Successione: il possesso ottenuto in malafede prosegue jure successionis
(Cassazione civile, sez. II, sentenza 18.2.2011 n. 4005)
Con atto di citazione notificato il 2-6-1993 L.A. conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Messina La. A. chiedendo dichiararsi la nullità del testamento olografo di L.G., deceduto in (OMISSIS), pubblicato il 23-4-1990, con il quale era stata nominata erede universale la sorella La.An. ed esclusa dalla eredita l'esponente, nipote "ex fratre" del "de cuius". La convenuta resisteva alla domanda attrice. Il Tribunale adito con sentenza del 5-4-2002 dichiarava La. A. indegna di succedere a L.G., dichiarava la nullità del testamento olografo del quale La.An. aveva fatto scientemente uso, ed ordinava alla O., erede di La.An., deceduta nelle more del giudizio, di rilasciare alla istante, erede legittima avente diritto alla metà dell'asse ereditario ed alla quota spettante alla propria dante causa indegna, i beni ereditari ed i frutti percepiti dopo l'apertura della successione. Proposto gravame da parte della O. cui resisteva L. A. che formulava anche un appello incidentale la Corte di Appello di Messina con sentenza del 2-2-2005 ha rigettato l'appello principale, ha dichiarato inammissibile l'appello incidentale, ed ha condannato la O. al rimborso delle spese del secondo grado di giudizio. Per la cassazione di tale sentenza L.A. ha proposto un ricorso articolato in due motivi cui la O. ha resistito con controricorso introducendo altresì un ricorso incidentale basato su quattro motivi; la L. ha successivamente depositato una memoria....
LaPrevidenza.it, 01/11/2011
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