martedì, 24 maggio 2022

Livelli essenziali di assistenza e principio di leale collaborazione

Corte Costituzionale, sentenza 31.03.2006 n° 134 - Ermelinda Biesuz

 

Con la sentenza n. 134/06 la Consulta è tornata ad occuparsi, ad una settimana dalla sentenza n. 118, della l. n. 311/04 (finanziaria 2005), dichiarando la parziale illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 169, concernente la determinazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA).

LA Corte è stata investita della questione con due ricorsi, promossi dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dalla Provincia Autonoma di Trento e decisi unitamente dalla Corte, data l’identità della materia e l’analogia delle questioni proposte..

Secondo quanto affermato dalle ricorrenti tale norma, nella parte in cui affidava ad un regolamento del Ministro della salute la determinazione degli “standard qualitativi, strutturali, tecnologici, di processo e possibilmente di esito, e quantitativi, di cui ai livelli essenziali di assistenza” sanitaria avrebbe superato i limiti posti alla competenza statale con riferimento all’individuazione dei LEA, invadendo la sfera di competenza provinciale in tema di “ordinamento degli uffici” e “igiene e sanità” ivi compresa l'assistenza sanitaria e ospedaliera, prevista dall’art. 8, numeri 1, 9 e 10 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige, e quella di competenza regionale in tema di “igiene e sanità, assistenza sanitaria ed ospedaliera”, sancita dall’art. 5, numero 16, dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia.

La Provincia di Trento ha inoltre affermato che, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, la competenza concorrente in materia di igiene e sanità è divenuta piena.

Le ricorrenti hanno ulteriormente censurato la disposizione impugnata perché essa si sarebbe posta in contrasto con il principio di leale collaborazione tra Stato, Regioni e Province autonome, nella parte in cui prevedeva, ai fini della determinazione dei livelli di assistenza in senso proprio, il solo parere della Conferenza permanente Stato-Regioni e Province autonome, e non anche l'intesa, richiesta dall'art. 54 della legge n. 289 del 2002 (Legge finanziaria 2003) per la specificazione e la modificazione dei LEA.

Infine, l’art. 1, comma 169, avrebbe violato il principio di legalità sostanziale, poiché avrebbe attribuito ad un atto regolamentare il compito di determinare i livelli di assistenza e degli standard, con una statuizione che, vincolando l'autonomia legislativa ed amministrativa regionale in materia sanitaria, per come previsto dalla norma, si sarebbe invece dovuta fondare su una disciplina avente rango legislativo.

Nel pronunciarsi, la Corte ha in primis affrontato la questione relativa al tipo di competenza legislativa di cui la disposizione censurata è espressione.

Ciò in quanto le ricorrenti hanno fatto riferimento sia alle proprie competenze in materia sanitaria, previste dai rispettivi statuti e dalle norme di attuazione, sia all'art. 117 della Costituzione.

A riguardo, la Consulta ha richiamato precedenti pronunce (sentenza n. 270/05), nelle quali ha affermato che la competenza legislativa concorrente concernente la tutela della salute, prevista dall’art. 117, terzo comma, della Costituzione, è assai più ampia rispetto alla precedente relativa all’“assistenza ospedaliera”, esprimendo “l'intento di una più netta distinzione fra la competenza regionale a legiferare in queste materie e la competenza statale, limitata alla determinazione dei principi fondamentali della disciplina” (sentenza n. 282/02).

Da quanto sopra esposto, deriva, secondo la Corte, che la tutela della salute non possa essere ritenuta, per come più volte precisato, “una materia pienamente assimilabile agli altri settori di competenza regionale, sia per la particolare intensità dei limiti cui sono in tal campo sottoposte la legislazione e l'amministrazione delle Regioni, sia per le peculiari forme e modalità di finanziamento della relativa spesa pubblica” (sentenze n. 452/89, 294/86 e 245/84).

La riconduzione delle competenze attribuite in materia sanitaria ai soggetti ad autonomia speciale nell’alveo dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione determina però la loro sottoposizione ai “limiti, espressi od impliciti, contenuti nel nuovo Titolo V” della Costituzione (sentenza n. 383/05), e soprattutto all'esercizio della competenza esclusiva dello Stato nella fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali (art. 117, comma 2, lett. m) Cost.).

Infatti,, la Corte ha affermato che anche la determinazione degli standard costituisce esercizio della competenza assegnata allo Stato della succitata disposizione

Ciò premesso, la Consulta ha sancito l’illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui riduce la partecipazione delle Regioni nel procedimento di fissazione dei suddetti standards alla mera richiesta di un parere alla Conferenza unificata, senza prescrivere l’intesa in sede di Conferenza unificata, prevista dalla norma impugnata, mediante il rinvio all’art. 54 l. n. 289/02 per l’attuazione o la modificazione dei LEA.

Ed invero, il giudice delle Leggi ha ritenuto che la riconduzione della determinazione degli standards nell’alveo dell’art. 117, comma 2, lett. m) Cost., comporta la necessità di applicare anche ad essa la più incisiva forma di leale collaborazione fra Stato e Regioni, rappresentata dall’intesa.

La Consulta ha, quindi, dichiarato la illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 169, della legge n. 311 del 2004, nella parte in cui prevede che il regolamento del Ministro della salute che determina gli standard e che individua le tipologie di assistenza e i servizi del Piano sanitario nazionale per fini diversi da quelli di cui al comma 293 della legge n. 266 del 2005 sia adottato “sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano”, anziché “previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano”.

La Corte ha invece ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 169, della legge n. 311 del 2004, con riferimento alla violazione del principio di legalità sostanziale.

Ciò in quanto “la determinazione degli standard e dei LEA è delimitata dai principi generali del d.lgs. n. 502 del 1992 e dalle determinazioni del Piano sanitario nazionale, mentre sul piano procedurale resta prevista in ogni caso, anche per effetto dell'odierna pronuncia, l'intesa in sede di Conferenza permanente. Tenendo presente che si opera nell'ambito di una materia altamente tecnica come quella della individuazione delle prestazioni relative all'assistenza sanitaria, le pur limitate predeterminazioni legislative di criteri e di limiti al potere normativo secondario appaiono sufficienti per escludere il vizio denunciato”.

(Nota di Ermelinda Biesuz)


Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 18/04/2006

AVVOCATO ANGELICA IANNONE
mini sito

Via Sardegna N. 13, 47923, Rimini (RN)

Telefono:

0541774893

Cellulare:

3472689141

Servizi:

Diritto civile Diritto di famiglia - Separazioni/Divorzi e tutela minori Diritto penale e penitenziario

GIOVANNA LONGHI
mini sito

Via San Felice N. 6, 40124, Bologna (BO)

Telefono:

051220171

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Diritto del lavoro, diritto previdenziale, diritto civile