martedž, 29 settembre 2020

Distacco del lavoratore in ambito di prestazione di servizi, pubblicato il decreto in attuazione della direttiva UE 2018/957

Decreto legislativo 15.9.2020 n. 122 - GU 229 del 15.9.2020

 

Attuazione della direttiva (UE) 2018/957 del Parlamento europeo e del  Consiglio del 28 giugno 2018, recante modifica della direttiva  96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una  prestazione di servizi. (20G00141)

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(GU n.229 del 15-9-2020) Vigente al: 30-9-2020

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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;  Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme generali  sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione  della normativa e delle politiche dell'Unione europea;  Vista la direttiva (UE) 2018/957 del Parlamento europeo e del  Consiglio del 28 giugno 2018, recante modifica della direttiva  96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una  prestazione di servizi;  Vista la direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del  Consiglio del 15 maggio 2014, concernente l'applicazione della  direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di  una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n.  1024/2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il  sistema di informazione del mercato interno («regolamento IMI»);  Vista la direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio  del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito  di una prestazione di servizi;  Visto il regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del  Consiglio del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle  obbligazioni contrattuali («Roma I»);  Visto il regolamento (CE) n. 1072/2009 del Parlamento europeo e del  Consiglio del 21 ottobre 2009, che fissa norme comuni per l'accesso  al mercato internazionale del trasporto di merci su strada e il  regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio,  del 21 ottobre 2009, che fissa norme comuni per l'accesso al mercato  internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus e che  modifica il regolamento (CE) n. 561/2006;  Visto il regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del  Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo alla cooperazione  amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato  interno e che abroga la decisione 2008/49/CE della Commissione  («regolamento IMI»);  Visto il regolamento (UE) 2018/1724 del Parlamento europeo e del  Consiglio del 2 ottobre 2018 che istituisce uno sportello digitale  unico per l'accesso a informazioni, procedure e servizi di assistenza  e di risoluzione dei problemi e che modifica il regolamento (UE) n.  1024/2012;  Vista la direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento europeo e del  Consiglio del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro  trasparenti e prevedibili nell'Unione europea;  Visto il regolamento (UE) 2019/1149 del Parlamento europeo e del  Consiglio del 20 giugno 2019, che istituisce l'Autorita' europea del  lavoro, che modifica i regolamenti (CE) n. 883/2004, (UE) n. 492/2011  e (UE) 2016/589 e che abroga la decisione (UE) 2016/344;  Vista la legge 4 ottobre 2019, n. 117 recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti  dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018;  Visto il decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 136, recante  attuazione della direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del  Consiglio, del 15 maggio 2014, concernente l'applicazione della  direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di  una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n.  1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il  sistema di informazione del mercato interno («regolamento IMI»);  Visto l'articolo 1 della legge 24 aprile 2020, n. 27, di  conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo  2020, n. 18 e in particolare il comma 3, il quale dispone che i  termini per l'adozione dei decreti legislativi con scadenza tra il 10  febbraio 2020 e il 31 agosto 2020, che siano scaduti alla data di  entrata in vigore della legge, sono prorogati di tre mesi, decorrenti  dalla data di entrata in vigore della legge 24 aprile 2020, n. 27;  Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata nella riunione del 22 luglio 2020;  Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei  deputati e del Senato della Repubblica;  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella  riunione del 10 settembre 2020;  Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro  del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri  degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della  giustizia, dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei  trasporti;

Emana  il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche al decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 136

1. Al decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 136, sono apportate le  seguenti modificazioni: 

a) all'articolo 1: 

1) al comma 1, dopo le parole «piu' lavoratori» sono soppresse  le seguenti: «di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d)»; 

2) dopo il comma 2, e' inserito il seguente:  «2-bis. Il presente decreto si applica alle agenzie di  somministrazione di lavoro stabilite in uno Stato membro diverso  dall'Italia che distaccano presso un'impresa utilizzatrice con sede  nel medesimo o in un altro Stato membro uno o piu' lavoratori da tale  ultima impresa inviati, nell'ambito di una prestazione transnazionale  di servizi, diversa dalla somministrazione, presso una propria unita'  produttiva o altra impresa, anche appartenente allo stesso gruppo,  che ha sede in Italia; in tal caso i lavoratori sono considerati  distaccati in Italia dall'agenzia di somministrazione con la quale  intercorre il rapporto di lavoro. Il presente decreto si applica  altresi' alle agenzie di somministrazione di lavoro stabilite in uno  Stato membro diverso dall'Italia che distaccano presso un'impresa  utilizzatrice che ha la propria sede o unita' produttiva in Italia,  uno o piu' lavoratori da tale ultima impresa inviati, nell'ambito di  una prestazione transnazionale di servizi, diversa dalla  somministrazione, nel territorio di un altro Stato membro, diverso da  quello in cui ha sede l'agenzia di somministrazione; anche in questo  caso il lavoratore e' considerato distaccato dall'agenzia di  somministrazione con la quale intercorre il rapporto di lavoro.»; 

3) al comma 3, le parole «al comma 2» sono sostituite dalle  seguenti: «ai commi 2 e 2-bis»; 

4) al comma 5, le parole: «articoli 3, 4, 5», sono sostituite  dalle seguenti: «articoli 3, 4, 4-bis, 5»; 

b) all'articolo 2, comma 1: 

1) alla lettera d), dopo le parole «in Italia» e' aggiunto il  seguente periodo: «. Il lavoratore e' altresi' considerato distaccato  nelle ipotesi di cui all'articolo 1, comma 2-bis e anche quando  dipende da un'agenzia di somministrazione con sede in Italia»;

2) la lettera e) e' sostituita dalla seguente:  «e) «condizioni di lavoro e di occupazione» le condizioni  disciplinate da disposizioni normative e dai contratti collettivi di  cui all'articolo 51 del decreto legislativo n. 81 del 2015, con  esclusione dei contratti aziendali, relative alle materie di cui  all'articolo 4.»; 

c) all'articolo 4: 

1) il comma 1 e' sostituito dal seguente:  «1. Al rapporto di lavoro tra le imprese di cui all'articolo 1,  commi 1 e 4, e i lavoratori distaccati si applicano, durante il  periodo del distacco, se piu' favorevoli, le medesime condizioni di  lavoro e di occupazione previste in Italia da disposizioni normative  e contratti collettivi di cui all'articolo 2, lettera e), per i  lavoratori che effettuano prestazioni lavorative subordinate analoghe  nel luogo in cui si svolge il distacco, nelle seguenti materie:  a) periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo;  b) durata minima dei congedi annuali retribuiti;  c) retribuzione, comprese le maggiorazioni per lavoro  straordinario. Tale previsione non si applica ai regimi pensionistici  di categoria;  d) condizioni di somministrazione di lavoratori, con  particolare riferimento alla fornitura di lavoratori da parte di  agenzie di somministrazione;  e) salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;  f) provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro  e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani;  g) parita' di trattamento fra uomo e donna, nonche' altre  disposizioni in materia di non discriminazione;  h) condizioni di alloggio adeguate per i lavoratori, nei casi  in cui l'alloggio sia fornito dal datore di lavoro ai lavoratori  distaccati lontani dalla loro abituale sede di lavoro;  i) indennita' o rimborsi a copertura delle spese di viaggio,  vitto e alloggio per i lavoratori fuori sede per esigenze di  servizio. Rientrano in tali ipotesi le spese di viaggio, vitto e  alloggio sostenute dai lavoratori distaccati nel territorio italiano,  sia nei casi in cui gli stessi debbano recarsi al loro abituale luogo  di lavoro, sia nei casi in cui vengano inviati temporaneamente presso  un'altra sede di lavoro diversa da quella abituale, in Italia o  all'estero.»; 

2) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:  «1-bis Sono considerate parte della retribuzione le  indennita' riconosciute al lavoratore per il distacco che non sono  versate a titolo di rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio  effettivamente sostenute a causa del distacco. Dette indennita' sono  rimborsate dal datore di lavoro al lavoratore distaccato secondo  quanto previsto dalla disciplina che regola il rapporto di lavoro nel  Paese di stabilimento dell'impresa distaccante. Se tale disciplina  non stabilisce se taluni elementi delle indennita' riconosciute al  lavoratore per il distacco sono versati a titolo di rimborso delle  spese effettivamente sostenute a causa del distacco stesso o se fanno  parte della retribuzione l'intera indennita' e' considerata versata a  titolo di rimborso delle spese sostenute.»; 

3) al comma 2, le parole «delle ferie annuali retribuite e di  trattamento retributivo minimo, compreso quello maggiorato» sono  sostituite dalle seguenti: «dei congedi annuali retribuiti e di  retribuzione, comprese le maggiorazioni»; 

d) dopo l'articolo 4 e' inserito il seguente: 

«Art. 4-bis (Distacco di lunga durata). - 1. Se la durata  effettiva di un distacco supera dodici mesi ai lavoratori distaccati  si applicano, se piu' favorevoli, oltre alle condizioni di lavoro e  di occupazione di cui all'articolo 4, comma 1, tutte le condizioni di  lavoro e di occupazione previste in Italia da disposizioni normative  e dai contratti collettivi nazionali e territoriali stipulati da  organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente  piu' rappresentative sul piano nazionale, ad eccezione di quelle  concernenti: 

a) le procedure e le condizioni per la conclusione e la  cessazione del contratto di lavoro; 
b) le clausole di non concorrenza;
c) la previdenza integrativa di categoria. 

2. In caso di notifica motivata al Ministero del lavoro e delle  politiche sociali da parte del prestatore di servizi il periodo di  cui al comma 1 e' esteso fino ad un massimo di 18 mesi. Le modalita'  secondo cui effettuare la notifica sono stabilite con il medesimo  decreto di cui all'articolo 10, comma 2. 

3. In caso di sostituzione di uno o piu' lavoratori distaccati  per svolgere le medesime mansioni nello stesso luogo, la durata del  distacco, ai fini del calcolo del periodo di cui al comma 1, e'  determinata dalla somma di tutti i periodi di lavoro prestato dai  singoli lavoratori. L'identita' delle mansioni svolte nel medesimo  luogo e' valutata tenendo conto anche della natura del servizio da  prestare, del lavoro da effettuare e del luogo di svolgimento della  prestazione lavorativa.»;  e) all'articolo 7:  1) al comma 1, lettera b), le parole «alle tariffe minime  salariali e ai loro» sono sostituite dalle seguenti: «alla  retribuzione e ai suoi»;  2) dopo il comma 2, e' inserito il seguente:  «2-bis. Qualora dalle informazioni di cui al comma 1, lettere  a) e b), non si rilevi quali condizioni di lavoro e occupazione siano  applicabili alla fattispecie di distacco, l'autorita' competente ne  tiene conto ai fini della determinazione proporzionale delle  sanzioni.»; 

f) all'articolo 8: 

1) al comma 3, dopo le parole «in Italia» sono inserite le  seguenti: «, ivi incluse le imprese di cui all'articolo 1, comma  2-bis, stabilite in Italia,»; 

2) dopo il comma 9, e' aggiunto il seguente:  «9-bis. Qualora l'Ispettorato nazionale del lavoro non sia in  possesso delle informazioni richieste dall'autorita' dello Stato  membro nel cui territorio il lavoratore e' distaccato sollecita le  autorita' o gli organismi che le detengono. In caso di omissioni o  ritardi persistenti a rendere le informazioni necessarie da parte  dell'autorita' competente dello Stato membro dal quale il lavoratore  e' distaccato, l'Ispettorato nazionale del lavoro informa  tempestivamente la Commissione europea.»; 

g) all'articolo 10, comma 1, lettera i), il segno di  interpunzione «.» e' sostituito dal seguente: «;» e dopo la lettera  i) e' inserita la seguente:  «i-bis) nelle ipotesi di cui all'articolo 1, comma 2-bis, primo  periodo, i dati identificativi dell'impresa utilizzatrice che invia  lavoratori in Italia.»; 

h) dopo l'articolo 10 e' inserito il seguente: 

«Art. 10-bis (Obblighi informativi). - 1. L'impresa  utilizzatrice che ha sede in Italia, presso la quale sono distaccati  lavoratori ai sensi dell'articolo 1, commi 2 e 2-bis, primo periodo,  e' tenuta a informare l'agenzia di somministrazione distaccante delle  condizioni di lavoro e di occupazione che trovano applicazione, ai  sensi dell'articolo 4, comma 3, ai lavoratori distaccati. Per  l'intera durata della prestazione di servizi e fino a due anni dalla  sua cessazione l'impresa utilizzatrice e' tenuta a conservare copia  dell'informativa tradotta in lingua italiana e della relativa  trasmissione per l'esibizione agli organi di vigilanza.  2. Nelle ipotesi di cui all'articolo 1, comma 2-bis, secondo  periodo, l'impresa utilizzatrice che ha sede in Italia informa senza  ritardo l'agenzia di somministrazione dell'invio del lavoratore  presso altra impresa.  3. Nell'ipotesi prevista dall'articolo 1, comma 2-bis, primo  periodo, l'impresa utilizzatrice, prima dell'invio dei lavoratori in  Italia, ha l'obbligo di comunicare, per iscritto, all'agenzia di  somministrazione tenuta alla comunicazione di cui all'articolo 10,  comma 1, le informazioni di cui alle lettere b), c), d) e f) del  medesimo comma 1. L'impresa utilizzatrice e' tenuta a consegnare  all'impresa destinataria della prestazione di servizi avente sede in  Italia copia dell'informativa tradotta in lingua italiana e della  relativa trasmissione ai fini dell'esibizione agli organi di  vigilanza.»; 

i) all'articolo 12:

1) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti:  «3-bis. La violazione degli obblighi di cui all'articolo  10-bis, comma 1, e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria  da 500 a 1.500 euro.  3-ter. La violazione degli obblighi di cui all'articolo  10-bis, commi 2 e 3, secondo periodo, e' punita con la sanzione  amministrativa pecuniaria da 180 a 600 euro, per ogni lavoratore  interessato.».  2) al comma 4, le parole «e 2» sono sostituite dalle seguenti:  «, 2 e 3-ter».


Art. 2

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o  maggiori oneri a carico della finanza pubblica.  2. Le pubbliche amministrazioni interessate provvedono  all'attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto nei  limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a  legislazione vigente.


Art. 3

Disposizioni finali

1. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alle  prestazioni transnazionali di servizi nel settore del trasporto su  strada.  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito  nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica  italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo  osservare.  Dato a Roma, addi' 15 settembre 2020

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei  ministri

Amendola, Ministro per gli affari  europei

Catalfo, Ministro del lavoro e  delle politiche sociali

Di Maio, Ministro degli affari  esteri e della cooperazione  internazionale

Bonafede, Ministro della giustizia

Gualtieri, Ministro dell'economia e  delle finanze

De Micheli, Ministro delle  infrastrutture e dei trasporti

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

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LaPrevidenza.it, 16/09/2020

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