domenica, 18 agosto 2019

Le singolari iniziative di alcune casse edili

Dott. Carlo Alberto Legitimo

 

LE SINGOLARI INIZIATIVE DI ALCUNE CASSE EDILI

La riflessione trae origine dalle segnalazioni con le quali numerose Casse Edili hanno riferito alle Direzioni Territoriali del Lavoro di aver accertato, a seguito di sopralluogo, che alcuni cantieri edili non disponevano delle prescritte dotazioni di sicurezza, non avevano provveduto agli adempimenti documentali previsti dalle vigenti norme in materia di prevenzione infortuni, che tra il personale ivi occupato risultavano lavoratori in nero e che sussistevano altre presunte irregolarità in materia di lavoro.

Come è noto l'art. 2, lettera ee, del D.Lgs. n. 81/2008 (Testo unico sulla sicurezza), definisce le Casse Edili "Organismi paritetici costituiti ad iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale", quali sedi privilegiate per:  la programmazione di attività formative e l'elaborazione e la raccolta di  buone prassi a fini prevenzionistici;  lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro;  l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in  materia;  ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti  collettivi di riferimento".

Tra quelle attribuzioni, stante la natura privatistica dell' Ente non sono comprese, ovviamente, le verifiche sui luoghi di lavoro. Conseguentemente, non essendo tale attività disciplinata da norme di diritto pubblico o da atti autoritativi, nessuna fede privilegiata può essere riconosciuta agli accertamenti e rilievi effettuati dagli addetti delle Casse Edili che, indebitamente impiegati nelle verifiche ai cantieri, non sono né pubblici ufficiali né incaricati di pubblico servizio.

Come è altresì noto, gli Organi istituzionali di vigilanza in materia di sicurezza nelle attività a rischio elevato, tra le quali l'edilizia (A.S.L. e D.T.L.), ed in materia di lavoro e previdenza obbligatorie (D.T.L., I.N.P.S., I.N.A.I.L., ecc.), per lo svolgimento delle diverse attività di controllo sul territorio, si avvalgono dei poteri legislativamente loro conferiti di:

· accedere a tutti i luoghi di lavoro; · interrogare il datore di lavoro, i lavoratori e chiunque possa fornire  informazioni utili agli effetti della vigilanza; · esaminare le condizioni nelle quali i dipendenti sono chiamati ad operare, i  documenti di lavoro e, qualora ritenuto necessario, anche quelli non  obbligatori.

Appare evidente, quindi, come i controlli attivati dalle Casse Edili siano del tutto illegittimi in quanto eseguiti in difetto dei poteri citati ed, in particolare, di quello relativo all'accesso nei luoghi di lavoro. Ciò premesso, considerato che gli Ispettori del lavoro nel dare seguito alle segnalazioni ricevute dalle Casse edili operano esclusivamente in veste di ufficiali di polizia giudiziaria, con l'obbligo di riferire al Pubblico Ministero tutti gli illeciti rilevati, non escluso l'indebito esercizio delle verifiche compiute dalla Casse Edili, ad evitare il protrarsi e la diffusione di iniziative palesemente contra legem, nonché possibili azioni sul piano giudiziario finalizzate a censurare verifiche che esulano dai compiti di istituto legislativamente e contrattualmente affidati all'Ente bilaterale, auspichiamo che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, preso atto delle situazioni prospettate, si pronunci al riguardo.

Altra pronuncia, infine, sarebbe auspicabile anche in merito alla pretesa creditoria avanzata dalle Casse edili sulle differenze contributive fra ore denunciate (ed effettivamente lavorate) ed ore lavorabili (come previste da CCNL), che non pare azionabile d'ufficio e sulla base di mere presunzioni nei confronti dell'impresa (come di fatto praticato), in quanto lo schema negoziale dei rapporti obbligatori che si instaurano fra datore di lavoro, Cassa edile e lavoratore è riconducibile alla delegazione di pagamento.
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LaPrevidenza.it, 09/05/2016