martedž, 22 ottobre 2019

Pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto per la concessione degli 80 euro . Misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale

Decreto - Legge 24.4.2014 n. 66

 

DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66

 

Misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale.  (14G00079)

 

(GU n.95 del 24-4-2014)

 

Vigente al: 24-4-2014

 

 

 

TITOLO I  Riduzioni di imposte e norme fiscali  CAPO I  Rilancio dell'economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale  

 

 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;  Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare  disposizioni in materia fiscale anche al fine di assicurare il  rilancio dell'economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale;  Considerata la straordinaria necessita' ed urgenza di intervenire  in materia di revisione della spesa pubblica, attraverso la riduzione  delle spese per acquisti di beni e servizi, garantendo al contempo  l'invarianza dei servizi ai cittadini, nonche' per assicurare la  stabilizzazione della finanza pubblica, anche attraverso misure volte  a garantire la razionalizzazione, l'efficienza, l'economicita' e la  trasparenza dell'organizzazione degli apparati politico istituzionali  e delle autonomie locali;  Considerata, altresi', la straordinaria necessita' ed urgenza di  emanare ulteriori disposizioni in materia di pagamenti dei debiti  della pubblica amministrazione;  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella  riunione del 18 aprile 2014;  Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del  Ministro dell'economia e delle finanze;

 

Emana

 

il seguente decreto-legge:

 

Art. 1

 

(Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati)

 

1. In attesa dell'intervento normativo strutturale da attuare con  la legge di stabilita' per l'anno 2015 e mediante l'utilizzo della  dotazione del fondo di cui all'articolo 50, comma 6, al fine di  ridurre nell'immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro  e nella prospettiva di una complessiva revisione del prelievo  finalizzata alla riduzione strutturale del cuneo fiscale, finanziata con una riduzione e riqualificazione strutturale e selettiva della  spesa pubblica, all'articolo 13 del testo unico delle imposte sui  redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:  "1-bis. Qualora l'imposta lorda determinata sui redditi di cui  agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2,  lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e  l), sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai  sensi del comma 1, e' riconosciuto un credito, che non concorre alla  formazione del reddito, di importo pari:  1) a 640 euro, se il reddito complessivo non e' superiore a  24.000 euro;  2) a 640 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 24.000  euro ma non a 26.000 euro. Il credito spetta per la parte  corrispondente al rapporto tra l'importo di 26.000 euro, diminuito  del reddito complessivo, e l'importo di 2.000 euro.".  2. Il credito di cui al comma precedente e' rapportato al periodo  di lavoro nell'anno.  3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per il solo  periodo d'imposta 2014.  4. Per l'anno 2014, i sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e  29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  600, riconoscono il credito eventualmente spettante ai sensi  dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  come modificato dal presente decreto, ripartendolo fra le  retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore  del presente decreto, a partire dal primo periodo di paga utile. Il  credito di cui all'articolo 13, comma 1-bis, del testo unico delle  imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' riconosciuto, in via  automatica, dai sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.  5. Il credito di cui all'articolo 13, comma 1-bis, del testo unico  delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' attribuito sugli emolumenti  corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo  stesso. A tal fine, il sostituto d'imposta utilizza, fino a capienza,  l'ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo  di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per  il medesimo periodo di paga, in relazione ai quali, limitatamente  all'applicazione del presente articolo, non si procede al versamento  della quota determinata ai sensi del presente articolo, ferme  restando le aliquote di computo delle prestazioni. L'importo del  credito riconosciuto e indicato nella certificazione unica dei  redditi di lavoro dipendente e assimilati (CUD).  6. L'INPS recupera i contributi di cui al comma 5 non versati dai  sostituti di imposta alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle  ritenute da versare mensilmente all'Erario nella sua qualita' di  sostituto d'imposta.  7. In relazione alla effettiva modalita' di fruizione del credito  di cui ai precedenti commi, il Ministro dell'economia e delle finanze  e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le necessarie  variazioni di bilancio compensative, anche tra l'entrata e la spesa,  al fine di consentirne la corretta rappresentazione contabile.

 

 

Art. 2

 

(Disposizioni in materia di IRAP)

 

    1. A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso  al 31 dicembre 2013, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.  446, sono apportate le seguenti modificazioni:  a) all'articolo 16, comma 1, le parole "l'aliquota del 3,9 per  cento" sono sostituite dalle seguenti: "l'aliquota del 3,50 per  cento";  b) all'articolo 16, comma 1-bis, sono apportate le seguenti  modificazioni:  1) alla lettera a), le parole "l'aliquota del 4,20 per cento"  sono sostituite dalle seguenti: "l'aliquota del 3,80 per cento";  2) alla lettera b), le parole "l'aliquota del 4,65 per cento"  sono sostituite dalle seguenti: "l'aliquota del 4,20 per cento";  3) alla lettera c), le parole "l'aliquota del 5,90 per cento"  sono sostituite dalle seguenti: "l'aliquota del 5,30 per cento";  c) all'articolo 45, comma 1, le parole "nella misura dell'1,9 per  cento" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura del 1,70 per  cento".  2. Ai fini della determinazione dell'acconto relativo al periodo di  imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 secondo il  criterio previsionale, di cui all'articolo 4 del decreto legge 2  marzo 1989, n. 69, convertito con modificazioni, dalla legge 27  aprile 1989, n. 154, in luogo delle aliquote di cui alle lettere a),  b), e c) del comma 1 applicabili al periodo di imposta successivo a  quello in corso al 31 dicembre 2013, si tiene conto, rispettivamente,  delle aliquote del 3,75; 4,00; 4,50; 5,70 e 1,80 per cento.  3. All'articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre  1997, n. 446, le parole "fino ad un massimo di un punto percentuale"  sono sostituite dalle seguenti: "fino ad un massimo di 0,92 punti  percentuali".  4. Le aliquote dell'imposta regionale sulle attivita' produttive  vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, qualora  variate ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del decreto legislativo  15 dicembre 1997, n. 446 e dell'articolo 5, comma 1, del decreto  legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono rideterminate applicando le  variazioni adottate alle aliquote previste dal comma 1 del presente  articolo.

 

CAPO II  Trattamento fiscale dei redditi di natura finanziaria e altre  disposizioni fiscali

 

Art. 3

 

(Disposizioni in materia di redditi di natura finanziaria)

 

1. Le ritenute e le imposte sostitutive sugli interessi, premi e  ogni altro provento di cui all'articolo 44 del testo unico delle  imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sui redditi diversi di cui  all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del  medesimo testo unico, ovunque ricorrano, sono stabilite nella misura  del 26 per cento.  2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica sugli  interessi, premi e ogni altro provento di cui all'articolo 44 del  testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sui redditi  diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo testo unico, relativi a:  a) obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed  equiparati;  b) obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al  decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo  unico n. 917 del 1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei  suddetti Stati;  c) titoli di risparmio per l'economia meridionale di cui  all'articolo 8, comma 4, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,  convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106.  3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica altresi' agli  interessi di cui al comma 8-bis dell'articolo 26-quater del decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, agli utili  di cui all'articolo 27, comma 3, secondo periodo, e comma 3-ter, del  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e  al risultato netto maturato delle forme di previdenza complementare  di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.  4. All'articolo 27, comma 3, ultimo periodo, del decreto del  Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le parole: «di  un quarto» sono sostituite dalle seguenti: «degli undici  ventiseiesimi».  5. Al decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, sono apportate  le seguenti modificazioni:  a) all'articolo 5, comma 2, l'ultimo periodo e' sostituito dal  seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti  dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed  equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella  lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma  1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da  enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella misura del  48,08 per cento dell'ammontare realizzato.»;  b) all'articolo 6, comma 1, l'ultimo periodo e' sostituito dal  seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti  dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed  equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella  lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma  1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da  enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella misura del  48,08 per cento dell'ammontare realizzato.»;  c) all'articolo 7, comma 4, l'ultimo periodo e' sostituito dal  seguente: «Ai fini del presente comma, i redditi derivanti dalle  obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed  equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella  lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma  1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e obbligazioni  emesse da enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella  misura del 48,08 per cento del loro ammontare.».  6. La misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica agli  interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all'articolo 44  del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, divenuti  esigibili e ai redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1,  lettere da c-bis) a c-quinquies), del predetto testo unico realizzati  a decorrere dal 1° luglio 2014.  7. La misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica:  a) ai dividendi e ai proventi ad essi assimilati, percepiti dalla data indicata al comma 6;  b) agli interessi e agli altri proventi derivanti da conti  correnti e depositi bancari e postali, anche se rappresentati da  certificati, nonche' da obbligazioni, titoli similari e cambiali  finanziarie di cui all'articolo 26 del decreto del Presidente della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, maturati a decorrere dalla  suddetta data.  8. Per le obbligazioni e i titoli similari di cui all'articolo 2,  comma 1, del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, la misura  dell'aliquota di cui al comma 1 si applica agli interessi, ai premi e  ad ogni altro provento di cui all'articolo 44 del testo unico delle  imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, maturati a decorrere dal 1°  luglio 2014.  9. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 8,  per gli interessi e altri proventi soggetti all'imposta sostitutiva  di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli  intermediari di cui all'articolo 2, comma 2, del medesimo decreto  provvedono ad effettuare addebiti e accrediti del conto unico di cui  all'articolo 3 del citato decreto alla data del 30 giugno 2014, per  le obbligazioni e titoli similari senza cedola o con cedola avente  scadenza non inferiore a un anno dalla data del 30 giugno 2014,  ovvero in occasione della scadenza della cedola o della cessione o  rimborso del titolo, per le obbligazioni e titoli similari diversi  dai precedenti. Per i titoli espressi in valuta estera si tiene conto  del valore del cambio alla data del 30 giugno 2014.  10. La misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica,  relativamente ai redditi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera  g-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto  del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e agli  interessi e ad altri proventi delle obbligazioni e dei titoli  similari di cui al decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, dal  giorno successivo alla data di scadenza del contratto di pronti  contro termine stipulato anteriormente al 1° luglio 2014 e avente  durata non superiore a 12 mesi.  11. Per i redditi di cui all'articolo 44, comma 1, lettere  g-quater) e g-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi,  di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,  n. 917, derivanti da contratti sottoscritti fino al 30 giugno 2014,  la misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica sulla parte dei  suddetti redditi maturati a decorrere dal 1 luglio 2014.  12. Per i proventi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g), del  testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e per i redditi  diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo  decreto derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento  collettivo del risparmio, la misura dell'aliquota di cui al comma 1,  si applica sui proventi realizzati a decorrere dal 1° luglio 2014, in  sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o azioni. Sui  proventi realizzati a decorrere dal 1° luglio 2014 e riferibili ad  importi maturati al 30 giugno 2014 si applica l'aliquota in vigore  fino al 30 giugno 2014.  13. Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui  all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quater), del testo  unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono portati in deduzione  dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all'articolo  67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del citato testo  unico, realizzati successivamente alla data del 30 giugno 2014, con  le seguenti modalita':  a) per una quota pari al 48,08 per cento, se sono realizzati fino alla data del 31 dicembre 2011;  b) per una quota pari al 76,92 per cento, se sono realizzati dal  1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014. Restano fermi i limiti temporali  di deduzione previsti dagli articoli 68, comma 5, del medesimo testo  unico e 6, comma 5, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.  14. Per le gestioni individuali di portafoglio di cui all'articolo  7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, la misura  dell'aliquota di cui al comma 1 si applica sui risultati maturati a  decorrere dal 1° luglio 2014. Dai risultati di gestione maturati a  decorrere dal 1° luglio 2014 sono portati in deduzione i risultati  negativi di gestione rilevati alla data del 31 dicembre 2011 e non  compensati alla data del 30 giugno 2014, per una quota pari al 48,08  per cento del loro ammontare, e quelli rilevati nel periodo compreso  tra il 1° gennaio 2012 e il 30 giugno 2014, non compensati alla data  del 30 giugno 2014, per una quota pari al 76,92 per cento del loro  ammontare. Restano fermi i limiti temporali di utilizzo dei risultati  negativi di gestione previsti dall'articolo 7, comma 10, del decreto  legislativo 21 novembre 1997, n. 461. L'imposta sostitutiva sul  risultato maturato alla data del 30 giugno 2014 e' versata nel  termine ordinario di cui al comma 11 dell'articolo 7 del decreto  legislativo 21 novembre 1997, n. 461.  15. A decorrere dal 1° luglio 2014, agli effetti della  determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui all'articolo  67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico delle  imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in luogo del costo o valore di  acquisto, o del valore determinato ai sensi dell'articolo 14, commi 6  e seguenti, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 o  dell'articolo 2, commi 29 e seguenti, del decreto legge 13 agosto  2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre  2011 n. 148, puo' essere assunto il valore dei titoli, quote,  diritti, valute estere, metalli preziosi allo stato grezzo o  monetato, strumenti finanziari, rapporti e crediti alla data del 30  giugno 2014, a condizione che il contribuente:  a) opti per la determinazione, alla stessa data, delle  plusvalenze, delle minusvalenze relative ai predetti titoli,  strumenti finanziari, rapporti e crediti, escluse quelle derivanti  dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del  risparmio di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del citato  testo unico;  b) provveda al versamento dell'imposta sostitutiva eventualmente  dovuta nella misura del 20 per cento, secondo i criteri stabiliti nel  comma 16.  16. Nel caso di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 21  novembre 1997, n. 461, l'opzione di cui al comma 15 si estende a  tutti i titoli e strumenti finanziari detenuti alla data del 30  giugno 2014, tenendo conto delle minusvalenze realizzate e non ancora  compensate a tale data; l'imposta sostitutiva dovuta e' corrisposta  entro il 16 novembre 2014. L'ammontare del versamento e le  compensazioni tra minusvalenze e plusvalenze maturate entro il 30  giugno 2014 vanno indicati nella dichiarazione dei redditi relativa  al periodo di imposta 2014. Nel caso di cui all'articolo 6 del  medesimo decreto legislativo, l'opzione e' resa mediante apposita  comunicazione all'intermediario entro il 30 settembre 2014 e si  estende a tutti i titoli, quote o certificati inclusi nel rapporto di  custodia o amministrazione, posseduti alla data del 30 giugno 2014  nonche' alla data di esercizio dell'opzione; l'imposta sostitutiva e'  versata dagli intermediari entro il 16 novembre 2014, ricevendone  provvista dal contribuente.  17. Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui  all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dall'esercizio  delle opzioni di cui ai commi 15 e 16 sono portati in deduzione dalle  plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all'articolo 67,  comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del citato testo unico,  realizzati successivamente al 30 giugno 2014, per una quota pari al  76,92 per cento del loro ammontare, ovvero per una quota pari al  48,08 per cento qualora si tratti di minusvalenze, perdite e  differenziali negativi realizzati fino alla data del 31 dicembre 2011  e non compensate in sede di applicazione dell'imposta dovuta a  seguito dell'esercizio delle suindicate opzioni.  18. Le disposizioni di cui ai commi da 15 a 17 non si applicano per  i titoli indicati nel comma 2, lettere a) e b).

 

 

Art. 4

 

(Disposizioni di coordinamento e modifiche alla legge 27 dicembre  2013, n. 147)

 

1. Le disposizioni di cui all'articolo 3 hanno effetto a decorrere  dal 1° luglio 2014. Ai fini dell'applicazione del citato articolo 3,  rilevano, in quanto compatibili, i decreti del Ministro dell'economia  e delle finanze 13 dicembre 2011, emanati ai sensi dell'articolo 2,  commi 13, lettera b), 23, 26 e 34 del decreto-legge 13 agosto 2011,  n. 138. convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,  n. 148, nonche' le eventuali integrazioni degli stessi disposte con  successivi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze.  2. E' abrogato il comma 2 dell'articolo 4 del decreto-legge 28  giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto 1990, n. 227.  3. Sono abrogati gli ultimi due periodi del comma 4 dell'articolo  13 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44.  4. All'articolo 26-quinquies del decreto del Presidente della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il comma 5 e' inserito il  seguente: "5-bis. La ritenuta di cui al comma 1 non si applica sui  proventi spettanti alle imprese di assicurazione e relativi a quote o  azioni comprese negli attivi posti a copertura delle riserve  matematiche dei rami vita.".  5. All'articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, dopo il  comma 4 e' inserito il seguente: "4-bis. La ritenuta di cui ai commi  1 e 2 non si applica sui proventi spettanti alle imprese di  assicurazione e relativi a quote o azioni comprese negli attivi posti  a copertura delle riserve matematiche dei rami vita.".  6. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 1 aprile 1996,  n. 239, la lettera c) e' sostituita dalla seguente: «c) enti di cui  all'articolo 73, comma 1, lettera c), e quelli di cui all'articolo 74  del medesimo testo unico, n. 917 del 1986, esclusi gli organismi di  investimento collettivo del risparmio;».  7. All'articolo 26, comma 3-bis, del decreto del Presidente della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, primo periodo, le parole:  "ovvero con la minore aliquota prevista per i titoli di cui alle  lettere a) e b) del comma 7 dell'articolo 2 del decreto-legge 13  agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14  settembre 2011, n. 148" sono sostituite con le seguenti: "ovvero con  la minore aliquota prevista per le obbligazioni e gli altri titoli di  cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29  settembre 1973, n. 601 ed equiparati e dalle obbligazioni emesse  dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi  dell'articolo 168-bis, comma 1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati.".  8. All'articolo 26-quinquies, comma 3, del decreto del Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo le parole: "e alle  obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto  emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo unico delle imposte  sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917" sono aggiunte le parole: "e alle  obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati".  9. All'articolo 10-ter, comma 2-bis, della legge 23 marzo 1983, n.  77, dopo le parole: "e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi  nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis,  comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917"  sono aggiunte le parole: "e alle obbligazioni emesse da enti  territoriali dei suddetti Stati".  10. All'articolo 2, comma 23, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.  138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.  148, dopo le parole: "e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi  nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis,  comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917"  sono aggiunte le parole: "e alle obbligazioni emesse da enti  territoriali dei suddetti Stati".  11. Il comma 145 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147 e' sostituito dal seguente: "Le imposte sostitutive di cui ai  commi 142 e 143 sono versate in unica soluzione entro il termine di  versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo  di imposta in corso al 31 dicembre 2013. Gli importi da versare  possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio  1997, n. 241.".  12. Il comma 148 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147 e' sostituito dal seguente: "148. Ai maggiori valori iscritti  nel bilancio relativo all'esercizio in corso al 31 dicembre 2013, per  effetto dell'articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 novembre 2013,  n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014,  n. 5, si applica un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e  dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e di eventuali  addizionali, da versarsi in unica soluzione entro il termine di  versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo  d'imposta in corso al 31 dicembre 2013. Gli importi da versare  possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio  1997, n. 241. L'imposta e' pari al 26 per cento del valore nominale  delle quote alla suddetta data, al netto del valore fiscalmente  riconosciuto. Il valore fiscale delle quote si considera riallineato  al maggior valore iscritto in bilancio, fino a concorrenza del valore  nominale, a partire dal periodo d'imposta in corso alla data di  entrata in vigore del presente decreto. Se il valore iscritto in  bilancio e' minore del valore nominale, quest'ultimo valore rileva  comunque ai fini fiscali a partire dallo stesso periodo d'imposta.".

 

 

Art. 5

 

(Modifiche all'articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91)

 

1. Al comma 3 dell'articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013,  n.91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013,  n.112, le parole "20 aprile 2014" sono sostituite dalle seguenti: "15  luglio 2014", le parole "1° maggio 2014" sono sostituite dalle  seguenti "1° agosto 2014" e le parole "33 milioni" sono sostituite dalle seguenti: "23 milioni".

 

CAPO III  Contrasto all'evasione fiscale

 

Art. 6

 

(Strategie di contrasto all'evasione fiscale)

 

1. Nelle more dell'attuazione degli obiettivi di stima e  monitoraggio dell'evasione fiscale e di rafforzamento dell'attivita'  conoscitiva e di controllo di cui agli articoli 3 e 9 della legge 11  marzo 2014, n. 23, il Governo, entro sessanta giorni dall'entrata in  vigore del presente decreto, presenta alle Camere un rapporto sulla  realizzazione delle strategie di contrasto all'evasione fiscale, sui  risultati conseguiti nel 2013 e nell'anno in corso, nonche' su quelli  attesi, con riferimento sia al recupero di gettito derivante da  accertamento di evasione che a quello attribuibile alla maggiore  propensione all'adempimento da parte dei contribuenti, come effetto  delle misure e degli interventi definiti.  2. Anche sulla base degli indirizzi delle Camere, il Governo  definisce un programma di ulteriori misure ed interventi al fine di  implementare, anche attraverso la cooperazione internazionale ed il  rafforzamento dei controlli, l'azione di prevenzione e di contrasto  all'evasione fiscale allo scopo di conseguire nell'anno 2015 un  incremento di almeno 2 miliardi di euro di entrate dalla lotta  all'evasione fiscale rispetto a quelle ottenute nell'anno 2013.

 

Art. 7

 

(Destinazione dei proventi della lotta all'evasione fiscale)

 

1. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 36, terzo e quarto  periodo, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con  modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, cosi' come  modificato dall'articolo 1, comma 299, della legge 24 dicembre 2012,  n. 228, si applicano fino all'annualita' 2013 con riferimento alla  valutazione delle maggiori entrate dell'anno medesimo rispetto a  quelle del 2012. Le maggiori entrate strutturali ed effettivamente  incassate nell'anno 2013 derivanti dall'attivita' di contrasto  all'evasione fiscale, valutate ai sensi del predetto articolo 2,  comma 36, in 300 milioni di euro annui dal 2014, concorrono alla  copertura degli oneri derivanti dal presente decreto.

 

TITOLO II  Risparmi ed efficienza della spesa pubblica  CAPO I  Razionalizzazione della spesa pubblica per beni e servizi

 

Art. 8

 

(Trasparenza e razionalizzazione della spesa pubblica per beni e  servizi)

 

1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 11 del decreto  legislativo 14 marzo 2013, n. 33, fermo restando quanto previsto  dagli articoli 29, 33 e 37 del medesimo decreto legislativo,  pubblicano sui propri siti istituzionali, e rendono accessibili anche  attraverso il ricorso ad un portale unico, i dati relativi alla spesa  di cui ai propri bilanci preventivi e consuntivi e l'indicatore di  tempestivita' dei pagamenti secondo uno schema tipo e modalita'  definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da  emanarsi, sentita la Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del  decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro 30 giorni dalla  data di entrata in vigore del presente decreto.  2. La disposizione di cui al comma 1 costituisce, per le pubbliche  amministrazioni interessate, obbligo di trasparenza la cui  inosservanza e' sanzionata ai sensi dell'articolo 46 del medesimo  decreto legislativo n. 33 del 2013.  3. All'articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dopo il  comma 6, e' aggiunto il seguente: "6-bis I dati SIOPE delle  amministrazioni pubbliche gestiti dalla Banca d'Italia sono  liberamente accessibili secondo modalita' definite con decreto del  Ministero dell'economia e delle finanze nel rispetto del decreto  legislativo 7 marzo 2005, n. 82."  4. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente  decreto, le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 riducono la  spesa per acquisti di beni e servizi, in ogni settore, per un  ammontare complessivo pari a 2.100 milioni di euro per il 2014 in  ragione di:  a) 700 milioni di euro da parte delle regioni e delle province  autonome di Trento e Bolzano;  b) 700 milioni di euro, di cui 340 milioni di euro da parte delle  province e citta' metropolitane e 360 milioni di euro da parte dei  comuni;  c) 700 milioni di euro, comprensivi della riduzione di cui al  comma 11, da parte delle amministrazioni dello Stato di cui al comma  1.  Le stesse riduzioni si applicano, in ragione d'anno, a decorrere  dal 2015. Per le amministrazioni di cui alla lettera c) si provvede  secondo i criteri e nelle misure di cui all'articolo 50  5. Gli obiettivi di riduzione di spesa per ciascuna delle  amministrazioni di cui al comma 4, lettera c), sono determinati con  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi entro  30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto in  modo da determinare minori riduzioni per gli enti che acquistano ai  prezzi piu' prossimi a quelli di riferimento ove esistenti;  registrano minori tempi di pagamento dei fornitori; fanno piu' ampio  ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da centrali  di committenza. In caso di mancata adozione del decreto nel termine  dei 30 giorni, o di sua inefficacia, si applicano le disposizioni  dell'articolo 50. In pendenza del predetto termine le risorse  finanziarie corrispondenti agli importi indicati al comma 4, lettera  c), sono rese indisponibili.  6. La determinazione degli obiettivi di riduzione di spesa per le  regioni e le province autonome e' effettuata con le modalita' di cui  all'articolo 46.  7. La determinazione degli obiettivi di spesa per le province, i  comuni e le citta' metropolitane e' effettuata con le modalita' di  cui all'articolo 47.  8. Le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, per realizzare  l'obiettivo loro assegnato ai sensi dei commi da 4 a 7, sono:  a) autorizzate, a decorrere dalla data di entrata in vigore del  presente decreto, a ridurre gli importi dei contratti in essere aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi, nella  misura del 5 per cento, per tutta la durata residua dei contratti  medesimi. Le parti hanno facolta' di rinegoziare il contenuto dei  contratti, in funzione della suddetta riduzione. E' fatta salva la  facolta' del prestatore dei beni e dei servizi di recedere dal  contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della manifestazione di  volonta' di operare la riduzione senza alcuna penalita' da recesso  verso l'amministrazione. Il recesso e' comunicato all'Amministrazione  e ha effetto decorsi trenta giorni dal ricevimento della relativa  comunicazione da parte di quest'ultima. In caso di recesso, le  Amministrazioni di cui al comma 1, nelle more dell'espletamento delle  procedure per nuovi affidamenti, possono, al fine di assicurare  comunque la disponibilita' di beni e servizi necessari alla loro  attivita', stipulare nuovi contratti accedendo a convenzioni-quadro  di Consip S.p.A., a quelle di centrali di committenza regionale o  tramite affidamento diretto nel rispetto della disciplina europea e  nazionale sui contratti pubblici;  b) tenute ad assicurare che gli importi e i prezzi dei contratti  aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi stipulati  successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto  non siano superiori a quelli derivati, o derivabili, dalle riduzioni  di cui alla lettera a), e comunque non siano superiori ai prezzi di  riferimento, ove esistenti, o ai prezzi dei beni e servizi previsti  nelle convenzioni quadro stipulate da Consip S.p.A, ai sensi  dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.  9. Gli atti e i relativi contratti adottati in violazione delle  disposizioni di cui al comma 8, lettera b), sono nulli e sono  rilevanti ai fini della performance individuale e della  responsabilita' dirigenziale di chi li ha sottoscritti.  10 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono  adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente al  fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti  dall'applicazione del comma 4.  11. I programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per  la difesa nazionale sono rideterminati in maniera tale da conseguire  una riduzione degli stanziamenti di bilancio in misura non inferiore  a 400 milioni di euro per l'anno 2014 che concorrono alla  determinazione della riduzione di cui al comma 4, lettera c), per il  medesimo anno. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del  presente decreto, su proposta del Ministro della difesa, sentito il  Ministro dello sviluppo economico, e previa verifica del Ministero  dell'economia e delle finanze, le autorizzazioni di spesa iscritte  sugli stati di previsione dei Ministeri interessati sono  rideterminate in maniera tale da assicurare una riduzione in termini  di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni per gli  importi di cui al primo periodo. Nelle more dell'adozione del decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al secondo periodo  sono rese indisponibili le risorse, negli importi indicati al primo  periodo, iscritte nello stato di previsione del Ministero della  difesa relative ai programmi di cui all'articolo 536 del codice  dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo  2010, n. 66.

 

 

Art. 9

 

(Acquisizione di beni e servizi attraverso soggetti aggregatori e  prezzi di riferimento)

 

1. Nell'ambito dell'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui  all'articolo 33-ter del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,  operante presso l'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici  di lavori, servizi e forniture, e' istituito l'elenco dei soggetti  aggregatori di cui fanno parte Consip S.p.A. e una centrale di  committenza per ciascuna regione, qualora costituita ai sensi  dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.  2. I soggetti diversi da quelli di cui al comma 1 che svolgono  attivita' di centrale di committenza ai sensi dell'articolo 33 del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 richiedono all'Autorita'  l'iscrizione all'elenco dei soggetti aggregatori. Con decreto del  Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro  dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data  di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le  province autonome di Trento e di Bolzano sono definiti i requisiti  per l'iscrizione tra cui il carattere di stabilita' dell'attivita' di  centralizzazione, nonche' i valori di spesa ritenuti significativi  per le acquisizioni di beni e di servizi con riferimento ad ambiti,  anche territoriali, da ritenersi ottimali ai fini dell'aggregazione e  della centralizzazione della domanda. Con decreto del Presidente del  Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle finanze, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in  vigore del presente decreto, previa intesa con la Conferenza  permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province  autonome di Trento e di Bolzano, e' istituito il Tavolo tecnico dei  soggetti aggregatori, coordinato dal Ministro dell'economia e delle  finanze, e ne sono stabiliti i compiti, le attivita' e le modalita'  operative.  3. Fermo restando quanto previsto all'articolo 1, commi 449 e 455,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all'articolo 2, comma 574,  della legge 24 dicembre 2007, n. 244, all'articolo 1, comma 7,  all'articolo 4, comma 3-quater e all'articolo 15, comma 13, lettera  d) del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, con decreto del Presidente  del Consiglio dei Ministri da adottarsi, d'intesa con la Conferenza  permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province  autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 dicembre di ogni anno,  sulla base di analisi del Tavolo dei soggetti aggregatori e in  ragione delle risorse messe a disposizione ai sensi del comma 7, sono  individuate le categorie di beni e di servizi nonche' le soglie al  superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e  periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e  grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie,  nonche' le regioni, gli enti regionali, nonche' loro consorzi e  associazioni, e gli enti del servizio sanitario nazionale ricorrono,  rispettivamente, a Consip S.p.A. e al soggetto aggregatore di  riferimento per lo svolgimento delle relative procedure. Con il  decreto di cui al periodo precedente sono, altresi', individuate le  modalita' di attuazione del presente comma.  4. Il comma 3-bis dell'articolo 33 del decreto legislativo 6 aprile  2006, n. 163 e' sostituito dal seguente:  "3-bis. I Comuni non capoluogo di provincia procedono  all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delle unioni  dei comuni di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 15 agosto  2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo  consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici,  ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai  sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi  Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti  elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A.o da altro soggetto aggregatore di riferimento.  5. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica  attraverso la razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e  di servizi, le regioni costituiscono ovvero designano, entro il 31  dicembre 2014, ove non esistente, un soggetto aggregatore secondo  quanto previsto al comma 1. In ogni caso il numero complessivo dei  soggetti aggregatori presenti sul territorio nazionale non puo'  essere superiore a 35.  6. In alternativa all'obbligo di cui al comma 5 e ferma restando la  facolta' per le regioni di costituire centrali di committenza anche  unitamente ad altre regioni secondo quanto previsto all'articolo 1,  comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le regioni possono  stipulare con Consip S.p.A. apposite convenzioni per la disciplina  dei relativi rapporti sulla cui base Consip S.p.A. svolge attivita'  di centrale di committenza per gli enti del territorio regionale, ai  sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 455, della legge 27  dicembre 2006, n. 296.  7. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 11 e 17, comma 1,  lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con  modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n 111, nelle more del  perfezionamento delle attivita' concernenti la determinazione annuale  dei costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura da parte  dell'Osservatorio presso l'Autorita' per la vigilanza sui contratti  pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all'articolo 7 del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e anche al fine di  potenziare le attivita' delle centrali di committenza, la predetta  Autorita', a partire dal 1° ottobre 2014, attraverso la banca dati  nazionale dei contratti pubblici di cui all'articolo 62-bis del  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, fornisce alle  amministrazioni pubbliche un'elaborazione dei prezzi di riferimento  alle condizioni di maggiore efficienza di beni e di servizi, tra  quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico della  pubblica amministrazione, nonche' pubblica sul proprio sito web i  prezzi unitari corrisposti dalle pubbliche amministrazioni per gli  acquisti di tali beni e servizi. I prezzi di riferimento pubblicati  dall'Autorita' e dalla stessa aggiornati entro il 1° ottobre di ogni  anno, sono utilizzati per la programmazione dell'attivita'  contrattuale della pubblica amministrazione e costituiscono prezzo  massimo di aggiudicazione, anche per le procedure di gara aggiudicate  all'offerta piu' vantaggiosa, in tutti i casi in cui non e' presente  una convenzione stipulata ai sensi dell'articolo 26, comma 1, della  legge 23 dicembre 1999, n. 488, in ambito nazionale ovvero  nell'ambito territoriale di riferimento. I contratti stipulati in  violazione di tale prezzo massimo sono nulli.  8. In fase di prima applicazione, la determinazione dei prezzi di  riferimento e' effettuata sulla base dei dati rilevati dalle stazioni  appaltanti che hanno effettuato i maggiori volumi di acquisto, come  risultanti dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici.  9. Al fine di garantire la realizzazione degli interventi di  razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti di  beni e di servizi, e' istituito, nello stato di previsione del  Ministero dell'economia e delle finanze, il Fondo per l'aggregazione  degli acquisti di beni e di servizi destinato al finanziamento delle  attivita' svolte dai soggetti aggregatori di cui al comma 1 del  presente articolo, con la dotazione di 10 milioni di euro per l'anno  2015 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016. Con  decreto del Ministero dell'economia e delle finanze sono stabiliti i  criteri di ripartizione delle risorse del Fondo di cui al precedente  periodo.  10. Le entrate derivanti dal riversamento al bilancio dello Stato  degli avanzi di gestione di cui all'articolo 1, comma 358, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, conseguiti negli anni 2012 e 2013,  sono utilizzate, per l'anno 2014, nel limite di 5 milioni di euro,  oltre che per il potenziamento delle strutture dell'amministrazione  finanziaria, per il finanziamento delle attivita' svolte da Consip  S.p.a. nell'ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti  delle Pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 4, comma  3-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con  modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. A tal fine, le  somme versate in uno specifico capitolo di entrata sono riassegnate,  con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze anche ad  apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero  dell'economia e delle finanze - Dipartimento dell'Amministrazione  Generale, del personale e dei servizi.

 

 

Art. 10

 

(Attivita' di controllo)

 

1. I compiti di controllo sulle attivita' finalizzate  all'acquisizione di beni e servizi sono attribuiti all'Autorita' per  la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture,  che li esercita secondo quanto previsto dal decreto legislativo 12  aprile 2006, n. 163.  2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'Autorita':  a) puo' avvalersi del supporto della Guardia di finanza, della  Ragioneria Generale dello Stato, delle amministrazioni pubbliche,  degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico, sulla base  di apposite convenzioni che possono prevedere meccanismi per la  copertura dei costi per lo svolgimento delle attivita' di supporto;  b) riceve dalle amministrazioni pubbliche i dati e i documenti di  cui al comma 4, lettere a) e b);  c) trasmette alle strutture, agli uffici e agli organi preposti  alle funzioni di controllo delle amministrazioni pubbliche dati e  circostanze ritenuti rilevanti ai fini dell'esercizio delle predette  funzioni.  3. Il Ministro dell'economia e delle finanze individua, con proprio  decreto, da emanarsi entro il 30 giugno 2014, le prestazioni  principali in relazione alle caratteristiche essenziali dei beni e  servizi oggetto delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi  dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 cui e' stato  possibile ricorrere tra il 1° gennaio 2013 e la data di entrata in  vigore del presente decreto. Entro 10 giorni dall'emanazione del  decreto di cui al periodo precedente il Ministero pubblica sul  proprio sito internet i prezzi relativi alle prestazioni individuate.  4. Entro il 30 settembre 2014, le amministrazioni aggiudicatrici di  cui all'articolo 3, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile 2006,  n. 163 trasmettono all'Osservatorio dei contratti pubblici di lavori,  servizi e forniture:  a) i dati dei contratti non conclusi attraverso centrali di  committenza di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza  comunitaria aventi ad oggetto una o piu' delle prestazioni  individuate dal decreto di cui al comma 3 del presente articolo, in  essere alla data del 30 settembre 2014;  b) i dati dei contratti aventi ad oggetto beni o servizi di  importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria e  relativa determina a contrarre, in essere alla data del 30 settembre  2014, stipulati a seguito di procedura negoziata ai sensi degli  articoli 56 o 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  ovvero a seguito di procedura aperta o ristretta di cui all'articolo 55 del medesimo decreto legislativo n. 163 del 2006 in cui sia stata  presentata una sola offerta valida.  5. Con deliberazione dell'Autorita' sono stabilite le modalita' di  attuazione del comma 4 e individuati, in particolare, i dati oggetto  della trasmissione.

 

 

Art. 11

 

(Riduzione dei costi di riscossione fiscale)

 

1. L'Agenzia delle entrate provvede alla revisione delle  condizioni, incluse quelle di remunerazione delle riscossioni dei  versamenti unitari di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9  luglio 1997, n. 241 effettuate da parte delle banche e degli altri  operatori, del servizio di accoglimento delle deleghe di pagamento,  in modo da assicurare una riduzione di spesa pari, per l'anno 2014,  al 30 per cento e, per ciascun anno successivo, al 40 per cento di  quella sostenuta nel 2013; conseguentemente i trasferimenti alla  predetta Agenzia sono ridotti di 75 milioni di euro per l'anno 2014 e  di 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015.  2. A decorrere dal 1° ottobre 2014, fermi restando i limiti gia'  previsti da altre disposizioni vigenti in materia, i versamenti di  cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,  sono eseguiti:  a) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a  disposizione dall'Agenzia delle entrate, nel caso in cui, per effetto  delle compensazioni effettuate, il saldo finale sia di importo pari a  zero;  b) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a  disposizione dall'Agenzia delle entrate e dagli intermediari della  riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui siano  effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo  positivo;  c) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a  disposizione dall'Agenzia delle entrate e dagli intermediari della  riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui il saldo  finale sia di importo superiore a mille euro.  3. L'utilizzatore dei servizi telematici messi a disposizione dagli  intermediari della riscossione convenzionati con l'Agenzia delle  entrate puo' inviare la delega di versamento anche di un soggetto  terzo, mediante addebito su propri strumenti di pagamento, previo  rilascio all'intermediario di apposita autorizzazione, anche  cumulativa, ad operare in tal senso da parte dell'intestatario  effettivo della delega, che resta comunque responsabile ad ogni  effetto.

 

 

Art. 12

 

(Remunerazione conti di tesoreria e provvigioni di collocamento dei  titoli)

 

1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro trenta giorni  dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adegua  l'articolo 6 del proprio decreto ministeriale del 5 dicembre 2003 al  fine di allineare la rilevazione dei tassi di interesse corrisposti  sulle giacenze dei conti correnti fruttiferi di tesoreria al momento  della loro effettiva maturazione.

2. Il Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito delle  prerogative previste dall'articolo 3 del decreto del Presidente della  Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, modula le provvigioni per il  servizio del collocamento in asta in considerazione dell'andamento  del mercato, con particolare riguardo al livello dei tassi e alla  tutela del risparmio.

 

CAPO II  Amministrazione sobria

 

Art. 13

 

(Limite al trattamento economico del personale pubblico e delle  societa' partecipate)

 

1. A decorrere dal 1° maggio 2014 il limite massimo retributivo  riferito al primo presidente della Corte di cassazione previsto dagli  articoli 23-bis e 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,  e successive modificazioni e integrazioni, e' fissato in euro 240.000  annui al lordo dei contributi previdenziali ed assistenziali e degli  oneri fiscali a carico del dipendente. A decorrere dalla predetta  data i riferimenti al limite retributivo di cui ai predetti articoli  23-bis e 23-ter contenuti in disposizioni legislative e regolamentari  vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, si  intendono sostituiti dal predetto importo. Sono in ogni caso fatte  salve le disposizioni legislative, regolamentari e statutarie che  prevedono limiti retributivi inferiori a quello previsto dal presente  articolo.  2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) al comma 471, dopo le parole "autorita' amministrative  indipendenti" sono inserite le seguenti: ", con gli enti pubblici  economici";  b) al comma 472, dopo le parole "direzione e controllo" sono  inserite le seguenti: "delle autorita' amministrative indipendenti  e";  c) al comma 473, le parole "fatti salvi i compensi percepiti per  prestazioni occasionali" sono sostituite dalle seguenti "ovvero di  societa' partecipate in via diretta o indiretta dalle predette  amministrazioni";  3. Le regioni provvedono ad adeguare i propri ordinamenti al nuovo  limite retributivo di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 1, comma  475, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nel termine ivi previsto.  4. Ai fini dei trattamenti previdenziali, le riduzioni dei  trattamenti retributivi conseguenti all'applicazione delle  disposizioni di cui al presente articolo operano con riferimento alle  anzianita' contributive maturate a decorrere dal 1° maggio 2014.  5. La Banca d'Italia, nella sua autonomia organizzativa e  finanziaria, adegua il proprio ordinamento ai principi di cui al  presente articolo.

 

 

Art. 14

 

(Controllo della spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca  e per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa)

 

1. Ad eccezione delle Universita', degli istituti di formazione,  degli enti di ricerca e degli enti del servizio sanitario nazionale,  fermi restando i limiti derivanti dalle vigenti disposizioni e in  particolare le disposizioni di cui all'articolo 6, comma 7, del  decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio  2010, n. 122 e all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 31 agosto  2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre  2013, n. 125, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto  economico consolidato della pubblica amministrazione, come  individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi  dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a  decorrere dall'anno 2014, non possono conferire incarichi di  consulenza, studio e ricerca quando la spesa complessiva sostenuta  nell'anno per tali incarichi e' superiore rispetto alla spesa per il  personale dell'amministrazione che conferisce l'incarico, come  risultante dal conto annuale del 2012, al 4,2% per le amministrazioni  con spesa di personale pari o inferiore a 5 milioni di euro, e  all'1,4% per le amministrazioni con spesa di personale superiore a 5  milioni di euro.  2. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi da 6 a 6-quater  dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e i  limiti previsti dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31  maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30  luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni, le amministrazioni  pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica  amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di  statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31  dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle Universita', degli  istituti di formazione, degli enti di ricerca e degli enti del  servizio sanitario nazionale, a decorrere dall'anno 2014, non possono  stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa  quando la spesa complessiva per tali contratti e' superiore rispetto  alla spesa del personale dell'amministrazione che conferisce  l'incarico come risultante dal conto annuale del 2012, al 4,5% per le  amministrazioni con spesa di personale pari o inferiore a 5 milioni  di euro, e all'1,1% per le amministrazioni con spesa di personale  superiore a 5 milioni di euro.  3. Per le amministrazioni non tenute alla redazione del conto  annuale nell'anno 2012, ai fini dell'applicazione delle disposizioni  di cui ai commi 1 e 2, si fa riferimento ai valori risultanti dal  bilancio consuntivo 2012.  4. Gli incarichi e i contratti in corso sono rinegoziati entro 30  giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai fini  di assicurare il rispetto dei limiti di cui ai commi 1 e 2.

 

 

Art. 15

 

(Spesa per autovetture)

 

1. Il comma 2 dell'articolo 5 del decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,  e' sostituito dal seguente:  "2. A decorrere dal 1° maggio 2014, le amministrazioni pubbliche  inserite nel conto economico consolidato della pubblica  amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di  statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31  dicembre 2009, n. 196, nonche' le autorita' indipendenti, ivi inclusa  la Commissione nazionale per le societa' e la borsa (Consob), non possono effettuare spese di ammontare superiore al 30 per cento della  spesa sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto, la manutenzione, il  noleggio e l'esercizio di autovetture, nonche' per l'acquisto di  buoni taxi. Tale limite puo' essere derogato, per il solo anno 2014,  esclusivamente per effetto di contratti pluriennali gia' in essere.  Tale limite non si applica alle autovetture utilizzate  dall'Ispettorato centrale della tutela della qualita' e repressione  frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche  agricole alimentari e forestali, dal Corpo nazionale dei vigili del  fuoco o per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della  sicurezza pubblica, per i servizi sociali e sanitari svolti per  garantire i livelli essenziali di assistenza, ovvero per i servizi  istituzionali svolti nell'area tecnico-operativa della difesa e per i  servizi di vigilanza e intervento sulla rete stradale gestita da ANAS  S.p.a., nonche' per i servizi istituzionali delle rappresentanze  diplomatiche e degli uffici consolari svolti all'estero. I contratti  di locazione o noleggio in corso alla data di entrata in vigore del  presente decreto possono essere ceduti, anche senza l'assenso del  contraente privato, alle Forze di polizia, con il trasferimento delle  relative risorse finanziarie sino alla scadenza del contratto.".  2. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 5, comma 2, del  decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,  dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come sostituito dal comma 1 del  presente articolo, e dall'articolo 1, commi da 1 a 4-bis, del  decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,  dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, con decreto del Presidente del  Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per la  semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il  Ministro dell'economia e delle finanze, e' indicato il numero  massimo, non superiore a cinque, per le auto di servizio ad uso  esclusivo, nonche' per quelle ad uso non esclusivo, di cui puo'  disporre ciascuna amministrazione centrale dello Stato.

 

 

Art. 16

 

(Riorganizzazione dei Ministeri e interventi in agricoltura)

 

1. I Ministeri e la Presidenza del Consiglio dei ministri sono  tenuti ad assicurare un obiettivo di risparmio di spesa complessivo  pari a 240 milioni di euro per l'anno 2014. Gli importi sono  determinati secondo le modalita' di cui all'articolo 1, comma 428,  della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall'articolo  2, comma 1, lettera c), del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50.  2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare  entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione del presente decreto, sentiti i Ministri competenti,  previa verifica da parte del Ministro dell'economia e delle finanze  degli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica, sono  individuate le voci di spesa da ridurre per la realizzazione  dell'obiettivo di risparmio di spesa disposto dal comma 1.  3. Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 2, il  Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad accantonare  e rendere indisponibili le somme corrispondenti agli importi di cui  al comma 1.  4. Al solo fine di realizzare interventi di riordino diretti ad  assicurare ulteriori riduzioni della spesa, a decorrere dalla data di  entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e  fino al 15 luglio 2014, i regolamenti di organizzazione dei Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione,  possono essere adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il  Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con  il Ministro dell'economia e delle finanze, previa delibera del  Consiglio dei ministri. I decreti previsti dal presente comma sono  soggetti al controllo preventivo di legittimita' della Corte dei  conti ai sensi dell'articolo 3, commi da 1 a 3, della legge 14  gennaio 1994, n. 20. Sugli stessi decreti il Presidente del Consiglio  dei ministri ha facolta' di richiedere il parere del Consiglio di  Stato. A decorrere dalla data di efficacia di ciascuno dei predetti  decreti cessa di avere vigore, per il Ministero interessato, il  regolamento di organizzazione vigente. Il termine di cui al primo  periodo si intende rispettato se entro la medesima data sono  trasmessi al Ministro per la pubblica amministrazione e la  semplificazione e al Ministero dell'economia e delle finanze gli  schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.  5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 13, comma  3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e' ridotta di euro  28.354.930 per l'anno 2014; le somme iscritte nel conto dei residui  per l'anno 2014 sul fondo per gli interventi di cui alla medesima  autorizzazione di spesa, sono versate per l'importo di 29.126.428  euro all'entrata del bilancio dello Stato per l'anno stesso.  6. Nelle more di un'organica revisione della disciplina degli  uffici di diretta collaborazione di cui all'articolo 14, comma 2, del  decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per l'anno 2014, con  riferimento alla quota corrispondente al periodo maggio-dicembre, gli  stanziamenti degli stati di previsione dei Ministeri e del bilancio  autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri concernenti le  spese per l'indennita' di diretta collaborazione spettante agli  addetti in servizio presso gli Uffici di diretta collaborazione dei  Ministri, con esclusione della spesa riferita ai destinatari della  riduzione del 10 per cento prevista dall'articolo 9, comma 2, del  decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono ridotti del 20 per cento.  7. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 46-bis del  decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni,  dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e' incrementata di 4,8 milioni di  euro per l'anno 2014.  8. Ad integrazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 53,  della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, e  dall'articolo 1, comma 71, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e  successive modificazioni e integrazioni, l'Istituto per lo sviluppo  agroalimentare (ISA) Spa, interamente partecipato dal Ministero delle  politiche agricole alimentari e forestali, e' autorizzato a versare  all'entrata del bilancio dello Stato la somma di 10,7 milioni di euro  entro il 31 luglio 2014.  9. Nell'ambito delle economie utilizzabili ai sensi dell'articolo  16-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con  modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, il Commissario ad  acta di cui all'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 8 febbraio  1995, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile  1995, n. 104, e' autorizzato a versare all'entrata del bilancio dello  Stato la somma di euro 5,5 milioni di euro entro il 31 luglio 2014.

 

 

Art. 17

 

(Concorso degli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale alla riduzione della spesa pubblica)

 

1. Per l'anno 2014, gli importi corrispondenti alle riduzioni di  spesa autonomamente deliberate dalla Presidenza della Repubblica, dal  Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati e dalla Corte  Costituzionale, secondo le modalita' previste dai rispettivi  ordinamenti, sono versati, nella misura complessiva di 50 milioni di  euro, all'entrata del bilancio dello Stato.  2. Per l'anno 2014 gli stanziamenti iscritti in bilancio per le  spese di funzionamento del Consiglio nazionale dell'economia e del  lavoro, e degli organi di autogoverno della magistratura ordinaria,  amministrativa e contabile sono ridotti, complessivamente, di 5,5  milioni di euro.  3. Le somme versate dal Consiglio nazionale dell'economia e del  lavoro, nell'anno 2014, relative all'avanzo di gestione dell'anno  2012 per l'importo di euro 4.532.000, restano acquisite all'entrata  del bilancio dello Stato.

 

 

Art. 18

 

(Abolizione di agevolazioni postali)

 

1. A decorrere dal 1° giugno 2014, le tariffe postali agevolate di  cui agli articoli 17 e 20 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, ed  all'articolo 12, comma 6-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.  149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014,  n.13, sono soppresse. Il fornitore del servizio postale universale e'  autorizzato ad assumere iniziative commerciali e organizzative idonee  a contenere nel limite degli stanziamenti del bilancio dello Stato,  allo scopo finalizzati, l'onere relativo alla fruizione entro il 31  maggio 2014 delle predette tariffe postali agevolate.

 

 

Art. 19

 

(Riduzione dei costi nei comuni, nelle province e nelle citta'  metropolitane )

 

1. All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, dopo il comma  150 sono inseriti i seguenti:  "150-bis. In considerazione delle misure recate dalla presente  legge, le Province e le Citta' metropolitane assicurano un contributo  alla finanza pubblica pari a 100 milioni di euro per l'anno 2014, a  60 milioni di euro per l'anno 2015 e a 69 milioni di euro a decorrere  dall'anno 2016. Con decreto del Ministero dell'interno di concerto  con il Ministero dell'economia e delle finanze, sono stabilite le  modalita' di riparto del contributo di cui al periodo precedente.  150-ter. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di  cui al comma 92, a seguito del trasferimento delle risorse  finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse  all'esercizio delle funzioni che devono essere trasferite, ai sensi  dei commi da 85 a 97, tra le Province, citta' metropolitane e gli  altri enti territoriali interessati, stabilisce altresi' le modalita'  di recupero delle somme di cui al comma 150-bis.".

 

 

Art. 20

 

(Societa' partecipate)

 

1. Al fine del perseguimento di una maggiore efficienza e del  contenimento della spesa pubblica, le societa' a totale  partecipazione diretta o indiretta dello Stato e le societa'  direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi  dell'articolo 2359, 1° comma, n. 1), del codice civile, i cui soci di  minoranza sono pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma  2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed enti pubblici  economici, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari  quotati nei mercati regolamentati, realizzano, nel biennio 2014-2015,  una riduzione dei costi operativi, esclusi gli ammortamenti e le  svalutazioni delle immobilizzazioni nonche' gli accantonamenti per  rischi, nella misura non inferiore al 2,5 per cento nel 2014 ed al 4  per cento nel 2015. Nel calcolo della riduzione di cui al periodo  precedente sono inclusi i risparmi da realizzare ai sensi del  presente decreto.  2. Ai fini della quantificazione del risparmio di cui al comma 1,  si fa riferimento alle voci di conto economico ed ai relativi valori  risultanti dai bilanci di esercizio approvati per l'anno 2013.  3. Entro il 30 settembre di ciascun esercizio le societa' di cui al  comma 1 provvedono a distribuire agli azionisti riserve disponibili,  ove presenti, per un importo pari al 90 per cento dei risparmi di  spesa conseguiti in attuazione di quanto previsto al medesimo comma  1. In sede di approvazione dei bilanci di esercizio 2014 e 2015 le  stesse societa' provvedono a distribuire agli azionisti un dividendo  almeno pari ai risparmi di spesa conseguiti, al netto dell'eventuale  acconto erogato.  4. Le societa' a totale partecipazione pubblica diretta dello Stato  provvedono per ciascuno degli esercizi considerati a versare ad  apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato gli importi  percepiti dalle proprie controllate ai sensi del presente articolo.  5. Per il biennio 2014-2015, i compensi variabili degli  amministratori delegati e dei dirigenti per i quali e'  contrattualmente prevista una componente variabile della  retribuzione, sono collegati in misura non inferiore al 30 per cento  ad obiettivi riguardanti l'ulteriore riduzione dei costi rispetto  agli obiettivi di efficientamento di cui ai precedenti commi.  6. Il Collegio sindacale verifica il corretto adempimento dei  commi precedenti dandone evidenza nella propria relazione al bilancio  d'esercizio, con descrizione delle misure di contenimento adottate.  7. La presente disposizione non si applica alle societa' per le  quali alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano  gia' avviate procedure volte ad una apertura ai privati del capitale.

 

 

Art. 21

 

(Disposizioni concernenti RAI S.p.A.)

 

1. All'articolo 17 della legge 3 maggio 2004, n. 112, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) al comma 2, la lettera p) e' sostituita dalla seguente: "p)  l'informazione pubblica a livello nazionale e regionale, nel rispetto  di quanto previsto alla lettera f);";  b) il comma 3 e' soppresso.  2. Fino alla definizione di un nuovo assetto territoriale da parte  di RAI S.p.a., le sedi regionali o, per le province autonome di  Trento e di Bolzano, le sedi provinciali della societa' continuano ad operare in regime di autonomia finanziaria e contabile in relazione  all'attivita' di adempimento degli obblighi di pubblico servizio  affidati alle stesse.  3. Ai fini dell'efficientamento, della razionalizzazione e del  riassetto industriale nell'ambito delle partecipazioni detenute dalla  RAI S.p.A., la Societa' puo' cedere sul mercato, secondo modalita'  trasparenti e non discriminatorie, quote di societa' partecipate,  garantendo la continuita' del servizio erogato. In caso di cessione  di partecipazioni strategiche che determini la perdita del controllo,  le modalita' di alienazione sono individuate con decreto del  Presidente del consiglio dei ministri adottato su proposta del  Ministro dell'economia e delle finanze d'intesa con il Ministro dello  sviluppo economico.  4. Le somme da riversare alla concessionaria del servizio pubblico  radiotelevisivo, di cui all'articolo 27, comma 8, primo periodo,  della legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono ridotte, per l'anno 2014,  di euro 150 milioni.

 

CAPO III  Trasferimenti e sussidi

 

Art. 22

 

(Riduzione delle spese fiscali)

 

1. All'articolo 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,  e successive modificazioni, le parole: "e si considerano produttive  di reddito agrario" sono sostituite dalle seguenti: ". Il reddito e'  determinato applicando all'ammontare dei corrispettivi delle  operazioni soggette a registrazione agli effetti dell'imposta sul  valore aggiunto il coefficiente di redditivita' del 25 per cento,".  Le disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dal  periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 e  di esse si tiene conto ai fini della determinazione dell'acconto  delle imposte sui redditi dovute per il predetto periodo d'imposta.  2. Il comma 5-bis dell'articolo 4 del decreto-legge 2 marzo 2012,  n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n.  44, e' sostituito dal seguente: "5-bis. Con decreto di natura non  regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto  con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, e  dell'interno, sono individuati i comuni nei quali, a decorrere  dall'anno di imposta 2014, si applica l'esenzione di cui alla lettera  h) del comma 1 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 dicembre  1992, n. 504, sulla base dell'altitudine riportata nell'elenco dei  comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica  (ISTAT), diversificando eventualmente tra terreni posseduti da  coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di cui  all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti  nella previdenza agricola, e gli altri ed in maniera tale da ottenere  un maggior gettito complessivo annuo non inferiore a 350 milioni di  euro a decorrere dal medesimo anno 2014. Il recupero del maggior  gettito, come risultante per ciascun comune a seguito dell'adozione  del decreto di cui al periodo precedente, e' operato, per i comuni  delle Regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e  Sardegna, con la procedura prevista dai commi 128 e 129 dell'articolo  1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e, per i comuni delle regioni  Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta e delle province autonome di  Trento e di Bolzano, in sede di attuazione del comma 17 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con  modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

 

CAPO IV  Aziende municipalizzate

 

Art. 23

 

(Riordino e riduzione della spesa di aziende, istituzioni e societa'  controllate dalle amministrazioni locali)

 

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, comma 29, della  legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dall'articolo 1, comma 569, della  legge 27 dicembre 2013, n. 147, il Commissario straordinario di cui  all'articolo 49-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,  entro il 31 ottobre 2014 predispone un programma di razionalizzazione  delle aziende speciali, delle istituzioni e delle societa'  direttamente o indirettamente controllate dalle amministrazioni  locali incluse nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 3, della  legge 31 dicembre 2009, n. 196, individuando in particolare  specifiche misure:  a) per la liquidazione o trasformazione per fusione o  incorporazione degli organismi sopra indicati, in funzione delle  dimensioni e degli ambiti ottimali per lo svolgimento delle  rispettive attivita';  b) per l'efficientamento della loro gestione, anche attraverso la  comparazione con altri operatori che operano a livello nazionale e  internazionale;  c) per la cessione di rami d'azienda o anche di personale ad  altre societa' anche a capitale privato con il trasferimento di  funzioni e attivita' di servizi.

 

CAPO V  Razionalizzazione degli spazi della pubblica amministrazione

 

Art. 24

 

(Disposizioni in materia di locazioni e manutenzioni di immobili da  parte delle pubbliche amministrazioni)

 

1. All'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,  e successive modificazioni ed integrazioni, dopo le parole: "b)  verifica la congruita' del canone degli immobili di proprieta' di  terzi, ai sensi dell'articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre  2005, n. 266, individuati dalle predette amministrazioni tramite  indagini di mercato" sono inserite le seguenti: "che devono essere  effettuate prioritariamente tra gli immobili di proprieta' pubblica  presenti sull'applicativo informatico messo a disposizione  dall'Agenzia del demanio; con la predetta consultazione si  considerano assolti i relativi obblighi di legge in materia di  pubblicita', trasparenza e diffusione delle informazioni".  2. All'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e  successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti  modificazioni:  a) al comma 222-bis, dopo l'ottavo periodo, e' aggiunto il seguente: "In caso di inadempimento dei predetti obblighi, l'Agenzia  del demanio ne effettua la segnalazione alla Corte dei conti per gli  atti di rispettiva competenza.";  b) dopo il comma 222-ter e' inserito il seguente:  "222-quater. Le amministrazioni di cui al primo periodo del  comma 222-bis, entro il 30 giugno 2015, predispongono un nuovo piano  di razionalizzazione nazionale per assicurare, oltre al rispetto del  parametro metri quadrati per addetto di cui al comma 222-bis, un  complessivo efficientamento della presenza territoriale, attraverso  l'utilizzo degli immobili pubblici disponibili o di parte di essi,  anche in condivisione con altre amministrazioni pubbliche, compresi  quelli di proprieta' degli enti pubblici, e il rilascio di immobili  condotti in locazione passiva in modo da garantire per ciascuna  amministrazione, dal 2016, una riduzione, con riferimento ai valori  registrati nel 2014, non inferiore al 50 per cento in termini di  spesa per locazioni passive e non inferiore al 30 per cento in  termini di spazi utilizzati negli immobili dello Stato. Sono esclusi  dall'applicazione della disposizione di cui al primo periodo i  presidi territoriali di pubblica sicurezza e gli edifici  penitenziari. I piani di razionalizzazione nazionali sono trasmessi  all'Agenzia del demanio per la verifica della compatibilita' degli  stessi con gli obiettivi fissati dal presente comma. Entro e non  oltre 60 giorni dalla presentazione del piano, l'Agenzia del demanio  comunica al Ministero dell'economia e delle finanze e  all'amministrazione interessata i risultati della verifica. In caso  tale verifica risulti positiva, l'Agenzia comunica gli stanziamenti  di bilancio delle amministrazioni, relativi alle locazioni passive,  da ridurre per effetto dei risparmi individuati nel piano. Nel caso  in cui, invece, il piano di razionalizzazione nazionale non venga  presentato, ovvero sia presentato, ma non sia in linea con gli  obiettivi fissati dal presente comma, il Ministero dell'economia e  delle finanze, sulla base dei dati comunicati dall'Agenzia del  demanio, effettua una corrispondente riduzione sui capitoli relativi  alle spese correnti per l'acquisto di beni e servizi  dell'amministrazione inadempiente, al fine di garantire i risparmi  attesi dall'applicazione del presente comma. Con decreti del Ministro  dell'economia e delle finanze, nel limite massimo del 50 per cento  dei complessivi risparmi individuati nei piani di razionalizzazione  positivamente verificati, sono apportate le occorrenti variazioni di  bilancio necessarie per il finanziamento delle spese connesse alla  realizzazione dei predetti piani, da parte delle amministrazioni e  dell'Agenzia del demanio."  3. All'articolo 12 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,  sono apportate le seguenti modificazioni:  a) al comma 3 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le  medesime Amministrazioni comunicano inoltre semestralmente, al di  fuori dei casi per i quali sono attribuite all'Agenzia del demanio le  decisioni di spesa ai sensi del comma 2 lettere a) e b), tutti i  restanti interventi manutentivi effettuati sia sugli immobili di  proprieta' dello Stato, in uso governativo, sia su quelli di  proprieta' di terzi utilizzati a qualsiasi titolo, nonche'  l'ammontare dei relativi oneri.";  b) al comma 4 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il  piano generale puo' essere oggetto di revisione in corso d'anno,  sentiti i Provveditorati per le opere pubbliche del Ministero delle  infrastrutture e dei trasporti, in caso di sopravvenute ed  imprevedibili esigenze manutentive considerate prioritarie rispetto  ad uno o piu' interventi inseriti nel Piano, ove non risultino gia'  affidati ad uno degli operatori con cui l'Agenzia ha stipulato  accordi quadro ai sensi del comma 5.";

c) al comma 5, il primo periodo e' sostituito dal seguente:  "L'Agenzia del demanio, al fine di progettare e realizzare gli  interventi manutentivi di cui al comma 2, lettere a) e b), e per gli  interventi manutentivi dalla stessa gestiti con fondi diversi da  quelli di cui al comma 6, stipula accordi quadro, riferiti ad ambiti  territoriali predefiniti, con operatori specializzati nel settore  individuati mediante procedure ad evidenza pubblica, ed anche  avvalendosi di societa' a totale o prevalente capitale pubblico,  senza nuovi o maggiori oneri".  4. All'articolo 3 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,  sono apportate le seguenti modificazioni:  a) al comma 4 le parole "1° gennaio 2015" sono sostituite con le  parole "1° luglio 2014";  b) il comma 7 e' sostituito dal seguente: "7. Fermo restando  quanto previsto dal comma 10, le previsioni di cui ai commi da 4 a 6  si applicano altresi' alle altre amministrazioni di cui all'articolo  1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in quanto  compatibili. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano  possono adottare misure alternative di contenimento della spesa  corrente al fine di conseguire risparmi non inferiori a quelli  derivanti dall'applicazione della presente disposizione.".  5. Al fine della riduzione della spesa per il deposito legale di  stampati e documenti:  a) agli istituti depositari previsti dal regolamento attuativo  dell'articolo 5, comma 1, della legge 15 aprile 2004, n. 106, e'  consegnata una sola copia di stampati e di documenti a questi  assimilabili;  b) per l'archivio nazionale della produzione editoriale non sono  soggette al deposito legale le ristampe inalterate di tutti i  documenti stampati in Italia.

 

CAPO VI  Digitalizzazione

 

Art. 25

 

(Anticipazione obbligo fattura elettronica)

 

1. Nell'ambito del piu' ampio programma di digitalizzazione delle  amministrazioni pubbliche definito dall'Agenzia per l'Italia  digitale, al fine di accelerare il completamento del percorso di  adeguamento all'utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti  economici tra pubblica amministrazione e fornitori, il termine di cui  all'articolo 6, comma 3, del decreto del Ministro dell'economia e  delle finanze 3 aprile 2013, n. 55 recante "Regolamento in materia di  emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da  applicarsi alle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 1,  commi da 209 a 213, della legge 24 dicembre 2007, n. 244", e'  anticipato al 31 marzo 2015. Alla medesima data, sentita la  Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo  28 agosto 1997, n. 281, e' anticipato il termine dal quale decorrono  gli obblighi previsti dal predetto decreto n. 55 del 2013, per le  amministrazioni locali di cui al comma 209 della citata legge n. 244  del 2007.  2. Al fine di assicurare l'effettiva tracciabilita' dei pagamenti  da parte delle pubbliche amministrazioni, le fatture elettroniche  emesse verso le stesse pubbliche amministrazioni riportano:

 

1) il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di  esclusione dall'obbligo di tracciabilita' di cui alla legge 13 agosto  2010, n. 136;  2) il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative  a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria,  interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai  sensi dell'articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3;  3. Le pubbliche amministrazioni non possono procedere al pagamento  delle fatture elettroniche che non riportano i codici Cig e Cup ai  sensi del comma 2.

 

 

Art. 26

 

(Pubblicazione telematica di avvisi e bandi)

 

1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le  seguenti modifiche:  a) all'articolo 66, il comma 7 e' sostituito dai seguenti:  "7. Gli avvisi e i bandi sono altresi' pubblicati sulla  Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale relativa  ai contratti pubblici, sul «profilo di committente» della stazione  appaltante, ed entro i successivi due giorni lavorativi, sul sito  informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui  al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20, e  sul sito informatico presso l'Osservatorio, con l'indicazione degli  estremi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana e' effettuata entro il sesto giorno feriale successivo a  quello del ricevimento della documentazione da parte dell'Ufficio  inserzioni dell'Istituto poligrafico e zecca dello Stato. La  pubblicazione di informazioni ulteriori, complementari o aggiuntive  rispetto a quelle indicate nel presente decreto, e nell'allegato IX  A, avviene esclusivamente in via telematica e non puo' comportare  oneri finanziari a carico delle stazioni appaltanti.  7-bis. Le spese per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale  della Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti  pubblici, degli avvisi, dei bandi di gara e delle informazioni di cui  all'allegato IX A sono rimborsate alla stazione appaltante  dall'aggiudicatario entro il termine di sessanta giorni  dall'aggiudicazione.";  b) all'articolo 122, il comma 5, e' sostituito dai seguenti:  "5. I bandi relativi a contratti di importo pari o superiore a  cinquecentomila euro sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti pubblici,  sul «profilo di committente» della stazione appaltante, ed entro i  successivi due giorni lavorativi, sul sito informatico del Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti di cui al decreto del Ministro  dei lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20 e sul sito informatico  presso l'Osservatorio, con l'indicazione degli estremi di  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. I  bandi relativi a contratti di importo inferiore a cinquecentomila  euro sono pubblicati nell'albo pretorio del Comune ove si eseguono i  lavori e nel profilo di committente della stazione appaltante; gli  effetti giuridici connessi alla pubblicazione decorrono dalla  pubblicazione nell'albo pretorio del Comune. Si applica, comunque,  quanto previsto dall'articolo 66, comma 15. La pubblicazione nella  Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e' effettuata entro il  sesto giorno feriale successivo a quello del ricevimento della  documentazione da parte dell'Ufficio inserzioni dell'Istituto poligrafico e zecca dello Stato. La pubblicazione di informazioni  ulteriori, complementari o aggiuntive rispetto a quelle indicate nel  presente decreto e nell'allegato IX A, avviene esclusivamente in via  telematica e non puo' comportare oneri finanziari a carico delle  stazioni appaltanti.  5-bis. Le spese per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale  della Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti  pubblici, degli avvisi, dei bandi di gara e delle informazioni di cui  all'allegato IX A sono rimborsate alla stazione appaltante  dall'aggiudicatario entro il termine di sessanta giorni  dall'aggiudicazione.".

 

TITOLO III  Pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni  CAPO I  Monitoraggio dei debiti delle pubbliche amministrazioni e dei  relativi tempi di pagamenti

 

Art. 27

 

(Monitoraggio dei debiti delle pubbliche amministrazioni)

 

1. Dopo l'articolo 7 del decreto-legge 8 aprile 2013, n.35,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e'  inserito il seguente:  "Art. 7-bis (Trasparenza nella gestione dei debiti contratti  dalle pubbliche amministrazioni)  1. Allo scopo di assicurare la trasparenza al processo di  formazione ed estinzione dei debiti, i titolari di crediti per  somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a  prestazioni professionali nei confronti delle amministrazioni  pubbliche individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge  31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, possono  comunicare, mediante la piattaforma elettronica di cui all'articolo  7, comma 1, i dati riferiti alle fatture o richieste equivalenti di  pagamento emesse a partire dal 1° luglio 2014, riportando, ove  previsto, il relativo Codice identificativo Gara (CIG).  2. Utilizzando la medesima piattaforma elettronica, anche sulla  base dei dati di cui al comma 1, le amministrazioni pubbliche  comunicano le informazioni inerenti alla ricezione ed alla  rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture o richieste  equivalenti di pagamento relativi a debiti per somministrazioni,  forniture e appalti e obbligazioni relative a prestazioni  professionali, emesse a partire dal 1° gennaio 2014.  3. Nel caso di fatture elettroniche trasmesse alle pubbliche  amministrazioni attraverso il sistema di interscambio di cui al  decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 7 marzo 2008, i  dati delle fatture comprensivi delle informazioni di invio e  ricezione, di cui ai commi 1 e 2, sono acquisiti dalla piattaforma  elettronica per la gestione telematica del rilascio delle  certificazioni in modalita' automatica.  4. Fermo restando quanto previsto ai commi 1 e 2, le  amministrazioni pubbliche comunicano, mediante la medesima  piattaforma elettronica, entro il 15 di ciascun mese, i dati relativi  ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per  somministrazioni, forniture e appalti e obbligazioni relative a  prestazioni professionali, per i quali, nel mese precedente, sia  stato superato il termine di decorrenza degli interessi moratori di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e  successive modificazioni.  5. Con riferimento ai debiti comunicati ai sensi dei commi 1, 2 e  4, le amministrazioni pubbliche, contestualmente all'ordinazione di  pagamento, immettono obbligatoriamente sulla piattaforma elettronica  i dati riferiti alla stessa.  6. I dati acquisiti dalla piattaforma elettronica ai sensi del  presente articolo sono conformi ai formati previsti dal decreto del  Ministro dell'economia e delle finanze 3 aprile 2013, n. 55.  Includono, altresi', le informazioni relative alla natura, corrente o  capitale, dei debiti nonche' il codice identificativo di gara (CIG),  ove previsto.  7. Le informazioni di cui al presente articolo sono accessibili  alle amministrazioni pubbliche e ai titolari dei crediti accreditati  sulla piattaforma elettronica, anche ai fini della certificazione dei  crediti e del loro utilizzo, per gli adempimenti di cui all'articolo  7, comma 4-bis, nonche' utilizzabili per la tenuta del registro delle  fatture da parte delle amministrazioni pubbliche.  8. Il mancato rispetto degli obblighi di cui ai commi 4 e 5 e'  rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della  performance individuale del dirigente responsabile e comporta  responsabilita' dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli  21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, o misure  analogamente applicabili. Il competente organo di controllo di  regolarita' amministrativa e contabile verifica la corretta  attuazione delle predette procedure.  9. Ai fini dell'attuazione del presente articolo e' autorizzata  la spesa di 1 milione di euro per l'anno 2014.".  2. All'articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008,  n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2:  a) al primo periodo, le parole: "le regioni e gli enti locali  nonche' gli enti del servizio sanitario nazionale", sono sostituite  dalle seguenti: "le pubbliche amministrazioni, di cui all'articolo 1,  comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165";  b) il terzo periodo e' sostituito dal seguente: "La nomina e'  effettuata dall'Ufficio centrale del bilancio competente per le  certificazioni di pertinenza delle amministrazioni statali centrali,  degli enti pubblici non economici nazionali e delle agenzie di cui al  decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300; dalla Ragioneria  territoriale dello Stato competente per territorio per le  certificazioni di pertinenza delle altre amministrazioni.";  c) dopo il terzo periodo e' aggiunto il seguente: "Ferma restando  l'attivazione da parte del creditore dei poteri sostitutivi, il  mancato rispetto dell'obbligo di certificazione o il diniego non  motivato di certificazione, anche parziale, comporta a carico del  dirigente responsabile l'applicazione delle sanzioni di cui  all'articolo 7, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35,  convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. La  pubblica amministrazione inadempiente di cui al primo periodo non  puo' procedere ad assunzioni di personale o ricorrere  all'indebitamento fino al permanere dell'inadempimento.".  d) alla fine del comma sono aggiunti i seguenti periodi: "La  certificazione deve indicare obbligatoriamente la data prevista di  pagamento. Le certificazioni gia' rilasciate senza data devono essere  integrate a cura dell'amministrazione con l'apposizione della data  prevista per il pagamento.".

 

 

Art. 28

 

(Monitoraggio delle certificazioni dei pagamenti effettuati dalle  pubbliche amministrazioni con le risorse trasferite dalle regioni)

 

1. All'articolo 2, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, sono  apportate le seguenti modifiche:  a) a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui  alla lettera b), il quarto e il quinto periodo del comma 6 sono  soppressi;  b) dopo il comma 6 e' inserito il seguente: «6-bis. Con decreto  del Ministero dell'economia e delle finanze, da emanarsi, sentita la  Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo  28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite le modalita' e la tempistica  di certificazione e di raccolta, per il tramite delle Regioni, dei  dati relativi ai pagamenti effettuati dalle pubbliche amministrazioni  con le risorse trasferite dalle Regioni a seguito dell'estinzione dei  debiti elencati nel piano di pagamento nei confronti delle stesse  pubbliche amministrazioni.».  2. Il decreto di cui al comma 1, lettera b), e' adottato entro 60  giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

CAPO II  Strumenti per favorire l'estinzione dei debiti delle pubbliche  amministrazioni

 

Art. 29

 

(Attribuzione di risorse della Sezione per assicurare la liquidita'  per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti  locali)

 

1. Al comma 9 dell'articolo 13 del decreto legge 31 agosto 2013 n.  102, convertito con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n.  124, e' aggiunto infine il seguente periodo: «Con le procedure  individuate con il decreto di cui al periodo precedente sono altresi'  attribuite agli enti locali le disponibilita' di cui al medesimo  comma 1 non erogate nelle precedenti istanze.».

 

 

Art. 30

 

(Debiti fuori bilancio inclusi nei piani di riequilibrio finanziario  pluriennale)

 

1. All'articolo 1 comma 10-bis del decreto legge 8 aprile 2013, n.  35, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64,  dopo le parole: "anche se riconosciuti in bilancio in data  successiva", sono inserite le seguenti: "ivi inclusi quelli contenuti  nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui  all'articolo 243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  approvato con delibera della sezione regionale di controllo della  Corte dei Conti.".

 

 

Art. 31

 

(Finanziamento dei debiti degli enti locali nei confronti delle  societa' partecipate)

 

1. Al fine di favorire il pagamento dei debiti da parte delle  societa' partecipate da enti locali, la dotazione della "Sezione per  assicurare la liquidita' per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed  esigibili degli enti locali" del "Fondo per assicurare la liquidita'  per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili" di cui  all'articolo 1, comma 10, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35,  convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e'  incrementata per l'anno 2014 di 2.000 milioni di euro.  2. L'incremento di cui al comma 1 puo' essere concesso agli enti  locali per il pagamento dei propri debiti nei confronti delle  societa' partecipate. Il pagamento concerne:  a) i debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre  2013;  b) i debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta  equivalente di pagamento entro il predetto termine;  c) i debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il  riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti  in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel  piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all'articolo  243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, approvato con  delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.  3. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sentita  la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, da adottare entro 60  giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono  stabiliti, in conformita' alle procedure di cui all'articolo 1 del  decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,  dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, i criteri, i tempi e le modalita'  per la concessione agli enti locali delle risorse di cui al comma  1.La concessione dell'anticipazione e' subordinata alla presentazione  da parte degli stessi enti locali di una dichiarazione attestante la  verifica dei crediti e debiti reciproci nei confronti delle societa'  partecipate, asseverata dagli organi di revisione dello stesso ente  locale e, per la parte di competenza, delle societa' partecipate  interessate.  4. Le societa' partecipate dagli enti locali, destinatarie dei  pagamenti effettuati a valere sulle anticipazioni di cui al presente  articolo e all'articolo 32, destinano prioritariamente le risorse  ottenute all'estinzione dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla  data del 31 dicembre 2013, ovvero dei debiti per i quali sia stata  emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto  termine. Le societa' partecipate comunicano agli enti locali  interessati gli avvenuti pagamenti, unitamente alle informazioni  relative ai debiti ancora in essere, per la successiva trasmissione  nell'ambito della certificazione di cui all'articolo 1, comma 14, del  citato decreto legge n.35 del 2013.  5. I collegi sindacali delle societa' partecipate dagli enti locali  verificano le comunicazioni di cui al comma 4, dandone atto nei  propri verbali e nella relazione al bilancio di esercizio.

 

Art. 32

 

(Incremento del Fondo per assicurare la liquidita' per pagamenti dei  debiti certi, liquidi ed esigibili)

 

1. Al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, la  dotazione del "Fondo per assicurare la liquidita' per pagamenti dei  debiti certi, liquidi ed esigibili" di cui al comma 10 dell'articolo  1 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con  modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e' incrementata, per  l'anno 2014, di 6.000 milioni di euro, al fine di far fronte ai  pagamenti da parte delle Regioni e degli enti locali dei debiti  certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2013,  ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta  equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonche' dei  debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il  riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti  in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel  piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all'articolo  243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, approvato con  delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.  2. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sentita  la Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto  legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro il 31 luglio  2014, sono stabiliti la distribuzione dell'incremento di cui al comma  1 tra le Sezioni del "Fondo per assicurare la liquidita' per  pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili" e, in conformita'  alle procedure di cui agli articoli 1, 2 e 3 del decreto-legge 8  aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6  giugno 2013, n. 64, i criteri, i tempi e le modalita' per la  concessione delle risorse di cui al comma 1 alle regioni e agli enti  locali, ivi inclusi le regioni e gli enti locali che non hanno  precedentemente avanzato richiesta di anticipazione di liquidita' a  valere sul predetto Fondo.  3. Il decreto ministeriale di cui al comma 2 determina anche  l'eventuale dotazione aggiuntiva per il 2014 della Sezione di cui  all'articolo 2 del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, derivante da  eventuali disponibilita' relative ad anticipazioni di liquidita'  attribuite precedentemente e non ancora erogate alla data di  emanazione del suddetto decreto ministeriale, ivi incluse quelle  conseguenti ad eventuali verifiche negative effettuate dal Tavolo di  cui al comma 4, dell'articolo 2, del citato decreto legge n. 35 del  2013, in merito agli adempimenti di cui alle lettere a), b) e c), del  comma 3, del medesimo articolo 2, richiesti alle Regioni e Province  autonome. L'erogazione delle anticipazioni di liquidita' di cui al  presente comma da parte del Ministero dell'economia e delle finanze -  Dipartimento del Tesoro sono subordinate, oltre che alla verifica  positiva anche alla formale certificazione dell'avvenuto pagamento di  almeno il 95 per cento dei debiti e dell'effettuazione delle relative  registrazioni contabili da parte delle Regioni con riferimento alle  anticipazioni di liquidita' ricevute precedentemente.  4. Sono ammesse alle anticipazioni di liquidita' per il pagamento  dei debiti del settore sanitario di cui al presente articolo le  regioni sottoposte ai piani di rientro ai sensi dell'articolo 1,  comma 180 delle legge 311 del 2004, ovvero ai programmi operativi di  prosecuzione degli stessi ai sensi dell'articolo 2, comma 88, della  legge 23 dicembre 2009, n. 191, per un importo massimo pari a quello  corrispondente al valore dei gettiti derivanti dalle maggiorazioni  fiscali regionali, destinati nell'anno 2013 al finanziamento del  servizio sanitario regionale per il medesimo anno. Per le finalita'  del presente comma sono destinati 600 milioni di euro dell'incremento  della dotazione del fondo di cui al comma 1.  5. Per le attivita' gestite da Cassa depositi e prestiti S.p.A. ai  sensi del presente articolo, nonche' dell'articolo 31, e' autorizzata  la spesa complessiva di euro 0,5 milioni per l'anno 2014.

 

Art. 33

 

(Anticipazioni di liquidita' per il pagamento dei debiti dei comuni  che hanno deliberato il dissesto finanziario)

 

1. Al fine di sostenere la grave situazione delle imprese  creditrici e degli altri soggetti dei comuni dissestati e di ridare  impulso ai relativi sistemi produttivi locali, per l'anno 2014, ai  comuni che hanno deliberato il dissesto finanziario a far data dal  1°ottobre 2009 e sino alla data di entrata in vigore della legge 6  giugno 2013, n. 64 e che hanno aderito alla procedura semplificata  prevista dall'articolo 258 del testo unico di cui al decreto  legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e' attribuita, previa apposita  istanza dell'ente interessato, un'anticipazione fino all'importo  massimo di 300 milioni di euro per l'anno 2014 da destinare  all'incremento della massa attiva della gestione liquidatoria per il  pagamento dei debiti ammessi con le modalita' di cui all'anzidetto  articolo 258, nei limiti dell'anticipazione erogata, entro 120 giorni  dalla disponibilita' delle risorse.  2. L'anticipazione di cui al comma 1, e' ripartita, nei limiti  della massa passiva censita, in base ad una quota pro capite  determinata tenendo conto della popolazione residente, calcolata alla  fine del penultimo anno precedente alla dichiarazione di dissesto  secondo i dati forniti dall'Istat.  3. L'anticipazione di cui al comma 1 e' concessa con decreto non  regolamentare del Ministero dell'interno, da emanarsi entro 30 giorni  dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel limite di  300 milioni di euro per l'anno 2014 a valere sulla dotazione per  l'anno 2014, del fondo di rotazione di' cui all'articolo 243-ter del  testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267  integrato con le risorse di cui al comma 1.  4. L'importo attribuito e' erogato all'ente locale il quale e'  tenuto a metterlo a disposizione dell'organo straordinario di  liquidazione entro 30 giorni. L'organo straordinario di liquidazione  provvede al pagamento dei debiti ammessi, nei limiti  dell'anticipazione erogata, entro 90 giorni dalla disponibilita'  delle risorse.  5. La restituzione dell'anticipazione e' effettuata, con piano di  ammortamento a rate costanti, comprensive degli interessi, in un  periodo massimo di venti anni a decorrere dall'anno successivo a  quello in cui e' erogata la medesima anticipazione, con versamento ad  appositi capitoli dello stato di previsione dell'entrata del bilancio  dello Stato, distinti per la quota capitale e per la quota interessi,  fatta eccezione per le anticipazioni a valere sul versamento in  entrata di cui al comma 6, pur erogate nel 2014, la cui restituzione  dovra' avvenire a partire dal 2014. Gli importi dei versamenti  relativi alla quota capitale sono riassegnati al fondo per  l'ammortamento dei titoli di Stato. Il tasso di interesse da  applicare alle suddette anticipazioni sara' determinato sulla base  del rendimento di mercato dei Buoni poliennali del tesoro a 5 anni in  corso di emissione con comunicato del Direttore generale del tesoro  da emanare e pubblicare sul sito internet del Ministero dell'economia  e delle finanze. In caso di mancata restituzione delle rate entro i  termini previsti, le somme sono recuperate a valere sulle risorse a  qualunque titolo dovute dal Ministero dell'Interno e sono versate al  predetto stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato e  riassegnate, per la parte capitale, al medesimo fondo per  l'ammortamento dei titoli di Stato.

6. Alla copertura degli oneri di cui ai comma 1, si provvede quanto  a 100 milioni di euro mediante versamento all'entrata del bilancio  dello Stato delle somme disponibili presso la Sezione per assicurare  la liquidita' per pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili  degli enti locali, relative ad anticipazioni di cui all'articolo 1,  comma 13, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con  modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, non erogate dalla  Cassa depositi e prestiti nell'anno 2013, e quanto a 200 milioni di  euro mediante corrispondente riduzione dello stanziamento di cui  all'articolo 1, comma 10, del decreto-legge n. 35 del 2013, come  incrementato dall'articolo 13, comma 8 del decreto-legge 31 agosto  2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre  2013, n. 124, relativo alla medesima Sezione.  7. Il comma 17-sexies dell'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile  2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno  2013, n. 64, e' abrogato.  8. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.  9. Per quanto non previsto nel presente articolo si rinvia al  decreto del Ministro dell'interno 11 gennaio 2013, pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, n. 33 dell'8 febbraio  2013, adottato in attuazione dell'articolo 243-ter, comma 2, del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

 

Art. 34

 

(Disposizioni in materia di pagamento dei debiti sanitari)

 

1. Per l'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 3 del  decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,  dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 e dell'articolo 5 del Decreto del  Ministero dell'economia e delle finanze del 10 febbraio 2014 recante  il "Riparto dell'incremento del «Fondo per assicurare la liquidita'  per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili» di cui  all'articolo 13, commi 8 e 9 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.  102, convertito, con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n.  124", e allo scopo di garantire il completo riequilibrio di cassa del  settore stesso con riferimento al pagamento dei debiti sanitari  cumulati fino alla data del 31 dicembre 2012, le regioni possono  accedere, nei limiti degli importi verificati ai sensi dell'articolo  3, comma 3, del citato decreto-legge n. 35 del 2013, alle  anticipazioni di liquidita' anche per finanziare piani dei pagamenti  che comprendano i pagamenti dei citati debiti, effettuati dalle  regioni nel periodo 1° gennaio 2013-8 aprile 2013. L'inserimento dei  richiamati debiti nei piani dei pagamenti e' effettuato dalle regioni  in via residuale rispetto alle categorie di debiti gia' individuate  dagli articoli 3 e 6 del citato decreto-legge 35 del 2013. A tale  scopo le regioni presentano istanza di accesso all'anticipazione di  liquidita', sottoscritta congiuntamente dal Presidente e dal  Responsabile finanziario, entro 15 giorni dalla data di entrata in  vigore del presente decreto.

 

Art. 35

 

(Disposizioni dirette a garantire il rispetto dei tempi di pagamento  dei debiti sanitari)

 

1. Le regioni che, a seguito delle verifiche di cui all'articolo 3,  comma 3, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, presentano mancate  erogazioni di cui al comma 1, lettera b), del medesimo articolo 3 del  decreto-legge n. 35 del 2013, e che non hanno richiesto l'accesso  alle anticipazioni di liquidita' di cui all'articolo 3, comma 3, del  medesimo decreto-legge n. 35 del 2013, e all'articolo 5 del decreto  del Ministero dell'economia e delle finanze del 10 febbraio 2014  recante il "Riparto dell'incremento del «Fondo per assicurare la  liquidita' per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili» di  cui all'articolo 13, commi 8 e 9 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.  102, convertito, con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n.  124", nei termini stabiliti e per gli importi di cui al citato  articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto-legge n. 35 del 2013  accertati in sede di verifica, sono tenute a presentare istanza di  accesso alle predette anticipazioni entro 15 giorni dalla data di  conversione in legge del presente decreto.  2. Qualora le Regioni di cui al comma 1 non provvedano a quanto  indicato al medesimo comma sono diffidate dal Consiglio dei Ministri,  su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il  Ministro per gli affari regionali, ad adottare, entro un termine  definito, tutti gli atti necessari per trasferire tempestivamente  agli enti del Servizio sanitario regionale gli importi di cui al  citato articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto-legge n. 35 del  2013, ovvero per acquisire le citate anticipazioni di liquidita' fino  a concorrenza degli importi richiamati.  3. In caso di inadempienza circa l'attuazione di quanto indicato al  comma 2, accertata dal Tavolo tecnico per la verifica degli  adempimenti regionali di cui all'articolo 12 dell'Intesa 23 marzo  2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale  della Repubblica italiana n. 105 del 7 maggio 2005, il Consiglio dei  ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze,  sentito il Ministro per gli affari regionali, in attuazione  dell'articolo 120 della Costituzione nomina il Presidente della  regione, o un altro soggetto, commissario ad acta. Il commissario  adotta tutte le misure necessarie per acquisire le anticipazioni di  liquidita' disponibili.  4. Le regioni che, a seguito delle verifiche di cui all'articolo 3,  comma 3, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, presentano una  valorizzazione con riferimento alle grandezze di cui al comma 1,  lettera a), del medesimo articolo 3 del decreto-legge n. 35 del 2013  e che non hanno richiesto l'accesso alle anticipazioni di liquidita'  di cui all'articolo 3, comma 3, del medesimo decreto-legge n. 35 del  2013, e all'articolo 5 del decreto del Ministero dell'economia e  delle finanze del 10 febbraio 2014 recante il "Riparto  dell'incremento del «Fondo per assicurare la liquidita' per pagamenti  dei debiti certi, liquidi ed esigibili» di cui all'articolo 13, commi  8 e 9 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con  modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124", nei termini  stabiliti e per gli importi di cui al citato articolo 3, comma 1,  lettera a), del decreto-legge n. 35 del 2013 accertati in sede di  verifica, presentano al Tavolo di verifica degli adempimenti di cui  all'articolo 3 del decreto-legge n. 35 del 2013, entro 60 giorni  dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la  documentazione necessaria a dimostrare la sussistenza delle  condizioni economico-finanziarie idonee a garantire, a decorrere dal  2014, il rispetto dei tempi di pagamento previsti dalla legislazione  vigente. Qualora le regioni non provvedano alla trasmissione della documentazione ovvero il Tavolo non verifichi positivamente la  richiamata condizione, le regioni sono tenute a presentare istanza di  accesso alle predette anticipazioni entro 15 giorni dalla  formalizzazione degli esiti del citato Tavolo.  5. Qualora le Regioni di cui al comma 4 non provvedano a quanto  indicato al medesimo comma 4 sono diffidate dal Consiglio dei  Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze,  sentito il Ministro per gli affari regionali, ad adottare, entro un  termine definito, tutti gli atti necessari per acquisire le citate  anticipazioni di liquidita' fino a concorrenza degli importi  richiamati. In caso di inadempienza trovano applicazione le  disposizioni di cui al comma 3.  6. Allo scopo di verificare che tutte le amministrazioni pubbliche  rispettino i tempi di pagamento stabiliti dalla legislazione vigente,  le Regioni che, con riferimento agli enti del Servizio sanitario  regionale, non hanno partecipato alle verifiche di cui all'articolo 3  del decreto legge n. 35 del 2013 in sede di Tavolo ivi richiamato,  sono tenute a trasmettere al medesimo Tavolo, entro il termine di 60  giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, tutti  gli elementi necessari alla verifica di cui al presente comma nei  termini richiesti dal medesimo Tavolo. Qualora le regioni non  provvedano alla trasmissione della documentazione richiesta, ovvero  il Tavolo verifichi la sussistenza di criticita' nei tempi di  pagamento, le regioni sono tenute ad accedere alle anticipazioni di  liquidita'. Si applicano le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5.  Allo scopo, i termini di cui al comma 1 sono rideterminati in 15  giorni dalla scadenza del termine per la trasmissione delle  informazioni ovvero dalla formalizzazione degli esiti delle verifiche  del Tavolo tecnico.  7. Per le finalita' di cui ai commi da 1 a 6, le disponibilita' del  Fondo per assicurare la liquidita' per pagamenti dei debiti certi,  liquidi ed esigibili degli enti del Servizio sanitario nazionale per  l'anno 2014 e' incrementata di 770 milioni di euro.  8. All'articolo 1 del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9,  convertito, con modificazioni, dalla legge 18 marzo 1993, n. 67, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) al comma 5 le parole: "unita' sanitarie locali" sono  sostituite dalle seguenti: "aziende sanitarie locali e ospedaliere";  e, alla fine, sono aggiunte le seguenti parole: "A tal fine l'organo  amministrativo dei predetti enti, con deliberazione adottata per ogni  trimestre, quantifica preventivamente le somme oggetto delle  destinazioni previste nel primo periodo.";  b) dopo il comma 5 e' inserito il seguente:  "5-bis. La deliberazione di cui al comma 5 e' comunicata, a mezzo  di posta elettronica certificata, all'istituto cui e' affidato il  servizio di tesoreria o cassa contestualmente alla sua adozione. Al  fine di garantire l'espletamento delle finalita' di cui al comma 5,  dalla data della predetta comunicazione il tesoriere e' obbligato a  rendere immediatamente disponibili le somme di spettanza dell'ente  indicate nella deliberazione, anche in caso di notifica di  pignoramento o di pendenza di procedura esecutiva nei confronti  dell'ente, senza necessita' di previa pronuncia giurisdizionale.  Dalla data di adozione della deliberazione l'ente non puo' emettere  mandati a titoli diversi da quelli vincolati, se non seguendo  l'ordine cronologico delle fatture cosi' come pervenuto per il  pagamento o, se non e' prescritta fattura, dalla data della  deliberazione di impegno.".

 

 

Art. 36

 

(Debiti dei Ministeri)

 

1. Al fine di consentire il pagamento dei debiti certi, liquidi ed  esigibili del Ministero dell'Interno nei confronti delle Aziende  Sanitarie Locali, ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente  della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 9, maturati al 31 dicembre 2012,  e' autorizzata la spesa nel limite massimo di 250 milioni di euro  nell'anno 2014. Lo somme eventualmente eccedenti sono destinate al  pagamento dei debiti della stessa specie, maturati successivamente  alla predetta data.  2. E' istituito nello stato di previsione del Ministero  dell'economia e delle finanze un fondo, con una dotazione di 300  milioni per l'anno 2014, destinato all'estinzione dei debiti dei  ministeri il cui pagamento non ha effetti peggiorativi in termini di  indebitamento netto. Entro il 30 giugno 2014, le amministrazioni  possono comunicare al Ministero dell'economia e delle finanze -  Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, l'elenco dei  debiti di cui al presente comma, al fine della attribuzione delle  relative risorse. Con decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze, da emanarsi entro il 31 luglio 2014, si provvede alla  ripartizione delle risorse tra le amministrazioni richiedenti, sulla  base di apposita istruttoria sulle partite debitorie al fine della  verifica della sussistenza della neutralita' in termini di  indebitamento netto. In caso di insufficienza delle risorse  stanziate, il predetto fondo e' ripartito in proporzione ai debiti  assentibili per ciascuna amministrazione.

 

 

Art. 37

 

(Strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati)

 

1. Al fine di assicurare il completo ed immediato pagamento di  tutti i debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per  somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni  professionali, fermi restando gli altri strumenti previsti, i  suddetti debiti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo  1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive modificazioni, diverse dallo Stato, maturati al 31  dicembre 2013 e certificati alla data di entrata in vigore del  presente decreto ai sensi dell'articolo 9, comma 3-bis e 3-ter del  decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con  modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, o dell'articolo 7  del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, sono assistiti dalla  garanzia dello Stato dal momento dell'effettuazione delle operazioni  di cessione ovvero di ridefinizione di cui al successivo comma 3.  Sono, altresi', assistiti dalla medesima garanzia dello Stato, sempre  dal momento dell'effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di  ridefinizione di cui al successivo comma 3, i suddetti debiti di  parte corrente certi, liquidi ed esigibili delle predette pubbliche  amministrazioni non ancora certificati alla data di entrata in vigore  del presente decreto, comunque maturati al 31 dicembre 2013, a  condizione che:  a) i soggetti creditori presentino istanza di certificazione  improrogabilmente entro sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore del presente decreto, utilizzando la piattaforma elettronica  di cui all'articolo 7, comma 1, del predetto decreto legge n. 35 del  2013;

 

b) i crediti siano oggetto di certificazione, tramite la suddetta  piattaforma elettronica, da parte delle pubbliche amministrazioni  debitrici. La certificazione deve avvenire entro trenta giorni dalla  data di ricezione dell'istanza. Il diniego, anche parziale, della  certificazione, sempre entro il suddetto termine, deve essere  puntualmente motivato. Ferma restando l'attivazione da parte del  creditore dei poteri sostitutivi di cui all'articolo 9, comma 3-bis,  del predetto decreto legge n. 185 del 2008, il mancato rispetto di  tali obblighi comporta a carico del dirigente responsabile  l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 7, comma 2, del  predetto decreto legge n. 35 del 2013. La pubblica amministrazione  inadempiente di cui al primo periodo non puo' procedere ad assunzioni  di personale o ricorrere all'indebitamento fino al permanere  dell'inadempimento.  2. I pagamenti dei debiti di parte corrente di cui al comma 1 non  rilevano ai fini dei vincoli e degli obiettivi del patto di  stabilita' interno.  3. I soggetti creditori possono cedere pro-soluto il credito  certificato e assistito dalla garanzia dello Stato ai sensi del comma  1 ad una banca o ad un intermediario finanziario, anche sulla base di  apposite convenzioni quadro. Per i crediti assistiti dalla suddetta  garanzia dello Stato non possono essere richiesti sconti superiori  alla misura massima determinata con il decreto del Ministro  dell'economia e delle finanze di cui al comma 4. Avvenuta la cessione  del credito, la pubblica amministrazione debitrice diversa dallo  Stato puo' chiedere, in caso di temporanee carenze di liquidita', una  ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti,  per una durata massima di 5 anni, rilasciando, a garanzia  dell'operazione, delegazione di pagamento, a norma della specifica  disciplina applicabile a ciascuna tipologia di pubblica  amministrazione, o altra simile garanzia a valere sulle entrate di  bilancio. Le pubbliche amministrazioni debitrici sono comunque tenute  a rimborsare anticipatamente il debito, alle condizioni pattuite  nell'ambito delle operazioni di ridefinizione dei termini e delle  condizioni di pagamento del debito di cui al presente comma al  ripristino della normale gestione della liquidita'. L'operazione di  ridefinizione, le cui condizioni finanziarie devono tener conto della  garanzia dello Stato, puo' essere richiesta dalla pubblica  amministrazione debitrice alla banca o all'intermediario finanziario  cessionario del credito, ovvero ad altra banca o ad altro  intermediario finanziario qualora il cessionario non consenta alla  suddetta operazione di ridefinizione; in tal caso, previa  corresponsione di quanto dovuto, il credito certificato e' ceduto di  diritto alla predetta banca o intermediario finanziario. La Cassa  depositi e prestiti S.p.A., ai sensi dell'articolo 5, comma 7,  lettera a), del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, nonche'  istituzioni finanziarie dell'Unione Europea e internazionali, possono  acquisire, dalle banche e dagli intermediari finanziari, sulla base  di una convenzione quadro con l'Associazione Bancaria Italiana, i  crediti assistiti dalla garanzia dello Stato di cui al comma 1 e  ceduti ai sensi del presente comma, anche al fine di effettuare  operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di  pagamento dei relativi debiti, per una durata massima di 15 anni, in  relazione alle quali le pubbliche amministrazioni debitrici  rilasciano delegazione di pagamento, a norma della specifica  disciplina applicabile a ciascuna tipologia di pubblica  amministrazione, o altra simile garanzia a valere sulle entrate di  bilancio. L'intervento della Cassa depositi e prestiti S.p.A. puo'  essere effettuato nei limiti di una dotazione finanziaria stabilita  dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. medesima. Ai sensi dell'articolo 3, comma 17, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, ai  fini delle suddette ridefinizioni dei termini e delle condizioni di  pagamento dei debiti, non si applicano i limiti fissati, per le  regioni a statuto ordinario, dall'articolo 10 della legge 16 maggio  1970, n. 281, per gli enti locali, dall'articolo 204 del decreto  legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e, per le altre pubbliche  amministrazioni, dai rispettivi ordinamenti.  4. Per le finalita' di cui al comma 1, e' istituito presso il  Ministero dell'economia e delle finanze un apposito Fondo per la  copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia dello  Stato, cui sono attribuite risorse pari a euro 150 milioni. La  garanzia del Fondo e' a prima richiesta, esplicita, incondizionata e  irrevocabile. Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia  dello Stato quale garanzia di ultima istanza. Tale garanzia e'  elencata nell'allegato allo stato di previsione del Ministero  dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 31 della legge 31  dicembre 2009, n. 196. La gestione del Fondo puo' essere affidata a  norma dell'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.  Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e  delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata  in vigore del presente decreto, sono definiti termini e modalita'  tecniche di attuazione dei commi 1 e 3 , ivi compresa la misura  massima dei tassi di interesse praticabili sulle operazioni di  ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento del debito  derivante dai crediti garantiti dal Fondo e ceduti ai sensi del comma  3, nonche' i criteri, le condizioni e le modalita' di operativita' e  di escussione della garanzia del Fondo, nonche' della garanzia dello  Stato di ultima istanza.  5. In caso di escussione della garanzia, e' attribuito allo Stato  il diritto di rivalsa sugli enti debitori. La rivalsa comporta, ove  applicabile, la decurtazione, sino a concorrenza della somme escusse  e degli interessi maturati alla data dell'effettivo pagamento, delle  somme a qualsiasi titolo dovute all'ente debitore a valere sul  bilancio dello Stato. Con il decreto di cui al comma 4 sono  disciplinate le modalita' per l'esercizio del diritto di rivalsa di  cui al presente comma, anche al fine di garantire il recupero delle  somme in caso di incapienza delle somme a qualsiasi titolo dovute  all'ente debitore a valere sul bilancio dello Stato.  6. Nello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle  Finanze e' istituito, un fondo con una dotazione di 1000 milioni di  euro per l'anno 2014 finalizzato ad integrare le risorse iscritte sul  bilancio statale destinate alle garanzie rilasciate dallo Stato. Il  Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare  con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.  7. I commi 12-ter, 12-quater, 12-sexies e 12-septies dell'articolo  11, del decreto legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito, con  modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013 n. 99, sono abrogati.

 

Art. 38

 

(Semplificazione degli adempimenti amministrativi per la cessione dei  crediti tramite piattaforma elettronica)

 

1. Le cessioni dei crediti certificati mediante la piattaforma  elettronica per la gestione telematica del rilascio delle  certificazioni di cui al comma 1 dell'articolo 7 del decreto-legge 8  aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6  giugno 2013, n. 64 possono essere stipulate mediante scrittura privata e possono essere effettuate esclusivamente a favore di banche  o intermediari finanziari autorizzati, ovvero da quest'ultimi alla  Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ai sensi dell'articolo 11, comma  12-quinquies del decreto - legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito con  modificazioni dalla legge 9 agosto 2013 n. 99. Le suddette cessioni  dei crediti certificati sono efficaci ed opponibili nei confronti  delle amministrazioni cedute, qualora queste non le rifiutino entro 7  giorni dalla ricezione della loro comunicazione.  2. Sono abrogati i commi 1 e 2 dell'articolo 8 e 2-bis  dell'articolo 9 del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito  con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.

 

 

Art. 39

 

(Crediti compensabili)

 

1. All'articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, al primo periodo, sono  soppresse le parole "maturati al 31 dicembre 2012".

 

 

Art. 40

 

(Termine di notifica delle cartelle esattoriali ai fini della  compensabilita' con i crediti certificati)

 

1. All'articolo 9, comma 02, del decreto-legge 8 aprile 2013, n.  35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64,  le parole "31 dicembre 2012", sono sostituite dalle seguenti "30  settembre 2013".

 

  CAPO III  Strumenti per prevenire il formarsi di ritardi dei pagamenti delle  pubbliche amministrazioni

 

Art. 41

 

(Attestazione dei tempi di pagamento)

 

1. A decorrere dall'esercizio 2014, alle relazioni ai bilanci  consuntivi o di esercizio delle pubbliche amministrazioni, di cui  all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165, e' allegato un prospetto, sottoscritto dal rappresentante legale  e dal responsabile finanziario, attestante l'importo dei pagamenti  relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei  termini previsti dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231,  nonche' il tempo medio dei pagamenti effettuati. In caso di  superamento dei predetti termini, le medesime relazioni indicano le  misure adottate o previste per consentire la tempestiva effettuazione  dei pagamenti. L'organo di controllo di regolarita' amministrativa e  contabile verifica le attestazioni di cui al primo periodo, dandone  atto nella propria relazione. Per le Amministrazioni dello Stato, in  sede di rendiconto generale, il prospetto di cui al primo periodo e'  allegato a ciascuno stato di previsione della spesa.  2. Al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, le  amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, esclusi gli enti del  Servizio sanitario nazionale, che, sulla base dell'attestazione di  cui al medesimo comma, registrano tempi medi nei pagamenti superiori  a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni a decorrere dal 2015, rispetto a  quanto disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231,  nell'anno successivo a quello di riferimento non possono procedere ad  assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia  tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione  coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con  riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E' fatto altresi'  divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti  privati che si configurino come elusivi della presente disposizione.  3. La riduzione degli obiettivi di cui al comma 122 dell'articolo 1  della legge 13 dicembre 2010, n. 220 e' applicata, sulla base dei  criteri individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze di cui al medesimo comma 122, esclusivamente agli enti locali  che risultano rispettosi dei tempi di pagamento previsti dal decreto  legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, come rilevato nella  certificazione del patto di stabilita' interno.  4. Le regioni, con riferimento agli enti del Servizio sanitario  nazionale, trasmettono al Tavolo di verifica degli adempimenti  regionali di cui all'articolo 12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita  dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel  supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana n. 105 del 7 maggio 2005, una relazione contenente le  informazioni di cui al comma 1 e le iniziative assunte in caso di  superamento dei tempi di pagamento previsti dalla legislazione  vigente. La trasmissione della relazione e l'adozione da parte degli  enti delle misure idonee e congrue eventualmente necessarie a  favorire il raggiungimento dell'obiettivo del rispetto della  direttiva europea sui tempi di pagamenti costituisce adempimento  regionale, ai fini e per gli effetti dell'articolo 2, comma 68,  lettera c), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, prorogato, a  decorrere dal 2013, dall'articolo 15, comma 24, del decreto-legge 6  luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto 2012, n. 135.

 

 

 

Art. 42

 

(Obbligo della tenuta del registro delle fatture presso le pubbliche  amministrazioni)

 

1. Fermo restando quanto previsto da specifiche disposizioni di  legge, a decorrere dal 1° luglio 2014, le pubbliche amministrazioni  di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo  2001, n. 165 adottano il registro unico delle fatture nel quale entro  10 giorni dal ricevimento sono annotate le fatture o le richieste  equivalenti di pagamento per somministrazioni, forniture e appalti e  per obbligazioni relative a prestazioni professionali emesse nei loro  confronti. E' esclusa la possibilita' di ricorrere a registri di  settore o di reparto. Il registro delle fatture costituisce parte  integrante del sistema informativo contabile. Al fine di ridurre gli  oneri a carico delle amministrazioni, il registro delle fatture puo'  essere sostituito dalle apposite funzionalita' che saranno rese  disponibili sulla piattaforma elettronica per la certificazione dei  crediti di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 8 aprile  2013, n.35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. Nel registro delle fatture e degli altri documenti contabili  equivalenti e' annotato:  a) il codice progressivo di registrazione;  b) il numero di protocollo di entrata;  c) il numero della fattura o del documento contabile equivalente;  d)la data di emissione della fattura o del documento contabile  equivalente;  e)il nome del creditore e il relativo codice fiscale;  f) l'oggetto della fornitura;  g) l'importo totale, al lordo di IVA e di eventuali altri oneri e  spese indicati;  h)la scadenza della fattura;  i) nel caso di enti in contabilita' finanziaria, gli estremi  dell'impegno indicato nella fattura o nel documento contabile  equivalente ai sensi di quanto previsto dal primo periodo del  presente comma oppure il capitolo e il piano gestionale, o analoghe  unita' gestionali del bilancio sul quale verra' effettuato il  pagamento;  l) se la spesa e' rilevante o meno ai fini IVA;  m) il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di  esclusione dall'obbligo di tracciabilita' di cui alla legge 13 Agosto  2010, n. 136;  n) il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative  a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria,  interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai  sensi dell'articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3;  o) qualsiasi altra informazione che si ritiene necessaria.

 

 

Art. 43

 

(Anticipo certificazione conti consuntivi enti locali)

 

1.L'articolo 161 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 e'  sostituito dal seguente:  "1. I comuni, le province, le unioni di comuni e le comunita'  montane sono tenuti a redigere apposite certificazioni sui principali  dati del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione ed a  trasmetterli al Ministero dell'interno. Le certificazioni sono  firmate dal segretario, dal responsabile del servizio finanziario e  dall'organo di revisione economico-finanziario.  2. Le modalita' per la struttura, la redazione, nonche' la data  di scadenza per la trasmissione delle certificazioni sono stabilite  con decreto del Ministero dell'interno, previo parere dell'Anci e  dell'Upi, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana.  3. La mancata trasmissione del certificato, da parte dei comuni e  delle province, comporta la sospensione del pagamento delle risorse  finanziarie a qualsiasi titolo dovute dal Ministero dell'interno, ivi  comprese quelle a titolo di fondo di solidarieta' comunale.  4. I dati delle certificazioni sono resi noti sulle pagine del  sito internet della Direzione centrale della finanza locale del  Ministero dell'interno e vengono resi disponibili per l'inserimento  nella banca dati unitaria istituita presso il Ministero dell'economia  e delle finanze ai sensi dell'articolo 13 della legge 31 dicembre  2009 n. 196.  5. I certificati al rendiconto della gestione degli enti locali  dell'esercizio finanziario 2014 e degli esercizi seguenti sono  trasmessi al Ministero dell'interno entro il 31 maggio dell'esercizio  successivo, mentre la data di scadenza per la trasmissione dei certificati al bilancio di previsione resta fissata con il decreto  ministeriale di cui al comma 2.".

 

Art. 44

 

(Tempi di erogazione dei trasferimenti fra pubbliche amministrazioni)

 

1. Al fine di agevolare il rispetto dei tempi di pagamento di cui  al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, i trasferimenti fra  amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione delle risorse  destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e delle  risorse spettanti alle Regioni a statuto speciale e alle Province  autonome di Trento e Bolzano in applicazione dei rispettivi  ordinamenti finanziari, sono erogati entro sessanta giorni dalla  definizione delle condizioni per l'erogazione ovvero entro sessanta  giorni dalla comunicazione al beneficiario della spettanza  dell'erogazione stessa. Per i trasferimenti per i quali le condizioni  per la erogazione sono stabilite a regime, il termine di sessanta  giorni decorre dalla definizione dei provvedimenti autorizzativi  necessari per lo svolgimento dell'attivita' ordinaria.

 

Art. 45

 

(Ristrutturazione del debito delle Regioni)

 

1. Il Ministero dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  effettuare la ristrutturazione dei mutui aventi le caratteristiche  indicate al comma 5, lettera a), contratti dalle regioni ed aventi  come controparte il Ministero dell'economia e delle finanze, in base  all'articolo 2, commi da 46 a 48, della legge 24 dicembre 2007,  n.244, e all'articolo 2, comma 98, della legge 23 dicembre 2009,  n.191, e i mutui gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. per  conto del Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi  dell'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.  2. Per il riacquisto da parte delle regioni dei titoli  obbligazionari da esse emessi e aventi le caratteristiche indicate al  comma 5, lettera b), il Ministero dell'economia e delle finanze puo'  effettuare emissioni di titoli di Stato  3. I risparmi annuali di spesa derivanti alle regioni  dall'applicazione dei commi 1 e 2 sono prioritariamente destinati al  pagamento delle rate di ammortamento delle anticipazioni contratte  nel corso dell'esercizio 2014, ai sensi degli articoli 2 e 3 del  decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,  dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 e ai sensi degli articoli 32, 34 e  35 del presente decreto.  4. Le operazioni di cui al comma 1 non costituiscono nuovi prestiti  o mutui ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge 8 aprile 2013, n.  35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.  5. Possono essere oggetto di ristrutturazione le operazioni di  indebitamento che, alla data del 31dicembre 2013, presentino le  seguenti caratteristiche:  a) vita residua pari o superiore a 5 anni e importo del debito  residuo da ammortizzare superiore a 20 milioni di euro per i mutui  contratti con il Ministero dell'economia e delle finanze;  b) vita residua pari o superiore a 5 anni e valore nominale dei titoli obbligazionari regionali in circolazione superiore a 250  milioni di euro. Per i titoli in valuta rileva il cambio fissato  negli swap di copertura insistenti sulle singole emissioni.  6. Sono esclusi dalle operazioni di ristrutturazione del debito le  anticipazioni contratte dalle regioni ai sensi degli articoli 2 e 3  del citato decreto legge n. 35 del 2013.  7. Le regioni possono richiedere la ristrutturazione dei debiti di  cui al comma 1, trasmettendo entro il 20 giugno 2014 al Ministero  dell'economia e delle finanze - Dipartimento del Tesoro - Direzione  II, con certificazione congiunta del presidente e del responsabile  finanziario, l'indicazione delle operazioni di indebitamento che  presentano i requisiti oggettivi di cui al comma 5, lettera a).  8. Le operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari aventi le  caratteristiche di cui al comma 5, lettera b), avvengono attraverso  le modalita' previste dalla legge che regola i titoli stessi, per il  tramite di uno o piu' intermediari individuati dal Ministero  dell'economia e delle finanze tra gli specialisti in titoli di Stato,  che ricevono apposito mandato delle singole regioni.  9. Le modalita' del riacquisto e le commissioni per gli  intermediari sono disciplinate dal mandato di cui al comma 8, per la  definizione dei cui termini ogni regione si avvale obbligatoriamente  della consulenza del Ministero dell'economia e delle finanze  10. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da  emanarsi entro il 18 luglio 2014, si provvede all'individuazione  delle operazioni di indebitamento ammesse alla ristrutturazione.  11. A seguito della ristrutturazione dei mutui nei confronti del  Ministero dell'economia e delle finanze, il debito residuo e'  rimborsato in trenta rate annuali di importo costante. Il tasso di  interesse applicato al nuovo mutuo e' pari al rendimento di mercato  dei Buoni Poliennali del Tesoro con la durata finanziaria piu' vicina  a quella del nuovo mutuo concesso dal Ministero dell'economia e delle  finanze, come rilevato sulla piattaforma di negoziazione MTS il  giorno della firma del nuovo contratto di prestito.  12. Il riacquisto dei titoli emessi dagli enti e individuati come  idonei a norma del comma 5, tenuto conto del valore dei derivati di  cui comma 15, e' finanziato dal Ministero dell'economia e delle  finanze con un mutuo avente le caratteristiche indicate al comma 11.  13. Qualora i titoli oggetto di riacquisto o i mutui oggetto di  rinegoziazione rappresentino il sottostante di operazioni in  strumenti derivati, la regione provvede alla contestuale chiusura  anticipata degli stessi. L'eventuale valore di mercato positivo  incassato dalla chiusura anticipata dei derivati e' vincolato  all'utilizzo da parte della regione per il riacquisto del debito  sottostante il derivato stesso. Qualora il derivato presenti un  valore di mercato negativo per la regione, esso deve essere  ricompreso nell'operazione di riacquisto, a condizione che la somma  del valore di riacquisto dei titoli e del valore di mercato del  derivato non sia superiore al valore nominale dei titoli stessi. In  caso il sottostante sia un mutuo, la somma dell'eventuale valore di  mercato negativo del derivato e del capitale residuo del mutuo  oggetto di rinegoziazione, non deve essere superiore al capitale  residuo risultante alla fine dell'anno solare precedente quello in  cui avviene la rinegoziazione.  14. Ove la somma del prezzo di riacquisto del titolo e del valore  degli strumenti derivati ad esso collegati comportasse un aumento del  debito delle pubbliche amministrazioni come definito dal Regolamento  UE 479/2009, non si da' luogo all'operazione.  15. La valutazione dei derivati e' di competenza delle regioni che,  per quanto attiene allo scopo della presente norma, la effettuano  sotto la supervisione del Ministero dell'Economia e delle Finanze -  Dipartimento del Tesoro - Direzione II.

 

16. Le regioni assumono in autonomia le decisioni in ordine al  riacquisto dei titoli e alla chiusura anticipata delle eventuali  operazioni in strumenti derivati ad essi riferite, tenendo conto  anche dei versamenti gia' avvenuti negli swap di ammortamento, nei  fondi di ammortamento o, comunque, delle quote capitale gia'  accantonate per l'ammortamento di titoli con unico rimborso a  scadenza.  17. La rinegoziazione dei mutui e il riacquisto dei titoli in  circolazione come sopra definiti, inclusa l'attivita' di provvista  sul mercato da parte del Ministero dell'economia e delle finanze di  cui al comma 2, non deve determinare un aumento del debito pubblico  delle pubbliche amministrazioni come definito dal Regolamento UE  479/2009.

 

TITOLO IV  Norme finanziarie ed entrata in vigore

 

Art. 46

 

(Concorso delle regioni e delle province autonome alla riduzione  della spesa pubblica)

 

1. Le Regioni a statuto speciale e le province autonome, in  conseguenza dell'adeguamento dei propri ordinamenti ai principi di  coordinamento della finanza pubblica, introdotti dal presente  decreto, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a quanto  previsto nei commi 2 e 3 .  2. Al comma 454 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.  228:  a) la tabella indicata alla lettera d) e' sostituita dalla  seguente:.... Omissis...

          b) dopo l'ultimo periodo e' aggiunto il seguente: "Per l'anno 2014 la proposta di Accordo di cui al periodo precedente e' trasmessa  entro il 30 giugno 2014.".  3. Il comma 526 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147 e' sostituito dal seguente:  "526. Con le procedure previste dall'articolo 27 della legge 5  maggio 2009, n. 42, le regioni a statuto speciale e le province  autonome di Trento e di Bolzano assicurano un ulteriore concorso alla  finanza pubblica per l'importo complessivo di 440 milioni di euro per  l'anno 2014 e di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015  al 2017. Fino all'emanazione delle norme di attuazione di cui al  predetto articolo 27, l'importo del concorso complessivo di cui al  primo periodo del presente comma e' accantonato, a valere sulle quote  di compartecipazione ai tributi erariali, secondo gli importi  indicati, per ciascuna regione a statuto speciale e provincia  autonoma, nella tabella seguente:... Omissis...

 

4. Gli importi delle tabelle di cui ai commi 2 e 3 possono essere  modificati, ad invarianza di concorso complessivo alla finanza  pubblica, mediante accordo tra le regioni e province autonome  interessate da sancire entro il 30 giugno 2014, in sede di Conferenza  permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province  autonome di Trento e di Bolzano. Tale riparto e' recepito con  successivo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze. Il  predetto accordo puo' tener conto dei tempi medi di pagamento dei  debiti e del ricorso agli acquisti centralizzati di ciascun ente  interessato.  5. Il comma 527 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147 e' abrogato.  6. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in  conseguenza dell'adeguamento dei propri ordinamenti ai principi di  coordinamento della finanza pubblica introdotti dal presente decreto  e a valere sui risparmi derivanti dalle disposizioni ad esse  direttamente applicabili ai sensi dell'articolo 117, comma secondo,  della Costituzione, assicurano un contributo alla finanza pubblica  pari a 500 milioni di euro per l'anno 2014 e di 750 milioni di euro  per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, in ambiti di spesa e per  importi proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e  province autonome medesime, tenendo anche conto del rispetto dei  tempi di pagamento stabiliti dalla direttiva 2011/7/UE, nonche' dell'incidenza degli acquisti centralizzati, da recepire con Intesa  sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31  maggio 2014, con riferimento all'anno 2014 ed entro il 31 ottobre  2014, con riferimento agli anni 2015 e seguenti. In assenza di tale  Intesa entro i predetti termini, con decreto del Presidente del  Consiglio dei Ministri, da adottarsi, previa deliberazione del  Consiglio dei ministri, entro 20 giorni dalla scadenza dei predetti  termini, i richiamati importi sono assegnati ad ambiti di spesa ed  attribuiti alle singoli regioni e Province autonome di Trento e  Bolzano, tenendo anche conto del Pil e della popolazione residente, e  sono eventualmente rideterminati i livelli di finanziamento degli  ambiti individuati e le modalita' di acquisizione delle risorse da  parte dello Stato.  7. Il complesso delle spese finali espresse in termini di  competenza eurocompatibile di ciascuna regione a statuto ordinario,  di cui al comma 449-bis della legge 24 dicembre 2012, n.228, e'  ridotto per ciascuno degli anni dal 2014 al 2017, tenendo conto degli  importi determinati ai sensi del comma 6.

 

 

 

Art. 47

 

(Concorso delle province, delle citta' metropolitane e dei comuni  alla riduzione della spesa pubblica)

 

1. Le province e le citta' metropolitane, a valere sui risparmi  connessi alle misure di cui al comma 2 e all'articolo 19, nonche' in  considerazione delle misure recate dalla legge 7 aprile 2014, n. 56,  nelle more dell'emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio  di cui al comma 92 dell'articolo 1 della medesima legge 7 aprile  2014, n. 56, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a  444,5 milioni di euro per l'anno 2014 e pari a 576,7 milioni di euro  per l'anno 2015 e 585,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016  e 2017  2. Per le finalita' di cui al comma 1, ciascuna provincia e citta'  metropolitana consegue i risparmi da versare ad apposito capitolo di  entrata del bilancio dello Stato determinati con decreto del Ministro  dell'interno da emanare entro il termine del 30 giugno, per l'anno  2014, e del 28 febbraio per gli anni successivi, sulla base dei  seguenti criteri:  a) per quanto attiene agli interventi di cui all'articolo 8,  relativi alla riduzione della spesa per beni e servizi, la riduzione  e' operata nella misura complessiva di 340 milioni di euro per il  2014 e di 510 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al  2017, proporzionalmente alla spesa media, sostenuta nell'ultimo  triennio, relativa ai codici SIOPE indicati nella tabella A allegata  al presente decreto. Per gli enti che nell'ultimo anno hanno  registrato tempi medi nei pagamenti relativi a transazioni  commerciali superiori a 90 giorni, rispetto a quanto disposto dal  decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, la riduzione di cui al  periodo precedente e' incrementata del 5 per cento. Ai restanti enti  la riduzione di cui al periodo precedente e' proporzionalmente  ridotta in misura corrispondente al complessivo incremento di cui al  periodo precedente. Per gli enti che nell'ultimo anno hanno fatto  ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip  S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento  costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27  dicembre 2006, n. 296, in misura inferiore al valore mediano, come  risultante dalle certificazioni di cui alla presente lettera, la iduzione di cui al primo periodo e' incrementata del 5 per cento. Ai  restanti enti la riduzione di cui al periodo precedente e'  proporzionalmente ridotta in misura corrispondente al complessivo  incremento di cui al periodo precedente. A tal fine gli enti  trasmettono al Ministero dell'interno secondo le modalita' indicate  dallo stesso, entro il 31 maggio, per l'anno 2014, ed entro il 28  febbraio per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017 una certificazione  sottoscritta dal rappresentante legale, dal responsabile finanziario  e dall'organo di revisione economico-finanziaria, attestante il tempo  medio dei pagamenti dell'anno precedente calcolato rapportando la  somma delle differenze dei tempi di pagamento rispetto a quanto  disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, al numero  dei pagamenti stessi. Nella medesima certificazione e', inoltre,  indicato il valore degli acquisti di beni e servizi, relativi ai  codici SIOPE indicati nell'allegata tabella B, sostenuti nell'anno  precedente, con separata evidenza degli acquisti sostenuti mediante  ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip  S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento. In  caso di mancata trasmissione della certificazione nei termini  indicati si applica l'incremento del 10 per cento.  b) per quanto attiene agli interventi di cui all'articolo 15,  relativi alla riduzione della spesa per autovetture di 0,7 milioni di  euro, per l'anno 2014, e di un milione di euro per ciascuno degli  anni dal 2015 al 2017, la riduzione e' operata in proporzione al  numero di autovetture di ciascuna provincia e citta' metropolitana  comunicato annualmente al Ministero dell'interno dal Dipartimento  della Funzione Pubblica;  c) per quanto attiene agli interventi di cui all'articolo 14 ,  relativi alla riduzione della spesa per incarichi di consulenza,  studio e ricerca e per i contratti di collaborazione coordinata e  continuativa, di 3,8 milioni di euro per l'anno 2014 e di 5,7 milioni  di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, la riduzione e'  operata in proporzione alla spesa comunicata al Ministero  dell'interno dal Dipartimento della Funzione Pubblica;  3. Gli importi e i criteri di cui al comma 2 possono essere  modificati per ciascuna provincia e citta' metropolitana, a  invarianza di riduzione complessiva, dalla Conferenza Stato-citta' ed  autonomie locali entro il 15 giugno, per l'anno 2014 ed entro il 31  gennaio, per gli anni successivi, sulla base dell'istruttoria  condotta dall' ANCI e dall'UPI e recepiti con il decreto del Ministro  dell'interno di cui al comma 2; con riferimento alle misure connesse  all'articolo 8, le predette modifiche possono tener conto dei tempi  medi di pagamento dei debiti e del ricorso agli acquisti  centralizzati di ciascun ente. Decorso tale termine la riduzione  opera in base agli importi di cui al comma 2.  4. In caso di mancato versamento del contributo di cui ai commi 2 e  3, entro il mese di luglio, sulla base dei dati comunicati dal  Ministero dell'interno, l'Agenzia delle Entrate, attraverso la  struttura di gestione di cui all'articolo 22, comma 3, del decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, provvede al recupero delle  predette somme nei confronti delle province e delle citta'  metropolitane interessate, a valere sui versamenti dell'imposta sulle  assicurazioni contro la responsabilita' civile derivante dalla  circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, di cui  all'articolo 60 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,  riscossa tramite modello F24, all'atto del riversamento del relativo  gettito alle province medesime.  5. Le province e le citta' metropolitane possono rimodulare o  adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente, al  fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti  dall'applicazione del comma 2.

6. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al  comma 92 dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, a seguito  del trasferimento delle risorse finanziarie, umane, strumentali e  organizzative connesse all'esercizio delle funzioni che devono essere  trasferite, ai sensi dei commi da 85 a 97 dello stesso articolo 1,  tra le Province, le citta' metropolitane e gli altri Enti  territoriali interessati, stabilisce altresi' le modalita' di  recupero delle somme di cui ai commi precedenti.  7. L'organo di controllo di regolarita' amministrativa e contabile  verifica che le misure di cui ai commi 2 e 5 siano adottate, dandone  atto nella relazione di cui al comma 166 dell'articolo 1 della legge  23 dicembre 2005, n. 266.  8. I comuni, a valere sui risparmi connessi alle misure indicate al  comma 9, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a 375,6  milioni di euro per l'anno 2014 e 563,4 milioni di euro per ciascuno  degli anni dal 2015 al 2017. A tal fine, il fondo di solidarieta'  comunale, come determinato ai sensi dell'articolo 1, comma 380-ter  della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e' ridotto di 375,6 milioni di  euro per l'anno 2014 e di 563,4 milioni di euro per ciascuno degli  anni dal 2015 al 2017.  9. Gli importi delle riduzioni di spesa e le conseguenti riduzioni  di cui al comma 8 per ciascun comune sono determinati con decreto del  Ministro dell'interno da emanare entro il termine del 30 giugno, per  l'anno 2014 e del 28 febbraio per gli anni successivi, sulla base dei  seguenti criteri:  a) per quanto attiene agli interventi di cui all'articolo 8,  relativi alla riduzione della spesa per beni e servizi, la riduzione  e' operata nella misura complessiva di 360 milioni di euro per il  2014 e di 540 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al  2017, proporzionalmente alla spesa media, sostenuta nell'ultimo  triennio, relativa ai codici SIOPE indicati nella tabella A allegata  al presente decreto. Per gli enti che nell'ultimo anno hanno  registrato tempi medi nei pagamenti relativi a transazioni  commerciali superiori a 90 giorni, rispetto a quanto disposto dal  decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, la riduzione di cui al  periodo precedente e' incrementata del 5 per cento. Ai restanti enti  la riduzione di cui al periodo precedente e' proporzionalmente  ridotta in misura corrispondente al complessivo incremento di cui al  periodo precedente. Per gli enti che nell'ultimo anno hanno fatto  ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip  S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento  costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27  dicembre 2006, n. 296, in misura inferiore al valore mediano, come  risultante dalle certificazioni di cui alla presente lettera la  riduzione di cui al primo periodo e' incrementata del 5 per cento. Ai  restanti enti la riduzione di cui al periodo precedente e'  proporzionalmente ridotta in misura corrispondente al complessivo  incremento di cui al periodo precedente. A tal fine gli enti  trasmettono al Ministero dell'interno secondo le modalita' indicate  dallo stesso, entro il 31 maggio, per l'anno 2014, ed entro il 28  febbraio per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, una certificazione  sottoscritta dal rappresentante legale, dal responsabile finanziario  e dall'organo di revisione economico-finanziaria, attestante il tempo  medio dei pagamenti dell'anno precedente calcolato rapportando la  somma delle differenze dei tempi di pagamento rispetto a quanto  disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, al numero  dei pagamenti stessi. Nella medesima certificazione e', inoltre,  indicato il valore degli acquisti di beni e servizi, relativi ai  codici SIOPE indicati nell'allegata tabella B sostenuti nell'anno  precedente, con separata evidenza degli acquisti sostenuti mediante  ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento. In  caso di mancata trasmissione della certificazione nei termini  indicati si applica l'incremento del 10 per cento;  b) per quanto attiene agli interventi di cui all'articolo 15,  relativi alla riduzione della spesa per autovetture di 1,6 milioni di  euro, per l'anno 2014, e di 2,4 milioni di euro per ciascuno degli  anni dal 2015 al 2017, la riduzione e' operata in proporzione al  numero di autovetture possedute da ciascun comune comunicato  annualmente al Ministero dell'interno dal Dipartimento della Funzione  Pubblica;  c) per quanto attiene agli interventi di cui all'articolo 14  relativi alla riduzione della spesa per incarichi di consulenza,  studio e ricerca e per i contratti di collaborazione coordinata e  continuativa, di 14 milioni di euro, per l'anno 2014 e di 21 milioni  di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, la riduzione e'  operata in proporzione alla spesa comunicata al Ministero  dell'interno dal Dipartimento della Funzione Pubblica.  10. Gli importi e i criteri di cui al comma 9 possono essere  modificati per ciascun comune, a invarianza di riduzione complessiva,  dalla Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali entro il 15 giugno,  per l'anno 2014 ed entro il 31 gennaio, per gli anni successivi,  sulla base dell'istruttoria condotta dall'ANCI e recepiti con decreto  del Ministro dell'interno di cui al comma 9; con riferimento alle  misure connesse all'articolo 8, le predette modifiche possono tener  conto dei tempi medi di pagamento dei debiti e del ricorso agli  acquisti centralizzati di ciascun ente. Decorso tale termine la  riduzione opera in base ai criteri di cui al comma 9.  11. In caso di incapienza, sulla base dei dati comunicati dal  Ministero dell'interno, l'Agenzia delle Entrate provvede al recupero  delle predette somme nei confronti dei comuni interessati all'atto  del riversamento agli stessi comuni dell'imposta municipale propria  di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.  Le somme recuperate sono versate ad apposito capitolo dell'entrata  del bilancio dello Stato ai fini della successiva riassegnazione al  pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero  dell'interno.  12. I Comuni possono rimodulare o adottare misure alternative di  contenimento della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi  comunque non inferiori a quelli derivanti dall'applicazione del comma  9.  13. L'organo di controllo di regolarita' amministrativa e contabile  verifica che le misure di cui ai precedenti commi siano adottate,  dandone atto nella relazione di cui al comma 166 dell'articolo 1  della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

 

 

Art. 48

 

(Edilizia scolastica)

 

1. All'articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo il  comma 14-bis e' inserito il seguente:  "14-ter. Per gli anni 2014 e 2015, nel saldo finanziario espresso  in termini di competenza mista, individuato ai sensi del comma 3,  rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilita'  interno, non sono considerate le spese sostenute dai comuni per  interventi di edilizia scolastica. L'esclusione opera nel limite  massimo di 122 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. I  comuni beneficiari dell'esclusione e l'importo dell'esclusione stessa sono individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri da emanare entro il 15 giugno 2014.".  2. Per le finalita' e gli interventi di cui all'articolo 18, comma  8-ter, del decreto legge. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con  modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il CIPE, su proposta  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti d'intesa con il  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca assegna,  nell'ambito della programmazione nazionale del Fondo per lo sviluppo  e la coesione relativa al periodo 2014-2020, fino all'importo massimo  di 300 milioni di euro, previa verifica dell'utilizzo delle risorse  assegnate nell'ambito della programmazione 2007-2013 del Fondo  medesimo e di quelle assegnate a valere sugli stanziamenti relativi  al programma delle infrastrutture strategiche per l'attuazione di  piani stralcio del programma di messa in sicurezza degli edifici  scolastici. In esito alla predetta verifica il CIPE riprogramma le  risorse non utilizzate e assegna le ulteriori risorse a valere sulla  dotazione 2014-2020 del Fondo sviluppo e coesione in relazione ai  fabbisogni effettivi e sulla base di un programma articolato per  territorio regionale e per tipologia di interventi. Con la stessa  delibera sono individuate le modalita' di utilizzo delle risorse  assegnate, di monitoraggio dell'avanzamento dei lavori ai sensi del  decreto legislativo n. 229 del 2011 e di applicazione di misure di  revoca, utilizzando le medesime procedure di cui al citato articolo  18 del decreto-legge n. 69 del 2013.

 

 

Art. 49

 

(Riaccertamento straordinario residui)

 

1. Nelle more del completamento della riforma della legge di  contabilita' e finanza pubblica, di cui alla legge 31 dicembre 2009,  n. 196, il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio  decreto, d'intesa con le amministrazioni interessate, entro il 31  luglio 2014 adotta un programma straordinario di riaccertamento dei  residui passivi nonche' riaccertamento della sussistenza delle  partite debitorie iscritte nel conto del patrimonio dello Stato in  corrispondenza di residui andati in perenzione, esistenti alla data  del 31 dicembre 2013, di cui all'articolo 275, secondo comma, del  regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, ai fini della verifica della  permanenza dei presupposti indicati all'articolo 34, comma 2, della  legge n. 196 del 2009.  2. In esito alla rilevazione di cui al comma 1, con decreto del  Ministro dell'economia e delle finanze, e' quantificato per ciascun  Ministero l'ammontare delle somme iscritte nel conto dei residui da  eliminare e, compatibilmente con gli obiettivi programmati di finanza  pubblica, si provvede:  a) per i residui passivi iscritti in bilancio, alla eliminazione  degli stessi mediante loro versamento all'entrata ed all'istituzione,  separatamente per la parte corrente e per il conto capitale, di  appositi fondi da iscrivere negli stati di previsione delle  Amministrazioni interessate, da ripartire con decreto del Ministro  dell'economia e delle finanze, per il finanziamento di nuovi  programmi di spesa, di quelli gia' esistenti e per il ripiano dei  debiti fuori bilancio. La dotazione dei predetti fondi e' fissata su  base pluriennale, in misura non superiore al 50 per cento  dell'ammontare dei residui eliminati di rispettiva pertinenza. La  restante parte e' destinata a finanziare un apposito Fondo da  iscrivere sullo stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle finanze da ripartire a favore di interventi individuati con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;  b) per i residui passivi perenti, alla cancellazione delle  relative partite dalle scritture contabili del conto del Patrimonio  Generale dello Stato; a tal fine, le amministrazioni interessate  individuano i residui non piu' esigibili, che formano oggetto di  apposita comunicazione al Ministero dell'economia e delle finanze, da  effettuare improrogabilmente entro il 10 luglio 2014. Con la legge di  bilancio per gli anni 2015-2017, le somme corrispondenti alla  cancellazione dei suddetti importi, fatto salvo quanto previsto alla  successiva lettera d), sono iscritte su base pluriennale nella  medesima proporzione nei fondi di cui alla precedente lettera a).  c) per i residui passivi perenti, connessi alla sistemazione di  partite contabilizzate in conto sospeso, con le medesime modalita' di  comunicazione di cui alla lettera b), alla regolazione dei rapporti  di debito con la tesoreria statale;  d) per i residui passivi relativi a trasferimenti e/o  compartecipazioni statutarie alle regioni, alle province autonome e  agli altri enti territoriali le operazioni di cui al presente  articolo vengono operate con il concorso degli stessi enti  interessati. Con la legge di bilancio per gli anni 2015-2017, le  somme corrispondenti alla cancellazione dei suddetti importi sono  iscritte su base pluriennale su appositi fondi da destinare ai  medesimi enti in relazione ai residui eliminati.

 

Art. 50

 

(Disposizioni finanziarie)

 

1. In relazione a quanto disposto dagli articoli da 8 a 10, le  disponibilita' di competenza e di cassa delle spese del bilancio  dello Stato per beni e servizi, ad esclusione delle spese per il  funzionamento delle istituzioni scolastiche, sono ridotte di 200  milioni di euro annui per l'anno 2014 e di 300 milioni di euro a  decorrere dal 2015, secondo quanto indicato nell'allegato C al  presente decreto e secondo un criterio di riparto relativo al tasso  di adesione agli strumenti di acquisto messi a disposizione dalle  centrali di committenza. Il Ministro dell'economia e delle finanze,  ai fini delle successive riduzioni, e' autorizzato ad accantonare e  rendere indisponibili le somme di cui al periodo precedente. Le  amministrazioni possono proporre variazioni compensative, anche  relative a missioni diverse, nell'ambito degli stanziamenti per  l'acquisto di beni e servizi, entro 60 giorni dalla data di entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto, nel  rispetto dell'invarianza sui saldi di finanza pubblica. Resta  precluso l'utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per  compensare spese correnti. Le riduzioni previste dal presente comma  sono comprensive degli effetti di contenimento della spesa dei  Ministeri, derivanti dall'applicazione dalle disposizioni specifiche  volte al contenimento della spesa di cui agli articoli 14, 15, e 26  del presente decreto.  2. Al fine di consentire alle Amministrazioni centrali di  razionalizzare la gestione delle risorse in relazione alle  disposizioni recate dal presente articolo ed evitare la formazione di  debiti fuori bilancio, nelle more del completamento della riforma  della legge di contabilita' e finanza pubblica di cui alla legge 31  dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni e integrazioni, in  via sperimentale per gli anni 2014 e 2015, il Ministro dell'economia  e delle finanze, nel rispetto dell'invarianza degli effetti sui saldi  di finanza pubblica, e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, da comunicare alle Camere, variazioni compensative, in termini di  competenza e cassa, in ciascuno stato di previsione della spesa,  nell'ambito degli stanziamenti dei capitoli rispettivamente della  categoria 2 - consumi intermedi e della categoria 21 - investimenti  fissi lordi, previa motivata e documentata richiesta da parte delle  Amministrazioni interessate. La compensazione non puo' riguardare le  spese predeterminate per legge.  3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 8, comma 3, del  decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto  2012, n. 135, al fine di assicurare la riduzione della spesa per  acquisti di beni e servizi per gli enti pubblici di cui al comma 4,  lettera c), dell'articolo 8 del presente decreto, nelle more della  determinazione degli obiettivi da effettuarsi con le modalita'  previste dal medesimo articolo 8, comma 5, i trasferimenti dal  bilancio dello Stato agli enti e agli organismi anche costituiti in  forma societaria, dotati di autonomia finanziaria, compresi fra le  pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge  30 dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle regioni, delle  province autonome di Trento e di Bolzano, degli enti locali, degli  enti del servizio sanitario nazionale, sono ulteriormente ridotti, a  decorrere dall'anno 2014 su base annua, in misura pari al 5 per cento  della spesa sostenuta per consumi intermedi nell'anno 2010. Nel caso  in cui per effetto delle operazioni di gestione la predetta riduzione  non fosse possibile, per gli enti interessati si applica la  disposizione di cui ai periodi successivi. Gli enti e gli organismi  anche costituiti in forma societaria, dotati di autonomia  finanziaria, che non ricevono trasferimenti dal bilancio dello Stato  adottano interventi di razionalizzazione per la riduzione della spesa  per consumi intermedi in modo da assicurare risparmi corrispondenti  alla misura indicata nel periodo precedente; le somme derivanti da  tale riduzione sono versate annualmente ad apposito capitolo  dell'entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun  anno. Il presente comma non si applica agli enti e organismi vigilati  dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli  enti locali.  4. Gli enti e organismi di cui al comma 3 possono effettuare  variazioni compensative fra le spese soggette ai limiti di cui  all'articolo 6, commi 8, 12, 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 133, e all'articolo 1,  comma 141, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, assicurando il  conseguimento degli obiettivi complessivi di contenimento della spesa  previsti dalle citate disposizioni e il versamento dei relativi  risparmi al bilancio dello Stato. Il comma 10 dell'articolo 6 del  decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla  legge n. 133 del 2010, e' soppresso. Qualora, con l'attuazione delle  misure di cui al presente articolo o di ulteriori interventi  individuati dagli enti stessi nell'ambito della propria autonomia  organizzativa, non si raggiungano i risparmi previsti dal comma 3,  gli enti interessati possono provvedere anche attraverso la riduzione  delle altre risorse destinate a interventi di natura corrente, con  l'esclusione delle spese di personale.  5. All'articolo 1, comma 417, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,  le parole "pari al 12 per cento" sono sostituite dalle seguenti:  "pari al 15 per cento".  6. Al fine di rendere permanente gli sgravi previsti dall'articolo  1, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle  finanze e' istituito un apposito fondo denominato "Fondo destinato  alla concessione di benefici economici a favore dei lavoratori  dipendenti", con una dotazione di 1.930 milioni di euro in termini di  saldo netto da finanziare e di fabbisogno e di 2.685 milioni di euro  in termini di indebitamento netto per l'anno 2015, di 4.680 milioni di euro per l'anno 2016, di 4.135 milioni di euro per l'anno 2017 e  di 1.990 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018.  7. Al fine di reperire le risorse per assicurare la liquidita'  necessaria all'attuazione degli interventi di cui al titolo III del  presente decreto, nonche' in considerazione del livello del  fabbisogno del settore statale definito dal Documento di economia e  finanza 2014 approvato con Risoluzione del Parlamento, e' autorizzata  l'emissione di titoli di Stato per un importo fino a 40.000 milioni  di euro per l'anno 2014. Tali somme concorrono alla rideterminazione  in aumento del limite massimo di emissione di titoli di Stato  stabilito dalla legge di approvazione del bilancio.  8. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal  titolo III del presente decreto e nelle more dell'emissione dei  titoli di cui al comma 9, il Ministro dell'economia e delle finanze  e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti  variazioni di bilancio e, ove necessario, puo' disporre il ricorso ad  anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione, con l'emissione  di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa, e'  effettuata entro la conclusione dell'esercizio in cui e' erogata  l'anticipazione.  9. L'allegato 1 all'articolo 1, comma 1, della legge 27 dicembre  2013, n. 147, e' sostituito dal seguente:  "Allegato 1 (Articolo 1, comma 1).

 

 

... omissis ....

 

della compensazione degli effetti in termini di fabbisogno ed  indebitamento netto, si provvede mediante utilizzo delle maggiori  entrate e dalle minori spese derivanti dal presente provvedimento.  11. Il Ministero dell'economia e delle finanze effettua il  monitoraggio sulle maggiori entrate per imposta sul valore aggiunto  derivanti dalle misure previste dal titolo III del presente decreto.  Qualora dal monitoraggio emerga un andamento che non consenta il  raggiungimento dell'obiettivo di maggior gettito pari a 650 milioni  di euro per l'anno 2014, il Ministro dell'economia e delle finanze,  con proprio decreto, da emanare entro il 30 settembre 2014,  stabilisce l'aumento delle accise di cui alla Direttiva del Consiglio  2008/118/CE del 16 dicembre 2008, in misura tale da assicurare il  conseguimento del predetto obiettivo.  12. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio  per l'attuazione del presente decreto.

 

 

Art. 51

 

(Entrata in vigore)

 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e  sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito  nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica  italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo  osservare.  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara'  inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo  e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addi' 24 aprile 2014

 

NAPOLITANO

 

                                                                Renzi, Presidente del Consiglio dei  ministri

 

Padoan, Ministro dell'economia e  delle finanze

 Visto, il Guardasigilli: Orlando
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LaPrevidenza.it, 26/04/2014