domenica, 29 novembre 2020

Contributi omessi: il datore di lavoro ha l'obbligo di provare la buona fede dell'omissione contributiva seppur in presenza delle avvenute registrazioni sui libri contabili

Cassazione civile  sez. lav.,  27 dicembre 2011, n. 28966

 

Nell'ambito di un giudizio di opposizione a cartella esattoriale, la Corte d'Appello di Firenze, con sentenza del 7 - 27.11.2006, rigettando il gravame proposto dall'Inps, in proprio e quale mandatario della SCCI spa, nei confronti della Granducato Servizi scrl, in controversia relativa a un credito contributivo dell'Inps e soggetta, ratione temporis, al regime sanzionatorio di cui alla L. n. 388 del 2000, art. 116, comma 8, ritenne che il mancato versamento della contribuzione da parte del datore di lavoro, inadempiente, altresì, all'obbligo di inviare all'Istituto previdenziale le denunce mensili (ed modelli DM/10), comportasse l'applicazione delle sanzioni previste per l'omissione (lett. a della norma suddetta) e non per l'evasione contributiva (lett. b della medesima norma); a sostegno del decisum la Corte territoriale osservò che tale regime è più favorevole al debitore rispetto a quello risultante dalla disciplina previgente, di cui alla L. n. 662 del 1996 (così come interpretata dalle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n. 4808/2005), in quanto richiede, ai fini della qualificazione della fattispecie come evasione, un comportamento fraudolento della parte datoriale, finalizzato ad occultare rapporti di lavoro ovvero una parte delle retribuzioni erogate; tale ultima ipotesi non appariva quindi configurabile, laddove, come nel caso di specie, l'esistenza del rapporto e delle retribuzioni imponibili risultava dalle registrazioni obbligatorie in possesso del datore di lavoro, poichè, attraverso tale documentazione, sia l'Inps, che gli organi ispettivi, avrebbero avuto modo di accertare agevolmente l'ammontare dei contributi dovuti; osservò inoltre la Corte territoriale che, sul piano letterale, la fattispecie di cui alla L. n. 388 del 2000, art. 116, comma 8, lett. a), si riferiva alle denunce e registrazioni obbligatorie con un disgiuntivo ("e/o"), così che l'omesso invio dei modelli DM/10, quando, come nella specie, il credito risultava esattamente dalle retribuzioni registrate dal datore di lavoro, non era circostanza idonea a qualificare l'ipotesi di evasione....

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LaPrevidenza.it, 16/05/2012

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