lunedž, 16 dicembre 2019

Pubblico impiego: tutti i servizi di coordinamento vanno considerati ai fini dell'attribuzione del punteggio per incarichi con mansioni superiori

Consiglio di Stato sez. V, Sentenza 17.6.2015 n. 3046

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO  

Il Consiglio di Stato  in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)  ha pronunciato la presente  SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 743 del 2009, proposto dalla Regione Campania, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dall'avvocato Ro. Sa., con domicilio eletto presso la Regione Campania - ufficio di rappresentanza in Roma, via (omissis...);  contro signora De Ma. Sa., rappresentata e difesa dagli avvocati Gi. Ba. e Silio Italico Aedo Vi., con domicilio eletto presso lo studio dell'avvocato Vi. Colacino in Roma, via (omissis...);  nei confronti di signori Ga. An., Ca. Gi. An., Gi. Ma. Ma., Ma. Fr. An., tutti non costituiti;  per la riforma della sentenza del T.A.R. CAMPANIA, NAPOLI, SEZIONE III, n. 10343/2008, resa tra le parti, concernente accesso alla II qualifica dirigenziale, ruolo del personale della Giunta regionale della Campania. Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 maggio 2015 il Consigliere Ca. Sc. e uditi per le parti gli avvocati An. Ma., su delega dell'avvocato Ro. Saturno, e Se. Co., su delega dell'avvocato Silio Italico Aedo Vi.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 Fatto 

1.- La Regione Campania, con legge regionale n. 27 del 23 maggio 1984, suddivideva le posizioni funzionali e retributive del proprio personale in otto livelli impiegatizi, introducendo, altresì, due qualifiche dirigenziali.

L'articolo 36, comma 4, della richiamata legge regionale disponeva che l'accesso alla II qualifica dirigenziale sarebbe avvenuto "mediante selezione per titoli per almeno il 90% dei posti secondo modalità da definirsi con atto deliberativo,...del Consiglio Regionale su proposta della Giunta, previa contrattazione con le OO.SS. regionali...".

La Regione Campania, successivamente, con le leggi regionali nn. 11 e 12 del 1991 disciplinava la qualifica apicale del personale regionale e, con la legge regionale n. 13/1991, in esecuzione dell'art. 4, comma 4, della l.r. n. 27/1984, disciplinava le modalità di ammissione alla selezione pubblica, il numero dei posti da assegnare, i titoli valutabili con il relativo punteggio e le modalità di formazione, approvazione ed utilizzazione delle graduatorie.

La Giunta regionale, con delibera n. 5737 del 7 agosto 1991, nominava la commissione giudicatrice.

La dottoressa Sa. De Ma. partecipava alla selezione per l'accesso alla seconda qualifica dirigenziale e all'esito della procedura, pur collocandosi tra gli idonei al 235º posto con punti 61,10, non veniva inserita in posizione utile nella graduatoria finale approvata dalla Giunta regionale con delibera n. 1816 del 17 aprile 1992.

Il Presidente della Giunta regionale, con i decreti nn. 7055 e 7056 del 27 aprile 1992, approvava la graduatoria e nominava i dirigenti superiori utilmente collocati.

1b.- Avverso il decreto del Presidente della G.R. n. 7055 del 27 aprile 1992 e tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti, la dottoressa Sa. De Ma. proponeva ricorso innanzi al T.A.R. per la Campania, sede di Na.., deducendo violazione di legge ed eccesso di potere atteso che, per i titoli di servizio, la commissione esaminatrice avrebbe dovuto assegnarle punti 54 in luogo dei 39 attribuiti.

La ricorrente lamentava, in particolare, che non erano state correttamente considerate le funzioni di coordinamento del gruppo di lavoro svolte a supporto della Commissione Provinciale di Napoli, rientranti nella lettera G)a) dell'art. 4 della legge regionale n. 13 del 1991 quali funzioni dirigenziali di coordinamento con previsione di punti 35 (e non nella lettera H con punti 10).

Il T.A.R., con sentenza n. 10343 depositata il 18 settembre 2008, ha accolto il ricorso annullando gli atti impugnati, disponendo l'obbligo a carico della Regione Campania di rinnovare la valutazione del titolo concernente l'incarico di coordinamento svolto dalla dottoressa De Marco.

1c.- Avverso la sentenza la Regione Campania ha proposto appello, con istanza di sospensione cautelare.

Si è costituita in giudizio la dottoressa Sa. De Ma. che ha chiesto di rigettare l'appello.

Questo Consiglio di Stato, con ordinanza n. 1052 del 20 febbraio 2009, ha rigettato l'istanza cautelare ritenendo, ad un primo esame, che l'incarico di coordinamento svolto dalla dottoressa Sa. De Ma. "è tra quelli indicati nell'art. 4 lett. G.) a della l. reg. n. 13 del 1991, per cui alla medesima correttamente va attribuito il punteggio di 35,00".

All'udienza pubblica del 5 maggio 2015 la causa è stata assunta in decisione.

Diritto

L'appello è infondato e va respinto.

2.- Con il secondo motivo di censura, che appare opportuno trattare in via prioritaria, l'appellante lamenta "error in iudicando - error in procedendo - violazione e falsa applicazione degli artt. 14 e 16 del R.D. 17.08.1907, n. 642 e dell'art. 150 c.p.c.".

L'appellante sostiene che il T.A.R. avrebbe errato nel ritenere valida l'integrazione del contraddittorio effettuata dalla dottoressa Sa. De Ma. a mezzo di pubblici proclami, in ottemperanza all'ordinanza collegiale n. 415 del 29 giugno 2007, senza l'indicazione dei nominativi di tutti i controinteressati.

2b.- La censura non può essere accolta. Come evidenziato dalla dottoressa De Ma., il primo giudice ha ritenuto legittima, infatti, l'integrazione del contraddittorio da lei effettuata ex art. 150 c.p.c., atteso che lo stesso collegio, stante la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di un rilevante numero di controinteressati, con ordinanza n. 415/2007 ha autorizzato l'appellata a notificare a mezzo pubblici proclami con la possibilità di indicare "collettivamente ed impersonalmente" il nominativo degli stessi (cfr. Consiglio di Stato, sez. III, 4 giugno 2013, n. 3050).

3.- Con il primo articolato motivo di censura l'appellante, nel merito, lamenta poi "error in iudicando - error in procedendo - erroneità dei presupposti di fatto e di diritto - violazione e falsa applicazione dell'art. 4 lettera a) della L.R. della Campania n. 13 del 4.7.1991 - violazione e falsa applicazione degli artt. 4, 5 e 14 della L.R. della Campania n. 29 del 14.5.1975".

L'appellante assume che l'articolo 4 lettera G)a) della legge regionale n. 13/1991 si riferirebbe all'esercizio delle funzioni di coordinamento di un servizio ex artt. 1, 3, 4, 16 della legge regionale n. 29 del 14 maggio 1975.

L'appellante sostiene, quindi, che le mansioni svolte dalla dottoressa De Ma. non potrebbero essere collocate nell'ambito delle funzioni di coordinamento di servizio, atteso che gli articoli 4 e 5 (e l'art. 14 per la fase transitoria) della citata legge n. 29/1975 prevedono che i coordinatori dei servizi debbano essere formalmente nominati dalla Giunta regionale su proposta dei singoli assessori, mentre la dottoressa De Ma. non è stata destinataria di alcun provvedimento di nomina da parte della Giunta regionale.

Sotto altro profilo l'appellante osserva che l'incarico di coordinamento del gruppo di lavoro a supporto della commissione ex art. 22 della legge n. 219/1981, svolto dalla dottoressa De Ma., non rientrerebbe tra quelli di preposizione ai servizi regionali previsti dalla legge regionale n. 29/1975, "né può essere ritenuta attività di attuazione del titolo VIII della L. 219/81".

L'appellante soggiunge che le mansioni svolte dalla dottoressa De Ma. non rientrerebbero neanche nell'alveo delle funzioni previste alla lettera Gb) del bando.

La censura è priva di fondamento e non è suscettibile di accoglimento.

4.- Come si è accennato, la dottoressa De Ma., dipendente regionale, ha partecipato al concorso per l'accesso alla seconda qualifica dirigenziale, classificandosi in posizione non utile ed ha impugnato la graduatoria innanzi al giudice amministrativo lamentando che non le sono state correttamente considerate le funzioni di coordinamento del gruppo di lavoro svolte a supporto della commissione provinciale, a suo dire rientranti nella lettera G)a) dell'art. 4 della legge regionale n. 13/1991 quali funzioni dirigenziali di coordinamento con previsione di punti 35, e non nella lettera H con punti 10.

A seguito dell'impugnativa il T.A.R. Campania, sede di Na.., con la sentenza n. 10343 del 18 settembre 2008, ha accolto il ricorso ed ha disposto l'obbligo per l'amministrazione di rinnovare la valutazione di detto incarico di coordinamento.

Circa tale incombenza, occorre considerare che la legge regionale della Campania n. 13/1991, all'art. 4 lett. G)a), quanto alla valutazione dei titoli di servizio, prevede l'attribuzione di punti 20 più punti 5,00 per anno o periodo non inferiore a mesi 6 e giorni 1 fino ad un massimo di punti 35,00, in favore (tra gli altri) di chi abbia esercitato "... funzione di coordinamento di struttura istituita ai sensi del Titolo VIII della L. 219 del 1981 attribuita dal Presidente della Giunta regionale e/o anche nella qualità di Commissario - funzionario di Governo".

La commissione valutatrice, nella seduta del 2 settembre 1991, non discostandosi dal dettato normativo, ha poi precisato che alla lettera G)a) sono valutate le "funzioni di coordinamento di servizio attribuite con provvedimento formale" nonché "la responsabilità di articolazioni assimilabili a servizi quanto al tipo di funzioni e al sistema organizzatorio sempreché sia stata riconosciuta formalmente la spettanza dell'indennità di coordinamento", mentre alla lettera Gb) "l'effettiva attività di coordinamento delle singole strutture" e nella lettera H "la dirigenza di settori regionali ovvero di uffici statali o di altre Amministrazioni", ..........che è incontestato.

Orbene, tenuto conto che il coordinamento della struttura è stato formalmente attribuito alla dottoressa De Ma. con ordine di servizio n. 7 del 15 febbraio 1984 e, poi, con DD.P.G.R. n. 3457 del 21 aprile 1986 e n. 11609 del 24 luglio 1990, unitamente all'indennità di coordinamento conformemente alle previsioni riguardanti le figure ricomprese nella lettera G)a), correttamente il T.A.R. Campania, nel caso di specie, ha evidenziato che "non risulta alcuna motivazione posta a base dell'inclusione delle ripetute mansioni nella ripetuta lettera H anziché in quella Ga"; e ciò per la contraddizione in cui è incorsa la commissione esaminatrice tra la prefissione dei criteri vincolanti di valutazione e il provvedimento di esclusione dell'interessata. Da ciò l'obbligo della commissione di provvedere alle necessarie rettifiche.

La commissione, peraltro, nella valutazione dei titoli, nel discostarsi dal dettato normativo e dai criteri da essa stessa datasi, ha omesso di indicarne le ragioni e di fornire, quindi, una adeguata motivazione circa le determinazioni adottate, salvo sostenere genericamente di essersi trovata in presenza di attività amministrativa vincolata, sulla base "di presupposti di fatto e di diritto".

5.- Conclusivamente l'appello è infondato e va respinto.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in misura di 3.000,00 (tremila/00) in favore dell'appellata dottoressa Sa. De Ma..

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Condanna la parte soccombente al pagamento delle spese del presente grado di giudizio, che si liquidano in 3.000,00 in favore dell'appellata signora Sa. De. Ma..

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 maggio 2015 con l'intervento dei magistrati:

Carmine Volpe, Presidente

Doris Durante, Consigliere

Fabio Franconiero, Consigliere

Luigi Massimiliano Tarantino, Consigliere

Carlo Schilardi, Consigliere, Estensore

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 17/06/2015

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
Invia per email

LaPrevidenza.it, 24/06/2015