sabato, 31 ottobre 2020

La negazione ermeneutica della massima

Prof. Sergio Sabetta

 

La negazione ermeneutica della massima

"Shamuel, basta litigare. Facciamo la Pace!"

"D'accordo. Shlomo. Allora io ti auguro tutto quello che tu mi auguri".

"Vedi che ricominci!"

(D. Vogelmann)



Sergio Sabetta



Nella società attuale dove vi sono valori in conflitto fra loro l'ermeneutica è lo specchio della nostra condizione, dove vi è un rischio permanente di conflitti interpretativi (Ricoeur), tra l'assenza di un assoluto e l'esigenza di fornire un senso, la normativa diventa un contenitore dove riversare le possibilità, è quindi primariamente una ricerca dell'io stesso nelle pieghe materiali dell'utile, un passaggio dalla tecnica interpretativa alle sfumature della condizione umana (Ricoeur).

Nell'ermeneutica vi è la possibilità di avventurarsi in un nichilismo ermeneutico nella ricerca di ogni possibilità, indipendentemente dal punto minimale quale frutto culturale della tecnica propria dell'homo possibilis , all'opposto vi è il dogmatismo della certezza assoluta in cui le opzioni sono binarie e secche senza alcuna sfumatura viene meno il punto minimale delle vicende del soggetto.

L'individuo si definisce in quanto essere interpretante e nell'interpretazione si costituisce, la verità risulta quindi come un campo di forze nel quale si intrecciano i soggetti, senza che questi possano negarsi e varia in funzione della relazione, risultando pertanto soggettiva, solo nel momento dello specchiarsi nelle dinamiche collettive si ha l'oggettivazione, la costruzione sistemica nel suo fallimento manifesta il fallimento interno del pensiero questo tuttavia permette una comprensione esaustiva del pensare che coinvolge l'insieme delle relazioni, resta comunque il pericolo del pensiero sfuggente nell'istante.  Grandezza e miseria si rapportano modulandosi a vicenda, trasformando il limite in possibilità da cui emerge la fragilità umana e il sempre possibile fallimento di una volontà normatrice, che comunque non può negare il permanere della volontà necessaria, il soggetto quale depositario di una logica normativa indiscussa perde il centro della riflessione, la ragione hegeliana che pretendeva di padroneggiare la realtà è da questa sommersa nella sua infinita inesauribilità (Nietzsche), dovendo non dominarla ma adattarsi perdendo ogni pretesa di sistematicità come rivelato dall'analisi freudiana.

Nell'ermeneutica si viene a ragionare e interpretare il pensiero del soggetto secondo il linguaggio nel suo ambiente, il soggetto è nella realtà contemporaneamente soggetto e oggetto possibile ( Ricoeur ), dove l'intelligenza risiede nel domandarsi, le diverse interpretazioni diventano stazioni di un pensiero attivo in divenire, il volere codificare l'alterità, dove il fraintendimento è condizione che prevale sull'intendere ( Ferraris ), l'interpretazione da decifrazione si evolve in comprensione personale del non- detto, il testo non viene solo attaccato dall'esterno ma ricreato dall'interno (Pareyson) nella centralità del soggetto interpretante, che tuttavia non sempre nella decisione ha una spiegazione che contenga in sé la possibilità della comprensione (Heidegger).

L'interpretazione emerge dall'insieme di un senso comune a tutti, vi è un rapporto di reciprocità tra il tutto e le singole parti in un "circolo ermeneutico" in cui "Ogni intelligenza della parte è condizionata da quella del tutto" (Schleiermacher), occorre comprendere il mondo spirituale, culturale, religioso, economico e sociale che ha contribuito alla formazione del testo (Dilthey), in cui l'obiettività è ricercata nel filtro dell'analisi delle regole linguistiche in comune, nel testo può esservi solo intesa o comprensione essendo comunque il risultato dell'azione psichica, la spiegazione, come osserva Dilthey, può avere ad oggetto solo fatti naturali, in questa connessione dinamica tra le parti nelle quali vengono coinvolti individui, comunità, istituzioni e associazioni vi è la ricerca delle categorie del valore, scopo e significato.

Vi deve essere una comune appartenenza alla stessa tradizione storica tra norma e interprete nell'avere coscienza della storicità della norma stessa, vi è quindi la necessità di una riflessione sulla possibile integrazione tra presente e tradizione, in una generale riflessione e interpretazione della nostra storicità, vi è sempre un giudizio che ci pre-cede nell'impossibilità di una oggettività del passato su cui abbiamo costruito il nostro patrimonio di conoscenze, giudizi, aspettative che "formano" le nostre idee (Gadamer), non si può prescindere dalla storia e tradizione che costituisce la struttura esperienziale, formando il mio orizzonte mobile inesauribile nella distanza da colmare tra testo da interpretare e l'oggi dell'interprete, il logos dell'orizzonte e primariamente dialogico, di domande e risposte e del senso linguistico che ad esse noi diamo (Gadamer).

L'ambiguità che il testo nasconde va rivelata per poi aderire, essa sebbene nell'oggetto del testo è nella realtà lo specchio del soggetto che nel decidere si rivela nel proprio essere e nel suo esser-ci con gli altri, esso è quindi frutto dell'ambiguità del nostro esistere che si esprime nelle domande da noi poste e nel modo in cui vi è l'utilizzabilità degli altri enti ed esseri, in quello che Heidegger definisce "in vista di cui".

L'elemento che rende l'omogeneità tra il testo e l'io è il tempo che fa sì che l'interpretazione non si interrompa, ma giunga al termine naturale dell'interruzione per il venire meno di uno dei due termini (Ricoeur), quello che per l'individuo nel suo intimo dispone della sua esistenza è sacro, allo stesso modo vi è una pretesa sacralizzazione della norma, una totalità destinata al fallimento, in cui urge il recupero mediante il ruolo interpretativo, dove i due ruoli del "naturale" e della "normalità" rischiano di confondersi, in quanto "naturale" può essere inteso sia quale ripetersi umano dell'azione o come media giuridica.

Le varie interpretazioni si arricchiscono a vicenda secondo un "esercizio di alterità" (Riconda), nel quale l'ideologia "acritica" può esaurire la ricerca delle possibilità del testo, dove la forma è formante durante la produzione ma è anche il suo risultato (Pareyson), una resistenza indice del realismo da affrontare, la volontà di sfuggire alla letteralità della norma non può portare alla rinuncia del metodo dovendo le differenti prospettive guadagnare una loro coerenza al testo e nel contesto del sistema, essendo ognuna fornita di una propria finitudine, dove ogni domanda nasce da una precedente domanda ed è l'origine di una nuova domanda (Jaspers), il testo oscurato dalle varie deroghe, deleghe, pareri, decreti, commi, ripetizioni e abrogazioni acquista un significato infinito perdendosi (Celotto) la parola non rivela ma nasconde in un altro significato, a differenza del caso opposto dove la parola è ulteriore premessa per disvelamenti, fonte inesauribile (Pareyson).

Il moltiplicarsi delle possibilità interpretative attraverso il confronto informatico, arricchisce la lettura del testo ma ne disperde al contempo la profondità nell'improbabile rapporto tra velocità/riflessione, il sistema divora se stesso in un "appiattimento" ermeneutico.

L'interpretazione può quindi esaurirsi nella demistificazione o in un approfondimento continuo, che fa emergere la ricchezza e la possibilità del testo, nel quale alla parola rivelativa pienamente speculativa si affianca la concretezza storica espressiva non dimentica del tempo (Pareyson).



Bibliografia

   · P. Ricouer, Il conflitto delle interpretazioni, Jaka Book, 1977;

· P. Ricouer, Finitudine e colpa, Il Mulino 1970;

· M. Ferraris, L'ermeneutica, Laterza 1998;

· F. Schleiermacher, Hermeneutik, Bompiani 2010;

· M. Heidegger, a cura di P. Chioda ­ Bocca, Essere e tempo, Longanesi,  1970;  · G. Riconda, Recensione a Verità e Interpretazione, 593, in Giornale  critico della filosofia italiana, 4 , 1973;  · A. Celotto, Il dott. Coro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale,  Mondadori, 2015;  · L. Pareyson, Esistenza e persona, Il Melangolo, 1985.

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 29/09/2015

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