venerdì, 28 gennaio 2022

Invalidità del testamento olografo

Avv. Vincenzo Mennea

 

Invalidità del testamento olografo

 

Avv. Vincenzo Mennea

 

La mancanza dell’autografia  o della sottoscrizione importa la nullità del testamento, per mancanza di autografia deve intendersi la scheda scritta da altra persona. Le parole che un terzo aggiunge a integrazione, correzione o alterazione del testo scritto del testatore si considerano irrilevanti mentre comporta nullità del testamento olografo l’intervento del terzo che concorre a formare il contenuto del testamento.

Sul piano probatorio la mancanza dell’autografia del testamento può essere fatta valere dai successibili disconoscendo o semplicemente dichiarando di non conoscere la scrittura a firma del defunto.

Qualora nel corpo della disposizione testamentaria di ultima volontà anche una sola parola sia di mano altrui e risulti che essa è stata scritta da un terzo durante la confezione del testamento, sciente e consenziente il testatore, il testamento è nullo per intero.

Ai fini dell'identificazione del requisito dell'autografia del testamento olografo è necessario distinguere tra la dichiarazione di ultima volontà e il documento cartaceo sul quale essa è vergata, di tal che detto requisito è rispettato quando la disposizione di ultima volontà sia stata interamente scritta di pugno dal testatore e da lui sottoscritta pur se il documento cartaceo che la reca contenga scritti di mano aliena in una parte diversa da quella occupata dalla disposizione testamentaria; mentre la nullità per difetto di autografia del testamento è configurabile allorché l'intervento del terzo ne elimini il carattere di stretta personalità, interferendo sulla volontà di disporre del testatore, come avviene quando nel corpo della disposizione di ultima volontà anche una sola parola sia di mano altrui e risulti scritta dal terzo durante la confezione del testamento, ancorché su incarico o col consenso del testatore. (Nella specie, in applicazione del principio di cui in massima, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, (   Cass. civ., sez. II 05-08-2002 );     la quale aveva escluso la nullità del testamento olografo in un caso nel quale nel documento cartaceo, contenente la disposizione di ultima volontà interamente scritta dal "de cuius" e, immediatamente sotto, la sottoscrizione dello stesso, comparivano anche, redatte da mano aliena, le sottoscrizioni di due infermiere che gli prestavano assistenza e altre scritte in stampatello riproducenti i nomi e gli indirizzi delle stesse.

Come dice la legge e come indica la sua stessa denominazione, il testamento olografo è quello che è "scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore" (art. 602 c.c.).

La legge prescrive che il testamento olografo debba essere interamente vergato di mano del testatore anche per impedire che questi, nella confezione del testamento, possa subire illecite ingerenze altrui e manifestare di conseguenza una volontà non formatasi, in tutto o in parte, in maniera libera e spontanea. E' pertanto da ritenere che qualora nel corpo della disposizione di ultima volontà anche una sola parola sia di mano altrui e risulti che essa è stata scritta dal terzo durante la confezione del testamento, sciente e consenziente il testatore, il testamento sia nullo per intero giacché dalla prova che alla confezione del testamento cooperò una volontà altrui il legislatore fonda una presunzione assoluta di mancata spontaneità e libertà del volere. In diversi termini, non vi è dubbio sulla nullità dell'olografo per difetto di autografia, quando ciò che è scritto da altri, anche su incarico o col consenso del testatore, è parte integrante del testamento, id est della parte del documento cartaceo in cui risulta trascritta la volontà testamentaria del testatore.

Non può di certo ammettersi un intervento del terzo al momento della scritturazione della disposizione testamentaria, che, come detto, attuerebbe una precisa violazione del principio secondo cui l'atto deve essere integralmente scritto di mano del testatore, importando una presunzione de iure di mancata libertà del disponente. Le parti del testamento scritte da mano aliena rendono nullo l'intero testamento e inapplicabile il principio utile per inutile non vitiatur, il quale contrasterebbe con la duplice funzione - garanzia di libertà e di autenticità - che deve riconoscersi al requisito dell'autografia.

Non si ha invece nullità formale se ciò che altri ha scritto sta fuori del testamento, id est della disposizione di ultima volontà in senso stretto, e dopo la sottoscrizione del testatore. Neppure può ammettersi nullità formale se ciò che altri ha scritto è stato aggiunto ad insaputa del testatore sul testamento già formato, dato che altrimenti sarebbe facile per chiunque vi sia interessato togliergli valore. In sostanza, le aggiunte o correzioni al testo della disposizione di ultima volontà fatte da terzi dopo la confezione del testamento ad insaputa del testatore sono sempre nulle.

Il requisito dell’olografia o autografia consente di accertare la provenienza dell’intero documento dalla persona del testatore, garantisce la conoscenza che non significa consapevolezza del significato del testo della dichiarazione da parte del testatore, contro eventuali manomissioni da parte di terzi.

Sono applicabili al testamento olografo le norme in materia di scrittura privata. Quanto alla prova dell’autenticità, si applicano l’art. 2702 e gli artt. 214 ss. c.p.c.; l’olografo non fa piena prova della provenienza della dichiarazione da chi l’ha scritto se colui contro il quale viene prodotto la disconosca; in tal caso spetta a chi intende avvalersene chiederne la verificazione giudiziale.

Avv. Vincenzo Mennea

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LaPrevidenza.it, 06/11/2014

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