venerdž, 20 aprile 2018

Sindrome da Talidomide - I benefici

Scheda di approfondimento - Aggiornata al 31.12.2017

 

Open week LaPrevidenza.it

Consulta la scheda di approfondimento in materia di danneggiati dal Talidomide fino al 21 aprile prossimo. 

Il lavoro è stato realizzato dallo staff di redazione che ha rilasciato questa prima versione agiornata al 31.12.2017. La scheda di approfondimento descrive in modo chiaro le casistiche e la procedura per l'ottenimento del beneficio.

La scheda è già in fase di revisione pronta per essere aggiornata e pubblicata solo in area riservata di Rete Consulenti.

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Quadro normativo


Legge 29 ottobre 2005, n. 229, art. 1; Legge 24 dicembre 2007, n.244 (finanziaria 2008), art. 2, comma 363; Decreto legge 30 dicembre 2008, N. 207 ­ convertito con modificazioni dalla  Legge 27.2.2009, n. 14 - Art. 31, comma 1-bis; Ministero del lavoro e delle politiche sociali, decreto 2 ottobre 2009 , n. 163; Circolare 5 novembre 2009 , n. 31; Decreto legge 24 giugno 2016, n. 113 - come convertito dalla legge 7 agosto  2016, n. 160 - articolo 21-ter; Inps, messaggio 31.10.2017 n. 4274; art. 80 legge 23.12.2000 n. 388; legge 25 febbraio 1992, n. 210

L'INDENNIZZO

Premessa

La sindrome da talidomide si configura come sindrome malformativa congenita, cioè presente fin dalla nascita, determinata dall'assunzione dell'omonimo farmaco durante alcune fasi della gravidanza, che può dare luogo ad un quadro malformativo che si estrinseca clinicamente in una menomazione permanente dell'integrità psico-fisica nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della macromelia.

Beneficiari

Soggetti danneggiati (o il rappresentante legale in caso di incapacità) affetti da sindrome da talidomide, determinata dalla somministrazione dell'omonimo farmaco, nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia, della micromelia.

Il decreto 2.10.2009 n. 163 prevedeva (all'art. 1) che l'indennizzo in questione fosse concesso solo ai nati dal 1959 al 1965.

L'articolo 21 ter del D.l. 24.6.2016 n. 113, convertito in legge 160/2016 ha modificato il decreto 163/2009 estendendo la platea dei beneficiari anche ai nati nel 1958 e 1966

La Corte costituzionale, con ordinanza 131/2017 ha dichiarato "discriminatoria" la concessione dell'indennizzo a soggetti nati in un lasso temporale ben definito escludendo, di fatto, altri soggetti che, pur essendo affetti dalla medesima patologia, non potrbbero beneficiare dell'indennizzo. 

Tutto nasce dal tribunale di Livorno, che ha sollevato la questione di leggitimità nel procedimento incardinato da un cittadino nato nel 1973 affetto da focomelia con aplocia degli arti inferiori, entrambe le mani, distrofia muscolare gamba sinistra e aplocia avampiede sinistro.

Con Decreto del Minstero della Salute del 17.10.2017 n. 166 sono state apportate alcune modifiche ed integrazioni al decreto 163/2009:

1) la platea dei beneficiari è stata estesa comprendendo anche i nati nel 1958 e nel 1966 (art. 1 bis);
2) è stato aggiunto l'art. 1 ter che disciplina il procedimento per il riconoscimento e la corresponsione dell'indennzzo in favore dei soggetti nati al di fuori del periodo già richiamato (dal 1958 al 1966) che presentano malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide, determinata dalla somministrazione del farmaco omonimo;
3) inserimento di un documento (allegato A) contenente i criteri medico scientifici di inclusione ed esclusione delle malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide (art. 1 quater);
4) per i soggetti nati al di fuori del periodo dal 1959 al 1965 l'indennizzo decorre dal 21 agosto 2016;

IMPORTO

L'indennizzo per i talidomidici, consiste in un assegno mensile vitalizio, di importo pari a sei volte la somma corrispondente ad un importo base di riferimento, determinato in analogia a quanto previsto per i soggetti danneggiati da vaccinazione obbligatoria, ai sensi dell'articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, per le categorie dalla prima alla quarta, a cinque volte per le categorie quinta e sesta, e a quattro volte per le categorie settima e ottava della tabella A, annessa al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.  


DECORRENZA DELL'INDENNIZZO

L'indennizzo di cui al comma 1 decorre dalla data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244

CHI EROGA L'INDENNIZZO

Il Ministero della Salute (art. 2, c. 1 quater, lettera d) D.m. 166/2017)

MODALITA' DI EROGAZIONE DELL'INDENNIZZO

L'indennizzo per i talidomidici e' corrisposto per la meta' al soggetto danneggiato e per l'altra meta' ai congiunti che prestano o abbiano prestato al danneggiato assistenza in maniera prevalente e continuativa. Se il danneggiato e' incapace di intendere e di volere l'indennizzo e' corrisposto per intero per tutto il periodo di esistenza in vita del danneggiato (art. 2, c. 1 quater, lettera e) Dm 166/2017)

In caso di morte o assenza di congiunti che prestano o abbiano prestato al danneggiato assistenza in maniera prevalente e continuativa, l'indennizzo per i soggetti talidomidici e' interamente corrisposto al danneggiato o, in caso di incapacita', al suo legale rappresentante (art. 2, c. 1 quater, lettera f ) D.m. 166/2017)

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

I soggetti che intendono ottenere l'indennizzo di cui all'articolo 1 presentano le relative domande al Ministero della salute, Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure, da ora denominata "Direzione generale", entro il termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, se nati nel periodo dal 1959 al 1965, ovvero entro il termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge 7 agosto 2016, n. 160, se nati al di fuori del predetto periodo.

La domanda in carta semplice deve contenere

· a) dati anagrafici del danneggiato e dell'eventuale rappresentante nel caso di  incapace
· b) indicazioni del danno per il quale si chiede l'indennizzo
· c) elenco della documentazione allegata
· d) indirizzo al quale inviare ogni comunicazione
· e) firma del richiedente o del rappresentante
· f) data di presentazione.

Documentazione da allegare

a) certificato di nascita del danneggiato;  
b) certificato di residenza;  
c) codice fiscale;  
d) nomina del rappresentante nel caso di danneggiato incapace
e) la documentazione sanitaria da presentare a corredo della domanda di cui al comma 2 e' indicata nell'allegato A al presente regolamento.
f) autocertificazione relativa a nascita del danneggiato, residenza e codice fiscale
g) copia conforme nomina del rappresentante nel caso di danneggiato incapace
h) fotocopia dei documenti di identità del danneggiato e, se del caso, del  rappresentante legale

Iter della domanda

Le domande sono istruite dalla Direzione Generale.

Il giudizio medico-legale sul nesso causale tra la somministrazione del farmaco talidomide in gravidanza e le lesioni o l'infermita' da cui e' derivata la menomazione permanente del soggetto, nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della macromelia, e' espresso, entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione, dalla commissione medico-ospedaliera interforze (denominata commissione medica), di cui all'articolo 193 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.  Il giudizio tiene conto della documentazione prodotta e dei criteri indicati nell'allegato A al presente regolamento.

La Direzione generale notifica all'interessato le valutazioni espresse nel verbale di cui al comma 7 e provvede all'istruttoria per la liquidazione dell'indennizzo e puo' richiedere alla commissione medica il riesame del giudizio espresso nel verbale alla luce della documentazione sanitaria e dei criteri indicati nell'allegato A del presente regolamento.


Modalità di invio della domanda

Posta tradizionale  Ufficio destinatario: Direzione Generale della Vigilanza sugli Enti e della  Sicurezza delle Cure (DGVESC) - Ufficio 4 - Indennizzi ex L. 210/90  Indirizzo destinatario: Viale Giorgio Ribotta, 5 - 00144 Roma

PEC  Indirizzo di PEC: dgvesc@postacert.sanita.it  Oggetto: ASS-IND-L244T  Istruzioni aggiuntive: Domanda indennizzo legge 244/2007 per talidomidici  Questa modalità è consentita solo se inviata da altra PEC.

AGGRAVAMENTO

In caso di aggravamento delle infermità l'interessato può proporre domanda di revisione per aggravamento alla Direzione Generale entro 6 mesi dalla data di stabilizzazione della conseguente menomazione permanente aggravata.


Come viene comunicato l'esito

· Posta tradizionale
· Posta elettronica certificata

Contatti

Telefono: 06 59942425  Calendario disponibilità:Per informazioni di carattere generale (compreso il  contenzioso). Tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle  ore 15,00
Telefono: 06 59942818  Calendario disponibilità:Mercoledì dalle ore 11,00 alle ore 13,00

Nominativo: Front Office  Telefono: 06 5994 5994  Calendario disponibilità:chiamando il numero unico del Front Office 06.5994  5994 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13.30, si possono concordare gli  appuntamenti ed essere ricevuti dai Funzionari referenti direttamente presso la  sede centrale del Ministero della Salute, Viale G. Ribotta, n. 5 - Roma

Ufficio responsabile del procedimento

Direzione Generale della Vigilanza sugli Enti e della Sicurezza delle Cure (DGVESC) Ufficio 4 - Indennizzi ex L. 210/90

L'ALLEGATO A

(articolo 2, comma 1-quater) 

1) Premessa.  

La legge 24 dicembre 2007, n. 244, come integrata dal decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e l'articolo 21-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, prevedono l'erogazione, da parte dello Stato, dell'indennizzo di cui all'articolo 1 della legge 25 ottobre 2005, n. 229, di seguito «indennizzo», a favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e micromelia nati dal 1958 al 1966, nonche' a favore dei soggetti nati al di fuori del predetto periodo ove presentino malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide.  Il Consiglio superiore di sanita', su richiesta della Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure, ha espresso nella seduta del 17 gennaio 2017 parere in merito alla definizione dei criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo, tenendo conto degli studi medico-scientifici maggiormente accreditati nel campo delle malformazioni specifiche da talidomide, ricomprendendo, altresi', le forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e micromelia nella definizione generale della «dismelia» o «Limb Reduction Defect - LRD».  Successivamente, nella seduta del 13 giugno 2017, il Consiglio superiore di sanita' ha evidenziato che, rimanendo un'area di incertezza nell'attribuzione di LRD a sindrome talidomidica, e' necessaria un'accurata diagnosi differenziale basata su criteri clinici e genetico-molecolari. 

2) Criteri ricorrenti di inclusione e di esclusione.  

a) Criteri di inclusione:  assunzione del farmaco da parte della madre del soggetto tra il 20° e il 36° giorno dal concepimento (34-50 giorni dall'ultima mestruazione) (± 2 giorni per entrambi gli indicatori) periodo coincidente con l'embriogenesi degli arti;  danno bilaterale e grossolanamente simmetrico degli arti;  costante compromissione dei cingoli scapolare e pelvico (la compromissione dello sviluppo degli arti e' associata all'ipoplasia del cingolo scapolare o pelvico).  b) Criteri di esclusione:  malformazioni tipo amputazione;  malformazioni da sindrome da bande amniotiche (spesso classificati come trasversi);  LRD post-assiali;  gravi LRD degli arti superiori che sono unilaterali;  gravi LRD della porzione distale di un arto con porzione prossimale e cingolo completamente normali (spesso classificate come trasverse);  malformazioni che vengono trasmesse alla prole.  Le malformazioni terminali trasverse non sono da considerarsi associate a talidomide, come pure tra le longitudinali le postassiali e le multiple che quindi non vengono considerate nella frequenza di base come potenziale malformazione attribuibile a talidomide.  c) Diagnosi differenziale.  Nella considerazione che rimane un'area di incertezza nell'attribuzione di LRD a sindrome talidomidica, tale attribuzione dovra' essere risolta attraverso un'accurata diagnosi differenziale fondata su criteri clinici e genetico-molecolari sulla base della letteratura scientifica disponibile.  

3) Documentazione sanitaria.  

La domanda di indennizzo deve essere corredata della documentazione sanitaria, in originale o in copia conforme, concernente:  a) per i soggetti nati dal 1958 al 1966:  prescrizione della talidomide alla madre del danneggiato, se reperibile;  b) per i soggetti nati al di fuori del periodo dal 1958 al 1966:  documentazione sanitaria relativa alla patologia materna che ha richiesto la somministrazione della talidomide, da cui si evinca la prescrizione/assunzione del farmaco omonimo in gravidanza nel periodo tra il 20° e il 36° giorno dal concepimento (± 2 giorni per entrambi gli indicatori);  c) per ambedue le fattispecie:  cartella clinica della nascita, se reperibile;  cartelle cliniche e/o certificazioni di strutture pubbliche relative alla diagnosi, a interventi eventualmente subiti e al decorso delle infermita' nelle forme previste dalla legge da cui e' derivata la menomazione permanente del soggetto;  d) in caso di aggravamento:  cartelle cliniche e/o accertamenti diagnostici da cui risulti l'aggravamento della patologia per la quale e' stato riconosciuto l'indennizzo.  L'omesso reperimento della documentazione sanitaria non e' in ogni caso condizione preclusiva dell'accertamento sanitario.  

4) Giudizio delle commissioni mediche.  

Le domande corredate della documentazione amministrativa di cui all'articolo 2, commi 2 e 3 del regolamento di cui il presente allegato e' parte integrante (di seguito denominato regolamento), nonche' della documentazione sanitaria di cui al punto 3 del presente allegato vengono trasmesse dalla Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure alle competenti Commissioni mediche, di cui all'articolo 193 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, per il giudizio medico legale sul nesso causale e di classificazione delle lesioni e/o dell'infermita', ai sensi dell'articolo 2, commi 6 e 7 del regolamento.  La valutazione sul nesso di causalita' viene effettuata sulla base della documentazione sanitaria di cui al punto 3) e secondo i criteri di cui al punto 2); ai fini della diagnosi differenziale, la Commissione medica richiede accertamenti genetico-molecolari ovvero ogni ulteriore accertamento clinico-strumentale ritenuto necessario da eseguire presso strutture pubbliche.  L'ascrivibilita' a categoria delle lesioni o dell'infermita' e' espressa con riferimento alla tabella A e relativi criteri applicativi, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modifiche e integrazioni.  Nei soli casi di accertamenti richiesti ai fini della revisione per aggravamento delle lesioni o infermita' di cui all'articolo 3 del regolamento, la Commissione medica esprime anche il giudizio sulla data di stabilizzazione della conseguente menomazione permanente dell'integrita' fisica, ascrivibile a categoria superiore e, conseguentemente, quello sulla tempestivita' della domanda.  

5) Notifica del giudizio medico-legale.  

La direzione generale notifica all'interessato o agli aventi diritto il giudizio emesso dalla Commissione medico ospedaliera interforze, allegando copia conforme del verbale e, qualora sia riconosciuto il diritto all'indennizzo, l'elenco dei documenti e dei dati necessari ai fini della liquidazione del beneficio. 

LA MAGGIORAZIONE CONTRIBUTIVA

La norma in oggetto, dispone il riconoscimento del diritto alla maggiorazione contributiva per "i lavoratori sordomuti di cui all'articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381, nonché invalidi per qualsiasi causa ai quali sia stata riconosciuta una invalidità superiore al 74 percento ovvero ascritta alle prime quattro categorie della Tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, così come sostituita dal Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834 e successive modificazioni".

Per ciò che concerne l'ascrizione di tale patologia ad una delle prime quattro categorie della Tabella A, requisito che opera in alternativa del requisito di invalidità superiore al 74%, occorre fare alcune precisazioni. 

Il Decreto Ministeriale del 2 ottobre 2009, n. 163, "Regolamento di esecuzione dell'articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che riconosce un indennizzo ai soggetti affetti da sindrome da Talidomide, determinata dalla somministrazione dell'omonimo farmaco " all'art. 2, comma 6, dispone che: "Il giudizio sanitario sul nesso causale tra la somministrazione del farmaco talidomide in gravidanza e le lesioni o l'infermità da cui è derivata la menomazione permanente del soggetto, nella forme dell'amelia, dell'emimelia, delle focomelia e della micromelia, è espresso, entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione, dalla Commissione medico-ospedaliera ..." e al comma 7, che: "La commissione medico-ospedaliera....esprime, altresì, il giudizio di classificazione delle lesioni e delle infermità, secondo la tabella A annessa al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834".

Riconoscimento della maggiorazione contributiva nel limite massimo di 5 anni
(art. 80, c. 3 legge 23.12.2000 n. 388)
Documento necessarioVerbale della CMO di riconoscimento del nesso di causalità e di classificazione delle lesioni e/o infermità ai sensi dell'art. 2, commi 6 e 7, del regolamento di esecuzion, approvato con con D.m. 2.10.2009 n. 163
Requisito sanitarioAscrizione delle patologie ad una delle prime 4 categorie della tabella A allegata al D.p.R. 23.12.1978 n. 915
MaggiorazioneAttribuibile a domanda nel limite massimo di 5 anni - Dall'inizio dell'attività lavorativa per il servizio prestato nella condizione invalidante presso pubbliche amminstrazioni, aziende private o cooperative

Ciò posto, in presenza di idonea documentazione sanitaria accertante la condizione malformativa sopra riportata (verbale CMO di riconoscimento del nesso di causalità e di classificazione delle lesioni e/o infermità, ai sensi dell'art. 2, commi 6 e 7, del regolamento di esecuzione, approvato con decreto ministeriale del 2 ottobre 2009, n. 163) con ascrizione della stessa ad una delle prime 4 categorie della tabella A del Decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, la maggiorazione di cui all'art. 80, comma 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, deve essere attribuita, a domanda, ai fini pensionistici, dall'inizio dell'attività lavorativa per il servizio effettivamente prestato nella condizione invalidante presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative, nel limite massimo di cinque (5) anni.

Allorché invece risulti attestata esclusivamente la condizione di invalidità civile superiore al 74%, non potendosi discriminare se e quanto a tale percentuale concorrano altre condizioni patologiche acquisite, la decorrenza del beneficio andrà valutata come per la generalità delle patologie invalidanti.

(Scheda a cura de LaPrevidenza.it)





Allegato: Messaggio numero 4274 del 31-10-2017.pdf Allegato: Decreto 166_2017.pdf Allegato: decreto 2.10.2009 n. 163.pdf Allegato: Articolo 21 ter DL 24 giugno 2016 n. 113.pdf Allegato: pronuncia_131_2017.pdf
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LaPrevidenza.it, 16/04/2018

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