domenica, 25 ottobre 2020

Sportello consulenza legale - Malattia professionale da esposizione alle fibre di amianto: un caso concreto di revisione passiva

Consulenza medico - legale de LaPrevidenza.it

 

Le informazioni di seguito riportate sono relative ad un caso concreto di malattia professionale da esposizione alle fibre di amianto in lavoratore deceduto che ha lavorato per oltre un ventennio in cantieri edili a contatto con lastre di amianto e ondulati necessari alla realizzazione di coperture tetti e condotti. Nella fattispecie il lavoratore deceduto che è stato a contatto con i materiali in precedenza evidenziati ha effettuato lavorazioni di rimozione e taglio con flessibile che hanno provocato una esposizione diretta alle fibre aerodisperse.

Il consulente legale che ha seguito la vicenda sin dal suo inizio, l'avv. Valter Marchetti riporta di seguito tutte le informazioni relative alle fasi dello studio del fascicolo e del contenzioso extragiudiziale includendo le motivazioni che hanno portato alla conclusione positiva del caso trattato senza adire il Giudice.

In questo senso ricordiamo che il mesotelioma pleurico è una malattia spesso riconducibile all'avvenuta esposizione alle fibre di amianto in ambiente  lavorativo le cui conseguenze riferite alla riduzione della integrità psicofisica vanno tutelate in ambito Inail (tecnopatia). Con l'entrata in vigore della legge 28.12.2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) i soggetti affetti da mesotelioma pleurico di natura "non professionale" cioè contratto in ambiente extra lavorativo possono beneficiare dei benefici economici contenuti nel "Fondo per le vittime dell'amianto" istituito con la legge finanziaria 2008. Specifiche disposizioni sono contenute nella circolare Inail 33 del 2016 con la quale si indicano le modalità operative per la trattazione dei casi.

La consulenza legale dell'osservatorio ha ritenuto opportuno aprire uno specifico servizio di supporto e assistenza per l'esame, la valutazione e l'eventuale trattazione di tutti quei casi in cui l'Inail non ha ritenuto concedere il riconoscimento di questa grave forma patologica sia per esposizione diretta in ambiente lavorativo che non.

I soggetti interessati potranno richiedere gratuitamente l'esame del proprio caso inviando la scansione di tutta la documentazione all'indirizzo e- mail dello Staff dell'osservatorio staff@laprevidenza.it  consapevoli che per la fase successiva della trattazione della pratica (con la disponibilità dell'interessato) sarà inviato un preventivo di spesa dettagliato che non impegna il richiedente.

Se hai un caso simile scrivici, ti risponderemo quanto prima.

La redazione


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Studio e revisione di un caso concreto di malattia professionale per esposizione alle fibre di amianto concluso in sede stragiudiziale con riconoscimento della rendita vitalizia Inail 


SOGGETTO
Ex Operaio Edile che ha lavorato per più di venti anni in diversi cantieri edili a contatto (lavorazioni, rimozione, taglio con flessibile, polveri ) con ondulati/lastre in amianto ( in particolare coperture/tetti/condotte);

SINTOMATOLOGIA 
L'ex lavoratore in pensione da circa dieci anni, inizialmente accusa generica sintomatologia riferibile a disturbi respiratori/polmonari, sino ad arrivare al dolore toracico acuto; sottoposto ad una serie di esami di laboratorio e radio-diagnostici, gli specialisti sospettano un quadro clinico di carcinoma polmonare e/o mesotelioma pleurico.

PRIMO CERTIFICATO DI MALATTIA PROFESSIONALE
A fronte della sintomatologia e degli esiti clinico-diagnostici, il MEDICO COMPETENTE dopo aver visitato l'ex lavoratore ed aver valutato tutta la documentazione agli atti, provvede a stilare il primo certificato di malattia professionale che attesta la correlazione tra quanto diagnosticato ( ADENOCARCINOMA POLMONARE) e l'esposizione professionale ad amianto ( CANTIERI EDILIZIA, contatto con ONDULATI/TETTI/CONDOTTE in amianto) dell'ex lavoratore.

DECESSO DELL'EX LAVORATORE
Nel frattempo le condizioni generali di salute si aggravano sempre di più e l'ex lavoratore arriva al decesso per insufficienza respiratoria seguita da arresto cardio-circolatorio.

ESAME AUTOPTICO DISPOSTO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA TERRITORIALMENTE COMPETENTE
In sede autoptica viene confermato il nesso con-causale tra l'esposizione lavorativa all'amianto, la patologia tumorale ed il decesso dell'ex lavoratore.

VISITA INAIL
il medico legale Inail territorialmente competente, sulla base dei documenti/atti disponibili ­ compresa la perizia medico-legale disposta dalla Procura della Repubblica - nega la sussistenza del nesso causale tra la patologia tumorale diagnosticata ( in quanto ritenuta " NON TABELLATA ") all'ex lavoratore e l'esposizione professionale nei cantieri edili a materiale in amianto, anche in considerazione di soggetto ex fumatore. Nel verbale Inail in questione si richiama un caso analogo e vengono fatte brevi considerazioni in ordine alla soglia minima di esposizione alla fibra di amianto. Non viene riconosciuta la malattia professionale da esposizione ad amianto.

REVISIONE DEL CASO
I familiari decidono di riesaminare il CASO attraverso l'intervento professionale dello studio dell'Avv. Valter Marchetti del Foro di Imperia. L'Avv. Marchetti, anche attraverso la collaborazione di un Medico Legale, di un Medico del Lavoro e di uno specialista esperto in diagnostica di immagini, riesamina la pratica relativa al riconoscimento dello stato di malattia professionale da esposizione ad amianto.

IMPORTANZA DEGLI ESAMI DIAGNOSTICI, ANCHE QUELLI PRECEDENTI ALLA PATOLOGIA/MALATTIA PROFESSIONALE
Lo studio di revisione si concentra in particolare sulla raccolta e disamina di RX-ECO-TC poste in essere sul paziente diversi anni prima del decesso e della visita medica relativa al " PRIMO CERTIFICATO DI MALATTIA ".

PLACCHE PLEURICHE BILATERALI.
Lo studio dei referti ed il riesame dei cd- dischetti diagnostici si focalizza in particolare sull'accertata presenza nei pomoni della vittima ex-lavoratore, anche quando era ancora in vita, di placche pleuriche bilaterali. La presenza di dette placche, infatti, è indice inequivocabile di avvenuta esposizione all'amianto.

ESAME DEI VETRINI ISTOLOGICI
Per lo studio di revisione/approfondimento del caso, vengono disposti ulteriori esami/accertamenti sui vetrini istologici conservati a seguito dei prelievi di campioni in sede di esame autoptico. E' IMPORTANTE L'ESAME ISTOLOGICO SULLE PLACCHE PLEURICHE E DIAFRAMMATICHE FIBROCALCIFICHE. E' NECESSARIO PROCEDERE AD ULTERIORI INDAGINI IMMUNOISTOCHIMICHE DELLA LESIONE NEOPLASTICA.

ISTANZA DI RIAPERTURA DEL CASO, NUOVA COLLEGIALE MEDICO- LEGALE INAIL
Eseguiti tutti gli studi di revisione del caso, viene depositata una istanza di riapertura del caso presso la Direzione INAIL territorialmente competente.

RICHIESTA DI PARERE CONTARP
Il medico legale incaricato alla riapertura/revisione del caso, richiede una relazione alla CONTARP territorialmente competente le cui conclusioni sono così formulate: " Alla luce degli elementi disponibili, si ritiene RAGIONEVOLMENTE PROBABILE che l'assicurato sia stato esposto a fibre di amianto aero-disperse, presumibilmente in modo saltuario e con durata limitata nelle attività di muratore ".

SUSSISTENZA DEI CRITERI DEL NESSO DI CAUSA
In sede collegiale medico- legale INAIL vengono esaminati e confermati i criteri QUANTITATIVO ( durata anni esposizione lavorativa all'amianto: presenza di placche pleuriche ed asbestosi iniziale); QUALITATIVO ( amianto e fumo di sigaretta); MODALE ( inalazione per via aerea); TOPOGRAFICA ( polmone).

AMMESSA UNA PROBABILITA' QUALIFICATA DI ESPOSIZIONE LAVORATIVA AD AMIANTO
L'INAIL, in sede di revisione del caso, ritenuta una probabilità qualificata di esposizione lavorativa ad amianto, osserva che la neoplasia maligna che ha colpito l'ex lavoratore ( ADENOCARCINOMA POLMONARE) " è una patologia da considerarsi tabellata, quindi che gode della presunzione legale di origine, che non può essere superata con prova contraria, nel caso di specie, sulla base di quanto disponibile ".

ESITO FINALE DELLA RIAPERTURA DEL CASO: RICONOSCIMENTO DELLA TECNOPATIA, VALUTAZIONE DEL DANNO BIOLOGICO ED EROGAZIONE DELLA RENDITA VITALIZIA.

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Per informazioni scrivere a staff@laprevidenza.it

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LaPrevidenza.it, 08/12/2016

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