martedž, 27 ottobre 2020

La contesa del minore provoca la perdita dello stesso alla famiglia naturale

Cassazione, sentenza 31.2010 n. 7961

 

Il tribunale per i minorenni di Torino, con decreto 5 giugno 2007 dichiarava lo stato di adattabilità della minore V.A., nata il (OMISSIS) dall’unione fra V.Y. E L.D.. La minore era stata inizialmente riconosciuta solo dalla madre e il tribunale per i minorenni ne aveva disposto, stante la carenza della situazione familiare, il ricovero insieme alla madre presso una struttura comunitaria. Il ricovero veniva attuato e, dopo risultati iniziali abbastanza positivi, interrottasi la relazione fra i genitori della minore, la madre abbandonava la comunità e tornava dai propri genitori. Il tribunale confermava il ricovero della minore presso la comunità, con la madre o da sola, per il periodo di un anno e rigettava la domanda di affidamento avanzata dal padre. Il tribunale disponeva l’apertura del procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità sospendendo la potestà genitoriale, mentre i nonni paterni ed il padre insistevano per l’affidamento della bambina, in una situazione di conflitto fra i genitori della minore ed i rispettivi gruppi familiari. Disposta CTU, questa confermava sostanzialmente l’impossibilità per la minore di essere proficuamente affidata alla madre o ai nonni materni, che non si mostravano a ciò disponibili a differenza di quelli paterni. Veniva disposto un approfondimento della situazione dal quale emergeva la possibilità di un affidamento della minore ai nonni paterni, per cui il tribunale sospendeva la procedura e affidava la bambina ai nonni paterni, disponendo in ordine agli incontri con la madre e i nonni materni. Sorgevano peraltro problemi in ordine a tali incontri, per cui la nonna paterna ne chiedeva l’eliminazione, entrando anche in contrasto con i servizi sociali. Le modalità degli incontri venivano quindi modificati, dal tribunale, mentre gli accertamenti disposti sulle condizioni psicoevolutive della bambina non davano esito positivo. Il tribunale dichiarava allora, con decreto del giugno 2007, lo stato di adottabilità della minore e ne disponeva il collocamento prima presso una struttura comunitaria e poi presso una famiglia affidataria. Avverso il decreto proponevano opposizione i nonni paterni della minore, la madre, il padre, nonché i nonni materni, contestando l’esistenza dello stato di abbandono. Il tribunale, con sentenza del maggio 2008, rigettava l’opposizione e confermava l’inserimento presso una famiglia affidataria, sospendendo i rapporti con i parenti. Rilevava in particolare, che il padre della minore, L.D., si era rivelato incapace di assumere il ruolo paterno, restando il rapporto con la figlia marginale e poco significativo. Escludeva che i nonni paterni potessero essere affidatari della minore, avendo avuto il relativo esperimento esito negativo, secondo gli accertamenti del CTU, anche in relazione alla loro incapacità di mantenere adeguati rapporti con la madre della bambina, i nonni materni e gli stessi servizi sociali. La sentenza veniva impugnata dai genitori, dai nonni paterni e materni. La Corte d’appello di Torino, con sentenza depositata il 18 febbraio 2009, rigettava l’impugnazione. Avverso la sentenza i nonni paterni, P.P. E L.R., ricorrono con ricorso notificato il 28 marzo 2009. Ricorre con separato ricorso anche il padre della minore L.D.. Il curatore speciale della minore resiste con controricorso notificato il 6 maggio 2009. P.P. E L.R. Hanno anche depositato memoria.....

Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 28/04/2010

SERGIO BENEDETTO SABETTA
mini sito

Professione:

Avvocato

AVVOCATO ANGELICA IANNONE
mini sito

Via Sardegna N. 13, 47923, Rimini (RN)

Telefono:

0541774893

Cellulare:

3472689141

Servizi:

Diritto civile Diritto di famiglia - Separazioni/Divorzi e tutela minori Diritto penale e penitenziario