lunedž, 26 ottobre 2020

Editoria: varata la legge di riforma

Legge 26.10.2016 n. 198 (G.U. 255 del 31.10.2016)

 

LEGGE 26 ottobre 2016, n. 198

Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione  dell'informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della  disciplina del sostegno pubblico per il settore dell'editoria e  dell'emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di  profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle  competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.  Procedura per l'affidamento in concessione del servizio pubblico  radiofonico, televisivo e multimediale. (16G00211)

(GU n.255 del 31-10-2016)

Vigente al: 15-11-2016

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno  approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1 - Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione  dell'informazione

1. Al fine di assicurare la piena attuazione dei principi di cui  all'articolo 21 della Costituzione, in materia di diritti, liberta',  indipendenza e pluralismo dell'informazione, nonche' di incentivare  l'innovazione dell'offerta informativa e dei processi di  distribuzione e di vendita, la capacita' delle imprese del settore di  investire e di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo,  nonche' lo sviluppo di nuove imprese editrici anche nel campo  dell'informazione digitale, e' istituito nello stato di previsione  del Ministero dell'economia e delle finanze il Fondo per il  pluralismo e l'innovazione dell'informazione, di cui all'articolo 1,  comma 160, primo periodo, lettera b), della legge 28 dicembre 2015,  n. 208, come sostituita dall'articolo 10, comma 1, della presente  legge, di seguito denominato «Fondo». 
2. Nel Fondo confluiscono:  a) le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno  all'editoria quotidiana e periodica, anche digitale, comprese le  risorse disponibili del Fondo straordinario per gli interventi di  sostegno all'editoria, di cui all'articolo 1, comma 261, della legge  27 dicembre 2013, n. 147;  b) le risorse statali destinate all'emittenza radiofonica e  televisiva in ambito locale, iscritte nello stato di previsione del  Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell'articolo 1, comma  162, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;  c) una quota, fino ad un importo massimo di 100 milioni di euro in ragione d'anno per il periodo 2016-2018, delle eventuali maggiori  entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione,  di cui all'articolo 1, comma 160, primo periodo, lettera b), della  legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall'articolo 10,  comma 1, della presente legge;  d) le somme derivanti dal gettito annuale di un contributo di  solidarieta' pari allo 0,1 per cento del reddito complessivo dei  seguenti soggetti passivi dell'imposta di cui all'articolo 73 del  testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917:  1) concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa  quotidiana e periodica e sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e  digitali;  2) societa' operanti nel settore dell'informazione e della  comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta, in tale  caso calcolandosi il reddito complessivo con riguardo alla parte  proporzionalmente corrispondente, rispetto all'ammontare dei ricavi  totali, allo specifico ammontare dei ricavi derivanti da tale  attivita';  3) altri soggetti che esercitino l'attivita' di intermediazione  nel mercato della pubblicita' attraverso la ricerca e l'acquisto, per  conto di terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di  comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme  trasmissive, compresa la rete internet. 
3. Le somme di cui al comma 2, lettera d), sono versate all'entrata  del bilancio dello Stato per essere destinate al Fondo. 
4. Il Fondo e' annualmente ripartito tra la Presidenza del  Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico, per  gli interventi di rispettiva competenza, sulla base dei criteri  stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  adottato di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e  dell'economia e delle finanze. Le somme non impegnate in ciascun  esercizio possono esserlo in quello successivo. Le risorse di cui  alle lettere c) e d) del comma 2 sono comunque ripartite al 50 per  cento tra le due amministrazioni; i criteri di ripartizione delle  risorse di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 2 tengono  conto delle proporzioni esistenti tra le risorse destinate al  sostegno dell'editoria quotidiana e periodica e quelle destinate  all'emittenza radiofonica e televisiva a livello locale. Il decreto  di cui al primo periodo puo' prevedere che una determinata  percentuale del Fondo sia destinata al finanziamento di progetti  comuni che incentivino l'innovazione dell'offerta informativa nel  campo dell'informazione digitale attuando obiettivi di convergenza  multimediale. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti i  requisiti soggettivi, i criteri e le modalita' per la concessione di  tali finanziamenti; lo schema di tale decreto e' trasmesso alle  Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari  competenti per materia, che si pronunciano nel termine di sessanta  giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto puo'  comunque essere adottato. Il Presidente del Consiglio dei ministri,  qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette  nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con  eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi  di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia  possono esprimersi sulle osservazioni del Presidente del Consiglio  dei ministri entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova  trasmissione. Decorso tale termine, il decreto puo' comunque essere  adottato. 
5. Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del  Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell'economia e  delle finanze e dello sviluppo economico, sono stabiliti i soggetti  beneficiari, i requisiti di ammissione, le modalita', i termini e le  procedure per l'erogazione di un contributo per il sostegno delle  spese sostenute per l'utilizzo di servizi di telefonia e di connessione dati in luogo delle riduzioni tariffarie di cui  all'articolo 28, primo, secondo e terzo comma, della legge 5 agosto  1981, n. 416, all'articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67,  agli articoli 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e all'articolo  23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223. Sullo schema del  regolamento di cui al primo periodo e' acquisito il parere delle  competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro sessanta  giorni dalla ricezione. Decorso tale termine il regolamento e'  comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle disposizioni  regolamentari di cui al primo periodo sono abrogate le disposizioni  vigenti, anche di legge, con esse incompatibili, alla cui  ricognizione si procede in sede di adozione delle medesime  disposizioni regolamentari. Con il medesimo regolamento sono altresi'  stabilite procedure amministrative semplificate ai fini della  riduzione dei tempi di conclusione dei provvedimenti di liquidazione  delle agevolazioni previste dal citato articolo 28, primo, secondo e  terzo comma, della legge n. 416 del 1981, anche relativamente agli  anni pregressi. Il contributo di cui al primo periodo del presente  comma e' concesso nel limite delle risorse allo scopo destinate dal  decreto di cui al primo periodo del comma 4. 
6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e'  annualmente stabilita la destinazione delle risorse ai diversi  interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri.
7. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio  negli stati di previsione interessati, anche nel conto dei residui.

Art. 2 - Deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell'editoria e dell'emittenza radiofonica  e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei  giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti

1. Per garantire maggiori coerenza, trasparenza ed efficacia al  sostegno pubblico all'editoria, il Governo e' delegato ad adottare,  entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,  uno o piu' decreti legislativi aventi ad oggetto la ridefinizione  della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di  quotidiani e periodici, la previsione di misure per il sostegno agli  investimenti delle imprese editrici e dell'emittenza radiofonica e  televisiva locale, l'innovazione del sistema distributivo, il  finanziamento di progetti innovativi nel campo dell'editoria  presentati da imprese di nuova costituzione, nonche' la previsione di  misure a sostegno di processi di ristrutturazione e di  riorganizzazione delle imprese editrici gia' costituite.
2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si  attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:  a) con riferimento ai destinatari dei contributi, parziale  ridefinizione della platea dei beneficiari, ammettendo al  finanziamento le imprese editrici che, in ambito commerciale,  esercitano unicamente un'attivita' informativa autonoma e  indipendente, di carattere generale, costituite:  1) come cooperative giornalistiche, individuando per le stesse  criteri in ordine alla compagine societaria e alla concentrazione  delle quote in capo a ciascun socio;  2) come enti senza fini di lucro ovvero come imprese editrici  di quotidiani e periodici il cui capitale sia interamente detenuto da  tali enti;  3) per un periodo di cinque anni dalla data di entrata in  vigore della presente legge, come imprese editrici di quotidiani e  periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da  cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro;  b) mantenimento dei contributi, con la possibilita' di definire  criteri specifici inerenti sia ai requisiti di accesso, sia ai  meccanismi di calcolo dei contributi stessi:
1) per le imprese editrici di quotidiani e periodici  espressione delle minoranze linguistiche;  2) per le imprese e gli enti che editano periodici per non  vedenti e per ipovedenti, prodotti con caratteri tipografici normali  o braille, su nastro magnetico o su supporti informatici, in misura  proporzionale alla diffusione e al numero delle uscite delle relative  testate;  3) per le associazioni dei consumatori, a condizione che  risultino iscritte nell'elenco istituito dall'articolo 137 del codice  del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206;  4) per le imprese editrici di quotidiani e di periodici  italiani in lingua italiana editi e diffusi all'estero o editi in  Italia e diffusi prevalentemente all'estero;  c) esclusione dai contributi:  1) degli organi di informazione dei partiti, dei movimenti  politici e sindacali, dei periodici specialistici a carattere  tecnico, aziendale, professionale o scientifico;  2) di tutte le imprese editrici di quotidiani e periodici  facenti capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da societa'  quotate in mercati regolamentati;  d) con riferimento ai requisiti per accedere ai contributi:  1) riduzione a due anni dell'anzianita' di costituzione  dell'impresa editrice e di edizione della testata;  2) regolare adempimento degli obblighi derivanti dal rispetto e  dall'applicazione del contratto collettivo di lavoro, nazionale o  territoriale, stipulato tra le organizzazioni o le associazioni  sindacali dei lavoratori dell'informazione e delle telecomunicazioni  e le associazioni dei relativi datori di lavoro, comparativamente  piu' rappresentative;  3) edizione in formato digitale dinamico e multimediale della  testata per la quale si richiede il contributo, anche eventualmente  in parallelo con l'edizione su carta;  4) obbligo per l'impresa di dare evidenza, nell'edizione, del  contributo ottenuto nonche' di tutti gli ulteriori finanziamenti  ricevuti a qualunque titolo;  5) obbligo per l'impresa di adottare misure idonee a  contrastare qualsiasi forma di pubblicita' lesiva dell'immagine e del  corpo della donna;  e) con riferimento ai criteri di calcolo del contributo:  1) graduazione del contributo in funzione del numero di copie  annue vendute, comunque non inferiore al 30 per cento delle copie  distribuite per la vendita per le testate locali e al 20 per cento  delle copie distribuite per la vendita per le testate nazionali,  prevedendo piu' scaglioni cui corrispondono quote diversificate di  rimborso dei costi di produzione della testata e per copia venduta;  2) valorizzazione delle voci di costo legate alla  trasformazione digitale dell'offerta e del modello imprenditoriale,  anche mediante la previsione di un aumento delle relative quote di  rimborso, e previsione di criteri di calcolo specifici per le testate  telematiche che producano contenuti informativi originali, tenendo  conto del numero dei giornalisti, dell'aggiornamento dei contenuti e  del numero effettivo di utenti unici raggiunti;  3) previsione di criteri premiali per l'assunzione a tempo  indeterminato di lavoratori di eta' inferiore a 35 anni, nonche' per  l'attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al  decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, e per azioni di formazione  e aggiornamento del personale;  4) previsione di una riduzione per le imprese che superano, nei  confronti del proprio personale, dei propri collaboratori e  amministratori, il limite massimo retributivo di cui all'articolo 13,  comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con  modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89;  5) previsione di limiti massimi al contributo erogabile, in  relazione all'incidenza percentuale del contributo sul totale dei  ricavi dell'impresa e comunque nella misura massima del 50 per cento  di tali ricavi;
f) previsione di requisiti di accesso e di regole di erogazione  dei contributi diretti quanto piu' possibile omogenei e uniformi per  le diverse tipologie di imprese destinatarie;  g) revisione e semplificazione del procedimento amministrativo  per l'erogazione dei contributi a sostegno dell'editoria, anche con  riferimento agli apporti istruttori demandati ad autorita' ed enti  esterni alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini dello  snellimento dell'istruttoria e della possibilita' di erogare i  contributi con una tempistica piu' efficace per le imprese;  h) introduzione di incentivi agli investimenti in innovazione  digitale dinamica e multimediale, anche attraverso la previsione di  modalita' volte a favorire investimenti strutturali in piattaforme  digitali avanzate, comuni a piu' imprese editrici, autonome e  indipendenti;  i) assegnazione di finanziamenti a progetti innovativi presentati  da imprese editrici di nuova costituzione, mediante bandi indetti  annualmente;  l) con riferimento alla rete di vendita:  1) attuazione del processo di progressiva liberalizzazione  della vendita di prodotti editoriali, favorendo l'adeguamento della  rete alle mutate condizioni, mitigando gli effetti negativi di breve  termine, assicurando agli operatori parita' di condizioni, ferma  restando l'applicazione dell'articolo 9 della legge 18 giugno 1998,  n. 192, anche al fine di migliorare la reale possibilita' di  fornitura adeguata alle esigenze dell'utenza del territorio e con  divieto di sospensioni arbitrarie delle consegne, e garantendo in  tutti i punti di vendita il pluralismo delle testate presenti anche  mediante l'introduzione, tenuto conto della sussistenza di motivi  imperativi di interesse generale, di parametri qualitativi per  l'esercizio dell'attivita', nonche' di una disciplina della  distribuzione territoriale dei prodotti editoriali volta ad  assicurare a tali punti di vendita l'accesso alle forniture, senza il  loro condizionamento a servizi o prestazioni aggiuntive;  2) promozione, di concerto con le regioni, di un regime di  piena liberalizzazione degli orari di apertura dei punti di vendita e  rimozione degli ostacoli che limitano la possibilita' di ampliare  l'assortimento e l'intermediazione di altri beni e servizi, con lo  scopo di accrescerne le fonti di ricavo potenziale, nel rispetto  delle norme e delle prescrizioni tecniche poste a tutela di esigenze  di salute pubblica, ordine pubblico e acquisizione di gettito  erariale;  3) promozione di sinergie strategiche tra i punti di vendita,  al fine di creare le condizioni per lo sviluppo di nuove formule  imprenditoriali e commerciali;  4) completamento in maniera condivisa e unitaria  dell'informatizzazione delle strutture, al fine di connettere i punti  di vendita e di costituire una nuova rete integrata capillare nel  territorio;  m) con riferimento ai canali di vendita telematici, previsione  che escluda la discriminazione on line/off line in materia di  prodotti editoriali vendibili nonche' la limitazione dell'impresa  editoriale nella propria autonomia di definizione di contenuti,  prezzi, formule commerciali e modalita' di pagamento;  n) incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari  incrementali su quotidiani e periodici nonche' sulle emittenti  televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, riconoscendo  un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media  dimensione e alle start up innovative.
3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su  proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con  il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale,  con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello  sviluppo economico, nel rispetto della procedura di cui all'articolo  14 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 
4. Al fine di rendere l'accesso ai prepensionamenti per i  giornalisti progressivamente conforme alla normativa generale del sistema pensionistico, nonche' di razionalizzare la composizione e le  attribuzioni del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, il  Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata  in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi aventi  ad oggetto l'incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri  per il ricorso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata di  cui all'articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981,  n. 416, e la revisione della composizione e delle competenze del  Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.
5. Nell'esercizio della delega di cui al comma 4, il Governo si  attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:  a) incremento, nella direzione di un allineamento con la  disciplina generale del sistema pensionistico, dei requisiti di  anzianita' anagrafica e contributiva per l'accesso ai trattamenti di  pensione di vecchiaia anticipata previsti dall'articolo 37, comma 1,  lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, prevedendo, in ogni  caso, il divieto di mantenere un rapporto lavorativo con il  giornalista che abbia ottenuto il trattamento pensionistico, e  revisione della procedura per il riconoscimento degli stati di crisi  delle imprese editrici ai fini dell'accesso agli ammortizzatori  sociali e ai prepensionamenti;  b) riordino e razionalizzazione delle norme concernenti il  Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti nei seguenti ambiti:  1) competenze in materia di formazione;  2) procedimenti nelle materie di cui all'articolo 62 della  legge 3 febbraio 1963, n. 69, prevedendo, in particolare,  l'eliminazione della facolta' di cumulo delle impugnative dei  provvedimenti dei consigli regionali dell'Ordine dinanzi al Consiglio  nazionale con quelle giurisdizionali, stabilendo la loro natura  alternativa, ferma restando la possibilita' di proporre ricorso  straordinario al Presidente della Repubblica nel caso di impugnativa  dinanzi al Consiglio nazionale dell'Ordine;  3) numero dei componenti, da stabilire nel numero massimo di  sessanta consiglieri, di cui due terzi giornalisti professionisti,  tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche  riconosciute, e un terzo pubblicisti, tra i quali almeno un  rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, purche'  titolari di una posizione previdenziale attiva presso l'Istituto  nazionale di previdenza dei giornalisti italiani;  4) adeguamento del sistema elettorale, garantendo la massima  rappresentativita' territoriale. 
6. I decreti legislativi di cui al comma 4 sono adottati su  proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con  il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro  dell'economia e delle finanze, nonche', per l'ipotesi di cui alla  lettera b) del comma 5, di concerto con il Ministro della giustizia e  sentito il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, nel  rispetto della procedura di cui all'articolo 14 della legge 23 agosto  1988, n. 400.
7. All'attuazione della delega di cui al comma 1 si provvede nel  limite delle risorse disponibili sul Fondo. Dall'attuazione della  delega di cui al comma 4 non devono derivare nuovi o maggiori oneri  per la finanza pubblica.  8. Gli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 4,  corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralita'  finanziaria dei medesimi, a seguito di deliberazione preliminare del  Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e al  Senato della Repubblica affinche' su di essi siano espressi, entro  sessanta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle  Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili  finanziari. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono  essere adottati anche in mancanza dei pareri. Il Governo, qualora non  intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i  testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali  modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di  informazione e di motivazione. Le Commissioni parlamentari esprimono il proprio parere entro venti giorni dalla trasmissione, decorsi i  quali i decreti sono adottati.

Art. 3 - Nuove disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese  editrici

1. All'articolo 2 del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63,  convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103,  sono apportate le seguenti modificazioni:  a) al comma 2, alinea, le parole: «il contributo, che non puo'  comunque superare quello riferito all'anno 2010,» sono sostituite  dalle seguenti: «il contributo, che non puo' comunque superare il 50  per cento dell'ammontare complessivo dei proventi dell'impresa  editrice, riferiti alla testata per cui e' chiesto il contributo, al  netto del contributo medesimo,»;  b) al comma 4, il secondo periodo e' soppresso;  c) dopo il comma 7 e' inserito il seguente:  «7-bis. Il contributo e' erogato in due rate annuali. La prima  rata e' versata entro il 30 maggio mediante anticipo di una somma  pari al 50 per cento del contributo calcolato come previsto dal  presente decreto. La seconda rata, a saldo, e' versata entro il  termine di conclusione del procedimento. All'atto dei pagamenti,  l'impresa deve essere in regola con le attestazioni rilasciate  dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e con i versamenti  dei contributi previdenziali e non deve risultare inadempiente in  esito alla verifica di cui all'articolo 48-bis del decreto del  Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602». 
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dai  contributi relativi all'anno 2016. 
3. A decorrere dai contributi relativi all'anno 2016, le domande  per l'ammissione al sostegno pubblico all'editoria, sottoscritte dal  legale rappresentante dell'impresa editrice, sono presentate, per via  telematica, dal 1° al 31 gennaio dell'anno successivo a quello di  riferimento del contributo, secondo le modalita' pubblicate nel sito  internet istituzionale del Dipartimento per l'informazione e  l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le domande  devono essere corredate dei documenti istruttori o delle  dichiarazioni sostitutive attestanti: l'assetto societario, il numero  dei giornalisti dipendenti associati, la mutualita' prevalente, il  divieto di distribuzione degli utili, l'anzianita' di costituzione e  di edizione della testata, la periodicita' e il numero delle uscite,  l'insussistenza di situazioni di collegamento o di controllo previste  dall'articolo 3, comma 11-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e  dall'articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,  l'iscrizione nel registro delle imprese, gli estremi delle posizioni  contributive presso istituti previdenziali, la proprieta' o la  gestione della testata. Le imprese editrici devono inoltre far  pervenire nel medesimo termine un campione di numeri della testata  edita. Entro il 30 settembre dell'anno successivo a quello di  riferimento del contributo, le imprese editrici richiedenti devono  produrre il bilancio di esercizio, corredato della nota integrativa e  degli annessi verbali, e i prospetti dei costi e delle vendite; tale  documentazione deve essere certificata da soggetti iscritti nel  Registro dei revisori legali, istituito presso il Ministero  dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del  decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.
 4. A decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in  corso alla data di entrata in vigore della presente legge:  a) il comma 7-bis dell'articolo 1 del decreto-legge 18 maggio  2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio  2012, n. 103, e' abrogato;  b) all'articolo 1, comma 3, della legge 7 marzo 2001, n. 62,  dopo il primo periodo e' inserito il seguente: «Il prodotto  editoriale e' identificato dalla testata, intesa come il titolo del giornale, della rivista o di altra pubblicazione periodica, avente  una funzione e una capacita' distintiva nella misura in cui individua  una pubblicazione.»;  c) all'articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e' aggiunto,  in fine, il seguente comma:  «3-bis. Per "quotidiano on line" si intende quella testata  giornalistica:  a) regolarmente registrata presso una cancelleria di  tribunale;  b) il cui direttore responsabile sia iscritto all'Ordine dei  giornalisti, nell'elenco dei pubblicisti ovvero dei professionisti;  c) che pubblichi i propri contenuti giornalistici  prevalentemente on line;  d) che non sia esclusivamente una mera trasposizione  telematica di una testata cartacea;  e) che produca principalmente informazione;  f) che abbia una frequenza di aggiornamento almeno  quotidiana;  g) che non si configuri esclusivamente come aggregatore di  notizie».

Art. 4 - Proroga dei termini per l'equo compenso

1. Il comma 4 dell'articolo 2 della legge 31 dicembre 2012, n. 233,  e' sostituito dal seguente:  «4. La Commissione dura in carica fino all'approvazione della  delibera che definisce l'equo compenso e al completamento di tutti  gli altri adempimenti previsti dal comma 3».

Art. 5 - Esercizio della professione di giornalista

1. L'articolo 45 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e' sostituito  dal seguente:  «Art. 45. (Esercizio della professione). - 1. Nessuno puo' assumere  il titolo ne' esercitare la professione di giornalista, se non e'  iscritto nell'elenco dei professionisti ovvero in quello dei  pubblicisti dell'albo istituito presso l'Ordine regionale o  interregionale competente. La violazione della disposizione del primo  periodo e' punita a norma degli articoli 348 e 498 del codice penale,  ove il fatto non costituisca un reato piu' grave».

Art. 6 - Modifica alla legge 3 febbraio 1963, n. 69

1. All'articolo 1, quinto comma, della legge 3 febbraio 1963, n.  69, dopo le parole: «ciascuna regione» sono inserite le seguenti: «e  provincia autonoma».

Art. 7 - Modifiche alla legge 15 maggio 1954, n. 237, e alla legge 27 dicembre  1997, n. 449

1. All'articolo 2, primo comma, della legge 15 maggio 1954, n. 237,  le parole: «La Presidenza del Consiglio dei Ministri e' autorizzata»  sono sostituite dalle seguenti: «La Presidenza del Consiglio dei  ministri, le regioni, le province, le citta' metropolitane e i comuni  sono autorizzati».
2. Al comma 24 dell'articolo 55 della legge 27 dicembre 1997, n.  449, le parole: «la Presidenza del Consiglio dei ministri e'  autorizzata» sono sostituite dalle seguenti: «la Presidenza del  Consiglio dei ministri, le regioni, le province, le citta'  metropolitane e i comuni sono autorizzati, nell'ambito delle risorse  gia' destinate a questo scopo nel bilancio degli enti interessati,».

Art. 8 - Nuove disposizioni per la vendita dei giornali

1. A decorrere dal 1° gennaio 2017, i punti di vendita esclusivi  assicurano la parita' di trattamento nella vendita delle  pubblicazioni regolari in occasione della loro prima immissione nel  mercato. Per pubblicazioni regolari si intendono quelle che hanno  gia' effettuato la registrazione presso il tribunale, che sono  diffuse al pubblico con periodicita' regolare, che rispettano tutti  gli obblighi previsti dalla legge 8 febbraio 1948, n. 47, e che  recano stampati sul prodotto e in posizione visibile la data e la  periodicita' effettiva, il codice a barre e la data di prima  immissione nel mercato.  2. Le imprese di distribuzione, nell'adempimento degli obblighi di  cui all'articolo 16, primo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416,  si adeguano alle disposizioni di cui al comma 1, primo periodo, del  presente articolo.

Art. 9 - Procedura per l'affidamento in concessione del servizio pubblico  radiofonico, televisivo e multimediale

1. All'articolo 49 del testo unico dei servizi di media audiovisivi  e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177,  dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:  «1-bis. L'affidamento in concessione del servizio pubblico  radiofonico, televisivo e multimediale ha durata decennale ed e'  preceduto, ai sensi dell'articolo 5, comma 5, della legge 28 dicembre  2015, n. 220, da una consultazione pubblica sugli obblighi del  servizio medesimo.  1-ter. Il limite massimo retributivo di 240.000 euro annui, di cui  all'articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,  convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, si  applica rispettivamente agli amministratori, al personale dipendente,  ai collaboratori e ai consulenti del soggetto affidatario della  concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e  multimediale, la cui prestazione professionale non sia stabilita da  tariffe regolamentate.  1-quater. Ai fini del rispetto del limite di cui al comma 1-ter non  si applicano le esclusioni di cui all'articolo 23-bis del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,  dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.  1-quinquies. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  da adottare previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su  proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il  Ministro dell'economia e delle finanze, e' affidato in concessione il  servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ed e'  approvato l'annesso schema di convenzione. Lo schema di decreto e  l'annesso schema di convenzione sono trasmessi per il parere,  unitamente ad una relazione del Ministro dello sviluppo economico  sull'esito della consultazione di cui al comma 1-bis, alla  Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei  servizi radiotelevisivi. Il parere e' reso entro trenta giorni dalla  data di trasmissione, decorsi i quali il decreto puo' comunque essere  adottato, con l'annesso schema di convenzione. Il decreto e l'annesso  schema di convenzione sono sottoposti ai competenti organi di controllo e successivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.  1-sexies. Sino alla data di entrata in vigore del decreto che  dispone il nuovo affidamento del servizio pubblico radiofonico,  televisivo e multimediale, e comunque per un periodo non superiore a  novanta giorni dalla data di scadenza del rapporto concessorio,  continuano a trovare applicazione, ad ogni effetto, la concessione e  la relativa convenzione gia' in atto.  1-septies. Il Ministero dello sviluppo economico provvede, sulla  base dello schema di convenzione annesso al decreto di cui al comma  1-quinquies, alla stipulazione della convenzione con la societa'  concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e  multimediale».

Art. 10 - Norme di coordinamento

1. All'articolo 1, comma 160, primo periodo, della legge 28  dicembre 2015, n. 208, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:  «b) al finanziamento, fino ad un importo massimo di 100 milioni di  euro in ragione d'anno, del Fondo per il pluralismo e l'innovazione  dell'informazione istituito nello stato di previsione del Ministero  dell'economia e delle finanze». 
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da  emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge, sono determinate le modalita' di versamento del contributo di  cui all'articolo 1, comma 2, lettera d). 
3. In sede di prima applicazione, per l'esercizio finanziario 2016,  le risorse di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a) e b), sono  mantenute nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei  ministri e nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo  economico ai fini dell'esecuzione degli interventi gia' programmati a  valere su di esse. 
4. Le risorse di cui all'articolo 28 della legge 5 agosto 1981, n.  416, confluiscono nel Fondo di cui all'articolo 1 nell'esercizio  finanziario successivo a quello di entrata in vigore del regolamento  di cui all'articolo 1, comma 5, al netto di quelle occorrenti per  l'erogazione dei benefici gia' maturati alla data di entrata in  vigore del medesimo regolamento.  La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita  nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica  italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla  osservare come legge dello Stato.  Data a Roma, addi' 26 ottobre 2016

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei  ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando
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LaPrevidenza.it, 07/11/2016

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