martedž, 22 ottobre 2019

Assunzioni obbligatorie negli enti locali e vincoli finanziari

Avv. Dario Immordino

 

Il divieto di procedere a nuove assunzioni per gli Enti locali che abbiano violato il Patto di Stabilità non si applica alle procedure di reclutamento di soggetti appartenenti alle categorie protette di cui alla legge 12 marzo 1999 n. 68 (disposizioni in materia di diritto al lavoro dei disabili).

Lo ha chiarito la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Regione Lombardia, nel testo della deliberazione n. 61/2014, diretta a far luce sul coordinamento tra le disposizioni di contenimento della spesa pubblica di personale e la disciplina in materia di diritto al lavoro degli appartenenti alle categorie protette.

Da una parte, infatti, l’art. 3 della legge 12 marzo 1999 n. 68 fa carico ai datori di lavoro pubblici e privati di assumere alle proprie dipendenze (entro i limiti delle quote di riserva espressamente indicate) persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento, non vedenti o sordomuti (di cui alle leggi 27 maggio 1970, n. 382, e successive modificazioni, e 26 maggio 1970, n. 381, e successive modificazioni) invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra.

Dall’altra l’art. 76, comma 4, del D.L. 112/2008 prevede che, in caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno nell'esercizio precedente, è fatto divieto agli enti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. Il divieto si estende anche alla stipula di contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della disposizione sanzionatoria, e non prevede alcuna deroga o eccezione per le assunzioni di soggetti appartenenti alle categorie protette.

La Corte rileva che l’apparente antinomia tra l’obbligo di assumere determinate categorie di personale ed il divieto generale di nuove assunzioni è stata definitivamente risolta dal legislatore con il dl 101/2013, con il quale si fa prevalere l’interesse, di rilevanza costituzionale, dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro sul divieto sanzionatorio di assumere, consentendo alle amministrazioni pubbliche di assumere detti soggetti, anche in sovrannumero, con contratti a tempo indeterminato in deroga ad ogni divieto.

A tal fine, infatti, l’art.7, co.6, del D.L. 101/2013, rafforza la tutela già apprestata dalla normativa vigente a favore di questa categoria di lavoratori, sia in relazione alla possibilità di accesso, che con riferimento alla tipologia di rapporto di lavoro.

In particolare la “nuova” disciplina fa carico alle pubbliche amministrazioni di rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette sulla base delle quote e dei criteri di computo previsti dalla normativa vigente, ed impone alle stesse l’obbligo di assumere a tempo indeterminato un numero di lavoratori pari alla differenza fra il numero come rideterminato e quello allo stato esistente, in deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l’amministrazione interessata si trovi in situazione di soprannumerarietà”.


Avv. Dario immordino

Allegato: 800_Deliberazione n.pdf
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LaPrevidenza.it, 30/04/2014