martedž, 23 aprile 2019

Legge fallimentare, incentivi e processo telematico: in gazzetta il testo

Decreto Legge 27.6.2015 n. 83 coordinato con legge di conversione 27.6.2015 n. 147

 

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 27 giugno 2015, n. 83

Testo del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83 (in Gazzetta Ufficiale  - serie generale - n. 147 del 27 giugno 2015), coordinato con la  legge di conversione 6 agosto 2015, n. 132 (in questo stesso  Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Misure urgenti in  materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione  e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria.». (15A06390)

(GU n.192 del 20-8-2015 - Suppl. Ordinario n. 50)

Vigente al: 20-8-2015


Capo I



Facilitazione della finanza nella crisi


Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero  della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle  disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei  decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni  ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre  1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo  unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni  del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge  di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte  nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti  legislativi qui riportati.

Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate  con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate in video tra i segni ((....))

A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400  (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza  del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di  conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua  pubblicazione.

  Art. 1

  Finanza interinale

1. All'articolo 182-quinquies del regio decreto 16 marzo 1942, n.  267, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, dopo la parola "autorizzato" sono aggiunte le  seguenti: ", anche prima del deposito della documentazione di cui  all'articolo 161, (( commi secondo e terzo" ));  b) dopo il secondo comma, e' aggiunto il seguente: "Il debitore  che presenta una domanda di ammissione al concordato preventivo ai  sensi dell'articolo 161, sesto comma, anche in assenza del piano di  cui all'articolo 161, secondo comma, lettera e), o una domanda di  omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi  dell'articolo 182-bis, primo comma, o una proposta di accordo ai  sensi dell'articolo 182-bis, sesto comma, puo' chiedere al tribunale  di essere autorizzato in via d'urgenza a contrarre finanziamenti,  prededucibili ai sensi dell'articolo 111, funzionali a urgenti  necessita' relative all'esercizio dell'attivita' aziendale fino alla  scadenza del termine fissato dal tribunale ai sensi dell'articolo  161, sesto comma, o all'udienza di omologazione di cui all'articolo  182-bis, quarto comma, o alla scadenza del termine di cui  all'articolo 182-bis, settimo comma. Il ricorso deve specificare la  destinazione dei finanziamenti, che il debitore non e' in grado di  reperire altrimenti tali finanziamenti e che, in assenza di tali  finanziamenti, deriverebbe un pregiudizio imminente ed irreparabile  all'azienda. Il tribunale, assunte sommarie informazioni sul piano e  sulla proposta in corso di elaborazione, sentito il commissario  giudiziale se nominato, e, se del caso, sentiti senza formalita' i  principali creditori, decide in camera di consiglio con decreto  motivato, entro dieci giorni dal deposito dell'istanza di  autorizzazione. La richiesta puo' avere ad oggetto anche il  mantenimento di linee di credito autoliquidanti in essere al momento  del deposito della domanda.";  c) al terzo comma, dopo la parola "ipoteca" sono aggiunte le  seguenti: "o a cedere crediti";  (( c-bis) al quinto comma, primo periodo, le parole: "quarto  comma" sono sostituite dalle seguenti: "quinto comma del presente  articolo" )).

Capo II

Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo


Art. 2

Offerte concorrenti

1. Dopo l'articolo 163 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e'  aggiunto il seguente:  (( «Art. 163-bis (Offerte concorrenti). - Quando il piano di  concordato di cui all'articolo 161, secondo comma, lettera e),  comprende una offerta da parte di un soggetto gia' individuato avente  ad oggetto il trasferimento in suo favore, anche prima  dell'omologazione, verso un corrispettivo in denaro o comunque a  titolo oneroso dell'azienda o di uno o piu' rami d'azienda o di  specifici beni, il tribunale dispone la ricerca di interessati  all'acquisto disponendo l'apertura di un procedimento competitivo a  norma delle disposizioni previste dal secondo comma del presente  articolo. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche  quando il debitore ha stipulato un contratto che comunque abbia la  finalita' del trasferimento non immediato dell'azienda, del ramo  d'azienda o di specifici beni )).  Il decreto che dispone l'apertura del procedimento competitivo  stabilisce le modalita' di presentazione di offerte irrevocabili,  prevedendo che ne sia assicurata in ogni caso la comparabilita', i requisiti di partecipazione degli offerenti, le forme e i tempi di  accesso alle informazioni rilevanti, gli eventuali limiti al loro  utilizzo e le modalita' con cui il commissario deve fornirle a coloro  che ne fanno richiesta, la data dell'udienza per l'esame delle  offerte, le modalita' di svolgimento della procedura competitiva, le  garanzie che devono essere prestate dagli offerenti e le forme di  pubblicita' del decreto. (( Con il medesimo decreto e' in ogni caso  disposta la pubblicita' sul portale delle vendite pubbliche di cui  all'articolo 490 del codice di procedura civile ed e' stabilito  l'aumento minimo del corrispettivo di cui al primo comma del presente  articolo che le offerte devono prevedere )).  L'offerta di cui al primo comma diviene irrevocabile dal momento in  cui viene modificata l'offerta in conformita' a quanto previsto dal  decreto di cui al presente comma e viene prestata la garanzia  stabilita con il medesimo decreto. Le offerte, da presentarsi in  forma segreta, non sono efficaci se non conformi a quanto previsto  dal decreto e, in ogni caso, quando sottoposte a condizione.  Le offerte sono rese pubbliche all'udienza fissata per l'esame  delle stesse, alla presenza degli offerenti e di qualunque  interessato. Se sono state presentate piu' offerte migliorative, il  giudice dispone la gara tra gli offerenti. La gara puo' avere luogo  alla stessa udienza o ad un'udienza immediatamente successiva e deve  concludersi prima dell'adunanza dei creditori, anche quando il piano  prevede che la vendita o l'aggiudicazione abbia luogo dopo  l'omologazione. In ogni caso, con la vendita o con l'aggiudicazione,  se precedente, a soggetto diverso da colui che ha presentato  l'offerta di cui al primo comma, quest'ultimo e' liberato dalle  obbligazioni eventualmente assunte nei confronti del debitore e in  suo favore il commissario dispone il rimborso delle spese e dei costi  sostenuti per la formulazione dell'offerta entro il limite massimo  del tre per cento del prezzo in essa indicato.  Il debitore deve modificare la proposta e il piano di concordato in  conformita' all'esito della gara.  La disciplina del presente articolo si applica, in quanto  compatibile, anche agli atti da autorizzare ai sensi dell'articolo  161, settimo comma, nonche' all'affitto di azienda o di uno o piu'  rami di azienda.».  2. All'articolo 182 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) la rubrica e' sostituita con la seguente: "Cessioni";  b) al primo comma e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In  tal caso, il tribunale dispone che il liquidatore effettui la  pubblicita' prevista dall'articolo 490, primo comma, del codice di  procedura civile e fissa il termine entro cui la stessa deve essere  eseguita."  c) il quinto comma e' sostituito dal seguente: "Alle vendite,  alle cessioni e ai trasferimenti legalmente posti in essere dopo il  deposito della domanda di concordato o in esecuzione di questo, si  applicano gli articoli da 105 a 108-ter in quanto compatibili. La  cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione,  nonche' delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri  conservativi e di ogni altro vincolo, sono effettuati su ordine del  giudice, salvo diversa disposizione contenuta nel decreto di  omologazione per gli atti a questa successivi.".

Art. 3

Proposte concorrenti

1. All'articolo 163 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) nella rubrica, dopo la parola "procedura" sono aggiunte le  seguenti: "e proposte concorrenti";  b) al secondo comma, numero 2), la parola "trenta" e' sostituita  con la seguente "centoventi";  c) dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti:  "Uno o piu' creditori che, anche per effetto di acquisti successivi  alla presentazione della domanda di cui all'articolo 161, rappresentano almeno il dieci per cento dei crediti risultanti dalla  situazione patrimoniale depositata ai sensi dell'articolo 161,  secondo comma, lettera a), possono presentare una proposta  concorrente di concordato preventivo e il relativo piano non oltre  trenta giorni prima dell'adunanza dei creditori. Ai fini del computo  della percentuale del dieci per cento, non si considerano i crediti  della societa' che controlla la societa' debitrice, delle societa' da  questa controllate e di quelle sottoposte a comune controllo. La  relazione di cui al comma terzo dell'articolo 161 puo' essere  limitata alla fattibilita' del piano per gli aspetti che non siano  gia' oggetto di verifica da parte del commissario giudiziale, e puo'  essere omessa qualora non ve ne siano.  (( Le proposte di concordato concorrenti non sono ammissibili se  nella relazione di cui all'articolo 161, terzo comma, il  professionista attesta che la proposta di concordato del debitore  assicura il pagamento di almeno il quaranta per cento dell'ammontare  dei crediti chirografari o, nel caso di concordato con continuita'  aziendale di cui all'articolo 186-bis, di almeno il trenta per cento  dell'ammontare dei crediti chirografari )). La proposta puo'  prevedere l'intervento di terzi e, se il debitore ha la forma di  societa' per azioni o a responsabilita' limitata, puo' prevedere un  aumento di capitale della societa' con esclusione o limitazione del  diritto d'opzione.  I creditori che presentano una proposta di concordato concorrente  hanno diritto di voto sulla medesima solo se collocati in una  autonoma classe.  Qualora la proposta concorrente preveda diverse classi di creditori  essa, prima di essere comunicata ai creditori ai sensi del secondo  comma dell'articolo 171, deve essere sottoposta al giudizio del  tribunale che verifica la correttezza dei criteri di formazione delle  diverse classi.".  2. All'articolo 165 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, dopo  il secondo comma sono aggiunti i seguenti: "Il commissario giudiziale  fornisce ai creditori che ne fanno richiesta, valutata la congruita'  della richiesta medesima e previa assunzione di opportuni obblighi di  riservatezza, le informazioni utili per la presentazione di proposte  concorrenti, sulla base delle scritture contabili e fiscali  obbligatorie del debitore, nonche' ogni altra informazione rilevante  in suo possesso. In ogni caso si applica il divieto di cui  all'articolo 124, comma primo, ultimo periodo.  La disciplina di cui al terzo comma si applica anche in caso di  richieste, da parte di creditori o di terzi, di informazioni utili  per la presentazione di offerte ai sensi dell'articolo 163-bis".  3. All'articolo 172 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) al primo comma, primo periodo, la parola: "dieci" e'  sostituita con la seguente: "quarantacinque";  b) dopo il primo comma e' aggiunto il seguente: "Qualora nel  termine di cui al quarto comma dell'articolo 163 siano depositate  proposte concorrenti, il commissario giudiziale riferisce in merito  ad esse con relazione integrativa da depositare in cancelleria e  comunicare ai creditori, con le modalita' di cui all'articolo 171,  secondo comma, almeno dieci giorni prima dell'adunanza dei creditori.  La relazione integrativa contiene, di regola, una particolareggiata  comparazione tra tutte le proposte depositate. Le proposte di  concordato, ivi compresa quella presentata dal debitore, possono  essere modificate fino a quindici giorni prima dell'adunanza dei  creditori. Analoga relazione integrativa viene redatta qualora  emergano informazioni che i creditori devono conoscere ai fini  dell'espressione del voto.".  4. All'articolo 175 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) al primo comma, in fine, sono aggiunte le seguenti parole "e  quelle eventualmente presentate dai creditori ai sensi dell'articolo  163, comma quarto.";  b) il secondo comma e' soppresso;  c) il terzo comma e' sostituito dal seguente: "Ciascun creditore  puo' esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili o  convenienti le proposte di concordato e sollevare contestazioni sui crediti concorrenti. Il debitore puo' esporre le ragioni per le quali  non ritiene ammissibili o fattibili le eventuali proposte  concorrenti.";  d) dopo il quarto comma e' aggiunto il seguente: "Sono sottoposte  alla votazione dei creditori tutte le proposte presentate dal  debitore e dai creditori, seguendo, per queste ultime, l'ordine  temporale del loro deposito.".  5. All'articolo 177 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) al primo comma, in fine, sono aggiunti i seguenti periodi:  "Quando sono poste al voto piu' proposte di concordato ai sensi  dell'articolo 175, quinto comma, si considera approvata la proposta  che ha conseguito la maggioranza piu' elevata dei crediti ammessi al  voto; in caso di parita', prevale quella del debitore o, in caso di  parita' fra proposte di creditori, quella presentata per prima.  Quando nessuna delle proposte concorrenti poste al voto sia stata  approvata con le maggioranze di cui al primo e secondo periodo del  presente comma, il giudice delegato, con decreto da adottare entro  trenta giorni dal termine di cui al quarto comma dell'articolo 178,  rimette al voto la sola proposta che ha conseguito la maggioranza  relativa dei crediti ammessi al voto, fissando il termine per la  comunicazione ai creditori e il termine a partire dal quale i  creditori, nei venti giorni successivi, possono far pervenire (( il  proprio voto )) con le modalita' previste dal predetto articolo. In  ogni caso si applicano il primo e secondo periodo del presente  comma.";  b) al quarto comma, dopo le parole "quarto grado," sono aggiunte  le seguenti: "la societa' che controlla la societa' debitrice, le  societa' da questa controllate e quelle sottoposte a comune  controllo, nonche'".  (( 5-bis. All'articolo 181 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,  e successive modificazioni, le parole: "sei mesi" sono sostituite  dalle seguenti: "nove mesi" ));  6. All'articolo 185, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, dopo  il secondo comma, sono aggiunti i seguenti: "Il debitore e' tenuto a  compiere ogni atto necessario a dare esecuzione alla proposta di  concordato presentata da uno o piu' creditori, qualora sia stata  approvata e omologata.  Nel caso in cui il commissario giudiziale rilevi che il debitore  non sta provvedendo al compimento degli atti necessari a dare  esecuzione alla suddetta proposta o ne sta ritardando il compimento,  deve senza indugio riferirne al tribunale. Il tribunale, sentito il  debitore, puo' attribuire al commissario giudiziale i poteri  necessari a provvedere in luogo del debitore al compimento degli atti  a questo richiesti.  Il soggetto che ha presentato la proposta di concordato approvata e  omologata dai creditori puo' denunziare al tribunale i ritardi o le  omissioni da parte del debitore, mediante ricorso al tribunale  notificato al debitore e al commissario giudiziale, con il quale puo'  chiedere al tribunale di attribuire al commissario giudiziale i  poteri necessari a provvedere in luogo del debitore al compimento  degli atti a questo richiesti.  Fermo restando il disposto dell'articolo 173, il tribunale, sentiti  in camera di consiglio il debitore e il commissario giudiziale, puo'  revocare l'organo amministrativo, se si tratta di societa', e  nominare un amministratore giudiziario stabilendo la durata del suo  incarico e attribuendogli il potere di compiere ogni atto necessario  a dare esecuzione alla suddetta proposta, (( ivi inclusi )), qualora  tale proposta preveda un aumento del capitale sociale del debitore,  la convocazione dell'assemblea straordinaria dei soci avente ad  oggetto la delibera di tale aumento di capitale e l'esercizio del  voto nella stessa. Quando e' stato nominato il liquidatore a norma  dell'articolo 182, i compiti di amministratore giudiziario possono  essere a lui attribuiti.".

(( Art. 4

Disposizioni in materia di proposta di concordato preventivo e di adesione alla stessa

1. Al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono apportate le  seguenti modificazioni:  a) all'articolo 160 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  "In ogni caso la proposta di concordato deve assicurare il  pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti  chirografari. La disposizione di cui al presente comma non si applica  al concordato con continuita' aziendale di cui all'articolo 186-bis";  b) all'articolo 161:  1) al secondo comma, lettera e), dopo le parole: "adempimento  della proposta" sono aggiunte le seguenti: "; in ogni caso, la  proposta deve indicare l'utilita' specificamente individuata ed  economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare  a ciascun creditore";  2) al quinto comma e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  "Al pubblico ministero e' trasmessa altresi' copia degli atti e  documenti depositati a norma del secondo e del terzo comma, nonche'  copia della relazione del commissario giudiziale prevista  dall'articolo 172.";  c) all'articolo 163, secondo comma, come modificato dalla lettera  b) del comma 1 dell'articolo 3 del presente decreto, e' aggiunto, in  fine, il seguente numero:  "4-bis) ordina al ricorrente di consegnare al commissario  giudiziale entro sette giorni copia informatica o su supporto  analogico delle scritture contabili e fiscali obbligatorie";  d) all'articolo 165, come modificato dal comma 2 dell'articolo 3  del presente decreto, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  "Il commissario giudiziale comunica senza ritardo al pubblico  ministero i fatti che possono interessare ai fini delle indagini  preliminari in sede penale e dei quali viene a conoscenza nello  svolgimento delle sue funzioni";  e) all'articolo 172, primo comma, come modificato dalla lettera  a) del comma 3 dell'articolo 3 del presente decreto, dopo il primo  periodo e' inserito il seguente: "Nella relazione il commissario deve  illustrare le utilita' che, in caso di fallimento, possono essere  apportate dalle azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie che  potrebbero essere promosse nei confronti di terzi.";  f) all'articolo 178, il quarto comma e' sostituito dal seguente:  "I creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire  lo stesso per telegramma o per lettera o per telefax o per posta  elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale. Le  manifestazioni di voto sono annotate dal cancelliere in calce al  verbale" )).

Capo III

Modifiche alla disciplina del curatore fallimentare

Art. 5

Requisiti per la nomina a curatore

1. All'articolo 28 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono  apportate le seguenti modificazioni:  (( a) al secondo comma, le parole: "durante i due anni anteriori  alla dichiarazione di fallimento" sono soppresse" ));  b) dopo il (( secondo comma )), sono aggiunti i seguenti:  (( "Il curatore e' nominato tenuto conto delle risultanze dei rapporti riepilogativi di cui all'articolo 33, quinto comma )).  E' istituito presso il Ministero della giustizia un registro  nazionale nel quale confluiscono i provvedimenti di nomina dei  curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali. Nel  registro vengono altresi' annotati i provvedimenti di chiusura del  fallimento e di omologazione del concordato, nonche' l'ammontare  dell'attivo e del passivo delle procedure chiuse. Il registro e'  tenuto con modalita' informatiche ed e' accessibile al pubblico.".  2. Per l'istituzione del registro nazionale di cui al comma 1 e'  autorizzata la spesa di euro 100.000 per l'anno 2015.

Art. 6

Programma di liquidazione

1. All'articolo 104-ter del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,  sono apportate le seguenti modificazioni:  a) al primo comma, dopo la parola "inventario," sono aggiunte le  seguenti: "e in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla sentenza  dichiarativa di fallimento,"; in fine, e' aggiunto il seguente  periodo: "Il mancato rispetto (( del termine di centottanta giorni di  cui al primo periodo )) senza giustificato motivo e' giusta causa di  revoca del curatore.";  b) al secondo comma, e' aggiunta la seguente lettera: "; f) il  termine entro il quale sara' completata la liquidazione  dell'attivo.";  c) dopo il secondo comma, e' aggiunto il seguente: "Il termine di  cui alla lettera f) del precedente comma non puo' eccedere due anni  dal deposito della sentenza di fallimento. Nel caso in cui,  limitatamente a determinati cespiti dell'attivo, il curatore ritenga  necessario un termine maggiore, egli e' tenuto a motivare  specificamente in ordine alle ragioni che giustificano tale maggior  termine.";  d) al terzo comma, dopo la parola "curatore" sono aggiunte le  seguenti: ", fermo restando quanto disposto dall'articolo 107," e  dopo la parola "professionisti" sono aggiunte le seguenti: "o  societa' specializzate";  e) dopo l'ottavo comma, e' aggiunto il seguente: "Il mancato  rispetto dei termini previsti dal programma di liquidazione senza  giustificato motivo e' giusta causa di revoca del curatore."  (( 1-bis. All'articolo 64 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,  e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  "I beni oggetto degli atti di cui al primo comma sono acquisiti al  patrimonio del fallimento mediante trascrizione della sentenza  dichiarativa di fallimento. Nel caso di cui al presente articolo ogni  interessato puo' proporre reclamo avverso la trascrizione a norma  dell'articolo 36" )).

Art. 7

Chiusura della procedura di fallimento

1. Al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono apportate le  seguenti modificazioni:  (( 0a) all'articolo 39, terzo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente periodo: "Salvo che non ricorrano giustificati motivi, ogni  acconto liquidato dal tribunale deve essere preceduto dalla  presentazione di un progetto di ripartizione parziale.";  0b) all'articolo 43 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  "Le controversie in cui e' parte un fallimento sono trattate con  priorita'. Il capo dell'ufficio trasmette annualmente al presidente  della corte di appello i dati relativi al numero di procedimenti in  cui e' parte un fallimento e alla loro durata, nonche' le  disposizioni adottate per la finalita' di cui al periodo precedente.  Il presidente della corte di appello ne da' atto nella relazione  sull'amministrazione della giustizia" ));  a) all'articolo 118, secondo comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "La chiusura della procedura di fallimento nel caso  di cui al n. 3) non e' impedita dalla pendenza di giudizi, rispetto  ai quali il curatore puo' mantenere la legittimazione processuale,  anche nei successivi stati e gradi del giudizio, ai sensi  dell'articolo 43. In deroga all'articolo 35, anche le rinunzie alle  liti e le transazioni sono autorizzate dal giudice delegato. Le somme  necessarie per spese future ed eventuali oneri relativi ai giudizi  pendenti, nonche' le somme ricevute dal curatore per effetto di  provvedimenti provvisoriamente esecutivi e non ancora passati in  giudicato, sono trattenute dal curatore secondo quanto previsto  dall'articolo 117, comma secondo. Dopo la chiusura della procedura di  fallimento, le somme ricevute dal curatore per effetto di  provvedimenti definitivi e gli eventuali residui degli accantonamenti  sono fatti oggetto di riparto supplementare fra i creditori secondo  le modalita' disposte dal tribunale con il decreto di cui  all'articolo 119. In relazione alle eventuali sopravvenienze attive  derivanti dai giudizi pendenti non si fa luogo a riapertura del  fallimento. Qualora alla conclusione dei giudizi pendenti consegua,  per effetto di riparti, il venir meno dell'impedimento  all'esdebitazione di cui al comma secondo dell'articolo 142, il  debitore puo' chiedere l'esdebitazione nell'anno successivo al  riparto che lo ha determinato.;  b) all'articolo 120 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  "Nell'ipotesi di chiusura in pendenza di giudizi ai sensi  dell'articolo 118, secondo comma, terzo periodo e seguenti, il  giudice delegato e il curatore restano in carica ai soli fini di  quanto ivi previsto. In nessun caso i creditori possono agire su  quanto e' oggetto dei giudizi medesimi.".  (( b-bis) all'articolo 169 e' aggiunto, in fine, il seguente  comma:  "Si applica l'articolo 43, quarto comma, sostituendo al fallimento  l'impresa ammessa al concordato preventivo" )).

Capo IV

Contratti pendenti nel concordato preventivo

Art. 8

Contratti pendenti

1. All'articolo 169-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,  sono apportate le seguenti modificazioni:  a) alla rubrica, le parole "in corso di esecuzione" sono  sostituite dalla seguente: "pendenti";  b) il primo comma e' sostituito dal seguente: "Il debitore con il  ricorso di cui all'articolo 161 o successivamente puo' chiedere che  il Tribunale o, dopo il decreto di ammissione, il giudice delegato  con decreto motivato sentito l'altro contraente, assunte, ove  occorra, sommarie informazioni, lo autorizzi a sciogliersi dai ((  contratti ancora ineseguiti o non compiutamente eseguiti )) alla data  della presentazione del ricorso. Su richiesta del debitore puo'  essere autorizzata la sospensione del contratto per non piu' di  sessanta giorni, prorogabili una sola volta. Lo scioglimento o la  sospensione del contratto hanno effetto dalla comunicazione del  provvedimento autorizzativo all'altro contraente.";  c) al secondo comma sono aggiunte in fine le seguenti parole: ",  ferma restando la prededuzione del credito conseguente ad eventuali  prestazioni eseguite legalmente e in conformita' agli accordi o agli  usi negoziali, dopo la pubblicazione della domanda ai sensi dell'((  articolo 161" ));

d) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di  scioglimento del contratto di locazione finanziaria, il concedente ha  diritto alla restituzione del bene ed e' tenuto a versare al debitore  l'eventuale differenza fra la maggiore somma ricavata dalla vendita o  da altra collocazione del bene stesso avvenute a valori di mercato  rispetto al credito residuo in linea capitale. La somma versata al  debitore a norma del periodo precedente e' acquisita alla procedura.  Il concedente ha diritto di far valere verso il debitore un credito  determinato nella differenza tra il credito vantato alla data del  deposito della domanda e quanto ricavato dalla nuova allocazione del  bene. Tale credito e' soddisfatto come credito anteriore al  concordato.".

Capo V

Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari e convenzione  di moratoria

Art. 9

Crisi d'impresa con prevalente indebitamento  verso intermediari finanziari

1. Dopo l'articolo 182-sexies del regio decreto 16 marzo 1942, n.  267, e' aggiunto il seguente:  «Art. 182-septies (Accordo di ristrutturazione (( con intermediari  finanziari )) e convenzione di moratoria). - Quando un'impresa ha  debiti verso banche e intermediari finanziari in misura non inferiore  alla meta' dell'indebitamento complessivo, la disciplina di cui  all'articolo 182-bis, in deroga agli articoli 1372 e 1411 del codice  civile, e' integrata dalle disposizioni contenute nei commi secondo,  terzo e quarto. Restano fermi i diritti dei creditori diversi da  banche e intermediari finanziari.  L'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo  182-bis puo' individuare una o piu' categorie tra i creditori di cui  al primo comma che abbiano fra loro posizione giuridica e interessi  economici omogenei. In tal caso, con il ricorso di cui al primo comma  di tale articolo, il debitore puo' chiedere che gli effetti  dell'accordo vengano estesi anche ai creditori non aderenti che  appartengano alla medesima categoria, quando tutti i creditori della  categoria siano stati informati dell'avvio delle trattative e siano  stati messi in condizione di parteciparvi in buona fede e i crediti  delle banche e degli intermediari finanziari aderenti rappresentino  il settantacinque per cento dei crediti della categoria. Una banca o  un intermediario finanziario puo' essere titolare di crediti inseriti  in piu' di una categoria.  Ai fini di cui al precedente comma non si tiene conto delle  ipoteche giudiziali iscritte dalle banche o dagli intermediari  finanziari nei novanta giorni che precedono la data di pubblicazione  del ricorso nel registro delle imprese.  Il debitore, oltre agli adempimenti pubblicitari gia' previsti,  deve notificare il ricorso e la documentazione di cui al primo comma  dell'articolo 182-bis alle banche e agli intermediari finanziari ai  quali chiede di estendere gli effetti dell'accordo. Per costoro il  termine per proporre l'opposizione di cui al quarto comma del  medesimo articolo decorre dalla data della notificazione del ricorso.  Il tribunale procede all'omologazione previo accertamento(( ,  avvalendosi ove occorra di un ausiliario, )) che le trattative si  siano svolte in buona fede e che le banche e gli intermediari  finanziari ai quali il debitore chiede di estendere gli effetti  dell'accordo: 

a) abbiano posizione giuridica e interessi economici omogenei  rispetto a quelli delle banche e degli intermediari finanziari  aderenti;  b) abbiano ricevuto complete ed aggiornate informazioni sulla  situazione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore nonche'  sull'accordo e sui suoi effetti, e siano stati messi in condizione di  partecipare alle trattative;  c) possano risultare soddisfatti, in base all'accordo, in misura  non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.  Quando fra l'impresa debitrice e una o piu' banche o intermediari  finanziari viene stipulata una convenzione diretta a disciplinare in  via provvisoria gli effetti della crisi attraverso una moratoria  temporanea dei crediti nei confronti di una o piu' banche o  intermediari finanziari e sia raggiunta la maggioranza di cui al  secondo comma, (( la convenzione di moratoria )), in deroga agli  articoli 1372 e 1411 del codice civile, produce effetti anche nei  confronti delle banche e degli intermediari finanziari non aderenti  se questi siano stati informati dell'avvio delle trattative e siano  stati messi in condizione di parteciparvi in buona fede, e un  professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67,  terzo comma, lettera d), attesti l'omogeneita' della posizione  giuridica e degli interessi economici fra i creditori interessati  dalla moratoria.  Nel caso previsto dal comma precedente, le banche e gli  intermediari finanziari non aderenti alla convenzione possono  proporre opposizione entro trenta giorni dalla comunicazione della  convenzione stipulata, accompagnata dalla (( relazione del  professionista designato a norma dell'articolo 67 )), terzo comma,  lettera d). La comunicazione deve essere effettuata,  alternativamente, mediante lettera raccomandata o posta elettronica  certificata. Con l'opposizione, la banca o l'intermediario  finanziario puo' chiedere che la convenzione non produca effetti nei  suoi confronti. Il tribunale, con decreto motivato, decide sulle  opposizioni, verificando la sussistenza delle condizioni di cui al  comma quarto, terzo periodo. Nel termine di quindici giorni dalla  comunicazione, il decreto del tribunale e' reclamabile alla corte di  appello, ai sensi dell'articolo 183.  In nessun caso, per effetto degli accordi e convenzioni di cui ai  commi precedenti, ai creditori non aderenti (( possono essere imposti  )) l'esecuzione di nuove prestazioni, la concessione di affidamenti,  il mantenimento della possibilita' di utilizzare affidamenti  esistenti o l'erogazione di nuovi finanziamenti. Agli effetti del  presente articolo non e' considerata nuova prestazione la  prosecuzione della concessione del godimento di beni oggetto di  contratti di locazione finanziaria gia' stipulati.  (( La relazione dell'ausiliario e' trasmessa a norma dell'articolo  161, quinto comma.» )).

Art. 10

Disposizioni penali in materia di accordo di ristrutturazione con  intermediari finanziari e convenzione di moratoria

1. Al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono apportate le  seguenti modificazioni:  a) all'articolo 236:  1) alla rubrica, dopo le parole: «concordato preventivo» sono  aggiunte le seguenti: «e, accordo di ristrutturazione con  intermediari finanziari, e convenzione di moratoria»;  2) al primo comma, dopo le parole «concordato preventivo» sono  aggiunte le seguenti: «o di ottenere l'omologazione di un accordo di  ristrutturazione con intermediari finanziari o il consenso degli  intermediari finanziari alla sottoscrizione della convenzione di  moratoria»;  3) dopo il secondo comma e' aggiunto il seguente: «Nel caso di  accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari o di  convenzione di moratoria, si applicano le disposizioni previste dal  secondo comma, numeri 1), 2) e 4).»;  b) all'articolo 236-bis, primo comma, dopo le parole

Capo VI

Rateizzazione del prezzo

Art. 11

Rateizzazione del prezzo

1. All'articolo 107, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942,  n. 267, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Le vendite e gli  atti di liquidazione possono prevedere che il versamento del prezzo  abbia luogo ratealmente; si applicano, in quanto compatibili, le  disposizioni di cui agli articoli 569, terzo comma, terzo periodo,  574, primo comma, secondo periodo e 587, primo comma, secondo  periodo, del codice di procedura civile." In ogni caso, al fine di  assicurare la massima informazione e partecipazione degli  interessati, il curatore effettua la pubblicita' prevista  dall'articolo 490, primo comma, del codice di procedura civile,  almeno trenta giorni prima dell'inizio della procedura competitiva.".

Capo I

Modifiche al codice civile

Art. 12

Modifiche al codice civile

1. Al codice civile, dopo l'articolo 2929 e' inserita la seguente  Sezione:  Sezione I-bis  Dell'espropriazione di beni oggetto di vincoli di indisponibilita'  o di alienazioni a titolo gratuito  «Art. 2929-bis (Espropriazione di beni oggetto di vincoli di  indisponibilita' o di alienazioni a titolo gratuito). - Il creditore  che sia pregiudicato da un atto del debitore, di costituzione di  vincolo di indisponibilita' o di alienazione, che ha per oggetto beni  immobili o mobili iscritti in pubblici registri, compiuto a titolo  gratuito successivamente al sorgere del credito, puo' procedere,  munito di titolo esecutivo, a esecuzione forzata, ancorche' non abbia  preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se  trascrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui  l'atto e' stato trascritto. La disposizione di cui al presente comma  si applica anche al creditore anteriore che, entro un anno dalla  trascrizione dell'atto pregiudizievole, interviene nell'esecuzione da  altri promossa.  Quando il pregiudizio deriva da un atto di alienazione, il  creditore promuove l'azione esecutiva nelle forme dell'espropriazione  contro il terzo proprietario.

Il debitore, il terzo assoggettato a espropriazione e ogni altro  interessato alla conservazione del vincolo possono proporre le  opposizioni all'esecuzione di cui al titolo V del libro III del  codice di procedura civile quando contestano la sussistenza dei  presupposti di cui al primo comma, nonche' la conoscenza da parte del  debitore del pregiudizio che l'atto arrecava alle ragioni del  creditore.».

Capo II

Modifiche al codice di procedura civile e modifiche alle disposizioni  per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni  transitorie e ad altre disposizioni

Art. 13

Modifiche al codice di procedura civile

1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti  modificazioni:  a) all'articolo 480, secondo comma, e' aggiunto, in fine il  seguente periodo: «Il precetto deve altresi' contenere l'avvertimento  che il debitore puo', con l'ausilio di un organismo di composizione  della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre  rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i  creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli  stessi un piano del consumatore.»;  b) all'articolo 490, sono apportate le seguenti modificazioni:  1) il primo comma e' sostituito dal seguente:  «Quando la legge dispone che di un atto esecutivo sia data pubblica  notizia, un avviso contenente tutti i dati, che possono interessare  il pubblico, deve essere inserito sul portale del Ministero della  giustizia in un'area pubblica denominata "portale delle vendite  pubbliche".»;  2) il terzo comma e' sostituito dal seguente:  (( «Anche su istanza )) del creditore procedente o dei creditori  intervenuti muniti di titolo esecutivo il giudice puo' disporre  inoltre che l'avviso sia inserito almeno quarantacinque giorni prima  del termine per la presentazione delle offerte una o piu' volte sui  quotidiani di informazione locali aventi maggiore diffusione nella  zona interessata o, quando opportuno, sui quotidiani di informazione  nazionali o che sia divulgato con le forme della pubblicita'  commerciale. Sono equiparati ai quotidiani, i giornali di  informazione locale, multisettimanali o settimanali editi da soggetti  iscritti al Registro operatori della comunicazione (ROC) e aventi  caratteristiche editoriali analoghe a quelle dei quotidiani che  garantiscono la maggior diffusione nella zona interessata.  Nell'avviso e' omessa l'indicazione del debitore.»;  c) all'articolo 495, il quarto comma e' sostituito dal seguente:  «Quando le cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose  mobili, il giudice con la stessa ordinanza puo' disporre, se  ricorrono giustificati motivi, che il debitore versi con  rateizzazioni mensili entro il termine massimo di trentasei mesi la  somma determinata a norma del terzo comma, maggiorata degli interessi  scalari al tasso convenzionale pattuito ovvero, in difetto, al tasso  legale. Ogni sei mesi il giudice provvede, a norma dell'articolo 510,  al pagamento al creditore pignorante o alla distribuzione tra i  creditori delle somme versate dal debitore.»;  (( c-bis) all'articolo 495, il sesto comma e' sostituito dal  seguente:

"Con l'ordinanza che ammette la sostituzione, il giudice, quando le  cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose mobili,  dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento con il  versamento dell'intera somma" ))  d) all'articolo 497, primo comma, la parola «novanta» e'  sostituita dalla seguente: «quarantacinque»;  (( d-bis) all'articolo 521-bis:  1) al primo comma, le parole: "Il pignoramento di autoveicoli,  motoveicoli e rimorchi si esegue" sono sostituite dalle seguenti:  "Oltre che con le forme previste dall'articolo 518, il pignoramento  di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi puo' essere eseguito anche" e  sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "o, in mancanza, a quello  piu' vicino";  2) al quarto comma, dopo le parole: "accertano la circolazione  dei beni pignorati" sono inserite le seguenti: "o comunque li  rinvengono" e le parole: "autorizzato ad operare nel territorio del  circondario nel quale e' compreso il" sono sostituite dalle seguenti:  "piu' vicino al";  3) dopo il sesto comma e' inserito il seguente:  "In deroga a quanto previsto dall'articolo 497, l'istanza di  assegnazione o l'istanza di vendita deve essere depositata entro  quarantacinque giorni dal deposito da parte del creditore della nota  di iscrizione a norma del presente articolo ovvero dal deposito da  parte di quest'ultimo delle copie conformi degli atti, a norma  dell'articolo 159-ter delle disposizioni per l'attuazione del  presente codice" ));  e) all'articolo 530:  1) al settimo comma, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «Il giudice dispone che sia sempre effettuata la pubblicita' prevista  dall'articolo 490, primo comma, nel rispetto del termine di cui al  periodo precedente.»;  2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: «Fuori dell'ipotesi  prevista dal secondo comma dell'articolo 525, il giudice  dell'esecuzione puo' disporre che il versamento del prezzo abbia  luogo ratealmente ed entro un termine non superiore a dodici mesi; si  applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli  articoli 569, terzo comma, terzo periodo, 574, primo comma, secondo  periodo, e 587, primo comma, secondo periodo.»;  f) all'articolo 532:  1) al primo comma, le parole: "puo' disporre" sono sostituite  dalla parola: "dispone", e dopo le parole: "di competenza" sono  inserite le seguenti: "iscritto nell'elenco di cui all'articolo  169-sexies delle disposizioni per l'attuazione del presente codice";  2) al secondo comma, sono inseriti, in fine, i seguenti  periodi: "Il giudice fissa altresi' il numero complessivo, non  inferiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per  determinare i relativi ribassi, le modalita' di deposito della somma  ricavata dalla vendita e il termine finale non inferiore a sei mesi e  non superiore a un anno alla cui scadenza il soggetto incaricato  della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli  atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se  non vi sono istanze a norma dell'articolo 540-bis, dispone la  chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non  sussistono i presupposti di cui all'articolo 164-bis delle  disposizioni di attuazione del presente codice.";  g) l'articolo 533, secondo comma, e' sostituito dal seguente:  «Qualora la vendita non avvenga nel termine fissato a norma  dell'articolo 532, secondo comma, il commissionario restituisce gli  atti in cancelleria e fornisce prova dell'attivita' specificamente  svolta in relazione alla tipologia del bene per reperire potenziali  acquirenti. (( In ogni caso fornisce prova di avere effettuato la  pubblicita' disposta dal giudice.» ));  h) all'articolo 534-bis le parole: "puo', sentiti gli  interessati, delegare" sono sostituite dalla parola: "delega";  i) all'articolo 534-ter, sono apportate le seguenti  modificazioni:  1) al primo comma, primo periodo, la parola: "puo'" e'  sostituita dalle seguenti: "o il commissionario possono";

2) al primo comma, secondo periodo, dopo le parole: "del  professionista" sono inserite le seguenti: "o del commissionario";  3) il secondo comma e' sostituito dal seguente: "Contro il  provvedimento del giudice e' ammesso il reclamo ai sensi  dell'articolo 669-terdecies.";  l) all'articolo 545 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:  «Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennita'  che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non  possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura  massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della meta'. La parte  eccedente tale ammontare e' pignorabile nei limiti previsti dal  terzo, quarto e quinto comma nonche' dalle speciali disposizioni di  legge.  Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennita'  relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a  causa di licenziamento, nonche' a titolo di pensione, di indennita'  che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso  di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore,  possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo  dell'assegno sociale, quando l'accredito ha luogo in data anteriore  al pignoramento; quando l'accredito ha luogo alla data del  pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere  pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo  comma, nonche' dalle speciali disposizioni di legge.  Il pignoramento eseguito sulle somme di cui al presente articolo in  violazione dei divieti e oltre i limiti previsti dallo stesso e dalle  speciali disposizioni di legge e' parzialmente inefficace.  L'inefficacia e' rilevata dal giudice anche d'ufficio.»;  m) all'articolo 546, primo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente periodo: «Nel caso di accredito su conto bancario o postale  intestato al debitore di somme a titolo di stipendio, salario, altre  indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese  quelle dovute a causa di licenziamento, nonche' a titolo di pensione,  di indennita' che tengono luogo di pensione, o di assegni di  quiescenza, gli obblighi del terzo pignorato non operano, quando  l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento, per un  importo pari al triplo dell'assegno sociale; quando l'accredito ha  luogo alla data del pignoramento o successivamente, gli obblighi del  terzo pignorato operano nei limiti previsti dall'articolo 545 e dalle  speciali disposizioni di legge.»;  (( m-bis) all'articolo 548:  1) al primo comma, dopo le parole: "di assegnazione" sono  inserite le seguenti: "se l'allegazione del creditore consente  l'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitore  in possesso del terzo";  2) al secondo comma, le parole: ", primo comma," sono soppresse;  m-ter) all'articolo 549, il primo periodo e' sostituito dal  seguente: "Se sulla dichiarazione sorgono contestazioni o se a  seguito della mancata dichiarazione del terzo non e' possibile  l'esatta identificazione del credito o dei beni del debitore in  possesso del terzo, il giudice dell'esecuzione, su istanza di parte,  provvede con ordinanza, compiuti i necessari accertamenti nel  contraddittorio tra le parti e con il terzo." ));  n) all'articolo 567:  1) al secondo comma, la parola «centoventi» e' sostituita dalla  seguente: «sessanta»;  2) al terzo comma, la parola «centoventi», ovunque ricorra, e'  sostituita dalla seguente: «sessanta»;  o) l'articolo 568 e' sostituito dal seguente:  «Art. 568 (Determinazione del valore dell'immobile). - Agli effetti  dell'espropriazione il valore dell'immobile e' determinato dal  giudice avuto riguardo al valore di mercato sulla base degli elementi  forniti dalle parti e dall'esperto nominato ai sensi dell'articolo  569, primo comma.  Nella determinazione del valore di mercato l'esperto procede al  calcolo della superficie dell'immobile, specificando quella  commerciale, del valore per metro quadro e del valore complessivo,  esponendo analiticamente gli adeguamenti e le correzioni della stima,  ivi compresa la riduzione del valore di mercato praticata per l'assenza della garanzia per vizi del bene venduto, e precisando tali  adeguamenti in maniera distinta per gli oneri di regolarizzazione  urbanistica, lo stato d'uso e di manutenzione, lo stato di possesso,  i vincoli e gli oneri giuridici non eliminabili nel corso del  procedimento esecutivo, nonche' per le eventuali spese condominiali  insolute.»;  p) all'articolo 569:  1) al primo comma, la parola: "trenta" e' sostituita dalla  seguente: "quindici", e le parole da: "convocandolo" sino a: "il  giuramento" sono sostituite dalle seguenti: "che presta giuramento in  cancelleria mediante sottoscrizione del verbale di accettazione", e  la parola: "centoventi" e' sostituita dalla seguente: "novanta";  2) il terzo comma e' sostituito dal seguente: "Nel caso in cui  il giudice disponga con ordinanza la vendita forzata, fissa un  termine non inferiore a novanta giorni, e non superiore a centoventi,  entro il quale possono essere proposte offerte d'acquisto ai sensi  dell'articolo 571. Il giudice con la medesima ordinanza stabilisce le  modalita' con cui deve essere prestata la cauzione, se la vendita e'  fatta in uno o piu' lotti, il prezzo base determinato a norma  dell'articolo 568, (( l'offerta minima, )) il termine, non superiore  a centoventi giorni dall'aggiudicazione, entro il quale il prezzo  dev'essere depositato, con le modalita' del deposito e fissa, al  giorno successivo alla scadenza del termine, l'udienza per la  deliberazione sull'offerta e per la gara tra gli offerenti di cui  all'articolo 573. Quando ricorrono giustificati motivi, il giudice  dell'esecuzione puo' disporre che il versamento del prezzo abbia  luogo ratealmente ed entro un termine non superiore a dodici mesi. Il  giudice provvede ai sensi dell'articolo 576 solo quando ritiene  probabile che la vendita con tale modalita' possa aver luogo ad un  prezzo superiore della meta' rispetto al valore del bene, determinato  a norma dell'articolo 568.»;  q) all'articolo 571, secondo comma, le parole da: "al prezzo  determinato" alle parole: "articolo 568" sono sostituite dalle  seguenti: "di oltre un quarto al prezzo stabilito nell'ordinanza";  r) all'articolo 572 il secondo e il terzo comma sono sostituiti  dai seguenti: "Se l'offerta e' pari o superiore al valore  dell'immobile stabilito nell'ordinanza di vendita, la stessa e'  senz'altro accolta.  Se il prezzo offerto e' inferiore rispetto al prezzo stabilito  nell'ordinanza di vendita in misura non superiore ad un quarto, il  giudice puo' far luogo alla vendita quando ritiene che non vi sia  seria possibilita' di conseguire un prezzo superiore con una nuova  vendita e non sono state presentate istanze di assegnazione ai sensi  dell'articolo 588.";  s) all'articolo 573:  1) al primo comma, dopo la parola: "invita" sono inserite le  seguenti: "in ogni caso";  2) il secondo comma e' sostituito dal seguente: (( "Se sono  state presentate istanze di assegnazione a norma dell'articolo 588 e  il prezzo indicato nella migliore offerta o nell'offerta presentata  per prima e' inferiore al valore dell'immobile stabilito  nell'ordinanza di vendita, il giudice non fa luogo alla vendita e  procede all'assegnazione." ));  3) (( sono aggiunti, in fine, i seguenti commi )): "Ai fini  dell'individuazione della migliore offerta, il giudice tiene conto  dell'entita' del prezzo, delle cauzioni prestate, delle forme, dei  modi e dei tempi del pagamento nonche' di ogni altro elemento utile  indicato nell'offerta stessa.  (( Se il prezzo offerto all'esito della gara di cui al primo comma  e' inferiore al valore dell'immobile stabilito nell'ordinanza di  vendita, il giudice non fa luogo alla vendita quando sono state  presentate istanze di assegnazione ai sensi dell'articolo 588." ));  t) all'articolo 574, primo comma, sono aggiunti, in fine, i  seguenti periodi: «Quando l'ordinanza che ha disposto la vendita ha  previsto che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente, col  decreto di cui al primo periodo il giudice dell'esecuzione puo'  autorizzare l'aggiudicatario, che ne faccia richiesta, ad immettersi  nel possesso dell'immobile venduto, a condizione che sia prestata una  fideiussione, autonoma, irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata da banche, societa' assicuratrici o intermediari finanziari che  svolgono in via esclusiva o prevalente attivita' di rilascio di  garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile da parte di una  societa' di revisione per un importo pari ad almeno il trenta per  cento del prezzo di vendita. Il giudice dell'esecuzione individua la  categoria professionale alla quale deve appartenere il soggetto che  puo' rilasciare la fideiussione a norma del periodo precedente. La  fideiussione e' rilasciata a favore della procedura esecutiva a  garanzia del rilascio dell'immobile entro trenta giorni dall'adozione  del provvedimento di cui all'articolo 587, primo comma, secondo  periodo, nonche' del risarcimento dei danni eventualmente arrecati  all'immobile; la fideiussione e' escussa dal custode o dal  professionista delegato su autorizzazione del giudice.»;  u) all'articolo 587, primo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente periodo: "La disposizione di cui al periodo precedente si  applica altresi' nei confronti dell'aggiudicatario che non ha versato  anche una sola rata entro dieci giorni dalla scadenza del termine; il  giudice dell'esecuzione dispone la perdita a titolo di multa anche  delle rate gia' versate. Con il decreto adottato a norma del periodo  precedente, il giudice ordina altresi' all'aggiudicatario che sia  stato immesso nel possesso di rilasciare l'immobile al custode; il  decreto costituisce titolo esecutivo per il rilascio.";  v) all'articolo 588, primo comma, le parole: "dell'incanto" sono  sostituite dalle seguenti: "dell'udienza fissata per la vendita" e  sono soppresse le parole: "all'incanto" e "per mancanza di offerte";  z) all'articolo 589, primo comma, le parole: "determinato a norma  dell'articolo 568" sono sostituite dalle seguenti: "base stabilito  per l'esperimento di vendita per cui e' presentata.";  aa) all'articolo 590, primo comma, le parole "all'incanto" sono  soppresse";  bb) all'articolo 591:  1) alla rubrica la parola "nuovo" e' soppressa;  2) al primo comma, la parola "nuovo" e' soppressa e dopo la  parola "incanto" sono aggiunte le seguenti: ", sempre che ritenga che  la vendita con tale modalita' possa aver luogo ad un prezzo superiore  della meta' rispetto al valore del bene, determinato a norma  dell'articolo 568";  3) secondo comma, le parole da "di un quarto" sino a  "precedente" sono sostituite dalle seguenti: "al precedente fino al  limite di un quarto";  4) il terzo comma e' sostituito dal seguente: "Se al secondo  tentativo la vendita non ha luogo per mancanza di offerte e vi sono  domande di assegnazione, il giudice assegna il bene al creditore o ai  creditori richiedenti, fissando il termine entro il quale  l'assegnatario deve versare l'eventuale conguaglio. Si applica il  secondo comma dell'articolo 590.";  cc) all'articolo 591-bis:  1) al primo comma, dopo le parole: "il giudice  dell'esecuzione," sono inserite le seguenti: "salvo quanto previsto  al secondo comma," le parole: "puo', sentiti gli interessati,  delegare" sono sostituite dalla seguente: "delega";  2) dopo il primo comma e' inserito il seguente: "Il giudice non  dispone la delega ove, sentiti i creditori, ravvisi l'esigenza di  procedere direttamente alle operazioni di vendita a tutela degli  interessi delle parti.";  3) al secondo comma, sono apportate le seguenti modificazioni:  a) al punto 1) la parola: "terzo" e' sostituita dalla  seguente: "primo";  b) al punto 7, dopo le parole: "articolo 590" sono inserite  le seguenti: "e 591, terzo comma";  4) e', in fine, aggiunto, il seguente comma: "Il giudice  dell'esecuzione, sentito l'interessato, dispone la revoca della  delega delle operazioni di vendita se non vengono rispettati i  termini e le direttive per lo svolgimento delle operazioni, salvo che  il professionista delegato dimostri che il mancato rispetto dei  termini o delle direttive sia dipeso da causa a lui non imputabile.";  (( cc-bis) all'articolo 591-ter, il terzo periodo e' sostituito  dal seguente: "Contro il provvedimento del giudice e' ammesso il  reclamo ai sensi dell'articolo 669-terdecies."; 
cc-ter) l'articolo 614-bis e' sostituito dal seguente titolo:  «TITOLO IV-bis - DELLE MISURE DI COERCIZIONE INDIRETTA  Art. 614-bis (Misure di coercizione indiretta). - Con il  provvedimento di condanna all'adempimento di obblighi diversi dal  pagamento di somme di denaro il giudice, salvo che cio' sia  manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di  denaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza  successiva ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento.  Il provvedimento di condanna costituisce titolo esecutivo per il  pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza. Le  disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle  controversie di lavoro subordinato pubblico o privato e ai rapporti  di collaborazione coordinata e continuativa di cui all'articolo 409.  Il giudice determina l'ammontare della somma di cui al primo comma  tenuto conto del valore della controversia, della natura della  prestazione, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra  circostanza utile.»;))  dd) all'articolo 615, primo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente periodo: "Se il diritto della parte istante e' contestato  solo parzialmente, il giudice procede alla sospensione dell'efficacia  esecutiva del titolo esclusivamente in relazione alla parte  contestata.";  ee) dopo l'articolo 631 e' inserito il seguente:  «Art. 631-bis (Omessa pubblicita' sul portale delle vendite  pubbliche). - Se la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche  non e' effettuata nel termine stabilito dal giudice ((per causa  imputabile al creditore pignorante o al creditore intervenuto munito  di titolo esecutivo,)) il giudice dichiara con ordinanza l'estinzione  del processo esecutivo e si applicano le disposizioni di cui  all'articolo 630, secondo e terzo comma. La disposizione di cui al  presente articolo non si applica quando la pubblicita' sul portale  non e' stata effettuata perche' i sistemi informatici del dominio  giustizia non sono funzionanti, a condizione che tale circostanza sia  attestata a norma dell'articolo 161-quater ((delle disposizioni)) per  l'attuazione del presente codice.»;  ff) all'articolo 492-bis:  1) al primo comma:  a) la parola "procedente" e' soppressa;  b) sono aggiunti in fine i seguenti periodi: "L'istanza non  puo' essere proposta prima che sia decorso il termine di cui  all'articolo 482. Se vi e' pericolo nel ritardo, il presidente del  tribunale autorizza la ricerca telematica dei beni da pignorare prima  della notificazione del precetto".  ((2) al secondo comma, al primo periodo, le parole: "o alle  quali le stesse possono accedere" e le parole: "nel pubblico registro  automobilistico" sono soppresse e sono aggiunti, in fine, i seguenti  periodi: "L'ufficiale giudiziario procede a pignoramento munito del  titolo esecutivo e del precetto, anche acquisendone copia dal  fascicolo informatico. Nel caso di cui al primo comma, quarto  periodo, il precetto e' consegnato o trasmesso all'ufficiale  giudiziario prima che si proceda al pignoramento."  2. Per gli interventi informatici connessi alla realizzazione del  portale delle vendite pubbliche di cui al comma 1, e' autorizzata la  spesa di euro 900.000 per l'anno 2015 e, per quelli concernenti la  manutenzione e il funzionamento del medesimo portale, di euro 200.000  annui a decorrere dall'anno 2016 )).

Art. 14

Modifiche alle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura  civile e disposizioni transitorie e ad altre disposizioni

1. Alle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura  civile e disposizioni transitorie sono apportate le seguenti  modificazioni:  0a) all'articolo 155-quater, il primo comma e' sostituito dal  seguente:  (( "Le pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati  contenenti informazioni utili ai fini della ricerca di cui  all'articolo 492-bis del codice mettono a disposizione degli  ufficiali giudiziari gli accessi, con le modalita' di cui  all'articolo 58 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo  2005, n. 82, e successive modificazioni, su richiesta del Ministero  della giustizia. Sino a quando non sono definiti dall'Agenzia per  l'Italia digitale gli standard di comunicazione e le regole tecniche  di cui al comma 2 del predetto articolo 58 e, in ogni caso, quando  l'amministrazione che gestisce la banca dati o il Ministero della  giustizia non dispongono dei sistemi informatici per la cooperazione  applicativa di cui all'articolo 72, comma 1, lettera e), del medesimo  codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005, l'accesso e'  consentito previa stipulazione, senza nuovi o maggiori oneri per la  finanza pubblica, di una convenzione finalizzata alla fruibilita'  informatica dei dati, sentito il Garante per la protezione dei dati  personali. Il Ministero della giustizia pubblica sul portale dei  servizi telematici l'elenco delle banche dati per le quali e'  operativo l'accesso da parte dell'ufficiale giudiziario per le  finalita' di cui all'articolo 492-bis del codice" ));  a) all'articolo 155-quinquies:  1) la parola "procedente" e' soppressa;  (( 2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  "La disposizione di cui al primo comma si applica, limitatamente a  ciascuna delle banche dati comprese nell'anagrafe tributaria, ivi  incluso l'archivio dei rapporti finanziari, nonche' a quelle degli  enti previdenziali, sino all'inserimento di ognuna di esse  nell'elenco di cui all'articolo 155-quater, primo comma";  a-bis) dopo l'articolo 159-bis e' inserito il seguente:  «Art. 159-ter (Iscrizione a ruolo del processo esecutivo per  espropriazione a cura di soggetto diverso dal creditore). - Colui  che, prima che il creditore abbia depositato la nota di iscrizione a  ruolo prevista dagli articoli 518, 521-bis, 543 e 557 del codice,  deposita per primo un atto o un'istanza deve depositare la nota di  iscrizione a ruolo e una copia dell'atto di pignoramento. Quando al  deposito della nota di iscrizione a ruolo procede uno dei soggetti di  cui all'articolo 16-bis, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n. 221, e successive modificazioni, diverso dal creditore, il  deposito puo' aver luogo con modalita' non telematiche e la copia  dell'atto di pignoramento puo' essere priva dell'attestazione di  conformita'. Quando l'istanza proviene dall'ufficiale giudiziario,  anche nel caso di cui all'articolo 520, primo comma, del codice,  all'iscrizione a ruolo provvede d'ufficio il cancelliere. Quando  l'iscrizione a ruolo ha luogo a norma del presente articolo, il  creditore, nei termini di cui agli articoli 518, 521-bis, 543 e 557  del codice, provvede, a pena di inefficacia del pignoramento, al  deposito delle copie conformi degli atti previsti dalle predette  disposizioni e si applica l'articolo 164-ter delle presenti  disposizioni»;  a-ter) all'articolo 161 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  "Il compenso dell'esperto o dello stimatore nominato dal giudice o  dall'ufficiale giudiziario e' calcolato sulla base del prezzo  ricavato dalla vendita. Prima della vendita non possono essere  liquidati acconti in misura superiore al cinquanta per cento del  compenso calcolato sulla base del valore di stima" ));  b) all'articolo 161-ter, al secondo comma, e' aggiunto, in fine,  il seguente periodo: «Se occorre, le medesime regole  tecnico-operative sono integrate al fine di assicurare un agevole  collegamento tra il portale delle vendite pubbliche e i portali dei  gestori delle vendite telematiche.»;  c) dopo l'articolo 161-ter, e' inserito il seguente:  «Art. 161-quater (Modalita' di pubblicazione sul portale delle  vendite pubbliche). - La pubblicazione sul portale delle vendite  pubbliche e' effettuata a cura del professionista delegato per le  operazioni di vendita o del commissionario o, in mancanza, (( del  creditore pignorante o del creditore intervenuto munito di titolo  esecutivo )) ed in conformita' alle specifiche tecniche, che possono determinare anche i dati e i documenti da inserire. Le specifiche  tecniche sono stabilite dal responsabile per i sistemi informativi  automatizzati del Ministero della giustizia (( entro sei mesi dalla  data di entrata in vigore della presente disposizione )) e sono rese  disponibili mediante pubblicazione nel portale delle vendite  pubbliche. Quando la pubblicita' riguarda beni immobili o beni mobili  registrati, la pubblicazione non puo' essere effettuata in mancanza  della prova dell'avvenuto pagamento del contributo per la  pubblicazione, previsto dall'articolo 18-bis del decreto del  Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.  Il portale delle vendite pubbliche deve inviare all'indirizzo di  posta elettronica ordinaria o certificata, ad ogni interessato che ne  ha fatto richiesta e si e' registrato mediante un'apposita procedura  disciplinata dalle specifiche tecniche di cui al primo comma, un  avviso contenente le informazioni relative alle vendite di cui e'  stata effettuata la pubblicita'.  Il portale delle vendite pubbliche provvede all'archiviazione e  alla gestione dei dati relativi alle vendite in esso pubblicate.  Il mancato funzionamento dei sistemi informatici e' attestato dal  responsabile dei sistemi informativi automatizzati del Ministero  della giustizia.»;  d) (( nel capo II del titolo IV, dopo l'articolo 169-quinquies e'  aggiunto, in fine, il seguente:  «Art. 169-sexies (Elenco dei soggetti specializzati per la custodia  e la vendita dei mobili pignorati). )) - Presso ogni tribunale e'  istituito un elenco dei soggetti specializzati di cui all'articolo  532 del codice per la custodia e la vendita dei beni mobili  pignorati. Alle domande (( di iscrizione all'elenco )) e' allegata la  documentazione comprovante le competenze maturate, anche  relativamente a specifiche categorie di beni. L'elenco e' formato dal  presidente del tribunale, che provvede sentito il procuratore della  Repubblica. Si applicano gli articoli 13 e seguenti in quanto  compatibili.»;  e) all'articolo 173-bis, sono apportate le seguenti  modificazioni:  1) al primo comma, dopo il numero 6), sono inseriti i seguenti:  "7) in caso di opere abusive, il controllo della possibilita' di  sanatoria ai sensi dell'articolo 36 del decreto del Presidente della  Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e gli eventuali costi della stessa;  altrimenti, la verifica sull'eventuale presentazione di istanze di  condono, indicando il soggetto istante e la normativa in forza della  quale l'istanza sia stata presentata, lo stato del procedimento, i  costi per il conseguimento del titolo in sanatoria e le eventuali  oblazioni gia' corrisposte o da corrispondere; in ogni altro caso, la  verifica, ai fini della istanza di condono che l'aggiudicatario possa  eventualmente presentare, che gli immobili pignorati si trovino nelle  condizioni previste dall'articolo 40, sesto comma, della legge 28  febbraio 1985, n. 47 ovvero dall'articolo 46, comma 5 del decreto del  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, specificando il  costo per il conseguimento del titolo in sanatoria;  8) la verifica che i beni pignorati siano gravati da censo,  livello o uso civico e se vi sia stata affrancazione da tali pesi,  ovvero che il diritto sul bene del debitore pignorato sia di  proprieta' ovvero derivante da alcuno dei suddetti titoli;  9) l'informazione sull'importo annuo delle spese fisse di  gestione o di manutenzione, su eventuali spese straordinarie gia'  deliberate anche se il relativo debito non sia ancora scaduto, su  eventuali spese condominiali non pagate negli ultimi due anni  anteriori alla data della perizia, sul corso di eventuali  procedimenti giudiziari relativi al bene pignorato.";  2) al terzo comma, la parola: "quarantacinque" e' sostituita  dalla seguente: "trenta";  f) l'articolo 173-quinquies, primo comma, e' sostituito dal  seguente: "Il giudice, con l'ordinanza di vendita di cui all'articolo  569, terzo comma, del codice, puo' disporre che la presentazione  dell'offerta d'acquisto e la prestazione della cauzione ai sensi  degli articoli 571, 579, 580 e 584 del medesimo codice possano  avvenire con sistemi telematici di pagamento ovvero con carte di  debito, di credito o prepagate o con altri mezzi di pagamento disponibili nei circuiti bancario e postale. E' consentita la  prestazione della cauzione anche mediante fideiussione autonoma,  irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata da banche, societa'  assicuratrici o intermediari finanziari che svolgono in via esclusiva  o prevalente attivita' di rilascio di garanzie e che sono sottoposti  a revisione contabile da parte di una societa' di revisione. Il  giudice dell'esecuzione, con l'ordinanza di vendita, individua la  categoria professionale alla quale deve appartenere il soggetto che  puo' rilasciare la fideiussione a norma del periodo precedente. La  fideiussione e' rilasciata in favore della procedura esecutiva ed e'  escussa dal custode o dal professionista delegato su autorizzazione  del giudice. In ogni caso, e' stabilito che l'offerente comunichi, a  mezzo posta elettronica certificata, la dichiarazione contenente le  indicazioni prescritte dall'articolo 571.".  2. Al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con  modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, dopo l'articolo  16-octies e' inserito il seguente:  «Art. 16-novies (Modalita' informatiche per le domande di  iscrizione e per la tenuta dell'albo dei consulenti tecnici,  dell'albo dei periti presso il tribunale, dell'elenco dei soggetti  specializzati per la custodia e la vendita dei beni pignorati e  dell'elenco dei professionisti disponibili a provvedere alle  operazioni di vendita). - 1. Le domande di iscrizione all'albo dei  consulenti tecnici di cui agli articoli 13 e seguenti delle  disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile,  all'elenco dei soggetti specializzati previsto dall'articolo  169-sexies delle medesime disposizioni e all'albo dei periti presso  il tribunale, di cui agli articoli 67 e seguenti delle norme di  attuazione del codice di procedura penale, sono inserite, a cura di  coloro che le propongono, con modalita' esclusivamente telematiche in  conformita' alle specifiche tecniche di cui al comma 5. Con le  medesime modalita' sono inseriti i documenti allegati alle domande.  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle  domande e ai relativi documenti per l'iscrizione negli elenchi dei  professionisti disponibili a provvedere alle operazioni di vendita di  cui all'articolo 169-ter e all'articolo 179-ter, secondo comma, delle  disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile.  3. Quando, per l'iscrizione negli albi e negli elenchi di cui al  presente articolo, la legge prevede il pagamento di bolli, diritti o  altre somme a qualsiasi titolo, il versamento e' effettuato  esclusivamente con sistemi telematici di pagamento ovvero con carte  di debito, di credito o prepagate o con altri mezzi di pagamento con  moneta elettronica disponibili nel circuito bancario o postale, a  norma dell'articolo 4, comma 9, del decreto-legge 29 dicembre 2009,  n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010,  n. 24. I versamenti di cui al presente comma hanno luogo nel rispetto  della normativa, anche regolamentare, concernente i pagamenti  telematici nel processo civile.  4. Gli albi e gli elenchi di cui ai commi 1 e 2 sono formati a  norma delle disposizioni legislative che li regolano e tenuti, a cura  del presidente del tribunale, con modalita' esclusivamente  informatiche in conformita' alle specifiche tecniche di cui al comma  5. L'accesso ai dati contenuti negli albi e negli elenchi e'  consentito ai magistrati e al personale delle cancellerie e delle  segreterie di tutti gli uffici giudiziari della giustizia ordinaria.  Salvo quanto previsto dall'articolo 179-quater, terzo comma, delle  disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, la  disposizione di cui al periodo precedente si applica anche agli  elenchi previsti dagli articoli 169-ter e 179-ter delle medesime  disposizioni.  5. La presentazione delle domande e la tenuta degli albi ed elenchi  di cui al presente articolo sono effettuate in conformita' alle  specifiche tecniche stabilite dal responsabile per i sistemi  informativi automatizzati del Ministero della giustizia, nel rispetto  della disciplina prevista dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82, (( entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente  disposizione )). Le specifiche tecniche sono pubblicate nella  Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito internet del  Ministero della giustizia.

6. Le disposizioni del presente articolo acquistano efficacia  decorsi trenta giorni dalla pubblicazione sul sito internet del  Ministero della giustizia delle specifiche tecniche previste dal  comma 5.  7. I soggetti di cui ai commi 1 e 2, che alla data di acquisto di  efficacia delle disposizioni del presente articolo sono gia' iscritti  negli albi ed elenchi previsti dai medesimi commi, inseriscono i  propri dati, con modalita' telematiche e in conformita' alle  specifiche tecniche di cui al comma 5, entro il termine perentorio di  novanta giorni dalla pubblicazione sul sito internet del Ministero  della giustizia delle medesime specifiche tecniche. A decorrere dalla  data di scadenza del termine di cui al periodo precedente, gli albi  ed elenchi gia' formati sono sostituiti ad ogni effetto dagli albi ed  elenchi previsti dal presente articolo.».  3. Al decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959, n.  1229, all'articolo 122, sono apportate le seguenti modificazioni:  a) il quarto comma e' sostituito dal seguente:  «In caso di estinzione del processo esecutivo il compenso e' posto  a carico del creditore procedente ed e' liquidato dal giudice  dell'esecuzione nella medesima misura di cui al terzo comma,  calcolata sul valore dei beni o dei crediti pignorati o, se minore,  sul valore del credito per cui si procede. In caso di chiusura  anticipata del processo a norma dell'articolo 164-bis delle  disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile o a  norma (( dell'articolo 532, secondo comma, terzo periodo, del codice  di procedura civile )), il compenso previsto dal secondo comma non e'  dovuto. (( La disposizione di cui al periodo precedente si applica  anche nel caso di inefficacia del pignoramento a norma dell'articolo  164-ter o dell'articolo 159-ter delle disposizioni per l'attuazione  del codice di procedura civile )). Negli altri casi di chiusura  anticipata del processo esecutivo si applica la disposizione di cui  al primo periodo. Il giudice provvede con decreto che costituisce  titolo esecutivo.»;  b) al quinto comma dopo le parole: «per cui si procede» sono  aggiunte le seguenti: «e comunque non puo' eccedere l'importo di euro  3.000,00»;  c) al sesto comma, il secondo periodo e' sostituito dal seguente:  «La residua quota del quaranta per cento e' distribuita  dall'ufficiale giudiziario (( coordinatore dell'ufficio )), in parti  uguali, tra tutti gli ufficiali giudiziari e funzionari appartenenti  all'ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti.».  4. Per l'istituzione dell'elenco dei soggetti specializzati per la  custodia e la vendita dei beni mobili pignorati, di cui al comma 1,  lett. d), e' autorizzata la spesa di euro 150.000 per l'anno 2015.

Art. 15

  Portale delle vendite pubbliche

1. (( Nel titolo I della parte II del testo unico di cui al decreto  del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive  modificazioni, dopo l'articolo 18 e' aggiunto, in fine, )) il  seguente:  «Art. 18-bis (Pubblicita' sul portale delle vendite pubbliche) - 1.  Per la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche di ciascun  atto esecutivo per il quale la legge dispone che sia data pubblica  notizia e che riguarda beni immobili o mobili registrati, e' dovuto  un contributo per la pubblicazione dell'importo di euro 100 a carico  del creditore procedente. Quando la vendita e' disposta in piu'  lotti, il contributo per la pubblicazione e' dovuto per ciascuno di  essi. Il pagamento deve essere effettuato con le modalita' previste  dall'articolo 4, comma 9, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193,  convertito con modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, con  imputazione ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello  Stato. Quando la parte e' stata ammessa al patrocinio a spese dello  Stato, il contributo per la pubblicazione e' prenotato a debito, a  norma e per gli effetti delle disposizioni del presente decreto. Per  la pubblicazione relativa a (( beni diversi da quelli di cui al primo periodo del presente comma )), il contributo per la pubblicazione non  e' dovuto.  2. Con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di  concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, l'importo  del contributo per la pubblicazione e' adeguato ogni tre anni in  relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei  prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.  3. Le entrate derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui  al comma 1, affluite all'apposito capitolo di cui al medesimo comma,  sono riassegnate allo stato di previsione della spesa del Ministero  della giustizia, per il funzionamento degli uffici giudiziari nonche'  per l'implementazione e lo sviluppo dei sistemi informatizzati.  4. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di  bilancio.».

Titolo III

Disposizioni in materia fiscale

Art. 16

Deducibilita' delle svalutazioni e perdite su crediti enti creditizi  e finanziari e imprese di assicurazione

1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate  le seguenti modifiche all'articolo 106: il comma 3 e' sostituito dal  seguente: «3. Per gli enti creditizi e finanziari di cui al decreto  legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, le svalutazioni e le perdite su  crediti verso la clientela iscritti in bilancio a tale titolo e le  perdite realizzate mediante cessione a titolo oneroso sono deducibili  integralmente nell'esercizio in cui sono rilevate in bilancio. Ai  fini del presente comma le svalutazioni e le perdite diverse da  quelle realizzate mediante cessione a titolo oneroso si assumono al  netto delle rivalutazioni dei crediti risultanti in bilancio»;  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano dal periodo di  imposta in corso al 31 dicembre 2015.  3. In via transitoria, per il primo periodo di applicazione le  svalutazioni e le perdite di cui al comma 1 diverse dalle perdite  realizzate mediante cessione a titolo oneroso sono deducibili nei  limiti del 75 del loro ammontare. L'eccedenza e' deducibile secondo  le modalita' stabilite al comma 4.  4. L'eccedenza di cui al comma 3 e le svalutazioni e le perdite su  crediti di cui al comma 1 iscritte in bilancio fino all'esercizio in  corso al 31 dicembre 2014 e non ancora dedotte ai sensi del comma 3  dell'articolo 106 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  nel testo in vigore anteriormente alle modifiche operate dal comma 1  sono deducibili per il 5 per cento del loro ammontare nel periodo  d'imposta in corso al 31 dicembre 2016, per l'8 per cento nel periodo  d'imposta in corso al 31 dicembre 2017, per il 10 per cento nel  periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018, per il 12 per cento  nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019 e fino al periodo  d'imposta in corso al 31 dicembre 2024, e per il 5 per cento nel  periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2025.  5. Ai fini della determinazione dell'acconto dell'imposta sul  reddito delle societa' dovuto per il periodo d'imposta in corso al 31  dicembre 2015 e per i due periodi d'imposta successivi non si tiene  conto delle modifiche operate dai commi da 1 a 4.  6. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modifiche:  a) all'articolo 6, comma 1, la lettera c-bis) e' sostituita dalla  seguente:  «c-bis) rettifiche e riprese di valore nette per deterioramento  dei crediti, limitatamente a quelle riconducibili ai crediti verso la  clientela iscritti in bilancio a tale titolo.»;  b) all'articolo 7, comma 1, la lettera b-bis) e' sostituita dalla  seguente:  «b-bis) le perdite, le svalutazioni e le riprese di valore nette  per deterioramento dei crediti, limitatamente a quelle riconducibili  a crediti nei confronti di assicurati iscritti in bilancio a tale  titolo.».  7. Le disposizioni di cui al comma 6 si applicano dal periodo di  imposta in corso al 31 dicembre 2015.  8. In via transitoria, per il primo periodo di applicazione le  rettifiche, le perdite, le svalutazioni e le riprese di valore nette  di cui al comma 6 sono deducibili nei limiti del 75 per cento del  loro ammontare. L'eccedenza e' deducibile secondo le modalita'  stabilite al comma 9.  9. L'eccedenza di cui al comma 8 e le rettifiche, le perdite, le  svalutazioni e le riprese di valore nette di cui al comma 6 iscritte  in bilancio dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013 e non  ancora dedotte ai sensi della lettera c-bis) del comma 1  dell'articolo 6 e della lettera b-bis) del comma 1 dell'articolo 7  del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, nel testo in vigore  anteriormente alle modifiche operate dal comma 6 sono deducibili per  il 5 per cento del loro ammontare nel periodo d'imposta in corso al  31 dicembre 2016, per l'8 per cento nel periodo d'imposta in corso al  31 dicembre 2017, per il 10 per cento nel periodo d'imposta in corso  al 31 dicembre 2018, per il 12 per cento nel periodo d'imposta in  corso al 31 dicembre 2019 e fino al periodo d'imposta in corso al 31  dicembre 2024, e per il 5 per cento nel periodo d'imposta in corso al  31 dicembre 2025.  10. Ai fini della determinazione dell'acconto dell'imposta  regionale sulle attivita' produttive dovuto per il periodo d'imposta  in corso al 31 dicembre 2015 e per i due periodi d'imposta successivi  non si tiene conto delle modifiche operate dai commi da 6 a 9.  11. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione del presente  articolo, valutate in 137 milioni di euro per il 2016, in 107 milioni  di euro per il 2017, in 505 milioni di euro per il 2018, in 130  milioni di euro per il 2020, in 451 milioni di euro per il 2021, in  360 milioni di euro per il 2022, in 245 milioni di euro per il 2023,  in 230 milioni di euro per il 2024 e in 189 milioni di euro annui a  decorrere dal 2025, confluiscono nel fondo di cui all'articolo 1,  comma 200 della legge 23 dicembre 2014, n. 190.  12. All'articolo 1, comma 200 della legge 23 dicembre 2014, n. 190,  le parole "con decreto" sono sostituite dalle seguenti "con uno o  piu' decreti".

Art. 17

Blocco trasformazione in crediti di imposta  delle attivita' per imposte anticipate

1. I commi 55, 56-bis, 56-bis.1 e 56-ter dell'articolo 2 del  decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni  dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, non sono applicabili alle  attivita' per imposte anticipate, relative al valore dell'avviamento  e delle altre attivita' immateriali, iscritte per la prima volta a  partire dai bilanci relativi all'esercizio in corso alla data di  entrata in vigore del presente articolo.

Titolo IV

Proroga di termini per l'efficienza della giustizia e disposizioni  per il processo telematico (( nonche' altre disposizioni in materia  di giustizia ))

Art. 18

 Proroga degli effetti del trattenimento in servizio  dei magistrati ordinari

1. Al fine di salvaguardare la funzionalita' degli uffici  giudiziari e garantire un ordinato e graduale processo di  conferimento, da parte del Consiglio Superiore della Magistratura,  degli incarichi direttivi e semidirettivi che si renderanno vacanti  negli anni 2015 e 2016, gli effetti dell'articolo 1, comma 3, del  decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,  dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono differiti al 31 dicembre  2016 per i magistrati ordinari che non abbiano compiuto il  settantaduesimo anno di eta' alla data del 31 dicembre 2015 e che  debbano essere collocati a riposo nel periodo fra lo stesso 31  dicembre 2015 ed il 30 dicembre 2016. Per gli altri magistrati  ordinari che abbiano compiuto almeno il settantaduesimo anno di eta'  alla data del 31 dicembre 2015, resta fermo il termine ultimo di  permanenza in servizio stabilito dal citato articolo 1, comma 3, del  decreto-legge n. 90 del 2014.  (( 1-bis. In considerazione della particolare situazione di  organico della magistratura contabile e al fine di salvaguardare, in  fase transitoria, la funzionalita' degli uffici per il regolare  svolgimento dell'attivita' di controllo e giurisdizionale, i  trattenimenti in servizio dei magistrati della Corte dei conti sono  fatti salvi fino al completamento della procedura di reclutamento in  atto alla data di entrata in vigore del presente decreto e in ogni  caso fino al 30 giugno 2016.))

(( Art. 18-bis

  Disposizioni per il ricambio generazionale  nella magistratura onoraria

1. Sino all'attuazione del complessivo riordino del ruolo e delle  funzioni della magistratura onoraria, i giudici di pace, i giudici  onorari di tribunale e i vice procuratori onorari, in servizio alla  data del 31 dicembre 2015 e che abbiano compiuto il settantaduesimo  anno di eta', cessano dall'ufficio alla predetta data. I giudici di  pace, i giudici onorari di tribunale e i vice procuratori onorari, in  servizio alla data del 31 dicembre 2016 e che tra il 1° gennaio e il  31 dicembre 2016 compiono almeno il settantesimo anno di eta',  cessano dall'ufficio a quest'ultima data )).

(( Art. 18-ter

Applicazioni straordinarie di magistrati per l'emergenza connessa con  i procedimenti di riconoscimento dello status di persona  internazionalmente protetta e altri procedimenti giudiziari  connessi ai fenomeni dell'immigrazione

1. In deroga alla disciplina degli articoli 110 e seguenti  dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio  1941, n. 12, e successive modificazioni, il Consiglio superiore della  magistratura predispone un piano straordinario di applicazioni  extradistrettuali diretto a fronteggiare l'incremento del numero di  procedimenti giurisdizionali connessi con le richieste di accesso al  regime di protezione internazionale e umanitaria da parte dei migranti presenti sul territorio nazionale e di altri procedimenti  giudiziari connessi ai fenomeni dell'immigrazione. A tale fine il  Consiglio procede all'individuazione degli uffici giudiziari presso i  quali si e' verificato il maggiore incremento dei suddetti  procedimenti e del numero dei magistrati da applicare, fino a un  massimo di venti unita', e stabilisce secondo criteri di urgenza le  modalita' per la procedura di interpello e la sua definizione.  2. In deroga a quanto previsto dal comma 5 dell'articolo 110  dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio  1941, n. 12, e successive modificazioni, l'applicazione ha durata di  diciotto mesi, rinnovabile per un periodo non superiore a ulteriori  sei mesi.  3. Il magistrato applicato a seguito di disponibilita' manifestata  con riferimento agli interpelli di cui al comma 1 ha diritto, ai fini  di futuri trasferimenti, a un punteggio di anzianita' aggiuntivo pari  a 0,10 per ogni otto settimane di effettivo esercizio di funzioni  oltre alla misura del 50 per cento dell'indennita' di cui  all'articolo 2 della legge 4 maggio 1998, n. 133, e successive  modificazioni.  4. Per le finalita' di cui al comma 3 e' autorizzata la spesa di  euro 173.870 per l'anno 2015, di euro 521.611 per l'anno 2016 e di  euro 347.741 per l'anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante  corrispondente riduzione dello stanziamento, per gli anni 2015, 2016  e 2017, del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del  bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma "Fondi di  riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato  di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno  2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo  al Ministero della giustizia.  5. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio  )).

Art. 19

Disposizioni in materia di processo civile telematico

1. Al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con  modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono apportate  le seguenti modificazioni:  a) all'articolo 16-bis, sono apportate le seguenti modificazioni:  (( 01) al comma 1 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  "In ogni caso, i medesimi dipendenti possono depositare, con le  modalita' previste dal presente comma, gli atti e i documenti di cui  al medesimo comma ));  1) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:  (( «1-bis. Nell'ambito dei procedimenti civili, contenziosi e di  volontaria giurisdizione innanzi ai tribunali e, a decorrere dal 30  giugno 2015, innanzi alle corti di appello e' sempre ammesso il  deposito telematico di ogni atto diverso da quelli previsti dal comma  1 e dei documenti che si offrono in comunicazione, da parte del  difensore o del dipendente di cui si avvale la pubblica  amministrazione per stare in giudizio personalmente, con le modalita'  previste dalla normativa anche regolamentare concernente la  sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti  informatici. In tal caso il deposito si perfeziona esclusivamente con  tali modalita'» ));  (( (1-bis) al comma 2, quarto periodo, dopo le parole: "dal  comma 9-bis" sono inserite le seguenti: "e dall'articolo 16-decies"  ));  (( 1-ter) al comma 9 sono aggiunti, in fine, i seguenti  periodi: "Fatto salvo quanto previsto dal periodo precedente, con  decreto non avente natura regolamentare il Ministro della giustizia  stabilisce misure organizzative per l'acquisizione anche di copia  cartacea degli atti depositati con modalita' telematiche nonche' per  la riproduzione su supporto analogico degli atti depositati con le predette modalita', nonche' per la gestione e la conservazione delle  predette copie cartacee. Con il medesimo decreto sono altresi'  stabilite le misure organizzative per la gestione e la conservazione  degli atti depositati su supporto cartaceo a norma dei commi 4 e 8,  nonche' ai sensi del periodo precedente.» ));  (( 2) al comma 9-bis:  2.1) al primo periodo, dopo le parole: "presenti nei fascicoli  informatici" sono inserite le seguenti: "o trasmessi in allegato alle  comunicazioni telematiche" e dopo le parole: "firma digitale del  cancelliere" sono aggiunte, in fine, le seguenti: "di attestazione di  conformita' all'originale";  2.2) al secondo periodo, dopo la parola: "difensore," sono  inserite le seguenti: "il dipendente di cui si avvale la pubblica  amministrazione per stare in giudizio personalmente,".  2-bis) al comma 9-septies sono aggiunti, in fine, i seguenti  periodi: "I rapporti riepilogativi di cui al presente comma devono  contenere i dati identificativi dell'esperto che ha effettuato la  stima. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai  prospetti riepilogativi delle stime e delle vendite di cui  all'articolo 169-quinquies delle disposizioni per l'attuazione del  codice di procedura civile e disposizioni transitorie. Il prospetto  riepilogativo deve contenere anche i dati identificativi  dell'ufficiale giudiziario che ha attribuito il valore ai beni  pignorati a norma dell'articolo 518 del codice di procedura civile."  ));  2-ter) dopo il comma 9-septies e' aggiunto il seguente:  (( "9-octies. Gli atti di parte e i provvedimenti del giudice  depositati con modalita' telematiche sono redatti in maniera  sintetica" ));  b) (( dopo l'articolo 16-novies, introdotto dall'articolo 14,  comma 2, del presente decreto )), sono aggiunti i seguenti:  «Art. 16-decies (Potere di certificazione di conformita' delle  copie degli atti (( e dei provvedimenti) )). - 1. Il difensore, il  dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in  giudizio personalmente, il consulente tecnico, il professionista  delegato, il curatore ed il commissario giudiziale, quando depositano  con modalita' telematiche la copia informatica, anche per immagine,  di un atto (( processuale di parte o di un provvedimento del giudice  formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia  conforme, )) attestano la conformita' della copia al predetto atto.  La copia munita dell'attestazione di conformita' equivale  all'originale (( o alla copia conforme dell'atto o del provvedimento  )).  «Art. 16-undecies (Modalita' dell'attestazione di conformita'). -  1. Quando l'attestazione di conformita' prevista dalle disposizioni  della presente sezione, dal codice di procedura civile e (( dalla ))  legge 21 gennaio 1994, n. 53, si riferisce ad una copia analogica,  l'attestazione stessa e' apposta in calce o a margine della copia o  su foglio separato, che sia pero' congiunto materialmente alla  medesima.  2. Quando l'attestazione di conformita' si riferisce ad una copia  informatica, l'attestazione stessa e' apposta nel medesimo documento  informatico.  3. Nel caso previsto dal comma 2, l'attestazione di conformita'  puo' alternativamente essere apposta su un documento informatico  separato (( e l'individuazione della copia cui si riferisce ha luogo  esclusivamente secondo le modalita' stabilite nelle specifiche  tecniche stabilite dal responsabile per i sistemi informativi  automatizzati del Ministero della giustizia )). Se la copia  informatica e' destinata alla notifica, l'attestazione di conformita'  e' inserita nella relazione di notificazione.  (( 3-bis. I soggetti di cui all'articolo 16-decies, comma 1, che  compiono le attestazioni di conformita' previste dalle disposizioni  della presente sezione, dal codice di procedura civile e dalla legge  21 gennaio 1994, n. 53, sono considerati pubblici ufficiali ad ogni  effetto )).  (( 1-bis. All'articolo 3-bis, comma 2, della legge 21 gennaio 1994, n. 53, le parole: "attestandone la conformita' all'originale a norma  dell'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82" sono sostituite dalle seguenti: "attestandone la conformita' con  le modalita' previste dall'articolo 16-undecies del decreto-legge 18  ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17  dicembre 2012, n. 221" )).  2. Per gli interventi necessari al completamento del processo  civile telematico e degli ulteriori processi di digitalizzazione del  Ministero della giustizia, ivi compresa la tenuta, con modalita'  informatiche, degli albi e degli elenchi dei consulenti tecnici, dei  periti presso il tribunale, dei professionisti disponibili a  provvedere alle operazioni di vendita, e' autorizzata la spesa di  euro 44,85 milioni per l'anno 2015, di euro 3 milioni per l'anno  2016, di euro 2 milioni per l'anno 2017 e di euro 1 milione (( annui  )) a decorrere dall'anno 2018.  (( 2-bis. Al codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82, sono apportate le seguenti modificazioni )):  a) all'articolo 58, comma 2, dopo le parole: "comunicazione  telematica," sono inserite le seguenti: (( "ivi incluso il Ministero  della giustizia," ));  b) all'articolo 71, comma 1, dopo le parole: "di concerto con"  sono inserite le seguenti: (( "il Ministro della giustizia e con"»  )).

Art. 20

Misure urgenti per la funzionalita'  del processo amministrativo

1. Al decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con  modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono apportate le  seguenti modificazioni:  a) all'articolo 18, i commi 1, 1-bis e 2 sono abrogati;  b) all'articolo 38, comma 1-bis , le parole: "1° luglio 2015"  sono sostituite dalle seguenti: "1° gennaio 2016".  (( 1-bis. Al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono  apportate le seguenti modificazioni a decorrere dall'entrata in  vigore del processo amministrativo telematico:  a) all'articolo 129, comma 4, dell'Allegato 1, dopo le parole:  "Le parti" sono inserite le seguenti: ", ove stiano in giudizio  personalmente e non siano titolari di indirizzi di posta elettronica  certificata risultanti dai pubblici elenchi,";  b) l'articolo 136, comma 2, dell'Allegato 1 e' sostituito dal  seguente:  "2. I difensori costituiti, le parti nei casi in cui stiano in  giudizio personalmente e gli ausiliari del giudice depositano tutti  gli atti e i documenti con modalita' telematiche. In casi  eccezionali, il presidente puo' dispensare dall'osservanza di quanto  previsto dal presente comma, secondo quanto previsto dalle regole  tecniche di cui all'articolo 13 delle norme di attuazione";  c) l'articolo 2, comma 5, dell'Allegato 2 e' abrogato;  d) l'articolo 5, comma 2, dell'Allegato 2 e' abrogato;  e) l'articolo 5, comma 3, dell'Allegato 2 e' sostituito dal  seguente:  "3. Allorche' riceve il deposito dell'atto introduttivo del  giudizio, il segretario forma il fascicolo d'ufficio in formato  digitale, corredato di indice cronologico degli atti e documenti  delle parti, dei verbali di udienza per estratto, di ogni atto e  provvedimento del giudice, dei suoi ausiliari e della segreteria".  1-ter. L'articolo 16, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014,  n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014,  n. 162, si interpreta nel senso che si applica anche al processo  davanti ai tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di  Stato. Per l'effetto, all'articolo 54, comma 2, dell'Allegato 1 del  decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, le parole: "15 settembre"  sono sostituite dalle seguenti: "31 agosto", a decorrere dall'entrata  in vigore dell'articolo 16 del citato decreto-legge n. 132 del 2014.))

(( Art. 20-bis

Disposizioni in materia di informatizzazione  del processo contabile

1. L'articolo 43, comma 2, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,  convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e'  sostituito dal seguente:  "2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui  agli articoli 16, 16-ter, 16-quater, 16-decies e 16-undecies del  decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,  dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni, in  base alle indicazioni tecniche, operative e temporali stabilite con i  decreti di cui al comma 1 del presente articolo" )).

(( Art. 21

Disposizioni in materia di fondo  per l'efficienza della giustizia

1. All'articolo 1, comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,  sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Il Ministero della  giustizia, in aggiunta alle procedure di cui al presente comma e con  le medesime modalita', acquisisce, a valere sul fondo istituito ai  sensi del comma 96, un contingente massimo di 2.000 unita' di  personale amministrativo proveniente dagli enti di area vasta, di cui  1.000 nel corso dell'anno 2016 e 1.000 nel corso dell'anno 2017, da  inquadrare nel ruolo dell'amministrazione giudiziaria. Attesa  l'urgenza e in deroga alle clausole dei contratti o accordi  collettivi nazionali, la procedura di acquisizione di personale di  cui al presente comma ha carattere prioritario su ogni altra  procedura di trasferimento all'interno dell'amministrazione della  giustizia." )).

(( Art. 21-bis

Incentivi fiscali alla degiurisdizionalizzazione

1. In via sperimentale, alle parti che corrispondono o che hanno  corrisposto nell'anno 2015 il compenso agli avvocati abilitati ad  assisterli nel procedimento di negoziazione assistita ai sensi del  capo II del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con  modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, nonche' alle  parti che corrispondono o che hanno corrisposto, nel medesimo  periodo, il compenso agli arbitri nel procedimento di cui al capo I  del medesimo decreto, e' riconosciuto, in caso di successo della  negoziazione, ovvero di conclusione dell'arbitrato con lodo, un  credito di imposta commisurato al compenso fino a concorrenza di 250  euro, nel limite di spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2016.  2. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il  Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta  giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del  presente decreto, sono stabiliti le modalita' e la documentazione da  esibire a corredo della richiesta del credito di imposta e i  controlli sull'autenticita' della stessa.  3. Il Ministero della giustizia comunica all'interessato, entro il  30 aprile dell'anno 2016, l'importo del credito di imposta  effettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti di  cui ai capi I e II del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132,  convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162,  determinato in misura proporzionale alle risorse stanziate e  trasmette, in via telematica, all'Agenzia delle entrate, l'elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.  4. Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione  dei redditi per l'anno 2015 ed e' utilizzabile a decorrere dalla data  di ricevimento della comunicazione di cui al comma 3 del presente  articolo, in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,  nonche', da parte delle persone fisiche non titolari di redditi di  impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui  redditi. Il credito di imposta non da' luogo a rimborso e non  concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui  redditi, ne' del valore della produzione netta ai fini dell'imposta  regionale sulle attivita' produttive e non rileva ai fini del  rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico  delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.  5. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, pari  a 5 milioni di euro per l'anno 2016, si provvede mediante  corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 96,  della legge 23 dicembre 2014, n. 190.  6. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio  )).

(( Art. 21-ter

Disposizioni relative ai soggetti che hanno completato il tirocinio  formativo di cui all'articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6  luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15  luglio 2011, n. 111

1. Il comma 1-bis dell'articolo 50 del decreto-legge 24 giugno  2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto  2014, n. 114, e' sostituito dai seguenti:  "1-bis. Con decreto del Ministro della giustizia, da adottare di  concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono  determinati il numero e i criteri per l'individuazione dei soggetti  che hanno svolto il periodo di perfezionamento di cui all'articolo  37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con  modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive  modificazioni, che possano far parte dell'ufficio per il processo per  svolgere un ulteriore periodo di perfezionamento per una durata non  superiore a dodici mesi, tenuto conto delle valutazioni di merito e  delle esigenze organizzative degli uffici giudiziari, in via  prioritaria a supporto dei servizi di cancelleria.  Nell'individuazione dei criteri e' riconosciuta priorita' alla minore  eta' anagrafica ed e' assicurata un'equa ripartizione territoriale  delle risorse, tenendo conto delle dimensioni degli uffici  giudiziari. Con il medesimo decreto puo' essere attribuita ai  soggetti di cui al presente comma una borsa di studio nei limiti  delle risorse destinabili e, in ogni caso, per un importo non  superiore a 400 euro mensili. Il decreto fissa altresi' i requisiti  per l'attribuzione della borsa di studio, tenuto conto, in  particolare, del titolo di studio, dell'eta' e dell'esperienza  formativa.  1-ter. Lo svolgimento del periodo di perfezionamento non da'  diritto ad alcun compenso e non determina l'insorgere di alcun  rapporto di lavoro subordinato o autonomo, ne' di obblighi  previdenziali.  1-quater. Il completamento del periodo di perfezionamento presso  l'ufficio per il processo ai sensi del comma 1-bis del presente  articolo costituisce titolo di preferenza a parita' di merito, ai  sensi dell'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive  modificazioni, nei concorsi indetti dalla pubblica amministrazione.  Nelle procedure concorsuali indette dall'amministrazione della  giustizia sono introdotti meccanismi finalizzati a valorizzare  l'esperienza formativa acquisita mediante il completamento del periodo di perfezionamento presso l'ufficio per il processo ai sensi  del citato comma 1-bis.  1-quinquies. I soggetti che hanno completato il tirocinio formativo  di cui all'articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.  98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.  111, e successive modificazioni, e che non hanno fatto parte  dell'ufficio per il processo, hanno comunque titolo di preferenza a  parita' di merito, ai sensi dell'articolo 5 del regolamento di cui al  decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e  successive modificazioni, nei concorsi indetti dalla pubblica  amministrazione".  2. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa di  euro 2.604.333 per l'anno 2015 e di euro 5.208.667 per l'anno 2016,  cui si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui  all'articolo 1, comma 96, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.  3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio  )).

(( Art. 21-quater

Misure per la riqualificazione del personale dell'amministrazione  giudiziaria

1. Al fine di sanare i profili di nullita', per violazione delle  disposizioni degli articoli 14 e 15 del contratto collettivo  nazionale di lavoro (CCNL) comparto Ministeri 1998/2001, delle norme  di cui agli articoli 15 e 16 del contratto collettivo nazionale  integrativo del personale non dirigenziale del Ministero della  giustizia quadriennio 2006/2009 del 29 luglio 2010, assicurando  l'attuazione dei provvedimenti giudiziari in cui il predetto  Ministero e' risultato soccombente, e di definire i contenziosi  giudiziari in corso, il Ministero della giustizia e' autorizzato, nei  limiti delle posizioni disponibili in dotazione organica, a indire le  procedure di contrattazione collettiva ai fini della definizione di  procedure interne, riservate ai dipendenti in possesso dei requisiti  di legge gia' in servizio alla data del 14 novembre 2009, per il  passaggio del personale inquadrato nel profilo professionale di  cancelliere e di ufficiale giudiziario dell'area seconda al profilo  professionale di funzionario giudiziario e di funzionario  dell'ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP) dell'area  terza, con attribuzione della prima fascia economica di  inquadramento, in conformita' ai citati articoli 14 e 15 del CCNL  comparto Ministeri 1998/2001. Ogni effetto economico e giuridico  conseguente alle procedure di riqualificazione del personale  amministrativo di cui al presente articolo decorre dalla completa  definizione delle relative procedure selettive.  2. Ai fini del rispetto delle previsioni del CCNL comparto  Ministeri 1998/2001, di cui al comma 1, il rapporto tra posti  riservati ai dipendenti e posti riservati agli accessi dall'esterno  e' fissato nella percentuale, rispettivamente, del 50 per cento e del  50 per cento, computando nella percentuale gli accessi dall'esterno  sulla base di procedure disposte o bandite a partire dalla data di  entrata in vigore del citato CCNL, ivi compresi gli accessi per  effetto di scorrimenti di graduatorie concorsuali di altre  amministrazioni e le procedure di mobilita' esterna comunque  denominate, anche ai sensi dell'articolo 1, comma 425, della legge 23  dicembre 2014, n. 190, come modificato dall'articolo 21 del presente  decreto.  3. Il Ministero della giustizia procede alla rideterminazione delle  piante organiche conseguente alle procedure di cui ai commi 1 e 2.  4. Le qualifiche di personale amministrativo di cancelliere e di  ufficiale giudiziario restano ad esaurimento in area seconda sino  alla completa definizione delle procedure selettive di cui al comma 1  e alla rideterminazione delle piante organiche di cui al comma 3.  5. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa nel limite di euro 25.781.938 a decorrere dall'anno 2016, cui si provvede  mediante corrispondente utilizzo del fondo di cui all'articolo 1,  comma 96, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il Ministro  dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri  decreti, su proposta del Ministro della giustizia, le variazioni di  bilancio necessarie alla ripartizione del citato fondo sui pertinenti  capitoli in attuazione del presente articolo )).

(( Art. 21-quinquies

Disposizioni in materia di uffici giudiziari

1. Al fine di favorire la piena attuazione di quanto previsto  dall'articolo 1, commi 526 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014,  n. 190, fino al 31 dicembre 2015, per le attivita' di custodia,  telefonia, riparazione e manutenzione ordinaria in precedenza svolte  dal personale dei comuni gia' distaccato, comandato o comunque  specificamente destinato presso gli uffici giudiziari, i medesimi  uffici giudiziari possono continuare ad avvalersi dei servizi forniti  dal predetto personale comunale, sulla base di accordi o convenzioni  da concludere in sede locale, autorizzati dal Ministero della  giustizia, in applicazione e nei limiti di una convenzione quadro  previamente stipulata tra il Ministero della giustizia e  l'Associazione nazionale dei comuni italiani.  2. Nella convenzione quadro di cui al comma 1 sono fissati, secondo  criteri di economicita' della spesa, i parametri per la  quantificazione del corrispettivo dei servizi di cui al medesimo  comma 1.  3. Le autorizzazioni di cui al comma 1 sono rilasciate secondo i  criteri fissati nella convenzione quadro di cui al medesimo comma 1 e  nei limiti massimi complessivi del 15 per cento della dotazione  ordinaria del capitolo di nuova istituzione previsto dall'articolo 1,  comma 527, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e senza nuovi o  maggiori oneri a carico della finanza pubblica )).

(( Art. 21-sexies

Proroga della durata dell'incarico del commissario straordinario  nominato per la realizzazione dell'intervento per la sicurezza  degli uffici giudiziari aventi sede nel Palazzo di giustizia di  Palermo

  1. Dopo il comma 99 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014,  n. 190, e' inserito il seguente:  "99-bis. I tempi per la realizzazione dell'investimento di cui al  comma 99 e la durata dell'incarico del commissario straordinario di  cui al medesimo comma sono prorogati fino al 31 dicembre 2015. Entro  il 30 settembre 2015, al decreto di cui al comma 98 sono apportate le  modifiche necessarie conseguenti alle disposizioni di cui al periodo  precedente" )).

(( Art. 21-septies

  Garanzie dell'accordo o del piano del consumatore

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 8 della legge 27 gennaio 2012, n.  3, e' inserito il seguente:  "3-bis. Con riferimento alla proposta di accordo o di piano del  consumatore presentata da parte di chi svolge attivita' d'impresa,  possono prestare le garanzie di cui al comma 2 i consorzi fidi  autorizzati dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 107 del testo  unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto  legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni,  nonche' gli intermediari finanziari iscritti all'albo previsto dall'articolo 106 del medesimo testo unico di cui al decreto  legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni, assoggettati  al controllo della Banca d'Italia. Le associazioni antiracket e  antiusura iscritte nell'albo tenuto presso il Ministero dell'interno  possono destinare contributi per la chiusura di precedenti  esposizioni debitorie nel percorso di recupero da sovraindebitamento  cosi' come definito e disciplinato dalla presente legge. Il rimborso  di tali contributi e' regolato all'interno della proposta di accordo  o di piano del consumatore" )).

(( Art. 21-octies

Misure urgenti per l'esercizio dell'attivita' di impresa  di stabilimenti oggetto di sequestro giudiziario

1. Al fine di garantire il necessario bilanciamento tra le esigenze  di continuita' dell'attivita' produttiva, di salvaguardia  dell'occupazione, della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e  dell'ambiente salubre, nonche' delle finalita' di giustizia,  l'esercizio dell'attivita' di impresa degli stabilimenti di interesse  strategico nazionale non e' impedito dal provvedimento di sequestro,  come gia' previsto dall'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 3  dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  dicembre 2012, n. 231, quando lo stesso si riferisca ad ipotesi di  reato inerenti alla sicurezza dei lavoratori.  2. Tenuto conto della rilevanza degli interessi in comparazione,  nell'ipotesi di cui al comma 1, l'attivita' di impresa non puo'  protrarsi per un periodo di tempo superiore a dodici mesi  dall'adozione del provvedimento di sequestro.  3. Per la prosecuzione dell'attivita' degli stabilimenti di cui al  comma 1, senza soluzione di continuita', l'impresa deve predisporre,  nel termine perentorio di trenta giorni dall'adozione del  provvedimento di sequestro, un piano recante misure e attivita'  aggiuntive, anche di tipo provvisorio, per la tutela della sicurezza  sui luoghi di lavoro, riferite all'impianto oggetto del provvedimento  di sequestro. L'avvenuta predisposizione del piano e' comunicata  all'autorita' giudiziaria procedente.  4. Il piano e' trasmesso al comando provinciale dei vigili del  fuoco, agli uffici dell'azienda sanitaria locale e dell'Istituto  nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)  competenti per territorio per le rispettive attivita' di vigilanza e  controllo, che devono garantire un costante monitoraggio delle aree  di produzione oggetto di sequestro, anche mediante lo svolgimento di  ispezioni dirette a verificare l'attuazione delle misure e delle  attivita' aggiuntive previste nel piano. Le amministrazioni  provvedono alle attivita' previste dal presente comma nell'ambito  delle competenze istituzionalmente attribuite, con le risorse  previste a legislazione vigente.  5. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai  provvedimenti di sequestro gia' adottati alla data di entrata in  vigore del decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92, e i termini di cui ai  commi 2 e 3 decorrono dalla medesima data )).

Titolo V

Disposizioni finanziarie, transitorie e finali

Art. 22

Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 5, comma 2,  13, comma 2, 14, comma 4, 19, comma 2 e 21 pari a 46.000.000 di euro  per l'anno 2015, a 49.200.000 euro per l'anno 2016, a 94.200.000 euro  per l'anno 2017 e a 93.200.000 euro annui a decorrere dall'anno 2018,  si provvede:  a) quanto a 46.000.000 di euro per l'anno 2015, a 3.200.000 euro  per l'anno 2016, a 2.200.000 euro per l'anno 2017 e a 1.200.000 euro  annui a decorrere dal 2018, mediante corrispondente riduzione del  Fondo di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 23 dicembre 2014,  n. 190;  b) quanto a 46.000.000 di euro per l'anno 2016 e a 92.000.000 di  euro annui a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente  utilizzo del Fondo di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 23  dicembre 2014, n. 190. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'  autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del  Ministro della giustizia le variazioni di bilancio necessarie alla  ripartizione del citato Fondo sui pertinenti capitoli in attuazione  dell'articolo 21.  2. Le risorse non utilizzate del Fondo di cui all'articolo 1, comma  96 della legge 190 del 2014, (( resesi annualmente disponibili,  possono essere destinate, nel corso del medesimo esercizio  finanziario, )) per gli interventi gia' previsti nel presente  provvedimento, per l'efficientamento del sistema giudiziario,  nonche', in mancanza di disponibilita' delle risorse della quota  prevista dall'articolo 2, comma 7, lettera b), del decreto-legge 16  settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13  novembre 2008, n. 181, per l'attribuzione delle borse di studio per  la partecipazione agli stage formativi presso gli uffici giudiziari,  di cui all'articolo 73, comma 8-bis, del decreto-legge 21 giugno  2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto  2013, n. 98.  3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 23

Disposizioni transitorie e finali

1. (( Le disposizioni di cui all'articolo 1 si applicano ai  procedimenti di concordato preventivo introdotti anche anteriormente  alla data di entrata in vigore del presente decreto. Le disposizioni  di cui agli articoli 2, comma 1 si applicano ai procedimenti di  concordato preventivo introdotti successivamente all'entrata in  vigore del presente decreto.)) Le disposizioni di cui all'articolo 3  e quelle di cui all'articolo 4, si applicano ai procedimenti di  concordato preventivo introdotti successivamente all'entrata in  vigore della legge di conversione del presente decreto.  2. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b),  all'articolo 11 nella parte in cui introduce l'ultimo periodo  dell'articolo 107, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n.  267, all'articolo 13, comma 1, lettera b), numero 1), lettera e),  numero 1, lettera ee) e all'articolo 14, comma 1, lettere b) e c) si  applicano decorsi trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta  Ufficiale delle specifiche tecniche previste dall'articolo 161-quater  delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile.  3. Le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a) e b),  primo e secondo capoverso, e quelle di cui all'articolo 6 si  applicano ai fallimenti dichiarati successivamente alla data di  entrata in vigore del presente decreto.  4. Le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b),  terzo capoverso, acquistano efficacia decorsi sessanta giorni dalla  pubblicazione sul sito internet del Ministero della giustizia delle  specifiche tecniche previste dall'articolo 16-bis, comma 9-septies,  del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con  modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.  5. Le disposizioni di cui agli articoli 11, e 2, comma 2, lettere  a), b), primo periodo e lettera c) si applicano anche ai fallimenti e  ai procedimenti di concordato preventivo pendenti alla data di  entrata in vigore del presente decreto.  6. Le disposizioni di cui (( agli articoli 12 e )) 13, comma 1,  lettere d), l), m), n), si applicano esclusivamente alle procedure  esecutive iniziate successivamente alla data di entrata in vigore del  presente decreto.  7. Le disposizioni di cui agli articoli 7, 13, comma 1, lettere a),  f), numero 1) si applicano a decorrere dalla data di entrata in  vigore della legge di conversione del presente decreto.  8. Le disposizioni di cui all'articolo 8 si applicano alle istanze  di scioglimento depositate successivamente alla data di entrata in  vigore del presente decreto.  9. Le disposizioni di cui all'articolo 13, diverse da quelle  indicate nel presente articolo, si applicano anche ai procedimenti  pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Quando  e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con  l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni  di cui al presente decreto si applicano quando il giudice (( o il  professionista delegato )) dispone una nuova vendita.  10. (( Le disposizioni )) di cui all'articolo 13, comma 1, lettera  f), numero 2) e lettera g), si applicano alle vendite disposte (( dal  giudice o dal professionista delegato )) successivamente alla data di  entrata in vigore del presente decreto, anche nelle procedure  esecutive pendenti alla medesima data.  11. La disposizione di cui all'articolo 503 del codice di procedura  civile, nel testo modificato dall'articolo 19, comma 1, lettera  d-bis) del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con  modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, si applica, a  far data dall'entrata in vigore del presente decreto, anche ai  procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della legge n.  162 del 2014.  (( 11-bis. Il deposito telematico delle note di iscrizione a ruolo  ai sensi dell'articolo 159-ter delle disposizioni per l'attuazione  del codice di procedura civile e disposizioni transitorie puo' essere  effettuato dai soggetti di cui all'articolo 16-bis, comma 1, del  decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,  dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni,  diversi dal creditore, a decorrere dal 2 gennaio 2016 )).

Art. 24

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e  sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Invia per email

LaPrevidenza.it, 28/08/2015