Pubblico impiego: al via la previdenza complementare
(Ipotesi di accordo Regioni-Autonomie Locali e sanità - Gesuele Bellini)
Parte la previdenza complementare nel pubblico impiego: si incomincia con Regioni ed Autonomie locali e Sanità.
Il 6 marzo scorso è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per l’istituzione del fondo nazionale di pensione complementare per i lavoratori dei comparti delle Regioni e delle Autonomie locali e del Servizio Sanitario Nazionale, che avrà efficacia, in base al disposto inserito dall’art. 1, comma 548, della recente legge Finanziaria 2007, che ha modificato l’art. 47, comma 7, del d.lgs 165/2001, trascorsi 40 giorni dalla data di sottoscrizione.
I destinatari dell’accordo sono tutti i lavoratori delle Autonomie Locali, delle Regioni della Sanità, a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno e a part-time, e ogni altra tipologia di rapporto di lavoro flessibile, secondo la disciplina legislativa e contrattuale vigente nel tempo, di durata pari o superiore a tre mesi continuativi, comprese le relative aree della dirigenza.
L’ipotesi di accordo prevede la possibilità di far aderire al fondo anche i segretari comunali e provinciali e i dirigenti dei ruoli sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo del Servizio Sanitario Nazionale, una volta perfezionate le dichiarazioni di volontà di adesione e le procedure contrattuali che li riguardano.
Le modalità di contribuzione da parte dei lavoratori e del datore di lavoro prevedendo due diversi regimi in base al momento di ingresso nel lavoro: i lavoratori occupati al 31 dicembre 1995 in regime di TFS e quelli occupati al 1° gennaio 2001 in regime di TFR.
Si prescrive, inoltre, una risorsa aggiuntiva, esclusivamente per i primi due anni, pari all1% per il primo anno e allo 0,50% per il secondo anno a parziale copertura del ritardo accumulato in questo periodo, con possibilità di integrare ulteriori risorse per incrementare le prestazioni individuali del fondo per i lavoratori da parte della contrattazione collettiva.
Un interessante risultato della contrattazione è rappresentato dalla copertura di una quota pari a 2,75 euro pro capite per l’avvio del fondo, quota che è stata incrementata rispetto le previste 2,58 iniziali.
Alta novità di maggior rilievo che si segnala è la previsione anche per i lavoratori pubblici al pari dei lavoratori del settore privato della possibilità di chiedere l’anticipazione del TFR, dopo otto anni di iscrizione al fondo, per i motivi indicati nello stesso accordo, ad esempio acquisto prima casa, ecc.
Gesuele Bellini
LaPrevidenza.it, 12/03/2007
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