venerd, 23 ottobre 2020

Il mutuo di scopo che non c'è

Avv. Vincenzo Mennea

 

IL MUTUO DI SCOPO CHE NON C’E’

(Avv. Vincenzo Mennea)

Il mutuo è il contratto col quale una parte, detta mutuante, consegna all'altra detta mutuatario, una determinata quantità di cose fungibili (danaro) e l'altra parte si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità (art.1813 c.c.).

L'effetto essenziale del contratto consiste nel trasferimento della proprietà della cosa al mutuatario e la liberazione di quest'ultimo ha luogo quando, alla scadenza stabilita, restituisce al mutuante le stesse cose ricevute. Il mutuo è un contratto traslativo perchè trasferisce la proprietà della cosa,  consensuale, a fronte del mutuo che ha carattere reale, si perfeziona cioè solo con la consegna delle cose al mutuatario, si perfeziona nel momento in cui si forma l’accordo sulle varie clausole, di modo che l’erogazione della somma rappresenta l’esecuzione dell’obbligazione a carico del mutuante, mentre il mutuatario assume l’obbligo di corrispondere gli interessi nella misura prevista e di realizzare l’obiettivo in vista del quale l’erogazione del denaro ha avuto luogo. E' oneroso perchè obbliga al mutuatario il pagamento  degli interessi sulla somma ricevuta.

Il mutuo di scopo è un contratto in virtù del quale una parte si obbliga a fornire, in una o più soluzioni, i capitali necessari al conseguimento, per opera del sovvenuto, di una finalità legislativamente ben determinata.

La caratteristica del mutuo di scopo consiste, che l’utilizzazione della somma da parte del mutuatario è specifica e vincolata, nel mutuo di scopo essa entra a far parte del regolamento contrattuale.

L’orientamento maggioritario individua  nel  mutuo di scopo un negozio tipico, dove la corrispettività, la consensualità entra a far parte nella causa dell’obbligazione di destinazione.

L'altra parte si obbliga a restituire la somma ricevuta e a svolgere l'attività per il raggiungimento dello scopo già previsto nel contratto utilizzando la somma ricevuta, per es. da una Banca, per quel determinato fine, per quella determinata causa e non altro.

Perché possa parlarsi di mutuo di scopo è necessario che l'interesse alla realizzazione dello scopo abbia avuto un ruolo fondamentale nella conclusione del contratto e che sia sostanzialmente specificato nel contratto, come ho già detto nel momento in cui si perfeziona l’accordo sulle varie clausole.

Pertanto si tratta di un mutuo che ha una finalità determinata, questa finalità costituisce un interesse meritevole di tutela giuridica così come tutta la disciplina del mutuo che ne resta influenzata.

Si ritiene che sia affetto da nullità il mutuo contratto con l'accordo di una utilizzazione del finanziamento per finalità diverse da quelle previste dalla legge e, che la violazione da parte del mutuatario dell'obbligo di destinazione che gli fa carico possa costituire giusta causa di recesso per il mutuante.

Poiché lo scopo (insisto) assume una rilevanza causale nello schema contrattuale, il mutuatario mediante questo finanziamento assume due obbligazioni:

-la restituzione della somma ricevuta;

-lo svolgimento di un'attività per la quale il mutuo è stato chiesto, ne discende che nei finanziamenti del tipo in esame, la prevista destinazione delle somme mutuate, entrando nella struttura del negozio giuridico con efficacia che ha una rilevanza causale, una diversa destinazione delle somme o una diversa utilizzazione delle somme date da una banca per la compensazione tra l'attivo del conto corrente della società mutuante, per effetto dell'accreditamento del mutuo per poi utilizzare questa somma per coprire il passivo costituito dalla posizione debitoria che il correntista o lo stesso mutuante ha ad altro titolo presso la stessa banca, questo tipo di contratto è illegittimo, affetto da nullità deducibile da qualunque interessato, perchè è stato stipulato con l'accordo di un'utilizzazione del finanziamento per finalità diverse cioè per estinguere un debito in precedenza assunto da un correntista  verso la stessa banca.

Il mutuo fondiario, non è mutuo di scopo, poiché di esso non è elemento essenziale la destinazione della somma mutuata a determinate finalità; non può pertanto essere negata tale qualificazione, sul rilievo della previsione contrattuale che nega la destinazione della somma mutuata all’acquisto, costruzione o ristrutturazione di immobili.   

Il mutuo di scopo si configura come una fattispecie negoziale consensuale, onerosa ed atipica che assolve in modo analogo all’apertura di credito, una funzione creditizia; in esso a differenza del contratto di mutuo regolato dal c.c., la consegna di una determinata quantità di denaro costituisce l’oggetto di un’obbligazione del finanziatore, anziché elemento costitutivo del contratto, sicchè, fino a quando il finanziatore non adempia alla propria obbligazione di consegna al soggetto finanziato delle somme di denaro oggetto del finanziamento, queste rimangano nella disponibilità patrimoniale e giuridica del finanziatore medesimo.

Nei mutui di scopo la finalità cui la legge, per ragioni di interesse generale, intende sia destinata la somma presa a mutuo, acquista rilevanza causale rendendo inammissibile che il mutuatario destini la somma ad uno scopo diverso. Per esempio un istituto di credito che abbia erogato ad un suo correntista un finanziamento per la formazione di scorte e prodotti finiti, non possa, neppure con il consenso del mutuatario, operare compensazione tra le somme accreditate ed un debito contratto ad altro titolo dal correntista nei confronti dell’istituto.

Così è affetto da nullità, deducibile da qualsiasi interessato quando sia stato stipulato l’accordo, ab inizio, per una utilizzazione del finanziamento per finalità diverse ad esempio estinguere i debiti in precedenza assunti verso lo stesso istituto bancario mutuante e sempreché tale difforme utilizzazione sia stata poi concretamente attuata.

La banca quando all’inizio della stipulazione del contratto si accordano le parti per utilizzare le somme per finalità diverse da quelle stabilite cioè che la somma venga utilizzata per estinguere un debito precedentemente assunto dal mutuato nei confronti dell’istituto bancario ed effettivamente distolto da detto scopo, il mutuo è nullo ex art. 1418 c.c. per mancanza originaria della causa.

Ma qualcuno afferma sbagliando che un correntista della banca era stata dai funzionari della banca indotta alla stipula con atto del….di un contratto di mutuo ipotecario…..onde destinare le somme mutuatole in contrasto con lo scopo legale di tale contratto e con quanto dichiarato nell’atto non già all’acquisto di determinati immobili(che in realtà erano già di sua proprietà) bensì al ripianamento del debito suddetto cui era estranea.

Nel momento in cui la banca scrive: richiamiamo la sua attenzione sulla necessità che trattandosi di mutuo per l’acquisto dell’immobile cauzionale, l’atto di compravendita deve essere stipulato al più tardi contestualmente all’erogazione del mutuo.

Questo per chi scrive è un mutuo di scopo, e se poi le somme vengono utilizzate per altro scopo,  per esempio per il ripianamento di una pregressa esposizione debitoria, lo stesso è affetto da nullità.

Ma non ci sono le prove, perché è escluso nel testo l’esitenza di uno scopo convenzionale del mutuo, cioè di una pattuizione specifica diretta ad attribuire alla somma mutuata una determinata destinazione.

Non è sufficiente il criterio letterale “per l’acquisto degli immobili appresso descritti”.

Non si può individuare come illecito contrattuale per diversione dello scopo legale, perché la banca non ha percepito i soldi del mutuo direttamente, ma la somma mutuata  è stata erogata su un conto personale dove il malcapitato solo in assenza di delega poteva eseguire le operazioni, utilizzandole liberamente senza subire condizionamenti da parte della banca, nemmeno è sufficienti la dimostrazione che in quel torno di tempo sono stati effettuati versamenti notevoli in più tranches.

Quindi è consigliabile quando si contrae un mutuo dire alla banca che i soldi devono transitare su un conto della banca e non del mutuatario e, poi prelevarli poco per volta per non far vedere il notevole movimento e versarseli da sola sul conto  corrente in rosso per ripianare l’esposizione debitoria  del correntista con i soldi presi a mutuo e che il correntista non ha mai preso, o visto.

Perché se così non si fa risulta che il mutuo stipulato e il ripianamento è stato regolarmente erogato sul conto personale della mutuataria, che in assenza di delega, poteva eseguire operazioni, utilizzando liberamente le somme, senza subire alcun condizionamento dalla banca che non può essere capace di indurre la mutuataria e costringerla a contrarre un mutuo per coprire una preesistente debitoria senza minacciare di fallimento la società (la banca non è capace), ma poi mancano le prove di una coercizione psicologica da parte della banca.

Così come qualcuno non legge che l’immobile era già stato acquistato precedentemente dalla mutuataria e poi vi è stata una finzione di chiedere un mutuo per l’acquisto della prima casa, è strano come si possa acquistare due volte lo stesso immobile, così come è strano che si accorda un mutuo ad una casalinga senza busta paga, cioè non percepisce un reddito mensile , per poi versare £.20.000.000 ogni sei mesi.

Per concludere questa specie di barzelletta , prima di emettere una sentenza leggetevi le carte per non andare dalla parte dei truffatori.

Ma forse mi sbaglio le banche non truffano la povera gente.

Per concludere definitivamente la banca non può operare la compensazione tra le somme accreditate in base al finanziamento e le somme dovute dal mutuatario ad altro titolo neanche con il consenso del mutuatario.

Avv. Vincenzo Mennea

Invia per email

LaPrevidenza.it, 21/05/2015

DANIELA CARBONE
mini sito

Via A. Orsini 11, 63100, Ascoli Piceno (AP)

Telefono:

0736254695

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

lavoro e previdenza sociale

GIANNANTONIO BARBIERI
mini sito

Via De' Griffoni 15, 40123, Bologna (BO)

Telefono:

051220914

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Diritto sanitario, Responsabilità medica e sanitaria. Diritto previdenziale