La petulanza delle telefonate mute è reato
(D.ssa Mariagabriella Corbi)
Si configura, infatti, il reato previsto e punito dall’articolo 660 del Codice penale. Così ha sentenziato la Cassazione (sent.n. 8068/10) confermando la condanna (già inflitta dalla Corte d'appello di Ancona nel giugno 2009) a tre mesi di arresto nei confronti di un uomo che aveva effettuato più di cento telefonate “mute”, in meno di due mesi, al cellulare di una donna. Senza successo il ricorrente ha cercato di sostenere davanti ai giudici del Palazzaccio che era illegittima l’affermazione della responsabilità motivata esclusivamente sulla base del dato oggettivo dell’intestazione dell’utenza telefonica. La Prima sezione penale respingendo il ricorso presentato da Raffaello ha sottolineato che “i giudici del merito sono giunti a stabilire la responsabilità operando sull’elemento di prova (che le chiamate fossero state effettuate dal telefono cellulare a lui intestato), una ‘mediazione intellettuale’ secondo cui è massima di esperienza che il telefono intestato ad una persona sia nella sua disponibilità esclusiva, a meno che non vi sia prova del contrario o non siano state allegate specifiche...
LaPrevidenza.it, 18/04/2010
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