domenica, 24 gennaio 2021

L'attuazione della delega in materia di ammortizzatori sociali da parte della Provincia Autonoma di Trento. Il reddito di attivazione

Avv. Riccardo Maraga

 

L'attuazione della delega in materia di ammortizzatori sociali da parte della Provincia Autonoma di Trento. Il reddito di attivazione.

SOMMARIO: 1. La delega alle Province Autonome di Trento e Bolzano in materia di ammortizzatori sociali. ­ 2. Il reddito di attivazione. 3. ­ L'accordo tra Inps e Provincia Autonoma di Trento per l'erogazione del reddito di attivazione.

1. La delega alle Province Autonome di Trento e Bolzano in materia di ammortizzatori sociali.

L'art. 2, comma 124, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (1) conferisce la delega alle Province autonome di Trento e Bolzano delle funzioni in materia di gestione della cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità, da esercitare sulla base di specifiche intese tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali e le due Province autonome.

Successivamente all'Accordo di Milano del 2009 la Provincia di Trento, il 30 aprile 2010, aveva provveduto ad approvare un testo contenente le linee guida di intervento in materia di ammortizzatori sociali (2). L'atto di indirizzo ribadisce l'importanza di aver ottenuto la delega in materia di ammortizzatori sociali, frutto della consolidata esperienza della Provincia autonoma di Trento in materia lavoristica e sottolinea come la potestà provinciale in tale ambito possa consentire di colmare le lacune del sistema nazione degli ammortizzatori sociali, caratterizzato dalla sua non universalità e dalla esclusione dei soggetti più a rischio, ovvero, i lavoratori atipici che, a causa della loro condizione contrattuale, rischiano di essere esclusi dal beneficio degli ammortizzatori sociali in contraddizione ai principi di cui agli artt. 3 e 38 della Carta Costituzionale. L'atto indica i principi cui la Provincia dovrà ispirarsi nella gestione della delega, ossia, l'universalismo, la responsabilità e l'innovatività. Il documento specifica, altresì, quali dovranno essere le prestazioni e gli istituti che la Provincia dovrebbe garantire ai lavoratori trentini: il reddito di continuità, il reddito unico di attivazione, il reddito di qualificazione e specializzazione a favore dei giovani e il reddito di garanzia, già operante quest'ultimo nel sistema di welfare provinciale (3). Il 5 marzo 2013 il decreto legislativo n. 28 (4) recava la "Norma di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino Alto Adige concernente disposizioni per l'attuazione delle deleghe in materia di cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità, conferita dall'art. 2, comma 124, della legge 23 dicembre 2009, n. 191" dando il via libera all'attuazione della delega.
Infine, il 14 ottobre 2013 uno specifico accordo tra la Provincia autonoma di Trento e il Ministro del lavoro ha dato il via libera al passaggio effettivo della delega (5).

Si tratta del primo caso italiano di decentramento a favore delle autonomie locali di una porzione del sistema di previdenza sociale e di un indubbio rafforzamento dei livelli di autonomia delle due Province autonome di Trento e di Bolzano.

L'intesa prevede che la Provincia si impegna a gestire le funzioni relative alla concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale e i relativi ricorsi nel rispetto della legislazione statale tramite un'apposita convenzione tra Provincia e Inps territoriale. La Provincia si impegna altresì a gestire le funzioni relative alla concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale, anche a seguito di contratti di solidarietà. Per gestire questa seconda funzione l'ente provinciale si impegna a costituire specifiche commissioni composte da un rappresentante della Provincia stessa, uno del Ministero dell'economia e delle finanze e uno dell'Inps.

Viceversa nell'Intesa è previsto che per le prestazioni provinciali integrative della cassa integrazione guadagni e della Aspi e mini-Aspi la Provincia si avvalga dell'Inps. Resta la necessità di una specifica convenzione tra Provincia e Inps per disciplinare modalità operativi, rapporti economici e aspetti attuativi.

2. Il reddito di attivazione.

L'art. 1.1 della legge provinciale 16 giugno 1983 n. 89 (concernente Organizzazione degli interventi di politica del lavoro) (6) contiene un primo recepimento normativo della nuova delega in materia di ammortizzatori sociali da parte della Provincia autonoma (pur non essendo ancora del tutto transitata la delega all'ente provinciale). In particolare, la norma afferma che, in sede di prima applicazione della delega in materia di ammortizzatori sociali prevista all'articolo 2, comma 124, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, ferme restando le competenze dello Stato in materia e le prestazioni previste dalla legislazione statale, la Provincia valorizza i diritti di sicurezza sociale attraverso strumenti di tutela attiva del lavoro e del reddito costituiti dal reddito di continuità e dal reddito di attivazione. Oltre ai predetti strumenti, la Provincia si avvale di quelli ulteriori previsti dalle norme provinciali, ivi compreso il reddito di qualificazione. Ancor prima del passaggio

Il reddito di attivazione è descritto dal comma 4 dell'art. 1.1 della legge provinciale sul lavoro (L.P. n. 89/1983). Si tratta di uno strumento che concorre al sostegno dei lavoratori disoccupati nel periodo di ricerca attiva di nuova occupazione ed è composto dalle indennità di disoccupazione finanziate dall'assicurazione sociale per l'impiego (ASPL) e dalle altre indennità, definite dalla Giunta provinciale nell'ambito degli interventi di politica del lavoro, finalizzate al miglioramento o all'integrazione delle prestazioni finanziate dallo Stato.

La norma di legge che istituisce il reddito di attivazione contiene solo una descrizione sommaria della finalità del reddito di attivazione, ossia quella di integrare e migliorare le prestazioni statali erogate ai lavoratori che perdono il lavoro e cercano una nuova occupazione. La sua concreta attuazione è rimasta sospesa fino alla sottoscrizione della specifica intesa tra Provincia e Inps per la concreta messa in campo di questo importante strumento.

3. L'accordo tra Inps e Provincia Autonoma di Trento per l'erogazione del reddito di attivazione.

Il 4 agosto 2014 è stato siglato lo schema di "Convenzione tra l'Inps e la Provincia autonoma di Trento per un intervento straordinario denominato Reddito di Attivazione in attuazione del decreto legislativo 5 marzo 2013, n. 28".

L'approvazione della Convenzione consente l'attivazione, a partire dal prossimo settembre 2014, del reddito di attivazione, prima vera forma di attuazione della delega in materia di ammortizzatori sociali alle Province autonome di Trento e Bolzano.

Il testo della convenzione contiene anche una specifica descrizione di questo istituto più completa ed analitica di quanto non fosse specificato nella legge provinciale sul lavoro (L.P. n. 39/1983) che ne indicava solamente le finalità e gli obiettivi di tutela.

Il reddito di attivazione persegue la finalità di integrare le indennità statali di disoccupazione Aspi e miniAspi sulla base di requisiti e criteri di accesso stabiliti dalla Provincia.

Beneficiari della prestazione sono:

a) i lavoratori che hanno un'età pari o superiore ai 55 anni al momento della cessazione involontaria del rapporto di lavoro e che: hanno beneficiato dell'Aspi e hanno terminato il relativo periodo di tutela massimo garantito; sono in stato di disoccupazione, iscritti in uno dei Centri per l'impiego provinciali, hanno sottoscritto il Patto di servizio (7) e il Piano di azione individuale; sono residenti nella Provincia di Trento nel momento della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Ai soggetti di cui alla lettera a) il reddito di attivazione spetta dal giorno successivo alla data di cessazione del periodo massimo indennizzabile a titolo di Aspi. La prestazione non è riconosciuta per eventi di cessazione involontaria intervenuti a decorrere dal 1/1/2016.

b) i lavoratori che hanno un'età inferiore ai 50 anni al momento della cessazione involontaria del rapporto di lavoro e che: hanno beneficiato dell'Aspi e hanno terminato il relativo periodo di tutela massimo garantito; sono in stato di disoccupazione, iscritti in uno dei Centri per l'impiego provinciali, hanno sottoscritto il Patto di servizio e il Piano di azione individuale; sono residenti nella Provincia di Trento nel momento della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Ai soggetti di cui alla lettera b) il reddito di attivazione spetta dal giorno successivo alla data di cessazione del periodo massimo indennizzabile a titolo di Aspi. La prestazione non è riconosciuta per eventi di cessazione involontaria intervenuti a decorrere dal 1/1/2016.

c) i lavoratori che: hanno beneficiato della miniAspi per almeno due mesi ed hanno terminato il periodo massimo di tutela garantito dalla miniAspi; sono in stato di disoccupazione, iscritti in uno dei Centri per l'impiego provinciali, hanno sottoscritto il Patto di servizio e il Piano di azione individuale; sono residenti nella Provincia di Trento nel momento della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Ai soggetti di cui alla lettera c) il reddito di attivazione spetta dal giorno successivo alla data di cessazione del periodo massimo indennizzabile a titolo di miniAspi.

In ogni caso il beneficio provinciale non è concesso nei casi in cui il beneficiario di indennità di disoccupazione in ambito Aspi abbia percepito queste indennità in forma anticipata ai sensi dell'art. 2, comma 19, della legge 28 giugno 2012, n. 92. Non è riconosciuto tale strumento nemmeno ai beneficiari di prestazioni riconducibili ad ammortizzatori sociali in deroga.

Il reddito di attivazione è concesso dalla Provincia autonomia ed erogato dall'Inps in modo automatico, senza alcuna esplicita richiesta da parte degli aventi diritto.

Per quanto concerne il quantum della prestazione, l'importo del reddito di attivazione è pari all'indennità giornaliera di Aspi, ovvero di miniAspi, percepita nell'ultimo mese.

Il diritto a percepire il reddito di attivazione viene meno in caso di rioccupazione, rifiuto a partecipare ad iniziative di politica attiva senza giustificato motivo o non regolare partecipazione alle stesse, o in caso di mancata accettazione di offerte di lavoro congruo. La decadenza opera anche nel caso in cui si verifichino le ulteriori cause di decadenza dallo stato di disoccupazione previste dal regolamento provinciale in materia di collocamento ed avviamento al lavoro. La Provincia autonoma accerta le cause di decadenza dal reddito di attivazione e lo comunica all'Inps. La decadenza avrà efficacia a partire dal mese successivo alla ricezione della comunicazione.

Per quanto attiene gli aspetti di natura finanziaria, in coerenza con quanto stabilito dal decreto legislativo 5 marzo 2013 n. 28 e dalla successiva intesa tra Provincia autonoma di Trento e Ministero del lavoro del 14 ottobre 2013, l'Inps eroga ai beneficiari i trattamenti più favorevoli previsti dalla normativa provinciale nei limiti delle risorse anticipate e messe a disposizione dell'ente di previdenza dalla Provincia autonoma di Trento. Nel concreto, ogni mese la Provincia dovrà erogare all'Inps la provvista finanziaria necessaria a coprire i redditi di attivazione da erogare. La Provincia corrisponde altresì all'Inps una somma di denaro a copertura dei costi sostenuti dall'ente per l'erogazione del reddito di attivazione (8).

Dal punto di vista strettamente organizzativo, l'Inps mette a disposizione della Provincia, con cadenza mensile, i dati necessari per il calcolo del reddito di attivazione di coloro che hanno terminato il periodo massimo di fruizione dell'Aspi e miniAspi. La Provincia, ricevuti i dati, individua i beneficiari del reddito di attivazione e mette a disposizione dell'Inps i dati necessari ad erogare la prestazione integrativa. Per il beneficiario le modalità di erogazione sono identiche a quelle relative alle prestazioni di matrice statale. A partire dal mese successivo al termine del periodo di garanzia massima dell'Aspi o miniAspi il soggetto inizia a percepire, con le medesime modalità, il reddito di attivazione.

Ad integrazione dell'accordo tra Inps e Provincia è presente un allegato tecnico che definisce modalità di fruizione dei dati, regole di sicurezza, verifiche sugli accessi, tracciatura delle informazioni scambiate.

La stipula dell'accordo tra Inps e Provincia autonoma di Trento consentirà, a partire da settembre 2014, ai lavoratori e alle lavoratrici trentini che hanno esaurito il periodo massimo di tutela di Aspi e miniAspi di continuare ad essere coperti da una prestazione equivalente sul piano economico messa a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento in virtù della delega ricevuta in materia di ammortizzatori sociali. Si tratta, senza dubbio, di uno strumento di grande interesse sul piano, giuridico, sociale ed economico. Il vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi, titolare della delega al lavoro e sviluppo economico, ha commentato con particolare entusiasmo la sottoscrizione dell'accordo: "In questo momento di crisi ­ ha sottolineato il vicepresidente Olivi - è importante per noi poter offrire un sostegno ulteriore ai lavoratori trentini, che consenta di coprire un periodo di inattività più lungo. E' una misura, questa, che va letta assieme a tutte le altre, che rafforza il nostro sistema di ammortizzatori sociali senza perdere di vista quello che rimane l'obiettivo principale, la creazione di nuovo lavoro".


Da un punto di vista di politica del diritto l'esperimento trentino appare di notevole interesse, anche in vista di una rivisitazione dei rapporti tra Stato centrale e autonomie locali, perché mostra i vantaggi e le opportunità offerte dal decentramento di una porzione della materia della previdenza sociale che può condurre ad un rafforzamento delle prestazioni sociali erogate dallo Stato e disciplinate dalla normativa nazionale nonché una migliore aderenza delle stesse alle specifiche esigenze di singoli contesti territoriali e produttivi.

Avv. Riccardo Maraga

Avvocato e Dottore di ricerca in Diritto dell'economia presso l'Università Politecnica delle Marche


Note

1) La disposizione normativa testualmente recita: "Sono delegate alle province autonome di Trento e di Bolzano le funzioni in materia di gestione di cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità, da esercitare sulla base di conseguenti intese con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per coordinare e raccordare gli interventi, ivi compresa la possibilità di avvalersi dell'INPS sulla base di accordi con quest'ultimo. Le predette province autonome possono regolare la materia sulla base dei principi della legislazione statale, con particolare riguardo ai criteri di accesso, utilizzando risorse aggiuntive del proprio bilancio, senza oneri a carico dello Stato. L'onere per l'esercizio delle predette funzioni rimane a carico delle province autonome secondo quanto previsto dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 79 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, come sostituito dal comma 107, lettera h), del presente articolo". Per il testo della legge si v. www.normattiva.it.

2) P e r c o n s u l t a r e i l d o c u m e n t o s i v. h t t p : / / w w w. c g i l . t n . i t / i m p o r t d o c / d o c / 100430_linee_guida_ammortizzatori_sociali-1.pdf

3) Cfr. Scheda sugli ammortizzatori sociali in Trentino, in www.dirittisocialitrentino.it. Il 5 marzo 2013 il decreto legislativo n. 284 recava la "Norma di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige concernente disposizioni per l'attuazione delle delega in materia di cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità, conferita dall'articolo 2, comma 124, della legge 23 dicembre 2009, n. 191" dando il via libera all'attuazione della delega.

4) Consultabile su www.normattiva.it.


6) Consultabile al sito www.consiglio.provincia.tn.it. effettivo della delega, dunque, la Provincia autonoma di Trento aveva stabilito normativamente di istituire, come strumento di tutela sociale, il reddito di attivazione.

7) Il Patto di servizio è un accordo tra il disoccupato e l'Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento che definisce i servizi e le azioni (tipologia dei servizi, durata e tempistica) finalizzate a rafforzare le competenze ed aiutare il disoccupato a trovare al più presto una nuova occupazione. Il patto di servizio è proposto a tutti i beneficiari di prestazioni economiche provinciali: sostegno al reddito provinciale, mobilità in deroga, mobilità regionale. I servizi previsti nel patto di servizio sono concordati durante un colloquio con un operatore specializzato del Centro per l'impiego, sulla base della storia lavorativa del disoccupato, delle sue competenze ed attitudini. La sottoscrizione del patto di servizio è condizione indispensabile per accedere alle prestazioni economiche provinciali. L'aiuto economico serve infatti a supportare il disoccupato nel periodo in cui sta attivamente cercando una nuova occupazione. Il patto di servizio prevede sempre la partecipazione ad un corso di formazione. Sul punto si v. http:// www.agenzialavoro.tn.it/lavoratori/Sostegni/pattoservizio. L'importo mensile del reddito di attivazione sarà determinato moltiplicando il predetto importo giornaliero per 30 giorni, indipendentemente dal numero di giorni che compongono il mese solare di riferimento. I periodi di godimento del reddito di attivazione non sono coperti da contribuzione figurativa né sono utili al riconoscimento di qualsivoglia prestazione previdenziale prevista dalla normativa nazionale.

8) La somma pattuita nell'intesa è pari a 0,53 da corrispondere per ogni erogazione mensile effettuata a favore di ogni singolo beneficiario della prestazione. 

(Riccardo Maraga)

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LaPrevidenza.it, 12/08/2014

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