Lo stato delle relazioni sindacali nel pubblico impiego - Dalla legge finanziaria sino ai recenti rinnovi contrattuali del quadriennio 2006 - 2009
(A cura dell'Avv. Maurizio Danza - Arbitro pubblico impiego Lazio)
Il primo aspetto che emerge con chiarezza dal Rapporto CNEL pubblicato il 19 dicembre 2006 in relazione alla contrattazione del pubblico impiego per gli anni 2004-2005, è il ritardo sistematico e prolungato nella stipulazione dei rinnovi contrattuali, segno di crescenti difficoltà di funzionamento delle relazioni sindacali nel settore e di perdita di efficacia dell’accordo del 1993. Il periodo di contrattazione oggetto di esame,coincide esattamente con il secondo biennio della terza tornata contrattuale per I dipendenti pubblici dopo la riforma del 1993, quella relativa al quadriennio 2002-2005. La procedura fisiologica, come noto, prevede un rinnovo entro tre mesi dalla scadenza (31-12-2003 per tutti I contratti). In realtà I rinnovi del biennio economico si sono conclusi al più presto a fine 2005, con quasi due anni di ritardo e a biennio praticamente scaduto, e nella maggioranza dei comparti con un ritardo anche superiore, a nuovo biennio già largamente iniziato, come per I casi di sanità, regioni ed autonomie locali, università, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, presidenza del Consiglio dei ministri, istituti di alta formazione (v. raffronto tra I vari Comparti , per I quattro comparti più grandi, che coprono circa il 90% del totale dei dipendenti pubblici contrattualizzati). Quella dei ritardi è una tendenza che è andata rafforzandosi nel tempo, a partire dal biennio 1996-7, ma solo nell’ultimo quadriennio, ed in misura ancor più accentuata negli anni qui in esame, I ritardi hanno eguagliato o addirittura superato lo stesso periodo di validità dei contratti. Tali ritardi secondo il rapporto del CNEL sono attribuibili a varie ragioni. Vi sono in primo luogo problemi di risorse e di costi, connessi ai vincoli di finanza pubblica....
LaPrevidenza.it, 26/05/2008
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