martedž, 27 ottobre 2020

Disposizioni urgenti concernenti l'IMU, l'alienazione di immobili pubblici e la Banca d'Italia

Testo coordinato del Decreto legge 30.11.2013 con legge di conversione del 29.1.2014 n. 5

 

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 30 novembre 2013, n. 133

Testo del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133 (pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 281 del 30 novembre 2013),  coordinato con la legge di conversione 29 gennaio 2014, n. 5 (in  questo Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni  urgenti concernenti l'IMU, l'alienazione di immobili pubblici e la  Banca d'Italia.». (14A00645)

(GU n.23 del 29-1-2014 - Suppl. Ordinario n. 9)

Vigente al: 29-1-2014


Titolo I

Disposizioni fiscali ed in materia di immobili pubblici

Avvertenza:  Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero  della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle  disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei  decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni  ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre  1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo  unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni  del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge  di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte  nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti  legislativi qui riportati.  Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate  con caratteri corsivi.  Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( ... )).  A norma dell'art.15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400  (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza  del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di  conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua  pubblicazione.  Art. 1  Abolizione della seconda rata dell'IMU  1. Per l'anno 2013, fermo restando quanto previsto dal comma 5, non  e' dovuta la seconda rata dell'imposta municipale propria di cui  all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,  per:  a) gli immobili di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b),  del decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54, convertito, con  modificazioni, dalla legge 18 luglio 2013, n. 85;  b) gli immobili di cui all'articolo 4, comma 12-quinquies del  decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni,  dalla legge 26 aprile 2012, n. 44;  c) gli immobili di cui all'articolo 2, comma 5, del decreto-legge  del 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla  legge 28 ottobre 2013, n. 124;  d) i terreni agricoli, nonche' quelli non coltivati, di cui all'articolo 13, comma 5, del decreto-legge n. 201 del 2011,  posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori  agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola;  e) i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 13,  comma 8, del decreto-legge n. 201 del 2011.  2. L'agevolazione di cui al comma 1 non si applica per i terreni  agricoli, e per i fabbricati rurali diversi rispettivamente, da  quelli di cui alla lettere d) ed e) del comma 1 del presente  articolo.  3. Fermo restando quanto disposto dai commi 5 e 6, al fine di  assicurare ai comuni il ristoro del minor gettito dell'imposta  municipale propria di cui al comma 1 dell'articolo 13 del  decreto-legge n. 201 del 2011, derivante dalla disposizione recata  dal comma 1 del presente articolo, e' stanziato un aumento di risorse  di euro 2.164.048.210,99 per l'anno 2013, di cui euro  2.076.989.249,53 riferiti ai comuni delle Regioni a statuto  ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna ed euro  87.058.961,46 riferiti ai comuni delle regioni a statuto speciale  Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta e delle province autonome di  Trento e di Bolzano.  4. Una quota delle risorse di cui al comma 3, pari a euro  1.729.412.036,11 e' attribuita dal Ministero dell'interno  limitatamente ai comuni delle Regioni a statuto ordinario, della  Regione siciliana e della Regione Sardegna, entro il 20 dicembre  2013, nella misura risultante dall'allegato A al presente decreto,  pari alla meta' dell'ammontare determinato applicando l'aliquota e la  detrazione di base previste dalle norme statali per ciascuna  tipologia di immobile di cui al comma 1 del presente articolo.  5. L'eventuale differenza tra l'ammontare dell'imposta municipale  propria risultante dall'applicazione dell'aliquota e della detrazione  per ciascuna tipologia di immobile di cui al comma 1 deliberate o  confermate dal comune per l'anno 2013 e, se inferiore, quello  risultante dall'applicazione dell'aliquota e della detrazione di base  previste dalle norme statali per ciascuna tipologia di immobile di  cui al medesimo comma 1 e' versata dal contribuente, in misura pari  al 40 per cento, entro il (( 24 gennaio 2014 )).  6. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di  concerto con il Ministro dell'interno, da emanare entro il 28  febbraio 2014, sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie  locali, e' determinato a conguaglio il contributo compensativo  nell'importo complessivo di euro 348.527.350,73 risultante dalla  differenza tra le risorse di cui al comma 3 e quelle distribuite ai  sensi dei commi 4 e 8, spettante a ciascun comune. L'attribuzione,  con le procedure di cui rispettivamente ai commi 4 e 8, avviene sulla  base di una metodologia concordata con l'Associazione Nazionale dei  Comuni Italiani (ANCI), prendendo come base i dati di gettito  relativi all'anno 2012 ed operando una stima delle manovre effettuate  dai comuni nell'anno 2013. L'attribuzione deve, altresi', tenere  conto di quanto gia' corrisposto ai medesimi comuni con riferimento  alle stesse tipologie di immobili ai sensi del comma 1 ((  dell'articolo 3 )) del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124.  7. Qualora dal decreto di cui al comma 6 risulti un ammontare  complessivo di importi riconosciuti al comune superiori a quanto ad  esso spettante dall'applicazione delle aliquote e della detrazione  per ciascuna tipologia di immobile di cui al comma 1 del presente  articolo, deliberate o confermate per l'anno 2013, l'eccedenza e'  destinata dal comune medesimo a riduzione delle imposte comunali  dovute relativamente ai medesimi immobili per l'anno 2014.  8. Per i comuni delle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia  Giulia e Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di  Bolzano a cui la legge attribuisce competenza in materia di finanza  locale, la compensazione del minor gettito dell'imposta municipale  propria derivante dalla disposizione recata dal comma 1 del presente articolo avviene attraverso un minor accantonamento, per l'importo  complessivo di euro 86.108.824,15 di cui all'allegato A al presente  decreto, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi  erariali, ai sensi dell'articolo 13, comma 17, del decreto-legge 6  dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre 2011, n. 214.  9. Il comma 1 si applica anche agli immobili equiparati  all'abitazione principale dai comuni ai sensi dell'articolo 13, comma  10, del decreto-legge n. 201 del 2011 e dell'articolo 2-bis del  decreto-legge n. 102 del 2013, per i quali non spettano le risorse di  cui ai commi 3, 4 e 6, ovvero il minor accantonamento di cui al comma  8.  10. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal  presente articolo, il Ministro dell'economia e delle finanze e'  autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti  variazioni di bilancio. Nel caso in cui i procedimenti per  l'assegnazione degli stanziamenti sul pertinente capitolo di spesa  del Ministero dell'interno, non siano completati entro il termine del  10 dicembre 2013, per l'erogazione del trasferimento compensativo ai  comuni e' autorizzato il pagamento tramite anticipazione di  tesoreria. L'anticipazione e' regolata entro novanta giorni dal  pagamento ai comuni.  11. In deroga all'articolo 175 del Testo unico degli enti locali,  approvato con il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, i comuni  beneficiari del trasferimento compensativo di cui al comma 3 sono  autorizzati ad apportare le necessarie variazioni di bilancio entro  il 15 dicembre 2013.  12. Per l'anno 2014, il limite massimo di ricorso da parte degli  enti locali ad anticipazioni di tesoreria di cui all'articolo 222 del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e' incrementato, sino  alla data del 31 marzo 2014 da tre a cinque dodicesimi. Gli oneri per  interessi a carico dei comuni per l'attivazione delle maggiori  anticipazioni di tesoreria di cui al periodo precedente sono  rimborsati a ciascun comune dal Ministero dell'interno, nel limite  massimo complessivo di 3,7 milioni di euro, con modalita' e termini  fissati con decreto del Ministero dell'interno, da adottare entro il  31 gennaio 2014.  (( 12-bis. Non sono applicati sanzioni ed interessi nel caso di  insufficiente versamento della seconda rata dell'imposta municipale  propria di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.  201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, dovuta per il 2013, qualora la differenza sia versata entro il  termine del 24 gennaio 2014. ))

Art. 2  Disposizioni in materia di acconti di imposte 

1. All'articolo 11, del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, dopo  il comma 20 e' inserito il seguente comma:  «20-bis. Ferma restando l'applicazione dell'articolo 15, comma 4,  del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con  modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, per il periodo  d'imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell'acconto  dell'imposta sul reddito delle societa' per gli enti creditizi e  finanziari di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, per  la Banca d'Italia e per le societa' e gli enti che esercitano  attivita' assicurativa e' aumentata al 128,5 per cento.».  2. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, per  il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013, per gli enti  creditizi e finanziari di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992,  n. 87, per la Banca d'Italia e per le societa' e gli enti che  esercitano attivita' assicurativa, l'aliquota di cui all'articolo 77  del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' applicata con una addizionale di 8,5 punti percentuali. L'addizionale non e'  dovuta sulle variazioni in aumento derivanti dall'applicazione  dell'articolo 106, comma 3, del suddetto testo unico.  3. I soggetti che hanno esercitato l'opzione per la tassazione di  gruppo di cui all'articolo 117 del testo unico delle imposte sui  redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre 1986, n. 917, e i soggetti che hanno esercitato, in qualita'  di partecipati, l'opzione per la trasparenza fiscale di cui  all'articolo 115 del citato testo unico assoggettano autonomamente il  proprio reddito imponibile all'addizionale prevista dal comma 2 e  provvedono al relativo versamento; i soggetti che hanno esercitato,  in qualita' di partecipanti, l'opzione per la trasparenza fiscale di  cui al medesimo articolo 115 del testo unico assoggettano il proprio  reddito imponibile all'addizionale prevista dal comma 2 senza tener  conto del reddito imputato dalla societa' partecipata.  4. La seconda o unica rata di acconto dell'imposta sul reddito  delle societa' dovuta per il periodo di imposta in corso al 31  dicembre 2013, determinata in misura corrispondente alla differenza  fra l'acconto complessivamente dovuto e l'importo dell'eventuale  prima rata di acconto, e' versata entro il 10 dicembre 2013 ovvero,  per i soggetti il cui periodo d'imposta non coincide con l'anno  solare, entro il decimo giorno del dodicesimo mese dello stesso  periodo d'imposta.  5. A decorrere dall'anno 2013, i soggetti che applicano l'imposta  sostitutiva di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 21 novembre  1997, n. 461, ai sensi del comma 3 dell'articolo 6 del medesimo  decreto legislativo, sono tenuti, entro il 16 dicembre di ciascun  anno, al versamento di un importo, a titolo di acconto, pari al 100  per cento dell'ammontare complessivo dei versamenti dovuti nei primi  undici mesi del medesimo anno, ai sensi del comma 9 del medesimo  articolo 6. Il versamento effettuato puo' essere scomputato, a  decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo, dai versamenti della  stessa imposta sostitutiva.  6. Il comma 4 dell'articolo 15 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.  102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n.  124 e' sostituito dal seguente:  «4. Il Ministero dell'economia e delle finanze effettua il  monitoraggio sulle entrate di cui alle lettere e) e f) del comma 3.  Qualora da tale monitoraggio emerga un andamento che non consenta il  raggiungimento degli obiettivi di maggior gettito indicati alle  medesime lettere, il Ministro dell'economia e delle finanze, con  proprio decreto, da emanare entro il 2 dicembre 2013, stabilisce  l'aumento della misura degli acconti ai fini dell'IRES e dell'IRAP,  dovuti per i periodi d'imposta 2013 e 2014, e l'aumento, a decorrere  dal 1º gennaio 2015, delle accise di cui alla Direttiva del Consiglio  2008/118/CE del 16 dicembre 2008, in misura tale da assicurare il  conseguimento dei predetti obiettivi anche ai fini della eventuale  compensazione delle minori entrate che si dovessero generare per  effetto dell'aumento degli acconti.».

Art. 3  Disposizioni in materia di immobili pubblici 

1. Ai fini della valorizzazione degli immobili pubblici, in  relazione ai processi di dismissione finalizzati ad obiettivi di  finanza pubblica ((, anche allo scopo di prevenire nuove  urbanizzazioni e di ridurre il consumo di suolo )) le disposizioni di  cui al (( sesto comma )) dell'articolo 40 della legge 28 febbraio  1985, n. 47, si applicano anche alle alienazioni di immobili di cui  all'articolo 11-quinquies del decreto-legge 30 settembre 2005, n.  203, convertito in legge 2 dicembre 2005, n. 248; per esse la domanda  di sanatoria di cui al citato (( sesto comma )) dell'articolo 40  della legge 28 febbraio 1985, n. 47, puo' essere presentata entro un  anno dall'atto di trasferimento dell'immobile.  2. Al comma 1, dell'articolo 11-quinquies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2  dicembre 2005, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni:  a) al secondo periodo, dopo le parole «i beni immobili ad uso  non», e' inserita la seguente: «prevalentemente»;  b) dopo l'ultimo periodo sono aggiunti i seguenti:  «L'autorizzazione all'operazione puo' ricomprendere anche immobili  degli enti territoriali; in questo caso, ferme restando le previsioni  dettate dal presente articolo, gli enti territoriali interessati  individuano, con apposita delibera ai sensi e per gli effetti  dell'articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, gli  immobili che intendono dismettere. La delibera conferisce mandato al  Ministero dell'economia e delle finanze per l'inserimento nel decreto  dirigenziale di cui al secondo periodo del presente comma. (( E' in  ogni caso vietata l'alienazione di immobili di cui al presente comma  a societa' la cui struttura non consente l'identificazione delle  persone fisiche o delle societa' che ne detengono la proprieta' o il  controllo. L'utilizzo di societa' anonime, aventi sede all'estero,  nelle operazioni immobiliari di cui al presente comma e' vietato e  costituisce causa di nullita' dell'atto di trasferimento. Fermi  restando i controlli gia' previsti dalla vigente normativa antimafia,  sono esclusi dalla trattativa privata i soggetti che siano stati  condannati, con sentenza irrevocabile, per reati fiscali o  tributari». ))  (( 2-bis. Dopo l'articolo 33-bis del decreto-legge 6 luglio 2011,  n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.  111, e' inserito il seguente:  «Art. 33-ter (Disposizioni sulla gestione dei fondi). - 1. I fondi  di cui all'articolo 33, commi 1, 8-bis, 8-ter e 8-quater, e quelli di  cui all'articolo 33-bis, gestiti in forma separata e autonoma  dall'amministrazione della societa' di cui all'articolo 33, comma 1,  operano sul mercato in regime di libera concorrenza».  2-ter. All'articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, dopo  il comma 1 e' inserito il seguente:  «1-bis. In sede di prima applicazione, il decreto di cui al primo  periodo del comma 1 e' adottato entro e non oltre il 30 aprile 2014».  2-quater. Il Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del  turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,  procede all'individuazione, nell'ambito dei beni immobili di  proprieta' dello Stato di cui all'articolo 1 del decreto-legge 25  settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23  novembre 2001, n. 410, anche valutando le segnalazioni provenienti da  regioni, enti locali e associazioni portatrici di interessi diffusi,  dei beni di rilevante interesse culturale o paesaggistico in ordine  ai quali ritenga prioritario mantenere la proprieta' dello Stato ed  avviare procedimenti di tutela e valorizzazione ai sensi delle  disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio,  di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.  2-quinquies. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio e del mare procede, di concerto con il Ministro  dell'economia e delle finanze, all'individuazione, nell'ambito dei  beni immobili di proprieta' dello Stato di cui all'articolo 1 del  decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con  modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, anche valutando  le segnalazioni provenienti da regioni, enti locali e associazioni  portatrici di interessi diffusi, dei beni di rilevante interesse  ambientale in ordine ai quali ritenga prioritario mantenere la  proprieta' dello Stato ed avviare procedimenti rivolti  all'istituzione di aree naturali protette ai sensi della legge 6  dicembre 1991, n. 394, o all'integrazione territoriale di aree  naturali protette gia' istituite.  2-sexies. Il Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del  turismo e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,  comunicano all'Agenzia del demanio l'avvio dei procedimenti di cui ai  commi 2-quater e 2-quinquies. Entro e non oltre due mesi dal  ricevimento della suddetta comunicazione l'Agenzia del demanio  procede conseguentemente alla sospensione di eventuali procedure di  dismissione o conferimento a societa' di gestione dei beni da  sottoporre a tutela, gia' avviate ai sensi degli articoli 2, 3, 3-ter  e 4 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con  modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, dell'articolo  11-quinquies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito,  con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e degli  articoli 33 e 33-bis del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.  2-septies. Le norme di cui ai commi 2-quater, 2-quinquies e  2-sexies, in relazione ai processi di dismissione finalizzati ad  obiettivi di finanza pubblica, non devono comunque determinare una  riduzione dell'introito complessivo connesso ai suddetti processi di  dismissione. ))

Titolo II

Disposizioni concernenti la Banca d'Italia 

Art. 4  Capitale della Banca d'Italia 

1. La Banca d'Italia, istituto di diritto pubblico, e' la banca  centrale della Repubblica italiana, e' parte integrante del Sistema  Europeo di Banche Centrali ed e' autorita' nazionale competente nel  meccanismo di vigilanza unico di cui all'articolo 6 del Regolamento  (UE) n. 1024/2013 del Consiglio del 15 ottobre 2013. E' indipendente  nell'esercizio dei suoi poteri e nella gestione delle sue finanze.  2. La Banca d'Italia e' autorizzata ad aumentare il proprio  capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie all'importo di  euro 7.500.000.000; a seguito dell'aumento il capitale e'  rappresentato da quote nominative di partecipazione (( di nuova  emissione, di euro 25.000 ciascuna. ))  3. Ai partecipanti possono essere distribuiti esclusivamente  dividendi annuali, a valere sugli utili netti, per un importo non  superiore al 6 per cento del capitale.  4. Le quote di partecipazione al capitale di cui al comma 2 possono  appartenere solamente a:  (( a) banche aventi sede legale e amministrazione centrale in  Italia;  b) imprese di assicurazione e riassicurazione aventi sede legale  e amministrazione centrale in Italia; ))  c) fondazioni di cui all'articolo 27 del decreto legislativo 17  maggio 1999, n. 153;  (( d) enti ed istituti di previdenza ed assicurazione aventi sede  legale in Italia e fondi pensione istituiti ai sensi dell'articolo 4,  comma 1, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. ))  (( 4-bis. Nei casi in cui i soggetti di cui alle lettere a) e b)  del comma 4 dovessero perdere il requisito di sede legale o di  amministrazione centrale in Italia, si dovra' procedere alla vendita  delle quote a favore di un soggetto in possesso dei requisiti di  territorialita' richiesti ai sensi delle lettere a) e b) del comma 4.  Fino alla vendita delle predette quote rimane sospeso il relativo  diritto di voto. ))  5. Ciascun partecipante non puo' possedere, direttamente o  indirettamente, una quota del capitale superiore al (( 3 per cento.  Ai fini del calcolo delle partecipazioni indirette si fa riferimento  alle definizioni di controllo dettate dagli ordinamenti di settore  dei quotisti. )) Per le quote possedute in eccesso non spetta il  diritto di voto ed i relativi dividendi sono imputati alle riserve  statutarie della Banca d'Italia.

6. La Banca d'Italia, al fine di favorire il rispetto dei limiti di  partecipazione al proprio capitale fissati al comma 5, puo'  acquistare temporaneamente le proprie quote di partecipazione e  stipulare contratti aventi ad oggetto le medesime. Tali operazioni  sono autorizzate dal Consiglio Superiore con il parere favorevole del  Collegio Sindacale ed effettuate con i soggetti appartenenti alle  categorie di cui al comma 4, (( con modalita' tali da assicurare  trasparenza, parita' di trattamento e salvaguardia del patrimonio  della Banca d'Italia, con riferimento al presumibile valore di  realizzo. )) Per il periodo di tempo limitato in cui le quote restano  nella disponibilita' della Banca d'Italia, il relativo diritto di  voto e' sospeso e i dividendi sono imputati alle riserve statutarie  della Banca d'Italia.  (( 6-bis. La Banca d'Italia riferisce annualmente alle Camere in  merito alle operazioni di partecipazione al proprio capitale in base  a quanto stabilito dal presente articolo. ))

Art. 5  Organi della Banca d'Italia 

1. L'Assemblea dei partecipanti e il Consiglio Superiore della  Banca d'Italia non hanno ingerenza nelle materie relative  all'esercizio delle funzioni pubbliche attribuite dal Trattato sul  funzionamento dell'Unione Europea, dallo Statuto del SEBC e della  BCE, dalla normativa dell'Unione Europea e dalla legge alla Banca  d'Italia o al Governatore per il perseguimento delle finalita'  istituzionali.  2. Il Consiglio Superiore della Banca d'Italia si compone del  Governatore e di 13 consiglieri, nominati nelle assemblee dei  partecipanti presso le sedi della Banca, fra i candidati individuati  da un comitato costituito all'interno dello stesso Consiglio tra  persone che posseggano i requisiti di indipendenza, onorabilita' e  professionalita' previsti dallo Statuto della Banca d'Italia.

Art. 6  Disposizioni di coordinamento e altre disposizioni 

1. L'articolo 114 del Testo unico delle leggi sugli istituti di  emissione, approvato con regio decreto 28 aprile 1910, n. 204, e  successive modificazioni e' sostituito dal seguente:  «Art. 114. - 1. La Banca d'Italia deve informare volta per volta, e  in tempo utile, il Ministro dell'economia e delle finanze del giorno  e dell'ora fissati per la convocazione dell'assemblea generale dei  partecipanti e per le adunanze del Consiglio superiore, inviando  contemporaneamente un elenco degli affari da trattarsi.  2. Alle sedute dell'assemblea e del Consiglio superiore assiste un  rappresentante del Governo, o, in sua vece, un funzionario a cio'  delegato dal Ministro dell'economia e delle finanze.».  2. Sono o restano abrogati l'articolo 115 del Testo unico delle  leggi sugli istituti di emissione, approvato con regio decreto 28  aprile 1910, n. 204, e successive modificazioni e gli articoli 20, 21  e 22 del regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375, convertito, con  modificazioni, dalla legge 7 marzo 1938, n. 141, e successive  modificazioni.  3. E' abrogato il comma 1 dell'articolo 5, del decreto legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n. 691.  4. (( Sono abrogati )) il comma 3, dell'articolo 3, del decreto  legislativo 10 marzo 1998, n. 43 e il comma 10 dell'articolo 19,  della legge 28 dicembre 2005, n. 262.  5. Lo Statuto della Banca d'Italia e' adattato, con le modalita'  stabilite all'articolo 10, comma 2 del decreto legislativo 10 marzo  1998, n. 43, alle disposizioni del presente decreto entro sei mesi  dall'entrata in vigore del decreto medesimo, tenendo conto in  particolare dei seguenti principi:  a) siano mantenuti adeguati presidi patrimoniali alla  rischiosita', in coerenza con gli orientamenti del SEBC;  b) sia precisato che i diritti patrimoniali dei partecipanti sono limitati a quanto previsto all'articolo 4, commi 2 e 3;  c) anche al fine di facilitare l'equilibrata distribuzione delle  quote fra i partecipanti ai sensi dell'articolo 4, comma 5, sia  previsto a decorrere dal completamento dell'aumento di capitale di  cui all'articolo 4, comma 2, un periodo di adeguamento non superiore  a (( trentasei mesi )) durante il quale per le quote di  partecipazione eccedenti la soglia indicata all'articolo 4, comma 5,  non spetta il diritto di voto ma sono riconosciuti i relativi  dividendi;  d) venga abrogata la clausola di gradimento alla cessione delle  quote, che puo' avvenire solo fra investitori appartenenti alle  categorie indicate all'articolo 4, comma 4 (( , ferma restando la  verifica, da parte del Consiglio superiore della Banca d'Italia, del  rispetto dei limiti di partecipazione al capitale, nonche' della  ricorrenza dei requisiti di onorabilita' in capo agli esponenti e  alla compagine sociale dei soggetti acquirenti, con riferimento ai  rispettivi ordinamenti di appartenenza. Ove tali requisiti non  fossero soddisfatti, il Consiglio annulla la cessione delle quote. ))  (( 6. A partire dall'esercizio in corso alla data di entrata in  vigore del presente decreto, i partecipanti al capitale della Banca  d'Italia iscrivono le quote di cui all'articolo 4, comma 2, nel  comparto delle attivita' finanziarie detenute per la negoziazione, ai  medesimi valori. Restano in ogni caso ferme le disposizioni di cui  all'articolo 4 del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38.  6-bis. La Banca d'Italia e' autorizzata a procedere alla  dematerializzazione delle quote di partecipazione al proprio  capitale. Il trasferimento delle quote ha luogo, previa verifica del  rispetto dei requisiti di cui al comma 5, lettera d), mediante  scritturazione sui conti aperti dalla Banca d'Italia a nome dei  partecipanti. Si applicano l'articolo 2355, quinto comma, del codice  civile e, in quanto compatibili con le disposizioni del presente  comma e dello Statuto della Banca d'Italia, le disposizioni di cui al  titolo II, capo II, della parte III del testo unico di cui al decreto  legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.  6-ter. Lo Statuto della Banca d'Italia, deliberato dall'assemblea  straordinaria del 23 dicembre 2013 e approvato con decreto del  Presidente della Repubblica 27 dicembre 2013, pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2013, entra in vigore il 31  dicembre 2013 e il bilancio per l'anno 2013 della stessa Banca e'  redatto secondo le relative disposizioni. ))

Titolo III

Disposizioni finali 

Art. 7  Disposizione di coordinamento 

1. Gli ulteriori incrementi delle aliquote di accisa previsti  dall'articolo 15, comma 2, lettere e-bis) ed e-ter), del  decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni,  dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, si riferiscono alle aliquote di  accisa di cui all'Allegato I al testo unico delle disposizioni  legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e  relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto  legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come rideterminate dall'articolo  25, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con  modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128; tali ulteriori  incrementi sono stabiliti con determinazione del Direttore  dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli da emanare entro il 31  dicembre 2013 ed efficace dalla data di pubblicazione sul sito  internet della medesima Agenzia.

Art. 8  Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1 e 2, pari complessivamente  a 2.163,097 milioni di euro per l'anno 2013 e 1.500,653 milioni di  euro per l'anno 2014, si provvede mediante utilizzo delle maggiori  entrate derivanti dal medesimo articolo 2.

Art. 9  Entrata in vigore 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e  sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

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LaPrevidenza.it, 31/01/2014

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