mercoledž, 21 ottobre 2020

Brevi considerazioni sullo sgravio contributivo triennale

Dott. Carlo Alberto Legittimo - Socio senior studio associato BC

 

BREVI CONSIDERAZIONI SULLO SGRAVIO CONTRIBUTIVO  TRIENNALE  
Dr. Carlo Alberto Legitimo ­ Socio Senior dello Studio Associato BC


Gli Organi di vigilanza accertano che un'azienda occupa, dal giorno precedente l'accesso ispettivo, un lavoratore in nero e conseguentemente procedono alle contestazioni di rito ed all'applicazione delle relative sanzioni amministrative, fissando modalità e termini per la relativa regolarizzazione.

Il quesito che si pone riguarda la possibilità, per il datore di lavoro, di fruire dello sgravio contributivo triennale per il lavoratore di cui si tratta, atteso che la disciplina che regola la materia nulla dispone relativamente al caso prospettato.

Come è noto, le condizioni complessive per il diritto alla fruizione dell'esonero contributivo triennale, introdotto dalla legge di stabilità 2015, scaturiscono dalla natura del beneficio nonchè dalle previsioni specifiche della citata legge di stabilità.

E' altresì noto che il diritto alla fruizione dell'incentivo, finalizzato a favorire le assunzioni a tempo indeterminato, risulta subordinato al rispetto, da un lato, dei principi stabiliti dalla legge n. 92/2012 e da taluni presupposti introdotti ad hoc dall'art. 1, comma 118, della legge di stabilità 2015 e, dall'altro, delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro.

L'inosservanza di queste ultime, infatti, oltre a non consentire il rilascio del Durc al datore di lavoro, lo escludono dal godimento dei benefici contributivi. In particolare l'art. 9 del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 24.10.2007, individua una serie di violazioni, anche di natura amministrativa, tra le quali è compreso "l'impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria".

In linea generale si osserva, tuttavia, che ai fini ostativi rilevano soltanto le violazioni accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi (ordinanze ingiunzione non impugnate o sentenze passate in giudicato).

Sul piano pratico, questa previsione ha notevole importanza nel caso in cui il datore di lavoro/trasgressore estingua le violazioni accertate attraverso la procedura premiale della prescrizione obbligatoria, ovvero effettuando il pagamento in misura ridotta. In questi casi esso viene riabilitato, riacquista immediatamente la possibilità di ottenere il Durc regolare e, conseguentemente di fruire dei benefici contributivi concessi dagli Enti di previdenza ed assistenza sociale.  A confermare la tesi che la regolarizzazione degli illeciti amministrativi di cui si tratta, commessi e poi sanati dal datore di lavoro, consente la utilizzazione delle agevolazioni contributive, si è espressa indirettamente la Direzione Centrale dell'Inps, con la circolare n. 17 del 29.01.2015 (art. 4 "condizioni per il diritto all'esonero contributivo"). La stessa infatti ha precisato che "qualora l'assunzione risulti effettuata decorsi i termini di legge per l'inoltro della comunicazione telematica obbligatoria di cui al D.M. 30.10.2007 (Unilav, Unisom, ecc.), la perdita dell'esonero attiene al solo periodo compreso tra la data di decorrenza del rapporto di lavoro agevolato e quella dell'inoltro tardivo della comunicazione obbligatoria".

La soluzione adottata dall'Istituto, poggiando sul fatto che l'infrazione commessa dal datore di lavoro (l'omessa comunicazione di assunzione all'organo competente) è stata tempestivamente regolarizzata con l'inoltro della comunicazione tardiva ma, soprattutto, ottemperando alla prescrizione obbligatoria ed effettuando il pagamento della sanzione ridotta comminata, apre all'ipotesi che tutti i benefici di carattere contributivo, sospesi in presenza di violazioni di alcune norme poste a tutela delle condizioni di lavoro, nel nostro caso l'impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, vengono nuovamente concessi con la rimozione degli illeciti ed il ripristino, in termini di legittimità, delle condizioni di lavoro.

Da ciò conseguirebbe che la perdita delle agevolazioni contributive di cui si tratta è limitata al periodo che decorre dalla data di assunzione del lavoratore a quella di regolarizzazione degli addebiti formulati dall'Organo ispettivo.
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LaPrevidenza.it, 26/05/2015

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