Condannato Prof che sputò alla preside, non è un legittimo strumento di espressione
(Cassazione, sezione penale, sentenza n.3344/2008, nota dott.ssa Cesira Cruciani)
Lo sputo non è un "legittimo" strumento di "espressione critica" e configura una manifestazione "di disprezzo": per questo un professore di un istituto professionale di Palermo è stato condannato per ingiuria nei confronti della preside dell'istituto alla quale aveva sputato per tre volte durante una riunione di docenti. La Cassazione ha così confermato la condanna per ingiuria aggravata di un professore di 52 anni, come stabilito dalla Corte di appello di Palermo il 2 maggio 2007 (l'entità della pena non è riportata in sentenza). Il docente ha fatto ricorso in Cassazione contro il verdetto di condanna, la tesi per cui gli sputi dovevano essere considerati una legittima forma di dissenso non ha fatto breccia tra gli "ermellini" e nemmeno la richiesta di riaprire le indagini per verificare «direzione ed efficacia dello sputo». La Corte di cassazione – sentenza 333 44 – in risposta al ricorso del professore ha osservato, che «irrilevante è se lo sputo avesse o meno attinto la preside ed anche se la difficoltosa salivazione del professore, dovuta alla foga nella discussione, ne avesse reso l'esecuzione più problematica. Nessun riconoscimento delle attenuanti per il diritto di critica e nessuna assoluzione in nome della libertà di manifestare il proprio pensiero a chi esprime il dissenso a colpi di sputi. Il professore tre volte aveva sputato sulla preside, "capo" dell'istituto professionale di Palermo durante un incontro tra insegnanti programmato per fare il punto su un corso di aggiornamento affidato allo stesso "prof" sputacchione. Proprio mentre la preside rivolgendosi al professore diceva «caro professore forse lei non conosce la differenza tra fare e sperimentare!», il "prof" si è scatenato contro di lei con una vera e propria tempesta di saliva che non si è fermata nemmeno quando i colleghi presenti gli hanno intimato di smetterla. «La sto profumando!» è stata la risposta dell'insegnante inviperito con la preside che, a suo dire, aveva degli atteggiamenti vessatori nei suoi confronti e si intrometteva nel suo corso di recupero...
LaPrevidenza.it, 05/09/2008
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