisprudenza), sarà sicuramente oggetto di dibattito e discussione. La prima riguarda un diverso angolo visuale per la valutazione della condotta del lavoratore ai fini della determinazione del concorso di colpa; l'orientamento si discosta da quello recentemente affermato dalla Suprema Corte con la sentenza 18.2.2004 n. 3213 e punta su un ruolo nuovo che il lavoratore deve assumere alla luce del D.Lgs. 19.9.1994 n. 626 giungendo a configurare una colpa di carattere prevalente a carico del lavoratore infortunato. La seconda riguarda il nuovo sistema di tutela infortunistica introdotta dal D.Lgs. 28.2.2000 n. 38 che attribuisce all'INAIL la copertura del danno biologico secondo la definizione e quantificazione prevista nel detto decreto. La questione affrontata è la possibile configurabilità di un danno biologico "differenziale" che il lavoratore può autonomamente chiedere al datore di lavoro responsabile; ad essa viene data una risposta - in via di principio - negativa, salvo analizzare casi concreti dove possono emergere situazioni meritevoli di particolare tutela. Come già detto all'inizio, la soluzione accolta, che a quanto risulta ha un unico precedente in altra pronuncia del Tribunale di Torino (sent. n. 3393 del 10.6.2003), sarà sicuramente oggetto di discussione ed approfondimento. In particolare il Tribunale di Vicenza ha statuito che: " Pur in presenza della violazione di norme di prevenzione e sicurezza a carico del datore di lavoro (e pertanto di sua responsabilità nella causazione dell'incidente), in caso di infortunio sul lavoro la valutazione della condotta posta in essere da parte del lavoratore, ai fini del riconoscimento del concorso di colpa, deve essere fatta anche alla luce delle novità legislative introdotte con il D.Lgs. 19.9.1994 n. 626, che pongono, anche a carico del lavoratore, particolari obblighi attivi in materia di sicurezza sugli ambienti di lavoro e che fanno mutare il ruolo del lavoratore stesso che da soggetto passivo della sicurezza transita al ruolo di soggetto attivo. Di tale fatto occorre tener conto, soprattutto nel caso in cui venga dimostrato da parte del datore di lavoro di aver adempiuto ad una attività di informazione e di formazione concreta del lavoratore, con il possibile riconoscimento di un concorso di colpa prevalente da parte del lavoratore nella determinazione dell'infortunio"; "Con la copertura previdenziale INAIL del danno biologico per gli infortuni sul lavoro di cui al D. Lgs. 28.2.2000 n. 38, normalmente non si pone il problema di un "danno differenziale" autonomamente chiedibile dal lavoratore al datore di lavoro responsabile. Tenuto conto della origine del danno biologico e del diritto al risarcimento, di creazione giurisprudenziale, così come la quantificazione mediante il sistema del punto tabellare, appare condivisibile il principio secondo il quale allorquando il legislatore disponga di disciplinare precisamente l'istituto di creazione giurisprudenziale è al dato normativo che si deve far riferimento, salva la chiara incompatibilità della normativa positiva con i principi costituzionali e con quelli generali della materia così come elaborati dalla giurisprudenza. Ora che il legislatore ha dato una definizione di danno biologico conforme ai principi generali e che ha addossato all'INAIL l'erogazione di un "quid" nei confronti del danneggiato, appare anacronistico non adeguare anche l'orientamento giurisprudenziale. L'operazione che mira alla qualificazione di un danno biologico come "differenziale" o residuale rispetto a quello dell'INAIL, è sostanzialmente diretta ad ottenere un duplice risarcimento dello stesso danno biologico: quello voluto dalla legge (erogato dall'INAIL secondo precise quantificazioni legali) e quello di quantificazione giurisprudenziale (secondo le famose tabelle dei vari Tribunali)." (Si ringrazia l'avv. Rolando Dalla Riva - Avvocato INAIL in Vicenza ed il portale Altalex - www.altalex.com)
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LaPrevidenza.it, 06/08/2004

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